È fatta!!! La Concordia è in asse e con questo complicatissimo intervento l'Italia ha parzialmente riscattato una figuraccia.
liberliber ha scritto:l'Italia ha parzialmente riscattato una figuraccia.
Memuz ha scritto:EdoMC ha scritto:Io avrei bonificato il tutto e l'avrei lasciata li a monito per i posteri. Sia per le compagnie che impongono inchini e boiate varie, sia ai comandanti che eseguono, sia a coloro che vanno a spendere il loro denaro per farsi rinchiudere in una nave.
EDIT: chiaramente so che non è possibile quanto sopra, ma si potesse...
Di sicuro metteranno qualche targa, anche a me affascinano i relitti, lasciarla li causerebbe più danni che "pentimenti". Non sono mai stato in crociera, sono stato in quei traghetti molto belli Sardegna/Livorno... e già sono tortuosi quelli li all'interno, figurarsi se lasciano la Concordia li ci sarà qualche curioso che ci entra si perde e fa il fantasmino della situazione...
Se non mi sbaglio la ditta che ha fatto il recupero è la stessa che fa i documentari dei recuperi per sky, magari faranno una puntata visto questo recupero "mai visto prima".
belpietro ha scritto:liberliber ha scritto:l'Italia ha parzialmente riscattato una figuraccia.
con tutta sincerità, io personalmente non mi sento né sminuito dal disastro che ha combinato un singolo cretino italiano al comando di una nave di armatore americano, né ristorato dall'ottimo lavoro di maestranze italiane dirette da un sudafricano.
Tralasciando i tuoi tentativi di navigazione nel mare aperto della progettazione navale, sconosciuta a entrambi, sono d'accordo sui rischi e sulla loro prevenzione, ma nel caso della Concordia c'era tutto il tempo necessario per salvare quella gente; Schettino non è l'unico colpevole per quanto mi riguarda, anche se ufficialmente lo è!EdoMC ha scritto:Più che per il fascino, è a monito: il mare vuole rispetto, chi non lo porta, fa quella fine li. Le navi da crociera sono una bestemmia verso il mare. Baricentro troppo alto, dislocamenti enormi, tutto è in favore del divertimento dei passeggeri e la sicurezza passa non in secondo, ma in terzo o quarto piano. Le compagnie invitano i comandanti a fare questi inchini del cavolo, per far godere ai passeggeri il panorama, i dipendenti e, peggio, gli ufficiali, sono scelti perchè sanno 4 lingue, perchè sono bravi nelle relazioni pubbliche, perchè dei fighi della Madonna, di Dio e anche di Gesù Cristo, ma non occorre che sappiano muversi in una nave in caso di emergenza. Poi, per risparmiare, tutto personale straniero, di 100 nazionalità diverse, quando, in mare, la comunicazione è fondamentale. Inoltre, non sono i passeggeri a doversi adattare alla vita spartana del mare, ma è la nave che si adatta ai capricci dei passeggeri. Questi vengono imbarcati, gli viene fatto un corso di sicurezza per modo di dire, e che si divertano. Per fare un esempio, quando io imbarco degli ospiti su una delle mie barche, faccio un briefing dettagliatissimo, e pretendo che tutti sappiano dove si trovano i dispositivi di sicurezza (VHF, autogonfiabile, fuichi a mano, razzi, estintore, anulare, boette, salvagenti), manovre di sicurezza (uomo di vedetta, recupero, come stare eventualmente al timone, accensione e spegnimento motore ecc...). Ora, tralasciando il fatto che se uno casca da quell'altezza in mare, con ogni probabilità, tirerebbe le cuoia nell'impatto, ma la gente è sarebbe preparata o meno nel segnalare prontamente all'equipaggio un uomo a mare? saprebbe tirare o meno un salvagente (no, non basta lanciarlo banalmente)? Ecco, questa, per me, è una sfida bella e buona al mare. E il mare, se s'arrabbia, porta a quello che abbiamo visto tutti. E ai costi per il recupero, che mi auguro, oltre a essere già raddoppiati, triplichino ancora.
belpietro ha scritto:liberliber ha scritto:l'Italia ha parzialmente riscattato una figuraccia.
con tutta sincerità, io personalmente non mi sento né sminuito dal disastro che ha combinato un singolo cretino italiano al comando di una nave di armatore americano, né ristorato dall'ottimo lavoro di maestranze italiane dirette da un sudafricano.
EdoMC ha scritto:Memuz ha scritto:EdoMC ha scritto:Io avrei bonificato il tutto e l'avrei lasciata li a monito per i posteri. Sia per le compagnie che impongono inchini e boiate varie, sia ai comandanti che eseguono, sia a coloro che vanno a spendere il loro denaro per farsi rinchiudere in una nave.
EDIT: chiaramente so che non è possibile quanto sopra, ma si potesse...
Di sicuro metteranno qualche targa, anche a me affascinano i relitti, lasciarla li causerebbe più danni che "pentimenti". Non sono mai stato in crociera, sono stato in quei traghetti molto belli Sardegna/Livorno... e già sono tortuosi quelli li all'interno, figurarsi se lasciano la Concordia li ci sarà qualche curioso che ci entra si perde e fa il fantasmino della situazione...
Se non mi sbaglio la ditta che ha fatto il recupero è la stessa che fa i documentari dei recuperi per sky, magari faranno una puntata visto questo recupero "mai visto prima".
Più che per il fascino, è a monito: il mare vuole rispetto, chi non lo porta, fa quella fine li. Le navi da crociera sono una bestemmia verso il mare. Baricentro troppo alto, dislocamenti enormi, tutto è in favore del divertimento dei passeggeri e la sicurezza passa non in secondo, ma in terzo o quarto piano. Le compagnie invitano i comandanti a fare questi inchini del cavolo, per far godere ai passeggeri il panorama, i dipendenti e, peggio, gli ufficiali, sono scelti perchè sanno 4 lingue, perchè sono bravi nelle relazioni pubbliche, perchè dei fighi della Madonna, di Dio e anche di Gesù Cristo, ma non occorre che sappiano muversi in una nave in caso di emergenza. Poi, per risparmiare, tutto personale straniero, di 100 nazionalità diverse, quando, in mare, la comunicazione è fondamentale. Inoltre, non sono i passeggeri a doversi adattare alla vita spartana del mare, ma è la nave che si adatta ai capricci dei passeggeri. Questi vengono imbarcati, gli viene fatto un corso di sicurezza per modo di dire, e che si divertano. Per fare un esempio, quando io imbarco degli ospiti su una delle mie barche, faccio un briefing dettagliatissimo, e pretendo che tutti sappiano dove si trovano i dispositivi di sicurezza (VHF, autogonfiabile, fuichi a mano, razzi, estintore, anulare, boette, salvagenti), manovre di sicurezza (uomo di vedetta, recupero, come stare eventualmente al timone, accensione e spegnimento motore ecc...). Ora, tralasciando il fatto che se uno casca da quell'altezza in mare, con ogni probabilità, tirerebbe le cuoia nell'impatto, ma la gente è sarebbe preparata o meno nel segnalare prontamente all'equipaggio un uomo a mare? saprebbe tirare o meno un salvagente (no, non basta lanciarlo banalmente)? Ecco, questa, per me, è una sfida bella e buona al mare. E il mare, se s'arrabbia, porta a quello che abbiamo visto tutti. E ai costi per il recupero, che mi auguro, oltre a essere già raddoppiati, triplichino ancora.
personalmente penso che la nostra immagine sia stata inevitabilmente danneggiata il giorno del disastro e penso che ancor più ne abbia beneficiato oggi dopo che alcuni quotidiani stranieri avevano giudicato il recupero un operazione folle (vedi i cugini d'oltralpe).matteomatte1 ha scritto:belpietro ha scritto:liberliber ha scritto:l'Italia ha parzialmente riscattato una figuraccia.
con tutta sincerità, io personalmente non mi sento né sminuito dal disastro che ha combinato un singolo cretino italiano al comando di una nave di armatore americano, né ristorato dall'ottimo lavoro di maestranze italiane dirette da un sudafricano.
senza dimenticare che la Titan è americana...
http://www.titansalvage.com/What-We-Do/Salvage
moogpsycho ha scritto:personalmente penso che la nostra immagine sia stata inevitabilmente danneggiata il giorno del disastro e penso che ancor più ne abbia beneficiato oggi dopo che alcuni quotidiani stranieri avevano giudicato il recupero un operazione folle (vedi i cugini d'oltralpe).matteomatte1 ha scritto:belpietro ha scritto:liberliber ha scritto:l'Italia ha parzialmente riscattato una figuraccia.
con tutta sincerità, io personalmente non mi sento né sminuito dal disastro che ha combinato un singolo cretino italiano al comando di una nave di armatore americano, né ristorato dall'ottimo lavoro di maestranze italiane dirette da un sudafricano.
senza dimenticare che la Titan è americana...
http://www.titansalvage.com/What-We-Do/Salvage
La maggior parte delle aziende coinvolte è italiana ed hanno portato a termine un operazione sotto l'aspetto ingegneristico entusiasmante
moogpsycho ha scritto:La maggior parte delle aziende coinvolte è italiana ed hanno portato a termine un operazione sotto l'aspetto ingegneristico entusiasmante
NOn dimentichiamo che mentre la gente era stipata sul ponte a non sapere ancora bene cosa fare, Schettino era già scappato dalla nave e non coordinava proprio nulla, tantomeno i soccorsi; nondimeno, manco ha avvisato per tempo che c'era urgenza, ma tentava di minimizzare il problema.Trotto@81 ha scritto:nel caso della Concordia c'era tutto il tempo necessario per salvare quella gente; Schettino non è l'unico colpevole per quanto mi riguarda, anche se ufficialmente lo è!
stefano_68 ha scritto:Ogni volta che sento quella telefonata ("torni a bordo, cazzo!") .
moogpsycho ha scritto:personalmente penso che la nostra immagine sia stata inevitabilmente danneggiata il giorno del disastro e penso che ancor più ne abbia beneficiato oggi dopo che alcuni quotidiani stranieri avevano giudicato il recupero un operazione folle (vedi i cugini d'oltralpe).matteomatte1 ha scritto:belpietro ha scritto:liberliber ha scritto:l'Italia ha parzialmente riscattato una figuraccia.
con tutta sincerità, io personalmente non mi sento né sminuito dal disastro che ha combinato un singolo cretino italiano al comando di una nave di armatore americano, né ristorato dall'ottimo lavoro di maestranze italiane dirette da un sudafricano.
senza dimenticare che la Titan è americana...
http://www.titansalvage.com/What-We-Do/Salvage
La maggior parte delle aziende coinvolte è italiana ed hanno portato a termine un operazione sotto l'aspetto ingegneristico entusiasmante
quello che dici è vero e giusto, ma quello che importa è quanto ci guadagniamo a livello mediatico. E visto che, come dice arizona, di figurette ne abbiam fatta qualcuna ultimamentematteomatte1 ha scritto:moogpsycho ha scritto:personalmente penso che la nostra immagine sia stata inevitabilmente danneggiata il giorno del disastro e penso che ancor più ne abbia beneficiato oggi dopo che alcuni quotidiani stranieri avevano giudicato il recupero un operazione folle (vedi i cugini d'oltralpe).matteomatte1 ha scritto:belpietro ha scritto:liberliber ha scritto:l'Italia ha parzialmente riscattato una figuraccia.
con tutta sincerità, io personalmente non mi sento né sminuito dal disastro che ha combinato un singolo cretino italiano al comando di una nave di armatore americano, né ristorato dall'ottimo lavoro di maestranze italiane dirette da un sudafricano.
senza dimenticare che la Titan è americana...
http://www.titansalvage.com/What-We-Do/Salvage
La maggior parte delle aziende coinvolte è italiana ed hanno portato a termine un operazione sotto l'aspetto ingegneristico entusiasmante
nessuno mette in dubbio la competenze delle ditte italiane che lavorano in loco (Micoperi in primis), ma io sto dicendo un'altra cosa. e cioè che c'è stato un gran lavoro fatto da tante persone (e tante imprese) provenienti da 6 paesi diversi e non "gli ingegneri italiani sono i più bravi", come si sente (e si vede) sui media e non solo, quasi come se fossimo tutti a vedere la partita dell'Italia del football...
streak1 - 12 ore fa
quicktake - 3 anni fa
Suby01 - 1 anno fa