<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Costa Concordia, ci siamo....lunedi parte l' operazione | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Costa Concordia, ci siamo....lunedi parte l' operazione

liberliber ha scritto:
l'Italia ha parzialmente riscattato una figuraccia.

con tutta sincerità, io personalmente non mi sento né sminuito dal disastro che ha combinato un singolo cretino italiano al comando di una nave di armatore americano, né ristorato dall'ottimo lavoro di maestranze italiane dirette da un sudafricano.
 
Memuz ha scritto:
EdoMC ha scritto:
Io avrei bonificato il tutto e l'avrei lasciata li a monito per i posteri. Sia per le compagnie che impongono inchini e boiate varie, sia ai comandanti che eseguono, sia a coloro che vanno a spendere il loro denaro per farsi rinchiudere in una nave.

EDIT: chiaramente so che non è possibile quanto sopra, ma si potesse...

Di sicuro metteranno qualche targa, anche a me affascinano i relitti, lasciarla li causerebbe più danni che "pentimenti". Non sono mai stato in crociera, sono stato in quei traghetti molto belli Sardegna/Livorno... e già sono tortuosi quelli li all'interno, figurarsi se lasciano la Concordia li ci sarà qualche curioso che ci entra si perde e fa il fantasmino della situazione...

Se non mi sbaglio la ditta che ha fatto il recupero è la stessa che fa i documentari dei recuperi per sky, magari faranno una puntata visto questo recupero "mai visto prima".

Più che per il fascino, è a monito: il mare vuole rispetto, chi non lo porta, fa quella fine li. Le navi da crociera sono una bestemmia verso il mare. Baricentro troppo alto, dislocamenti enormi, tutto è in favore del divertimento dei passeggeri e la sicurezza passa non in secondo, ma in terzo o quarto piano. Le compagnie invitano i comandanti a fare questi inchini del cavolo, per far godere ai passeggeri il panorama, i dipendenti e, peggio, gli ufficiali, sono scelti perchè sanno 4 lingue, perchè sono bravi nelle relazioni pubbliche, perchè dei fighi della Madonna, di Dio e anche di Gesù Cristo, ma non occorre che sappiano muversi in una nave in caso di emergenza. Poi, per risparmiare, tutto personale straniero, di 100 nazionalità diverse, quando, in mare, la comunicazione è fondamentale. Inoltre, non sono i passeggeri a doversi adattare alla vita spartana del mare, ma è la nave che si adatta ai capricci dei passeggeri. Questi vengono imbarcati, gli viene fatto un corso di sicurezza per modo di dire, e che si divertano. Per fare un esempio, quando io imbarco degli ospiti su una delle mie barche, faccio un briefing dettagliatissimo, e pretendo che tutti sappiano dove si trovano i dispositivi di sicurezza (VHF, autogonfiabile, fuichi a mano, razzi, estintore, anulare, boette, salvagenti), manovre di sicurezza (uomo di vedetta, recupero, come stare eventualmente al timone, accensione e spegnimento motore ecc...). Ora, tralasciando il fatto che se uno casca da quell'altezza in mare, con ogni probabilità, tirerebbe le cuoia nell'impatto, ma la gente è sarebbe preparata o meno nel segnalare prontamente all'equipaggio un uomo a mare? saprebbe tirare o meno un salvagente (no, non basta lanciarlo banalmente)? Ecco, questa, per me, è una sfida bella e buona al mare. E il mare, se s'arrabbia, porta a quello che abbiamo visto tutti. E ai costi per il recupero, che mi auguro, oltre a essere già raddoppiati, triplichino ancora.
 
belpietro ha scritto:
liberliber ha scritto:
l'Italia ha parzialmente riscattato una figuraccia.

con tutta sincerità, io personalmente non mi sento né sminuito dal disastro che ha combinato un singolo cretino italiano al comando di una nave di armatore americano, né ristorato dall'ottimo lavoro di maestranze italiane dirette da un sudafricano.

senza dimenticare che la Titan è americana...

http://www.titansalvage.com/What-We-Do/Salvage
 
EdoMC ha scritto:
Più che per il fascino, è a monito: il mare vuole rispetto, chi non lo porta, fa quella fine li. Le navi da crociera sono una bestemmia verso il mare. Baricentro troppo alto, dislocamenti enormi, tutto è in favore del divertimento dei passeggeri e la sicurezza passa non in secondo, ma in terzo o quarto piano. Le compagnie invitano i comandanti a fare questi inchini del cavolo, per far godere ai passeggeri il panorama, i dipendenti e, peggio, gli ufficiali, sono scelti perchè sanno 4 lingue, perchè sono bravi nelle relazioni pubbliche, perchè dei fighi della Madonna, di Dio e anche di Gesù Cristo, ma non occorre che sappiano muversi in una nave in caso di emergenza. Poi, per risparmiare, tutto personale straniero, di 100 nazionalità diverse, quando, in mare, la comunicazione è fondamentale. Inoltre, non sono i passeggeri a doversi adattare alla vita spartana del mare, ma è la nave che si adatta ai capricci dei passeggeri. Questi vengono imbarcati, gli viene fatto un corso di sicurezza per modo di dire, e che si divertano. Per fare un esempio, quando io imbarco degli ospiti su una delle mie barche, faccio un briefing dettagliatissimo, e pretendo che tutti sappiano dove si trovano i dispositivi di sicurezza (VHF, autogonfiabile, fuichi a mano, razzi, estintore, anulare, boette, salvagenti), manovre di sicurezza (uomo di vedetta, recupero, come stare eventualmente al timone, accensione e spegnimento motore ecc...). Ora, tralasciando il fatto che se uno casca da quell'altezza in mare, con ogni probabilità, tirerebbe le cuoia nell'impatto, ma la gente è sarebbe preparata o meno nel segnalare prontamente all'equipaggio un uomo a mare? saprebbe tirare o meno un salvagente (no, non basta lanciarlo banalmente)? Ecco, questa, per me, è una sfida bella e buona al mare. E il mare, se s'arrabbia, porta a quello che abbiamo visto tutti. E ai costi per il recupero, che mi auguro, oltre a essere già raddoppiati, triplichino ancora.
Tralasciando i tuoi tentativi di navigazione nel mare aperto della progettazione navale, sconosciuta a entrambi, sono d'accordo sui rischi e sulla loro prevenzione, ma nel caso della Concordia c'era tutto il tempo necessario per salvare quella gente; Schettino non è l'unico colpevole per quanto mi riguarda, anche se ufficialmente lo è!
 
belpietro ha scritto:
liberliber ha scritto:
l'Italia ha parzialmente riscattato una figuraccia.

con tutta sincerità, io personalmente non mi sento né sminuito dal disastro che ha combinato un singolo cretino italiano al comando di una nave di armatore americano, né ristorato dall'ottimo lavoro di maestranze italiane dirette da un sudafricano.

in altri toni.....
se avessimo scagliato anche il recupero sarebbe stato il
peggio del peggio....cosi' ;)
 
EdoMC ha scritto:
Memuz ha scritto:
EdoMC ha scritto:
Io avrei bonificato il tutto e l'avrei lasciata li a monito per i posteri. Sia per le compagnie che impongono inchini e boiate varie, sia ai comandanti che eseguono, sia a coloro che vanno a spendere il loro denaro per farsi rinchiudere in una nave.

EDIT: chiaramente so che non è possibile quanto sopra, ma si potesse...

Di sicuro metteranno qualche targa, anche a me affascinano i relitti, lasciarla li causerebbe più danni che "pentimenti". Non sono mai stato in crociera, sono stato in quei traghetti molto belli Sardegna/Livorno... e già sono tortuosi quelli li all'interno, figurarsi se lasciano la Concordia li ci sarà qualche curioso che ci entra si perde e fa il fantasmino della situazione...

Se non mi sbaglio la ditta che ha fatto il recupero è la stessa che fa i documentari dei recuperi per sky, magari faranno una puntata visto questo recupero "mai visto prima".

Più che per il fascino, è a monito: il mare vuole rispetto, chi non lo porta, fa quella fine li. Le navi da crociera sono una bestemmia verso il mare. Baricentro troppo alto, dislocamenti enormi, tutto è in favore del divertimento dei passeggeri e la sicurezza passa non in secondo, ma in terzo o quarto piano. Le compagnie invitano i comandanti a fare questi inchini del cavolo, per far godere ai passeggeri il panorama, i dipendenti e, peggio, gli ufficiali, sono scelti perchè sanno 4 lingue, perchè sono bravi nelle relazioni pubbliche, perchè dei fighi della Madonna, di Dio e anche di Gesù Cristo, ma non occorre che sappiano muversi in una nave in caso di emergenza. Poi, per risparmiare, tutto personale straniero, di 100 nazionalità diverse, quando, in mare, la comunicazione è fondamentale. Inoltre, non sono i passeggeri a doversi adattare alla vita spartana del mare, ma è la nave che si adatta ai capricci dei passeggeri. Questi vengono imbarcati, gli viene fatto un corso di sicurezza per modo di dire, e che si divertano. Per fare un esempio, quando io imbarco degli ospiti su una delle mie barche, faccio un briefing dettagliatissimo, e pretendo che tutti sappiano dove si trovano i dispositivi di sicurezza (VHF, autogonfiabile, fuichi a mano, razzi, estintore, anulare, boette, salvagenti), manovre di sicurezza (uomo di vedetta, recupero, come stare eventualmente al timone, accensione e spegnimento motore ecc...). Ora, tralasciando il fatto che se uno casca da quell'altezza in mare, con ogni probabilità, tirerebbe le cuoia nell'impatto, ma la gente è sarebbe preparata o meno nel segnalare prontamente all'equipaggio un uomo a mare? saprebbe tirare o meno un salvagente (no, non basta lanciarlo banalmente)? Ecco, questa, per me, è una sfida bella e buona al mare. E il mare, se s'arrabbia, porta a quello che abbiamo visto tutti. E ai costi per il recupero, che mi auguro, oltre a essere già raddoppiati, triplichino ancora.

divertimentifici galleggianti in una parola.....
il resto in secondo piano.....tranne poi quando avvengono questi casi.
Per non parlare dello scempio in Laguna, decine di questi mostri
nell' ambiente piu' fragile e unico.....
 
matteomatte1 ha scritto:
belpietro ha scritto:
liberliber ha scritto:
l'Italia ha parzialmente riscattato una figuraccia.

con tutta sincerità, io personalmente non mi sento né sminuito dal disastro che ha combinato un singolo cretino italiano al comando di una nave di armatore americano, né ristorato dall'ottimo lavoro di maestranze italiane dirette da un sudafricano.

senza dimenticare che la Titan è americana...

http://www.titansalvage.com/What-We-Do/Salvage
personalmente penso che la nostra immagine sia stata inevitabilmente danneggiata il giorno del disastro e penso che ancor più ne abbia beneficiato oggi dopo che alcuni quotidiani stranieri avevano giudicato il recupero un operazione folle (vedi i cugini d'oltralpe).
La maggior parte delle aziende coinvolte è italiana ed hanno portato a termine un operazione sotto l'aspetto ingegneristico entusiasmante
 
moogpsycho ha scritto:
matteomatte1 ha scritto:
belpietro ha scritto:
liberliber ha scritto:
l'Italia ha parzialmente riscattato una figuraccia.

con tutta sincerità, io personalmente non mi sento né sminuito dal disastro che ha combinato un singolo cretino italiano al comando di una nave di armatore americano, né ristorato dall'ottimo lavoro di maestranze italiane dirette da un sudafricano.

senza dimenticare che la Titan è americana...

http://www.titansalvage.com/What-We-Do/Salvage
personalmente penso che la nostra immagine sia stata inevitabilmente danneggiata il giorno del disastro e penso che ancor più ne abbia beneficiato oggi dopo che alcuni quotidiani stranieri avevano giudicato il recupero un operazione folle (vedi i cugini d'oltralpe).
La maggior parte delle aziende coinvolte è italiana ed hanno portato a termine un operazione sotto l'aspetto ingegneristico entusiasmante

troppo bella
http://notizie.it.msn.com/fotostory/foto.aspx?cp-documentid=257462206
 
moogpsycho ha scritto:
La maggior parte delle aziende coinvolte è italiana ed hanno portato a termine un operazione sotto l'aspetto ingegneristico entusiasmante

Se non sbaglio, finchè le operazioni erano in corso e la nave poteva sbregarsi da un momento all'altro, in TV c'era sempre Girotto. Caso strano, appena conclusa con successo l'operazione è saltato fuori il sudafricano a prendersi tutto il merito........
 
Trotto@81 ha scritto:
nel caso della Concordia c'era tutto il tempo necessario per salvare quella gente; Schettino non è l'unico colpevole per quanto mi riguarda, anche se ufficialmente lo è!
NOn dimentichiamo che mentre la gente era stipata sul ponte a non sapere ancora bene cosa fare, Schettino era già scappato dalla nave e non coordinava proprio nulla, tantomeno i soccorsi; nondimeno, manco ha avvisato per tempo che c'era urgenza, ma tentava di minimizzare il problema.
FOrse è anche per quello che i soccorsi sono arrivati in ritardo. :twisted:
Ogni volta che sento quella telefonata ("torni a bordo, cazzo!") e la sua voce impacciata che tutto sembra tranne di una persona di comando, mi vengono istinti omicidi.
 
stefano_68 ha scritto:
Ogni volta che sento quella telefonata ("torni a bordo, cazzo!") .

Per dirla tutta, sarebbe anche interessante sapere dov'era De Falco ogni volta che i vari Schettino si esibivano negli "inchini" davanti al Giglio.......
 
moogpsycho ha scritto:
matteomatte1 ha scritto:
belpietro ha scritto:
liberliber ha scritto:
l'Italia ha parzialmente riscattato una figuraccia.

con tutta sincerità, io personalmente non mi sento né sminuito dal disastro che ha combinato un singolo cretino italiano al comando di una nave di armatore americano, né ristorato dall'ottimo lavoro di maestranze italiane dirette da un sudafricano.

senza dimenticare che la Titan è americana...

http://www.titansalvage.com/What-We-Do/Salvage
personalmente penso che la nostra immagine sia stata inevitabilmente danneggiata il giorno del disastro e penso che ancor più ne abbia beneficiato oggi dopo che alcuni quotidiani stranieri avevano giudicato il recupero un operazione folle (vedi i cugini d'oltralpe).
La maggior parte delle aziende coinvolte è italiana ed hanno portato a termine un operazione sotto l'aspetto ingegneristico entusiasmante

nessuno mette in dubbio la competenze delle ditte italiane che lavorano in loco (Micoperi in primis), ma io sto dicendo un'altra cosa. e cioè che c'è stato un gran lavoro fatto da tante persone (e tante imprese) provenienti da 6 paesi diversi e non "gli ingegneri italiani sono i più bravi", come si sente (e si vede) sui media e non solo, quasi come se fossimo tutti a vedere la partita dell'Italia del football...
 
matteomatte1 ha scritto:
moogpsycho ha scritto:
matteomatte1 ha scritto:
belpietro ha scritto:
liberliber ha scritto:
l'Italia ha parzialmente riscattato una figuraccia.

con tutta sincerità, io personalmente non mi sento né sminuito dal disastro che ha combinato un singolo cretino italiano al comando di una nave di armatore americano, né ristorato dall'ottimo lavoro di maestranze italiane dirette da un sudafricano.

senza dimenticare che la Titan è americana...

http://www.titansalvage.com/What-We-Do/Salvage
personalmente penso che la nostra immagine sia stata inevitabilmente danneggiata il giorno del disastro e penso che ancor più ne abbia beneficiato oggi dopo che alcuni quotidiani stranieri avevano giudicato il recupero un operazione folle (vedi i cugini d'oltralpe).
La maggior parte delle aziende coinvolte è italiana ed hanno portato a termine un operazione sotto l'aspetto ingegneristico entusiasmante

nessuno mette in dubbio la competenze delle ditte italiane che lavorano in loco (Micoperi in primis), ma io sto dicendo un'altra cosa. e cioè che c'è stato un gran lavoro fatto da tante persone (e tante imprese) provenienti da 6 paesi diversi e non "gli ingegneri italiani sono i più bravi", come si sente (e si vede) sui media e non solo, quasi come se fossimo tutti a vedere la partita dell'Italia del football...
quello che dici è vero e giusto, ma quello che importa è quanto ci guadagniamo a livello mediatico. E visto che, come dice arizona, di figurette ne abbiam fatta qualcuna ultimamente :D , approfittiamone e cavalchiamo l'onda ;)
Se tutta l'operazione non fosse andata a buon fine sarebbe stata una figuraccia per il Paese, non per Sloane, di cui nessuno sapeva il nome prima e nessuno se lo ricorderà domani. Per lo stesso motivo, dal momento che le cose sono andate bene, non vedo nulla di male a vantarci delle competenze ingegneristiche che siamo riusciti a riunire e coordinare (oltre a quelle esclusivamente italiane che rappresentano la nazionalità predominante nella control room, 5 su 11)
 
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