Un lato positivo c'è.
Praticamente tutti quelli con cui ho interagito sul lavoro,dai colleghi agli esterni,mi hanno fatto i migliori auguri.
Tanti a quattr'occhi mi hanno detto che sperano che io trovi un lavoro migliore perché a dir loro me lo merito.
La responsabile ha detto che da quando ci sono io tante incombenze che prima restavano indietro,non perché chi c'era prima fosse svogliato ma perché un po' il personale sempre ridotto al minimo indispensabile un po' la disorganizzazione qualcosa restava sempre indietro,se le è levate di dosso.
Io poi ce la metto veramente tutta.
Oggi ho provato un'oretta di incarichi d'ufficio,quelli che mi hanno prospettato come fossero il santo Graal,ma sinceramente preferisco sbancalare.
Capisco chi dice che il lavoro d'ufficio è meglio, soprattutto dopo una certa età,però quando lavoro con le braccia io mi sento vivo mi sembra di fare qualcosa.
A passare di mano fogli,tra l'altro scartoffie spesso superflue figlie di una burocrazia esagerata,mi sembrava di addormentarmi.
Ho salutato sia gli autisti che consegnano abitualmente i carichi che un ragazzo di Torino che si occupa della disinfestazione.
Non ho potuto salutare diverse delle ragazze perché negli ultimi giorni c'è meno lavoro e quindi le hanno lasciate a casa,ad averlo saputo le avrei salutate la scorsa settimana.
Se rimanessi e mi destinassero davvero ad altri incarichi,ma di nuovo ci credo poco,il mio collega,ammesso che resti anche lui,potrebbe fare più ore e occuparsi dei compiti che finora hanno affidato a me.