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Consiglio &#34;motociclistico&#34; a un'amica...

dukeiiktm ha scritto:
Swift1988 ha scritto:
Fabio ho corretto lo scandalo :D :D :D

Cmq le ho detto di pensarci molto bene, perchè con un 400 puoi si farti i viaggi in autostrada, è piu bello, piu potente e tutto.

Ma già il suo 125 (provato da me 2 volte) è molto divertente, perchè bisogna andare piu forti.

Non è come una macchina...

In moto ti fai male... sempre... sia a 20 km/h, sia a 200 km/h.

Però per limitare i danni, le ho detto che non voglio.

Le ci ha ragionato e mi ha detto che ho ragione. (anche perchè in autostrada non ci va mai, quando piove non la usi, di sera per uscire non la usi, all'università ci va in macchina con una sua amica)..
cosa fai?
tieni una 400 supermotard in garage a prendere la polvere e usarla 1 volta al mese?!


p.s. ha detto però che se prendo la Lotus si inca :twisted: :twisted: :twisted: :rolleyes: :D

bah le uniche 2 supermotard da 400cc in giro sono la beta e il suzukidrz (quest'ultimo mi sembra fuori listini) caratterizzate da motori tranquilli e ampiamente godibili, molto più del 125 da lei usato adesso.....sei sicuro di aver ponderato bene i tuoi consigli?
lei mi ha detto il 400 dell'husquarna...
ti farò dire con maggior precisione..
io non me ne intendo una cippa dei mezzi a 2 ruote :D :D :D
 
99octane ha scritto:
Come consigliare prudenza a un'amica di giovane eta', gran passione per le moto, e una tendenza a eccedere?
:?

ciao octane!

un giorno ti riferirò dei due giorni al nostro raduno che ho passato in sella ad una HD (Street Glide) per quasi duecento km (in ogni situazione dai 150 in tangenziale ai curvoni, rotonde, curve strette e passo d'uomo in mezzo alla gente...

ma torniamo IT

Mancano dati per valutare gli argomenti con la tua giovane amica (presentacela ;)):

1-anni di età, anni di guida motociclistica, moto possedute o usate con una certa frequenza, uso tipico attuale, moto guidate abitualmente attualmente.

2-elenco delle imprudenze più frequentemente commesse e dove

3-Capacità di controllo del mezzo (non autocontrollo evidentemente) dimostrato se hai avuto la possibilità di valutarlo.

Resta una risposta principe, ed è quella che già sai:

IL CIRCUITO.

potebbe essere anche una sessione non libera ma un corso di guida veloce/sicura in pista, con lezioni anche teoriche, magari con immagini/filmati deterrenti sulle conseguenze infauste.

Per esperienza certi "pruriti" richiedono di essere soddisfatti, per potersi attenuare (non spariscono almeno per esperienza personale), certo che facendolo improvvisando su strada, ci vuole una bella dose di fortuna.

Poi che talvolta si rischi di più pur mantenendo una condotta prudente ma "terrorizzata" che non con una guida un po' troppo disinvolta ma "sciolta" e capace di districarsi dalle situazioni scabrose, è opinabile ma verosimile, Come sento ora per radio talvolta si muore cenando per una colonnina che si stacca da un balcone... come sai bene (visto che ti occupi di rschi industriali) non esiste la certezza della sicurezza al 100% e talvolta anche i migliori attentati alla sicurezza, pur preparati certosinamente non ottengono i perversi obiettivi sperati.
 
I guanti sono scontati, ovviamente.
Ha 21 anni, romana, impegnata, guida una Ninja 250 e tende ad arrivare a velocita' elevate senza nemmeno farci caso... :)
In effetti i corsi in pista sono la cosa migliore, per quanto concerne il controllo del mezzo. Ma nessuna pista ti puo' preparare al traffico e alla guida in citta'.
 
99octane ha scritto:
I guanti sono scontati, ovviamente.
Ha 21 anni, romana, impegnata, guida una Ninja 250 e tende ad arrivare a velocita' elevate senza nemmeno farci caso... :)
In effetti i corsi in pista sono la cosa migliore, per quanto concerne il controllo del mezzo. Ma nessuna pista ti puo' preparare al traffico e alla guida in citta'.

La pista ti fa capire che differenza c'è tra... la pista e la strada. Quando puoi goderti i piegoni al limite, senza striscie pedonali, auto in senso contrario, biciclette in contromano e semafori, dopo la strada finisce per non interessarti più per correre.
 
99octane ha scritto:
I guanti sono scontati, ovviamente.
Ha 21 anni, romana, impegnata, guida una Ninja 250 e tende ad arrivare a velocita' elevate senza nemmeno farci caso... :)
In effetti i corsi in pista sono la cosa migliore, per quanto concerne il controllo del mezzo. Ma nessuna pista ti puo' preparare al traffico e alla guida in citta'.
Io attualmente non faccio nemmeno pochi km senza giaccone con protezioni spalle, gomiti. schiena, lombare e per poche decine inserisco anche quella per il collo, i pantaloni hanno quelle per ginocchia e tibie, scarponcini alla caviglia o spesso anche gli stivaletti, guanti conconciglie su nocche e riforzi vari oltre al solito casco integrale. Ma come sai bene le protezioni sono un presidio passivo è quello attivo che evita il fattaccio.

Conta il mezzo e la relativa efficienza, certo (manutenzione e upgrade), conta la padronanza tecnica (corsi ed esperienza), conta la capacità di valutazione e previsione del comportamento altrui (condotta difensiva), infine c'è l'ineliminabile fattore "C" su cui in tropppi fanno affidamento, che in alcuni casi difende casi indifendibili e condanna onesti e prudenti conduttori e passeggeri.

Non sono fatalista, ma so per certo che non dipende tutto solo da me...
 
Per integrare una massima:

il buon senso o ce l'hai o non c'è scuola che lo insegni, c'è chi lo impara da solo, chi ascolta i "saggi", chi lo capisce dopo aver tastato di persona, chi non lo capisce MAI chi ha una paura tanto elevata ed irrazionale che talvolta rischi di più di chi confida sempre nella buona sorte...

... falle i miei auguri e vi aspetto il prossimo anno al nostro motoraduno della Madonnina dei Centauri Internazionali ad Alessandria la seconda domenica di luglio, il raduno n1 secondo la federazione, se ti sembra poco...
 
pi_greco ha scritto:
99octane ha scritto:
I guanti sono scontati, ovviamente.
Ha 21 anni, romana, impegnata, guida una Ninja 250 e tende ad arrivare a velocita' elevate senza nemmeno farci caso... :)
In effetti i corsi in pista sono la cosa migliore, per quanto concerne il controllo del mezzo. Ma nessuna pista ti puo' preparare al traffico e alla guida in citta'.
Io attualmente non faccio nemmeno pochi km senza giaccone con protezioni spalle, gomiti. schiena, lombare e per poche decine inserisco anche quella per il collo, i pantaloni hanno quelle per ginocchia e tibie, scarponcini alla caviglia o spesso anche gli stivaletti, guanti conconciglie su nocche e riforzi vari oltre al solito casco integrale. Ma come sai bene le protezioni sono un presidio passivo è quello attivo che evita il fattaccio.

Conta il mezzo e la relativa efficienza, certo (manutenzione e upgrade), conta la padronanza tecnica (corsi ed esperienza), conta la capacità di valutazione e previsione del comportamento altrui (condotta difensiva), infine c'è l'ineliminabile fattore "C" su cui in tropppi fanno affidamento, che in alcuni casi difende casi indifendibili e condanna onesti e prudenti conduttori e passeggeri.

Non sono fatalista, ma so per certo che non dipende tutto solo da me...
... io non sono così estremamente attento all'abbigliamento come pi_greco, ho un bel giubbotto della Dainese, uso i guanti e il casco sempre ben allacciato, così come le luci sempre accese. Trovo esagerato, anche se é soggettivo e l'attenzione non é mai troppa, il suo abbigliamento corazzato anche per percorrere solo pochi kilometri. Io vengo in ufficio in moto, e non mi vestirei mai con tutte ste cose. Poi alla fine la differenza, oltre alla fatalità, la fa la testa di ciascuno di noi anche se, purtroppo, non sempre é sufficiente a determinare la nostra incolumità....
ciao
 
steo1985 ha scritto:
pi_greco ha scritto:
99octane ha scritto:
I guanti sono scontati, ovviamente.
Ha 21 anni, romana, impegnata, guida una Ninja 250 e tende ad arrivare a velocita' elevate senza nemmeno farci caso... :)
In effetti i corsi in pista sono la cosa migliore, per quanto concerne il controllo del mezzo. Ma nessuna pista ti puo' preparare al traffico e alla guida in citta'.
Io attualmente non faccio nemmeno pochi km senza giaccone con protezioni spalle, gomiti. schiena, lombare e per poche decine inserisco anche quella per il collo, i pantaloni hanno quelle per ginocchia e tibie, scarponcini alla caviglia o spesso anche gli stivaletti, guanti conconciglie su nocche e riforzi vari oltre al solito casco integrale. Ma come sai bene le protezioni sono un presidio passivo è quello attivo che evita il fattaccio.

Conta il mezzo e la relativa efficienza, certo (manutenzione e upgrade), conta la padronanza tecnica (corsi ed esperienza), conta la capacità di valutazione e previsione del comportamento altrui (condotta difensiva), infine c'è l'ineliminabile fattore "C" su cui in tropppi fanno affidamento, che in alcuni casi difende casi indifendibili e condanna onesti e prudenti conduttori e passeggeri.

Non sono fatalista, ma so per certo che non dipende tutto solo da me...
... io non sono così estremamente attento all'abbigliamento come pi_greco, ho un bel giubbotto della Dainese, uso i guanti e il casco sempre ben allacciato, così come le luci sempre accese. Trovo esagerato, anche se é soggettivo e l'attenzione non é mai troppa, il suo abbigliamento corazzato anche per percorrere solo pochi kilometri. Io vengo in ufficio in moto, e non mi vestirei mai con tutte ste cose. Poi alla fine la differenza, oltre alla fatalità, la fa la testa di ciascuno di noi anche se, purtroppo, non sempre é sufficiente a determinare la nostra incolumità....
ciao

Guarda fino al 2004 la pensavo anch'io come te........casco, guanti, giacca con protezioni ed in aggiunta stivali tecnici alpinestars....poi ecco a settembre di quell'anno l'uscita dalla tangenziale per corso unità d'italia, piego senza esagerare quando all'improvviso l'avantreno mi molla senza preavviso (tipico difetto dei michelin power race di allora, ora con i power one attuali o le altre marche mai più avuto questi problemi) e patapumfete mi ritrovo per terra.......danni?
beh il vecchio duke2 a parte 2 graffi sullo scarico e un contrappeso al manubrio rotto e ripartito subito e mi ha portato a casa senza problemi.
per me invece gomito salvato dalle protezioni della giacca, piede e caviglia senza un graffio grazie agli stivali (con il destro totalmente abraso) ma restava una dolorosissima abrasione al ginocchio dx dove i jeans avevano ceduto subito......risultato da allora ho aggiunto anche pantaloni tecnici appositi con protezioni (o quando fa fresco la tuta intera di pelle), anche solo per pochi km di viaggio.
Sarà un discorso retorico, ma dopo aver appoggiato il sedere per terra ed essermi grattuggiato il ginocchio anche se devo fare 2km mi bardo sempre tutto, come dice un vecchio detto genovese che ho sentito da beppe grillo "la vita è come una tempesta, prenderlo nel c..o è un lampo" :D :D :D
 
Scusate, ma qui si stazperdendo di vista il problema: non c'è abbigliamento tecnico che ti salvi se poi guidi da incosciente (anche se c'è un dio che protegge gli ubriachi, i bambini e gli imbecilli, dicono). Prima di tutto bisogna far perdere alla ragazza la voglia di correre dove non deve e questo si può fare - ammesso e non concesso che sia davvero possibile - facendole assaggiare "pietanze" migliori, ossia facendole provare la pista nella speranza che poi trovi la strada poco interessante per "spingere". Imho
 
steo1985 ha scritto:
pi_greco ha scritto:
99octane ha scritto:
I guanti sono scontati, ovviamente.
Ha 21 anni, romana, impegnata, guida una Ninja 250 e tende ad arrivare a velocita' elevate senza nemmeno farci caso... :)
In effetti i corsi in pista sono la cosa migliore, per quanto concerne il controllo del mezzo. Ma nessuna pista ti puo' preparare al traffico e alla guida in citta'.
Io attualmente non faccio nemmeno pochi km senza giaccone con protezioni spalle, gomiti. schiena, lombare e per poche decine inserisco anche quella per il collo, i pantaloni hanno quelle per ginocchia e tibie, scarponcini alla caviglia o spesso anche gli stivaletti, guanti conconciglie su nocche e riforzi vari oltre al solito casco integrale. Ma come sai bene le protezioni sono un presidio passivo è quello attivo che evita il fattaccio.

Conta il mezzo e la relativa efficienza, certo (manutenzione e upgrade), conta la padronanza tecnica (corsi ed esperienza), conta la capacità di valutazione e previsione del comportamento altrui (condotta difensiva), infine c'è l'ineliminabile fattore "C" su cui in tropppi fanno affidamento, che in alcuni casi difende casi indifendibili e condanna onesti e prudenti conduttori e passeggeri.

Non sono fatalista, ma so per certo che non dipende tutto solo da me...
... io non sono così estremamente attento all'abbigliamento come pi_greco, ho un bel giubbotto della Dainese, uso i guanti e il casco sempre ben allacciato, così come le luci sempre accese. Trovo esagerato, anche se é soggettivo e l'attenzione non é mai troppa, il suo abbigliamento corazzato anche per percorrere solo pochi kilometri. Io vengo in ufficio in moto, e non mi vestirei mai con tutte ste cose. Poi alla fine la differenza, oltre alla fatalità, la fa la testa di ciascuno di noi anche se, purtroppo, non sempre é sufficiente a determinare la nostra incolumità....
ciao

guarda io vado in moto da 30anni abbondanti con un modesto passato agonisitico:

Salvo pochi capi, conservo ancora tutto l'abbigliamento che ho indossato in passato, avendo sempre acquistato articoli di marca e di gamma medioalta.

Ho sempre pensato di essere ben equipaggiato, ma quando vedo e mi riprovo i capi vecchi (che a fatica entrano ancora) mi sento "nudo". Anche oggi che sono venuto al lavoro (80km) avevo dei pantaloni semitecnici in canvas con protezioni semirigide (Tucano Urbano), e pensavo ai miei pantaloni Dainese tecnici (che costano almeno il triplo) e che sembrano un sacco più macchinosi da indossare ma "fittano" in sella molto meglio. certo ora che sono alla scrivania con questi è come avere dei jeans un po' più rigidi, con quelli tecnici sarei meno comodo e farei un sguishsguishsguish quando cammino.

Io ringrazio le ditte che si prodigano in ricerca per darci capi sempre più protettivi (anche se poi vanno a produrli in est europa, maghreb, o estremo oriente, e lo spacciano per made in italy e quindi li fanno pagare esageratamente salati) sia contro gli urti che contro gli eventi atmosferici (il comfort aumenta la sicurezza passiva, oltrechè la salute).

Mi interessano anche u nuovissimi giubbotti con airbag e l'unica moto dotata di airbag: la Gold Wing.
 
lsdiff ha scritto:
Scusate, ma qui si stazperdendo di vista il problema: non c'è abbigliamento tecnico che ti salvi se poi guidi da incosciente (anche se c'è un dio che protegge gli ubriachi, i bambini e gli imbecilli, dicono). Prima di tutto bisogna far perdere alla ragazza la voglia di correre dove non deve e questo si può fare - ammesso e non concesso che sia davvero possibile - facendole assaggiare "pietanze" migliori, ossia facendole provare la pista nella speranza che poi trovi la strada poco interessante per "spingere". Imho

Hai ragionissima.

Ci stavo pensando proprio mentre venivo al lavoro stamani quando mi si è accodato un gruppetto di moto che avevo superato e che poi hanno preso il mio ritmo, al punto che quando ho volutamente calato, se ne sono andati per poi rallentare e farsi riprendere...

Prova a farle da "pace bike", falle sentire cosa è un "passo" urbano in varie condizioni, con strade a differente scorrimento, poi strade extraurbane , tangenziali, autostrade, etcetc.

Se organizzi qualche giro domenicale da poche centinaia di km (bastano anch e solo 300 a volta) ci si abitua a prendere il ritmo. Meglio ancora se hai una compagnia di amici (stile motoclub) che si muove con passo costante in cui se sei in fondo ti abitui a non perdere, recuperare eventualmente, rallentare per tempo senza arrivare a ridosso, impostare le traiettorie senza arrivare lungo o volendo uscire troppo lento o troppo forte.

Poi se uno è propenso a prendere velocità prima o poi lo farà sempre, ma con una Ninja 250 non mi preoccuperei. certo il problema è la città (con il fondo sconnesso e con aderenza variabile per asfaltature a macchia di leopardo) il traffico (a Roma poi...) ma non c'è molto da insegnare se non imparare la guida difensiva. Talvolta in città mi vien il dubbio di essere un chiodo, specie agl incorci con semaforo ma l'espeienza recente (un incidente di mio cognato) insegna che non esiste verde che esima dal rallentare e valutare le intenzioni dei conduttori circostanti.
 
pi_greco ha scritto:
Talvolta in città mi vien il dubbio di essere un chiodo, specie agl incorci con semaforo ma l'espeienza recente (un incidente di mio cognato) insegna che non esiste verde che esima dal rallentare e valutare le intenzioni dei conduttori circostanti.

Anch'io sulle strade aperte al traffico faccio il chiodo e non mi vergogno di farlo. :thumbup:

Per dimostrare chi lo è davvero e chi lo fa per senso civico e istinto di conservazione vado in pista. ;)
 
pi_greco ha scritto:
specie agl incorci con semaforo ma l'espeienza recente (un incidente di mio cognato) insegna che non esiste verde che esima dal rallentare e valutare le intenzioni dei conduttori circostanti.
Come ho detto a mio fratello, il verde ti da' ragione, non ti rende immortale.
 

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