Purtroppo ho ampia casistica (più che semplice aneddotica) che preferisco non divulgare. Ci sono centri che hanno fame di prestazioni, che trattano anche casi non indicati, pur di fare "numero" o "numeri". Anche nello stesso centro ci sono interventisti a spada tratta, attendisti ad oltranza e mediatori. Però in centri di eccellenza, salvo intasamenti (che però non intaccano le emergenze ed urgenze), si seguono protocolli validati sia sui parametri inclusivi ed esclusivi, che sulle tempistiche. Da operatore quasi trentennale, principalmente oncologico, ma con trascorsi trattamenti readianti delle coronarie, posso assiccurare che il centro citato, ma anche altri della stessa area regionale (il nostro amico è lombardo se ben ricordo), pricipalmente milanese e bergamasco, operano in ambito di protocolli di scambio e condivisi di levatura internazionale. Il che non esclude che in altri centri non possano lavorare comunque bene, ma non ne hanno perfomanche sulle prestazioni certificate a pari livello. Come detto, quasi mai ho curato mio padre prima, mia moglie poi, nel centro in cui lavoravo, ho sempre cercato il meglio, unica eccezione la ardiopatia di mio padre perchè ho trovato ottimi (e riconociuti) elettrofisiologi ed emodinamisti a PV, centro rinomato da decenni, sede del primo trapianto di cuore del prof. Viganò.
Però qui mi fermo, sono un fisico medico, ma non un medico, le valutazioni, per competenza professionale e per limiti legali, spettano solo ai medici e chirurghi competenti in materia.