migliazziblu ha scritto:finche' si toglie l' Ici alle case dei ricchi.....
Ciao
quello, purtroppo, non è stato fatto.
Ciao.
migliazziblu ha scritto:finche' si toglie l' Ici alle case dei ricchi.....
Ciao
belpietro ha scritto:migliazziblu ha scritto:finche' si toglie l' Ici alle case dei ricchi.....
Ciao
quello, purtroppo, non è stato fatto.
Ciao.
ZioLord ha scritto:Sìììììì stupendooooo MI VIENE IL VOMITOOOOOO....
oppure: SIAMO SOLO NOIIIIIIII
PUAH, DOPPIO PUAH, TRIPLO E QUADRUPLO PUAH!!!
che schifo.
:thumbdown: :thumbdown: :thumbdown:
Evasori d'Italia
Ville e cani intestati a società
Trucchi d'Italia per battere il fisco
Il direttore dell'Agenzia delle entrate: qui c'è la cultura dell'evasione. Dai contribuenti fantasma agli stabilimenti balneari che guadagnano di più durante l'inverno
Evasori d'Italia
Ville e cani intestati a società
Trucchi d'Italia per battere il fisco
Il direttore dell'Agenzia delle entrate: qui c'è la cultura dell'evasione. Dai contribuenti fantasma agli stabilimenti balneari che guadagnano di più durante l'inverno
Per settimane si sono barricati in casa aspettando che i federali venissero a prenderli. Non pagavano le tasse da molto tempo, finché il tribunale li ha condannati a cinque anni di carcere. E loro non ci sono stati. Armati fino ai denti hanno sprangato le porte in attesa della polizia, proclamando di «lottare per la libertà». Proprio così hanno detto: «per la libertà». Ma forse i coniugi Ed e Elanie Brown, che tre anni fa sono stati al centro negli Stati Uniti di un caso nazionale, avevano semplicemente sbagliato posto: credevano di essere in Italia. Il Paese dove l'evasione fiscale non è semplicemente una patologia, ma l'effetto di una cultura radicata a fondo.
Vasco Rossi mentre torna al suo yacht (Olycom)
L'ha ammesso implicitamente ieri, sulle colonne del Sole24ore, il direttore dell'Agenzia delle entrate Attilio Befera. «Quello che ancora non si afferma è il cambiamento del modello culturale che ha favorito l'evasione», ha scritto, mostrandosi esterrefatto per aver letto in un'intervista «che tutto quello che si possiede, anche il proprio cane, è intestato a una società per limitare i danni patrimoniali». Quell'intervista è stata pubblicata da Repubblica il giorno prima di Ferragosto e l'intervistato è nientemeno che la rock star Vasco Rossi, finito nel mirino del fisco per una società, da lui posseduta al 90%, a cui è intestata la barca «Jamaica». Indispettito perché la notizia era trapelata sulle agenzie, dopo aver dichiarato «sono un cittadino onesto», il cantante ha spiegato: «Ho usato questa cautela per mettere un limite a eventuali ritorsioni contro la mia persona fisica per eventuali danni causati dalla barca o dall'equipaggio a terzi. Trovo questo oltre che lecito anche ragionevole e per nulla elusivo. Anche il mio cane è intestato a una società, perché se morde qualcuno si pagano giustamente i danni, ma si evita che qualcuno possa approfittarsene». Difficile comprendere la differenza fra essere morsi dal cane di Vasco Rossi piuttosto che dal cane della società di Vasco Rossi. Ma se la società della barca (in leasing) si chiama «Giamaica no problem» (!) ci sarà pure un motivo.
Anche perché Vasco non è il solo a pensarla così. Sono migliaia e migliaia le società a cui i proprietari intestano yacht e natanti. Il problema, o meglio, il «problem», è che sono pressoché tutte ditte di charter con un solo cliente, guarda caso il loro azionista. In italiano si chiamano società di comodo e non servono soltanto a pagare meno tasse sulla barca, ma a far scomparire lo yacht dai radar del fisco nel caso di accertamenti personali. Se l'Agenzia delle entrate mette il naso nella tua denuncia dei redditi, scoprirà che non hai un motoscafo da un milione di euro, ma una società di charter del capitale di 10 mila euro. Per giunta in perdita. Meglio della bandiera liberiana o panamense.
Ma le società di comodo non servono solo per le barche. Moltissimi ci mettono dentro anche la villa al mare, il casale in campagna, gli appartamenti in città. Poi ci sono le fuoriserie: Ferrari a centinaia, Porsche, Audi, Mercedes, Bmw, Lamborghini e Suv a rotta di collo. Mascherate da auto aziendali. Anche in questo caso non per risparmiare sulle tasse della macchina, ma perché non figuri nella denuncia dei redditi. A uno schermo societario, in Italia, non rinuncia nessuno: diversamente non sarebbero in perdita quasi metà (per l'esattezza il 45%) delle società di capitali. Ma c'è anche chi alla maschera di una srl o di una spa preferisce direttamente quella di una società fiduciaria. Si mettono le azioni là dentro e si può dormire fra due guanciali.
Per non parlare delle scatole dove finiscono i dividendi: spesso hanno sede all'estero, magari in un Paese comunitario. Tipo Lussemburgo. Poi però, grattando la vernice, salta fuori che la società è controllata da un'altra società che sta invece alle Isole Cayman o a San Marino. Migliaia e migliaia. E per non dire dei vip con residenza (spesso fittizia) nei paradisi fiscali, oppure a Montecarlo. Le cronache ne sono piene. Fin qui i comportamenti dove il confine fra evasione ed elusione è talvolta impalpabile. Oltre, ci sono le frodi. E anche in questo vantiamo una discreta specializzazione. Le società che aprono e chiudono i battenti nel giro di pochi mesi, per esempio: si chiamano cartiere perché servono soltanto a fare false fatture che permetteranno di chiedere il rimborso dell'Iva mai pagata. Un caso di scuola, che si può declinare in vari modi. Per esempio, come ha scoperto ad aprile di quest'anno la Guardia di finanza, con un giro di fiduciarie fra la Svizzera e il Lussemburgo. C'era coinvolto perfino un prete. Ma la tecnologia del crimine fiscale, purtroppo, è in continua evoluzione. Vi si dedicano menti raffinate, come quella che ha architettato una frode ai danni del Fisco arrivando a utilizzare i modelli 730: aveva creato una rete di finte società, formalmente gestite da una signora ottuagenaria, che erogavano false prestazioni detraibili dalle denunce dei redditi di comuni cittadini. Impiegati, infermieri delle Asl, pensionati. Con un danno di svariati milioni di euro per l'erario.
Roba da far impallidire gli artigiani dell'evasione. A partire dai commercianti refrattari alla ricevuta fiscale, i quali dichiarano redditi inferiori a quelli del proprio dipendente. Per continuare con gli stabilimenti balneari che dicono di guadagnare più d'inverno che d'estate. Nessuno, però, riesce a battere i veri artisti. Ovvero, coloro che per il Fisco non esistono nemmeno. Una volta scoprirono una donna, a Pavia, che per anni aveva gestito una casa di riposo per anziani totalmente abusiva.
Interrogato dal giudice che sta indagando sulla vicenda della cosiddetta P3, il «faccendiere» Flavio Carboni ha dichiarato senza fare una piega di non possedere beni patrimoniali avendone comunque la disponibilità. Tecnicamente è possibile. Ma quando si scopre che dall'anno di imposta 2002 non ha più presentato una dichiarazione dei redditi, come i poveri, allora non si può davvero trattenere la sorpresa.
Non c'è dubbio che l'evasione fiscale in Italia sia anche una questione culturale. A differenza degli Stati Uniti, dove non si scherza (fra il 2002 e il 2007 hanno sbattuto dentro 5 mila persone), qui non è mai stata considerata un peccato. Più che altro, una marachella. Nel 2002 l'avvocato Attilio Pacifico, che sarebbe stato condannato insieme all'ex ministro Cesare Previti per l'affare Imi-Sir, ammise candidamente in un colloquio con un giornalista: «Sì, sono un evasore fiscale. E allora, che mi volete fare?». E in una lettera al Corriere lo stesso Previti scrisse: «Se è vero che negli anni passati ho avuto disponibilità all'estero, è altrettanto vero che questa situazione l'ho regolarizzata e sanata anche attraverso un condono tombale, pagando quanto dovuto per legge». Già, il condono.
Quale contributo hanno dato le sanatorie a diffondere, come vorrebbe Befera, «la cultura della legalità fiscale»? Il primo condono dell'età moderna lo fece Bruno Visentini, nel 1973. Replicò Rino Formica, nel 1982. E ancora Formica, nel 1991. Per arrivare al 2002, con Tremonti. Poi gli scudi, a ripetizione, per chi aveva esportato illegalmente capitali. Questione forse di Dna italico, visto che la sanatoria capostipite risale addirittura all'epoca dell'imperatore Adriano (che era però di origini iberiche). Ma è difficile credere che la politica oggi non abbia le sue responsabilità. Per questo una domanda è inevitabile. Ora che il suo governo, impossibilitato a ridurre le imposte, sostiene di voler combattere a fondo l'evasione, ripeterebbe Silvio Berlusconi quel che disse il 18 febbraio del 2004, e cioè che evadere tasse troppo alte è «moralmente giustificabile»?
migliazziblu ha scritto:belpietro ha scritto:migliazziblu ha scritto:finche' si toglie l' Ici alle case dei ricchi.....
Ciao
quello, purtroppo, non è stato fatto.
Ciao.
Infatti ho detto ricchi e non megamiliardari e castellani.
Ciao
belpietro ha scritto:migliazziblu ha scritto:belpietro ha scritto:migliazziblu ha scritto:finche' si toglie l' Ici alle case dei ricchi.....
Ciao
quello, purtroppo, non è stato fatto.
Ciao.
Infatti ho detto ricchi e non megamiliardari e castellani.
Ciao
e quale sarebbe questo concetto di "ricco"?
uno che arriva a fine del mese?
migliazziblu ha scritto:belpietro ha scritto:migliazziblu ha scritto:belpietro ha scritto:migliazziblu ha scritto:finche' si toglie l' Ici alle case dei ricchi.....
Ciao
quello, purtroppo, non è stato fatto.
Ciao.
Infatti ho detto ricchi e non megamiliardari e castellani.
Ciao
e quale sarebbe questo concetto di "ricco"?
uno che arriva a fine del mese?
Allora saro' cristallino.....
Parlo di quei 2/3 miliardi della seconda botta di ICI tolta all' entrata del CAV II, oltre a quella del Professore.
Ciao
Viviamo in due paesi differenti. L'italia che conosco io offre servizi che paesi considerati il faro nel mondo stanno valutando solo nel 2010. Un paese dove pur con tutti gli sprechi, che ci sono beninteso, abbiamo una percentuale di pensioni sociali elevatissima, una percentuale di pensioni d'invalidità elevatissima, una mutua (intesa come stipendio pagato anche se in malattia da tempo) che non ha eguali in tutto il mondo. Strutture sanitarie dove spesso finiscono per arrivare anche stranieri (non del terzo mondo, bada bene) sicuri di essere curati come si deve.rema007 ha scritto:ZioLord ha scritto:Sìììììì stupendooooo MI VIENE IL VOMITOOOOOO....
oppure: SIAMO SOLO NOIIIIIIII
PUAH, DOPPIO PUAH, TRIPLO E QUADRUPLO PUAH!!!
che schifo.
:thumbdown: :thumbdown: :thumbdown:
Evasori d'Italia
Ville e cani intestati a società
Trucchi d'Italia per battere il fisco
Il direttore dell'Agenzia delle entrate: qui c'è la cultura dell'evasione. Dai contribuenti fantasma agli stabilimenti balneari che guadagnano di più durante l'inverno
Evasori d'Italia
Ville e cani intestati a società
Trucchi d'Italia per battere il fisco
Il direttore dell'Agenzia delle entrate: qui c'è la cultura dell'evasione. Dai contribuenti fantasma agli stabilimenti balneari che guadagnano di più durante l'inverno
Per settimane si sono barricati in casa aspettando che i federali venissero a prenderli. Non pagavano le tasse da molto tempo, finché il tribunale li ha condannati a cinque anni di carcere. E loro non ci sono stati. Armati fino ai denti hanno sprangato le porte in attesa della polizia, proclamando di «lottare per la libertà». Proprio così hanno detto: «per la libertà». Ma forse i coniugi Ed e Elanie Brown, che tre anni fa sono stati al centro negli Stati Uniti di un caso nazionale, avevano semplicemente sbagliato posto: credevano di essere in Italia. Il Paese dove l'evasione fiscale non è semplicemente una patologia, ma l'effetto di una cultura radicata a fondo.
Vasco Rossi mentre torna al suo yacht (Olycom)
L'ha ammesso implicitamente ieri, sulle colonne del Sole24ore, il direttore dell'Agenzia delle entrate Attilio Befera. «Quello che ancora non si afferma è il cambiamento del modello culturale che ha favorito l'evasione», ha scritto, mostrandosi esterrefatto per aver letto in un'intervista «che tutto quello che si possiede, anche il proprio cane, è intestato a una società per limitare i danni patrimoniali». Quell'intervista è stata pubblicata da Repubblica il giorno prima di Ferragosto e l'intervistato è nientemeno che la rock star Vasco Rossi, finito nel mirino del fisco per una società, da lui posseduta al 90%, a cui è intestata la barca «Jamaica». Indispettito perché la notizia era trapelata sulle agenzie, dopo aver dichiarato «sono un cittadino onesto», il cantante ha spiegato: «Ho usato questa cautela per mettere un limite a eventuali ritorsioni contro la mia persona fisica per eventuali danni causati dalla barca o dall'equipaggio a terzi. Trovo questo oltre che lecito anche ragionevole e per nulla elusivo. Anche il mio cane è intestato a una società, perché se morde qualcuno si pagano giustamente i danni, ma si evita che qualcuno possa approfittarsene». Difficile comprendere la differenza fra essere morsi dal cane di Vasco Rossi piuttosto che dal cane della società di Vasco Rossi. Ma se la società della barca (in leasing) si chiama «Giamaica no problem» (!) ci sarà pure un motivo.
Anche perché Vasco non è il solo a pensarla così. Sono migliaia e migliaia le società a cui i proprietari intestano yacht e natanti. Il problema, o meglio, il «problem», è che sono pressoché tutte ditte di charter con un solo cliente, guarda caso il loro azionista. In italiano si chiamano società di comodo e non servono soltanto a pagare meno tasse sulla barca, ma a far scomparire lo yacht dai radar del fisco nel caso di accertamenti personali. Se l'Agenzia delle entrate mette il naso nella tua denuncia dei redditi, scoprirà che non hai un motoscafo da un milione di euro, ma una società di charter del capitale di 10 mila euro. Per giunta in perdita. Meglio della bandiera liberiana o panamense.
Ma le società di comodo non servono solo per le barche. Moltissimi ci mettono dentro anche la villa al mare, il casale in campagna, gli appartamenti in città. Poi ci sono le fuoriserie: Ferrari a centinaia, Porsche, Audi, Mercedes, Bmw, Lamborghini e Suv a rotta di collo. Mascherate da auto aziendali. Anche in questo caso non per risparmiare sulle tasse della macchina, ma perché non figuri nella denuncia dei redditi. A uno schermo societario, in Italia, non rinuncia nessuno: diversamente non sarebbero in perdita quasi metà (per l'esattezza il 45%) delle società di capitali. Ma c'è anche chi alla maschera di una srl o di una spa preferisce direttamente quella di una società fiduciaria. Si mettono le azioni là dentro e si può dormire fra due guanciali.
Per non parlare delle scatole dove finiscono i dividendi: spesso hanno sede all'estero, magari in un Paese comunitario. Tipo Lussemburgo. Poi però, grattando la vernice, salta fuori che la società è controllata da un'altra società che sta invece alle Isole Cayman o a San Marino. Migliaia e migliaia. E per non dire dei vip con residenza (spesso fittizia) nei paradisi fiscali, oppure a Montecarlo. Le cronache ne sono piene. Fin qui i comportamenti dove il confine fra evasione ed elusione è talvolta impalpabile. Oltre, ci sono le frodi. E anche in questo vantiamo una discreta specializzazione. Le società che aprono e chiudono i battenti nel giro di pochi mesi, per esempio: si chiamano cartiere perché servono soltanto a fare false fatture che permetteranno di chiedere il rimborso dell'Iva mai pagata. Un caso di scuola, che si può declinare in vari modi. Per esempio, come ha scoperto ad aprile di quest'anno la Guardia di finanza, con un giro di fiduciarie fra la Svizzera e il Lussemburgo. C'era coinvolto perfino un prete. Ma la tecnologia del crimine fiscale, purtroppo, è in continua evoluzione. Vi si dedicano menti raffinate, come quella che ha architettato una frode ai danni del Fisco arrivando a utilizzare i modelli 730: aveva creato una rete di finte società, formalmente gestite da una signora ottuagenaria, che erogavano false prestazioni detraibili dalle denunce dei redditi di comuni cittadini. Impiegati, infermieri delle Asl, pensionati. Con un danno di svariati milioni di euro per l'erario.
Roba da far impallidire gli artigiani dell'evasione. A partire dai commercianti refrattari alla ricevuta fiscale, i quali dichiarano redditi inferiori a quelli del proprio dipendente. Per continuare con gli stabilimenti balneari che dicono di guadagnare più d'inverno che d'estate. Nessuno, però, riesce a battere i veri artisti. Ovvero, coloro che per il Fisco non esistono nemmeno. Una volta scoprirono una donna, a Pavia, che per anni aveva gestito una casa di riposo per anziani totalmente abusiva.
Interrogato dal giudice che sta indagando sulla vicenda della cosiddetta P3, il «faccendiere» Flavio Carboni ha dichiarato senza fare una piega di non possedere beni patrimoniali avendone comunque la disponibilità. Tecnicamente è possibile. Ma quando si scopre che dall'anno di imposta 2002 non ha più presentato una dichiarazione dei redditi, come i poveri, allora non si può davvero trattenere la sorpresa.
Non c'è dubbio che l'evasione fiscale in Italia sia anche una questione culturale. A differenza degli Stati Uniti, dove non si scherza (fra il 2002 e il 2007 hanno sbattuto dentro 5 mila persone), qui non è mai stata considerata un peccato. Più che altro, una marachella. Nel 2002 l'avvocato Attilio Pacifico, che sarebbe stato condannato insieme all'ex ministro Cesare Previti per l'affare Imi-Sir, ammise candidamente in un colloquio con un giornalista: «Sì, sono un evasore fiscale. E allora, che mi volete fare?». E in una lettera al Corriere lo stesso Previti scrisse: «Se è vero che negli anni passati ho avuto disponibilità all'estero, è altrettanto vero che questa situazione l'ho regolarizzata e sanata anche attraverso un condono tombale, pagando quanto dovuto per legge». Già, il condono.
Quale contributo hanno dato le sanatorie a diffondere, come vorrebbe Befera, «la cultura della legalità fiscale»? Il primo condono dell'età moderna lo fece Bruno Visentini, nel 1973. Replicò Rino Formica, nel 1982. E ancora Formica, nel 1991. Per arrivare al 2002, con Tremonti. Poi gli scudi, a ripetizione, per chi aveva esportato illegalmente capitali. Questione forse di Dna italico, visto che la sanatoria capostipite risale addirittura all'epoca dell'imperatore Adriano (che era però di origini iberiche). Ma è difficile credere che la politica oggi non abbia le sue responsabilità. Per questo una domanda è inevitabile. Ora che il suo governo, impossibilitato a ridurre le imposte, sostiene di voler combattere a fondo l'evasione, ripeterebbe Silvio Berlusconi quel che disse il 18 febbraio del 2004, e cioè che evadere tasse troppo alte è «moralmente giustificabile»?
il problema dobbiamo porcelo si in termini di evasione che è sempre una brutta bestia ma sopratutto in termini di colabrodo Italia.
Da noi lo Stato, gli enti locali, insomma tutto il settore pubblico dà agli italiani dei servizi scadenti, tra i peggiori del mondo intero, e sicuramente i peggiori in assoluto tra i paesi più economicamente sviluppati, mentre assorbono più di metà del prodotto lordo.
Magari tappando un pò di voragini quà e là probabilmente molti saranno meno invogliati a fare i giamaicani.![]()
Qui avete parlato di gente che evade per la barca e la villa, ma c'è gente con attività al lastrico che fà debiti per pagare le tasse e famiglie che si tolgono una importante fetta di pane dalla bocca per pagare tasse dirette e indirette, locali, regionali e nazionali, e non ha diritto a un cavolo di ammortizzatore sociale. :!:
Botto88 ha scritto:Anche musicalmente Vasco sta cadendo sempre più in basso (non che prima volasse alto, intendiamoci...)
... Vasco é un uomo di merxa, ma musicalmente indiscutibile!ZioLord ha scritto:Botto88 ha scritto:Anche musicalmente Vasco sta cadendo sempre più in basso (non che prima volasse alto, intendiamoci...)
I gusti son gusti per carità, ma criticare Vasco come musicista cantautore....
Suvvia!!
Lascia stare va.
piuttosto e anzichènò :hunf:
ZioLord ha scritto:Botto88 ha scritto:Anche musicalmente Vasco sta cadendo sempre più in basso (non che prima volasse alto, intendiamoci...)
I gusti son gusti per carità, ma criticare Vasco come musicista cantautore....
Suvvia!!
Lascia stare va.
piuttosto e anzichènò :hunf:
Botto88 ha scritto:ZioLord ha scritto:Botto88 ha scritto:Anche musicalmente Vasco sta cadendo sempre più in basso (non che prima volasse alto, intendiamoci...)
I gusti son gusti per carità, ma criticare Vasco come musicista cantautore....
Suvvia!!
Lascia stare va.
piuttosto e anzichènò :hunf:
Io mi riferisco alle canzoni che ha fatto ultimamente, da dopo l'album "il mondo che vorrei". Dopo quell'album sono semplicemente una più brutta dell'altra, soprattutto i testi stanno diventando di una banalità pazzesca. Le musiche sono insipide (a parte la cover). Se non fosse per gli strumentisti eccezionali che ha sarebbero uno schifo. Te lo dico da fan di Vasco, conosco passo a passo tutta la sua discografia e l'ho anche sentito 2 volte dal vivo, ma purtroppo il vecchio Vasco non c'è più da un pezzo. Preferirei che non facesse niente piuttosto di fare queste inascoltabili porcherie. L'ultimo singolo poi è semplicemente orripilante.
belpietro ha scritto:migliazziblu ha scritto:belpietro ha scritto:migliazziblu ha scritto:belpietro ha scritto:migliazziblu ha scritto:finche' si toglie l' Ici alle case dei ricchi.....
Ciao
quello, purtroppo, non è stato fatto.
Ciao.
Infatti ho detto ricchi e non megamiliardari e castellani.
Ciao
e quale sarebbe questo concetto di "ricco"?
uno che arriva a fine del mese?
Allora saro' cristallino.....
Parlo di quei 2/3 miliardi della seconda botta di ICI tolta all' entrata del CAV II, oltre a quella del Professore.
Ciao
che sono le case (solo le case, qui spesso ci si dimentica che tutto il commerciale, ovvero uffici negozi capannoni, continua a pagare l'ICI) della gente comune, e solamente quelle abitate stabilmente dal proprietario.
la villa continua a pagare l'ICI;
anche gli appartamenti "di lusso" (A1) continuano a pagare l'ICI.
se stabiliamo che chi ha un appartamento non di lusso è "ricco" e chi ha un appartamento "di lusso" o una villa è megamiliardario, allora sì, è stata tolta l'ICI delle case dei ricchi.
se invece pensiamo che chi ha un appartamento A2 o A3 è una persona comune (che il più delle volte magari si è indebitata fin sopra gli occhi per comprarla), e che chi ha la vilal è un megamiliardario, allora non è stata tolta.
semplice.
basta concordare se siamo qui a discorrere della realtà o a voler dimostrare che qualcuno è la fonte di tutti i mali
scusa cosa vuol dire 2 x 3, forse interpreto male io ma dtai parlando dei lavoratori in generale oppure di una categoria ? di lavoratori, perche' ora come ora non conviene piu' a stare a casa per malattia ammesso e che sia vero, comunque oggi come oggi ai dipendenti comunali non conviene, e questo te lo dico perche ci lavoro, solo da quasi 5 anni come categoria protetta, prima facevo il camionista per 20anni, e succedeva di stare a casa per un'influenza, ora che lavoro nel pubblico impiego sono stato male per influenza ed ho avuto una ricaduta, e purtroppo sono stato a casa, e a fine mese mi sono ritrovato le trattenute per malattia dal mio gia' misero stipendio, questo e Brunetta, stai a contatto con il pubblico ti arriva uno ammalato e ti infetta non sei tutelato ma ne paghi le conseguenze, per colpa di chi na ha abusato primadexxter ha scritto:nella disonestà generale, non dobbiamo dimenticare i lavoratori dipendenti che ogni due x tre è a casa in malattia; è pur sempre una truffadaitegas ha scritto:scusa Diego abbatantuono ? Massimo boldi ? Brigliatore ? il figlio dell'esimio Primo ministro, che hanno comperato yacht dalla Ferretti Nautica di Cattolica e intestati a chi??? vieni a Portoverde frazione di Misano dove ci sono Yacht con bandiere Autraliane ,Americane, giammaicane, Turche, e che ci fanno in un porticciolo come quello ??, di chi sono veramente, ho degli amici che ci lavorano dentro la Ferretti nautica e pensa nel 2002 il presidente del Cesena calcio ordino' uno yacht di 26 metri superacessorriato per la modica cifra di 5.2 milioni di Euro, ho detto Cesena calcio non Inter o Milan ?
comunque sembra che i comuni abbiano trovato la scappatoia per togliere l'evasione e per le entrate nelle casse del comune, con gli affitti , chi affitta deve rilasciare fattura oppure dichiarare al comune l'effettivo guadagno, per poi girarlo all'afettuario dell'appartamento , sotto forma di detrazzione fiscale in busta paga e di rimborso a Luglio in busta paga, e per il propretario se sgarra sono caxxi amari.migliazziblu ha scritto:belpietro ha scritto:migliazziblu ha scritto:belpietro ha scritto:migliazziblu ha scritto:finche' si toglie l' Ici alle case dei ricchi.....
Ciao
quello, purtroppo, non è stato fatto.
Ciao.
Infatti ho detto ricchi e non megamiliardari e castellani.
Ciao
e quale sarebbe questo concetto di "ricco"?
uno che arriva a fine del mese?
Allora saro' cristallino.....
Parlo di quei 2/3 miliardi della seconda botta di ICI tolta all' entrata del CAV II, oltre a quella del Professore.
Ciao
agricolo - 1 giorno fa
Carloantonio70 - 20 ore fa
quicktake - 3 anni fa
Suby01 - 11 mesi fa