ch4 ha scritto:Se provi a cercare in internet la condanna la trovi.Cometa Rossa ha scritto:belpietro ha scritto:come al solito scatta la caccia all'untore.
invece c'è un preciso motivo sia perché i due personaggi si siano incazzati, sia perché l'amministrazione comunale abbia fatto velocemente marcia indietro.
starei a spiegarlo, ma tanto non interesse a nessuno; basta poter dire "ecco il bieco evasore", e niente potrebbe far cambiare le cose
Interesserebbe anche a me la tua spiegazione; perchè da quel che ho letto, a me sembra di aver capito che i due stilisti siano già stati assolti per due volte dall'imputazione di evasione fiscale per redditi che dimostrarono di non aver mai percepito, e quindi la loro indignazione non solo ci sta tutta, ma servirebbero anche tante scuse da parte della giunta meneghina. Però non sono "ferrato" come te nel campo
"Milano, 19 giu. (LaPresse) ? Il giudice monocratico Antonella Brambilla ha condannato gli stilisti Stefano Dolce e Domenico Gabbana a 1 anno e 8 mesi di reclusione ciascuno per omessa dichiarazione dei redditi. I due stilisti sono invece stati assolti dal reato di dichiarazione infedele perché il fatto non sussiste. I pm Laura Pedio e Gaetano Ruta avevano chiesto per loro una condanna a 2 anni e 6 mesi ciascuno. I due stilisti dovranno anche pagare una provvisionale di 500mila euro all?Agenzia delle entrate."
Certo che l'ho trovata, e l'ho anche letta. Ed a leggerla tutta agli stilisti non si contesta alcuna evasione fiscale come la si intende in questo topic, si contesta di aver creato una società estera ad hoc per non pagare le tasse in Italia. Che è quello su cui vertono accusa e difesa (omessa dichiarazione dei redditi, perchè secondo la difesa la società è estera, secondo l'accusa no, da qui l'omissione).
Creata la società estera, gli hanno ceduto i marchi, venendo accusati una prima volta di averli ceduti ad una cifra molto maggiore di quella dichiarata e su cui si sono pagate le tasse. Accusa da cui sono stati pienamente prosciolti già in precedenza.
Resta in ballo questo procedimento, ovvero il capire se tale società estera sia una scatola vuota per non pagare tasse in Italia o meno.
Ma da qui a parlare di evasione, come l'assessore meneghino, ce ne corre e tanto. Almeno fino alla cassazione.