<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Cinema, che passione | Page 124 | Il Forum di Quattroruote

Cinema, che passione

Oggi ho potuto finalmente (mea culpa) vedere il film del 2010 di Emilio Estevez "Il cammino di Santiago", che ovviamente ruota attorno al celebre percorso.
Posso solo dire che merita.
Ovviamente c'è una sceneggiatura professionale per far reggere la trama le classiche 2 ore, ma non usa troppi espedienti.

E se mi è permesso confrontarlo col "Buen camino" di Zalone, non c'è storia.
Il film italiano mirava ad un altro pubblico e raccontava una storia abbastanza diversa, ma per me è stato fin troppo "popolare" sconfinando un paio di volte nel prevedibile e nel "volgarotto".

Anche il film americano ha alcune scene più animate, ma si è saputo mantenere di alto profilo, piacevole.

Meriterebbe più repliche e in orari più favorevoli.
Quello di Zalone, se anche lo passassero in tv, di certo non ci perderò altro tempo.

Tutto IHMO, ovviamente.
 
Oggi ho visto in TV su Sky (con la mia compagna) un film italiano, piuttosto costoso (circa 6 milioni di dollari), che ha avuto successo praticamente zero, con poco più di 50.000 euro di incasso nelle sale, in massima parte italiane. Quindi presumo che nessuno di voi lo abbia visto.

Il film si chiama "The Land of Dreams" (la terra dei sogni, 2022 - Italia), e già il titolo in inglese per un film italiano, ambientato nella New York degli anni '20, la dice lunga sulle ambizioni del film stesso, opera prima di Nicola Abbatangelo, colui che poi nel 2025 sarà il regista del remake della fiction TV "Sandokan".

E' un musical che vorrebbe nelle intenzioni replicare i film di questo genere americani, con immagini spesso esageratamente oniriche e una sfilza esagerata di effetti speciali. Però è ambientato (a Sofia) molto bene negli anni 20 americani, ben recitato dai protagonisti Caterina Shulha (Bielorussa-Italiana), George Blagden (inglese), e, fra gli altri, Paolo Calabresi, Marina Rocco, Carla Signoris, Stefano Fresi ed Edoardo Pesce.
La trama è molto semplice: in sostanza trattasi di una ragazza, di origine italiana, che lavora come lavapiatti in un locale di NY, che sogna di diventare una cantante famosa, la quale farà due importanti conoscenze, una negativa e una positiva. E alla fine...........
Ma la realizzazione è piuttosto articolata, contorta e onirica, ed è un musical con musiche originali di Fabrizio Mancinelli.

Insomma, è stato stroncato da critica e pubblico, ma a me, che a volte vado decisamente controcorrente, è piaciuto molto. L'ho visto volentieri, e nel finale mi sono pure commosso.

Probabilmente l'insuccesso è stato determinato dal fatto che è un film italiano, ma ha un titolo e un'impronta americana, quindi forse per qualcuno, o per molti, non è nè carne, nè pesce. Poi sembra cercare vari temi introspettivi senza svilupparne nessuno. Ma occorre ricordare che è la prima esperienza di Abbatangelo come regista di film.

Secondo me se fosse stato esportato in USA, là sarebbe stato un successo.
 
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Non lo conosco, ma nel cast ci sono alcuni attori che mi piacciono molto. Lo cercherò!

Si, gli attori italiani di questo film sono per me tra i migliori che oggi abbiamo, e lo confermano nel film come recitazione (tra l'altro in inglese, poi doppiati da essi stessi). A me picciono in particolare Stefano Fresi (che ha una parte secondaria) e Paolo Calabresi. Ma anche gli altri sono ben noti a chi segue almeno un po' il cinema italiano. Bravo anche il protagonista maschile (britannico).
Le canzoni, tutte in inglese, hanno i sottotitoli in italiano. Il film potrebbe essere presente anche su Ray play, dato che è stato realizzato anche grazie a Rai cinema.
 
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Cinema, che passione.
Diverse volte, guardando un film che mi piaceva, ho immaginato di essere un attore e di avere una parte in quel film. È capitato pure a voi?
Bene, stamattina - alla tenera età di 59 anni, meglio tardi che mai - finalmente mi è successo. Non di essere un attore, naturalmente: non lo sono e probabilmente non lo sarò mai. Ma comunque stamattina ho fatto parte di un ciak cinematografico, quasi inaspettatamente.
Un attore e regista che frequenta la mia palestra (e che, pur essendo piuttosto giovane, ha già un discreto curriculum su Imdb: ha preso parte pure a delle famose serie della Rai e di Sky) ieri mattina mi ha chiesto se potevo dargli una mano per il film che sta girando. Con tutta la gente che conosce (in palestra parla con tutti) non so perché me l'ha chiesto proprio a me... forse perché sa che sono appassionato di cinema, forse perché ho il "phisique du role" per quello che gli serviva.
Assolutamente niente di complicato, una "comparsata" di pochi secondi: dovevo fare la parte di quello che consegna una statuetta tipo Oscar a un vecchio regista commosso per il suo ultimo film. L'unica raccomandazione che mi ha dato il regista è che mi dovevo vestire in un certo modo ben preciso: per fortuna avevo tutto, tranne il papillon nero che ho comprato apposta ieri sera.
Scena girata in un grande teatro storico, con pubblico finto in platea (tra cui mia moglie).

Bene, com'è stata l'esperienza? Da una parte molto interessante, dall'altra un po' stancante. Ti rendi conto che cosa vuol dire girare anche solo due minuti di un film! Quando sono arrivato in teatro già era tutto pronto dal punto di vista tecnico e stavano già facendo le prove con l'attore protagonista (ho chiesto al regista per l'outfit: "vado bene così?", e lui: "sei bellissimo, dovresti venire sempre così in palestra, sai quanto rimorchieresti?"... sì... in palestra ad allenarmi coi pesi col completo nero, il panciotto e il papillon...)
Da allora a quando abbiamo terminato è passata più di un'ora, col vecchio attore che doveva ripetere la scena più e più volte perché si scordava le battute e perché contestava quello che gli facevano dire... in più scena ripresa da diverse angolazioni (con una macchina sola): di fronte in primo piano, di lato, da dietro... Insomma, per soli due minuti di girato non so quanto tempo c'hanno messo in tutto, da prima che arrivassi io.
Alla fine il regista, dopo aver visto le riprese, mi ha detto che andava bene ma di tenermi disponibile questo pomeriggio per eventuali altri "shot".
Per fortuna poco fa mi ha mandato un whatsapp vocale dicendo che la scena è andata benissimo, che è molto soddisfatto e che per ora non c'è più bisogno di me. Meno male, altrimenti mi sarei dovuto vestire di nuovo di tutto punto, e sono già in modalità "sbraco" in mutande a casa!
 
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