Quello che ho potuto capire dall'intervista e dalla conferenza stampa, è che questo è un ragazzo estremamente debole e fragile.
Il mondo in cui viveva non gli apparteneva ma si sentiva obbligato a soddisfare le aspettative di tutti, padre, ragazza, giornalisti, atleti.
In un momento di poca lucidità, o di estrema lucidità a seconda di come la si interpreti, ha fatto un gesto sconsiderato che probabilmente in modo inconscio sapeva essere l'unico modo per chiudere con una vita che non voleva più portare avanti.
Non riusciva a dire "basta", non riusciva a dire "no" a nessuno.
Così si è "auto-obbligato" a farlo.
Basti pensare che si sarebbe potuto tranquillamente rifiutare di fare il test (ogni atleta può farlo due volte, lui non aveva ancora usufruito di questa possibilità), ma l'ha fatto comunque.
Dunque sapeva e quindi voleva farsi beccare.
Tutto ciò delinea, come già detto, una persona estremamente fragile.
Oggi più che mai necessita di tutta la vicinanza dei suoi cari.
E che i giornalisti lo lascino in pace.
Perché la fan facile a dire "e anche se arrivavi decimo, cosa sarebbe successo?", ma poi abbiam visto tutti le bordate che han tirato ai nuotatori per gli scarsi risultati di questa olimpiade; Pellegrini in primis.
Il fatto che abbia sottolineato l'idea della squalifica a vita per chi si dopa o che abbia parlato di voler fare una vita normale con un lavoro comune la dice lunga su quanto la marcia non fosse affatto la sua aspirazione.
E fare dieci mesi all'anno una cosa che non ti appartiene ti logora. Lentamente ma inesorabilmente.
Dal mio punto di vista ha sbagliato, ha ammesso, ha pagato. Difficilmente si trova questa onestà negli atleti colti a fare uso di doping.
Che ora provi a iniziare una vita con la V maiuscola.
Io, idealmente, per quanto possa valere la mia opinione, lo perdono.