<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> che disastro, tra Liguria e Toscana! | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

che disastro, tra Liguria e Toscana!

G5 ha scritto:
Eh, con 550 mm di pioggia caduta sai che vantaggio avere un fosso pulito.

Diciamo che fare la manutenzione degli alvei, lasciare spazio per le zone di esondazione "controllata" potrebbe già essere un ottimo inizio.
Ma siamo in Italia dove vige il partito del cemento.... :(

G5 ha scritto:
Sino ad un paio di anni fa' immaginavo che la responsabilità fosse dell'incuria del territorio. Oggi ho la convinzione che il problema vero e unico sia la tropicalizzazione del clima.

E quindi non si fa un beeep? Ovvio che oggi le piogge sono cambiate rispetto a 20/30 anni fa (alla faccia che il clima non sta cambiando), ma in Italia la colpa è del tempo.
Non dell'incuria e della piciaggine dell'uomo (in senso generale).

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=9364
 
silverrain ha scritto:
G5 ha scritto:
Eh, con 550 mm di pioggia caduta sai che vantaggio avere un fosso pulito.

Diciamo che fare la manutenzione degli alvei, lasciare spazio per le zone di esondazione "controllata" potrebbe già essere un ottimo inizio.
Ma siamo in Italia dove vige il partito del cemento.... :(

G5 ha scritto:
Sino ad un paio di anni fa' immaginavo che la responsabilità fosse dell'incuria del territorio. Oggi ho la convinzione che il problema vero e unico sia la tropicalizzazione del clima.

E quindi non si fa un beeep? Ovvio che oggi le piogge sono cambiate rispetto a 20/30 anni fa (alla faccia che il clima non sta cambiando), ma in Italia la colpa è del tempo.
Non dell'incuria e della piciaggine dell'uomo (in senso generale).

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=9364

La cura del territorio è un esperienza culturale da non dimenticare, tuttavia, nelle foreste equatoriali (non certo sinonimo di cementificazione) accadono le stesse cose se non più gravi. A far la differenza sono però la quasi assenza di danni alle proprietà private ed alle persone. Anche questo significherà qualcosa?
Dicevano i vecchi che l'acqua si fa' strada da sola. È la verità e non sarà certo una forzosa regimazione a contenerla. In molte zone, il contenimento avviene attraverso arginature dal profilo regolare e consistente. Ebbene, l'acqua dovrebbe raggiungere la valle con lentezza mentre la nostra cura del territorio, che facilita il deflusso, trasforma gli alvei in piste di go kart. Mi chiedo poi che influenza abbiano le infrastrutture di valle (ergo la cementificazione) sulle piene di monte. La cementificazione di valle serve solo a quantificare il danno ma sono convinto che non sia la fonte delle inondazioni. Sulla cementificazione si calcolano gli effetti non le cause.
 
G5 ha scritto:
La cura del territorio è un esperienza culturale da non dimenticare, tuttavia, nelle foreste equatoriali (non certo sinonimo di cementificazione) accadono le stesse cose se non più gravi. A far la differenza sono però la quasi assenza di danni alle proprietà private ed alle persone. Anche questo significherà qualcosa?

Infatti è per questo che occorre prevenzione. Se la Liguria fosse deserta, un'inondazione non farebbe "danni" ovviamente. Ma proprio perché è abitata occorre capire che se piove tanto tanto l'acqua non sparirà magicamente ma da qualche parte dovrà andare....

G5 ha scritto:
Dicevano i vecchi che l'acqua si fa' strada da sola. È la verità e non sarà certo una forzosa regimazione a contenerla. In molte zone, il contenimento avviene attraverso arginature dal profilo regolare e consistente. Ebbene, l'acqua dovrebbe raggiungere la valle con lentezza mentre la nostra cura del territorio, che facilita il deflusso, trasforma gli alvei in piste di go kart.

Pienamente d'accordo. Più sei a valle più diventano xxxx acidi.
Anche (per il profilo orografico) un torrente di montagna in brevissimo tempo può diventare molto pericoloso.

G5 ha scritto:
Mi chiedo poi che influenza abbiano le infrastrutture di valle (ergo la cementificazione) sulle piene di monte. La cementificazione di valle serve solo a quantificare il danno ma sono convinto che non sia la fonte delle inondazioni. Sulla cementificazione si calcolano gli effetti non le cause.

Scusa ma se tu mi metti dei manufatti in zona esondabile o mi costringi un alveo da ponti/argini bassi, beh un po' di responsabilità ce l'hai.
 
silverrain ha scritto:
G5 ha scritto:
La cura del territorio è un esperienza culturale da non dimenticare, tuttavia, nelle foreste equatoriali (non certo sinonimo di cementificazione) accadono le stesse cose se non più gravi. A far la differenza sono però la quasi assenza di danni alle proprietà private ed alle persone. Anche questo significherà qualcosa?

Infatti è per questo che occorre prevenzione. Se la Liguria fosse deserta, un'inondazione non farebbe "danni" ovviamente. Ma proprio perché è abitata occorre capire che se piove tanto tanto l'acqua non sparirà magicamente ma da qualche parte dovrà andare....

G5 ha scritto:
Dicevano i vecchi che l'acqua si fa' strada da sola. È la verità e non sarà certo una forzosa regimazione a contenerla. In molte zone, il contenimento avviene attraverso arginature dal profilo regolare e consistente. Ebbene, l'acqua dovrebbe raggiungere la valle con lentezza mentre la nostra cura del territorio, che facilita il deflusso, trasforma gli alvei in piste di go kart.

Pienamente d'accordo. Più sei a valle più diventano xxxx acidi.
Anche (per il profilo orografico) un torrente di montagna in brevissimo tempo può diventare molto pericoloso.

G5 ha scritto:
Mi chiedo poi che influenza abbiano le infrastrutture di valle (ergo la cementificazione) sulle piene di monte. La cementificazione di valle serve solo a quantificare il danno ma sono convinto che non sia la fonte delle inondazioni. Sulla cementificazione si calcolano gli effetti non le cause.

Scusa ma se tu mi metti dei manufatti in zona esondabile o mi costringi un alveo da ponti/argini bassi, beh un po' di responsabilità ce l'hai.

I nostri avi costruivano in alto. Erano tre gatti e quegli spazi erano sufficienti. Non avevano industrie, negozi, centri commerciali ecc ecc ...... la popolazione è raddoppiata in 60 anni. Occorre sfruttare il suolo per dare uno spazio a tutti. L'economia ha bisogno di infrastrutture e grandi spazi per svilupparsi (e giù a consumare territorio). Tutto questo è possibile in zone favorevoli che guarda caso sono state formate dai fiumi nell'arco dei secoli (Ops!!).
Come la risolviamo? Filosofeggiando direi di liberare il territorio inondabile ... la domanda successiva (senza risposta) è: dove trasferire quel pezzo di umanità?
È qui che si inceppa il meccanismo!
 
silverrain ha scritto:
G5 ha scritto:
Eh, con 550 mm di pioggia caduta sai che vantaggio avere un fosso pulito.

Diciamo che fare la manutenzione degli alvei, lasciare spazio per le zone di esondazione "controllata" potrebbe già essere un ottimo inizio.
Ma siamo in Italia dove vige il partito del cemento.... :(

G5 ha scritto:
Sino ad un paio di anni fa' immaginavo che la responsabilità fosse dell'incuria del territorio. Oggi ho la convinzione che il problema vero e unico sia la tropicalizzazione del clima.

E quindi non si fa un beeep? Ovvio che oggi le piogge sono cambiate rispetto a 20/30 anni fa (alla faccia che il clima non sta cambiando), ma in Italia la colpa è del tempo.
Non dell'incuria e della piciaggine dell'uomo (in senso generale).

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=9364

bisogna vedere se in un teritorio cosi' fatto ci sono gli spazi per le cosidddette
" casse di espansione "....
non siamo mica sul Po, dove di spazi ce ne sono a volonta'
 
G5 ha scritto:
Eh, con 550 mm di pioggia caduta sai che vantaggio avere un fosso pulito.
.

Era un discorso di carattere generale. Ma se non va bene, cementifichiamo pure tutto, tanto poi va sott'acqua lo stesso.....
 
a_gricolo ha scritto:
G5 ha scritto:
Eh, con 550 mm di pioggia caduta sai che vantaggio avere un fosso pulito.
.

Era un discorso di carattere generale. Ma se non va bene, cementifichiamo pure tutto, tanto poi va sott'acqua lo stesso.....

son tanti lo stesso, ma sono molti di meno 366

http://www.radionostalgia.fm/main/notizie/news-toscana-lazio-liguria/item/4072-maltempo-in-lunigiana-lamma-in-lunigiana-caduti-366-mm-pioggia-in-24-ore

http://www.24notizie.com/news/maltempo-in-lunigiana-caduti-366-mm-pioggia-in-24-ore
 
G5 ha scritto:
L'economia ha bisogno di infrastrutture e grandi spazi per svilupparsi (e giù a consumare territorio). Tutto questo è possibile in zone favorevoli che guarda caso sono state formate dai fiumi nell'arco dei secoli (Ops!!).
Come la risolviamo? Filosofeggiando direi di liberare il territorio inondabile ... la domanda successiva (senza risposta) è: dove trasferire quel pezzo di umanità?
È qui che si inceppa il meccanismo!

Quindi?
Costruiamo case non antisismiche perché le altre costano di più?
Costruiamo in mezzo alle zone esondabili perché abbiamo bisogno di spazio?
Cementifichiamo il tutto perché il progresso deve andar avanti?

Se ritieni/ritenete che è giusto continuare così, beh per me il discorso è chiuso.
Le alluvioni, le valanghe, i terremoti non bisogna pensare "speriamo che non arrivi mai", ma tenersi pronti perché prima o poi arriveranno.
 
tutto questo è stato PREVISTO ma ormai si poteva solo aspettare.
chissà se era previsto che cedesse il ponte della Colombiera... :rolleyes: :?
l'hanno chiuso prima che crollasse

neanche fosse stato di cartone (quasi, visto quello che è successo)
per chi non l'avesse ancora visto riporto quello che è rimasto:

http://www.youreporter.it/video_Alluvione_Liguria_crolla_il_ponte_della_colombiera
 
silverrain ha scritto:
G5 ha scritto:
L'economia ha bisogno di infrastrutture e grandi spazi per svilupparsi (e giù a consumare territorio). Tutto questo è possibile in zone favorevoli che guarda caso sono state formate dai fiumi nell'arco dei secoli (Ops!!).
Come la risolviamo? Filosofeggiando direi di liberare il territorio inondabile ... la domanda successiva (senza risposta) è: dove trasferire quel pezzo di umanità?
È qui che si inceppa il meccanismo!

Quindi?
Costruiamo case non antisismiche perché le altre costano di più?
Costruiamo in mezzo alle zone esondabili perché abbiamo bisogno di spazio?
Cementifichiamo il tutto perché il progresso deve andar avanti?

Se ritieni/ritenete che è giusto continuare così, beh per me il discorso è chiuso.
Le alluvioni, le valanghe, i terremoti non bisogna pensare "speriamo che non arrivi mai", ma tenersi pronti perché prima o poi arriveranno.
concordo, compatibilmente con le esigenze di sviluppo e progresso bisogna cercare di tutelare il territorio e di conseguenza le nostre comunità.
Tra il filosofeggiare e non fare nulla penso si possa trovare una compromesso soddisfacente.
 
silverrain ha scritto:
G5 ha scritto:
L'economia ha bisogno di infrastrutture e grandi spazi per svilupparsi (e giù a consumare territorio). Tutto questo è possibile in zone favorevoli che guarda caso sono state formate dai fiumi nell'arco dei secoli (Ops!!).
Come la risolviamo? Filosofeggiando direi di liberare il territorio inondabile ... la domanda successiva (senza risposta) è: dove trasferire quel pezzo di umanità?
È qui che si inceppa il meccanismo!

Quindi?
Costruiamo case non antisismiche perché le altre costano di più?
Costruiamo in mezzo alle zone esondabili perché abbiamo bisogno di spazio?
Cementifichiamo il tutto perché il progresso deve andar avanti?

Se ritieni/ritenete che è giusto continuare così, beh per me il discorso è chiuso.
Le alluvioni, le valanghe, i terremoti non bisogna pensare "speriamo che non arrivi mai", ma tenersi pronti perché prima o poi arriveranno.

Non ritengo affatto che sia giusto così, sono anni che lavoro (sia Professionalmente che da Volontario) nella cura del territorio. Già nel 1998 avevo frequentato corsi teorico pratici di ingegneria naturalistica e tutela del territorio ma da allora le cose non sono cambiate. Chiacchiere tante, ipotesi a non finire ma concretamente una strada maestra ancora non esiste.
Ogni intervento di manutenzione o miglioramento può risolvere un problema ma solo a posteriori possiamo valutare quali altri effetti produrrà.
Eseguire interventi massicci sul territorio non determina per forza che 1+1 faccia 2.
Teorizzare è necessario ma la pratica spesso tradisce le attese. Si possono fare interventi mirati a salvaguarda di un sito (case, strade, ecc) ma è pressochè impossibile immaginare che anche sommando X interventi mirati su un territorio quel territorio divenga immune o sia più protetto. La realtà è che il territorio ha delle regole che l'uomo può solo monitorare ma non può stravolgere. Molte colline sono nate dalla formazione di frane. Una frana, per concetto, non è mai sedimentata ma è sempre in movimento. Possiamo fare tutte le opere di sostegno e regimazione idraulica che vogliamo ma al più differiremo nel tempo il momento in cui questa si manifesterà nuovamente. Perciò le uniche vere tutele future saranno quelle di riconvertire parte delle terre alluvionali. Se non potremo fare questo tutto il resto servirà solo a far girare l'economia (e magari con i sistemi di allarme evitare qualche morte).
 
moogpsycho ha scritto:
silverrain ha scritto:
G5 ha scritto:
L'economia ha bisogno di infrastrutture e grandi spazi per svilupparsi (e giù a consumare territorio). Tutto questo è possibile in zone favorevoli che guarda caso sono state formate dai fiumi nell'arco dei secoli (Ops!!).
Come la risolviamo? Filosofeggiando direi di liberare il territorio inondabile ... la domanda successiva (senza risposta) è: dove trasferire quel pezzo di umanità?
È qui che si inceppa il meccanismo!

Quindi?
Costruiamo case non antisismiche perché le altre costano di più?
Costruiamo in mezzo alle zone esondabili perché abbiamo bisogno di spazio?
Cementifichiamo il tutto perché il progresso deve andar avanti?

Se ritieni/ritenete che è giusto continuare così, beh per me il discorso è chiuso.
Le alluvioni, le valanghe, i terremoti non bisogna pensare "speriamo che non arrivi mai", ma tenersi pronti perché prima o poi arriveranno.
concordo, compatibilmente con le esigenze di sviluppo e progresso bisogna cercare di tutelare il territorio e di conseguenza le nostre comunità.
Tra il filosofeggiare e non fare nulla penso si possa trovare una compromesso soddisfacente.

Bene. Chi la indica questa strada? E quale strada?
 
MotoriFumanti ha scritto:
tutto questo è stato PREVISTO ma ormai si poteva solo aspettare.
chissà se era previsto che cedesse il ponte della Colombiera... :rolleyes: :?
l'hanno chiuso prima che crollasse

neanche fosse stato di cartone (quasi, visto quello che è successo)
per chi non l'avesse ancora visto riporto quello che è rimasto:

http://www.youreporter.it/video_Alluvione_Liguria_crolla_il_ponte_della_colombiera

Purtroppo, visto che sei del luogo, saprai la storia del ponte: in pratica dopo in lavori per rendere la campata centrale mobile ( per l'Intermarine) la struttura del ponte si e' indebolita. Inoltre, se a cio' aggiungi che ad ogni piena del Magra vengono giu' tronchi e altro materiale che va continuamente ad urtare i piloni con violenza, il danno e' presto fatto.
 
arizona77 ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
G5 ha scritto:
Eh, con 550 mm di pioggia caduta sai che vantaggio avere un fosso pulito.
.

Era un discorso di carattere generale. Ma se non va bene, cementifichiamo pure tutto, tanto poi va sott'acqua lo stesso.....

son tanti lo stesso, ma sono molti di meno 366

http://www.radionostalgia.fm/main/notizie/news-toscana-lazio-liguria/item/4072-maltempo-in-lunigiana-lamma-in-lunigiana-caduti-366-mm-pioggia-in-24-ore

http://www.24notizie.com/news/maltempo-in-lunigiana-caduti-366-mm-pioggia-in-24-ore

Ebbene a Borghetto Vara (sul versante interno delle 5terre) ne sono piovuti oltre 550 ml (fonte TG regionale)..... qui ho queste notizie http://www.meteoweb.eu/2011/10/alluvione-fra-liguria-e-toscana-cause-di-un-evento-eccezionale-destinato-a-ripetersi-sempre-piu-spesso/94126/
 
stone1958 ha scritto:
MotoriFumanti ha scritto:
tutto questo è stato PREVISTO ma ormai si poteva solo aspettare.
chissà se era previsto che cedesse il ponte della Colombiera... :rolleyes: :?
l'hanno chiuso prima che crollasse

neanche fosse stato di cartone (quasi, visto quello che è successo)
per chi non l'avesse ancora visto riporto quello che è rimasto:

http://www.youreporter.it/video_Alluvione_Liguria_crolla_il_ponte_della_colombiera

Purtroppo, visto che sei del luogo, saprai la storia del ponte: in pratica dopo in lavori per rendere la campata centrale mobile ( per l'Intermarine) la struttura del ponte si e' indebolita. Inoltre, se a cio' aggiungi che ad ogni piena del Magra vengono giu' tronchi e altro materiale che va continuamente ad urtare i piloni con violenza, il danno e' presto fatto.

Purtroppo i ponti vengono demoliti dai detriti in concomitanza con il vortice delle acque,
crollo' pure in circostanze simili il ponte di Piacenza sul Po un paio di anni fa
 
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