Mi posso sbagliare, ma credo che l'idrogeno diventerà un male necessario, se si vuole veramente una transizione verso l'auto elettrica. Un aspetto che ho sentito poco evidenziato è il problema della concentrazione della distribuzione dell'energia elettrica in uno scenario in cui la quota di EV circolanti diventi significativa (diciamo sopra il 20-30%, non dico la totalità). Con l'attuale mix energetico, basato per lo più su centrali a combustibili fossili, la produzione è più o meno continua, con una quota di energia prodotta anche di notte, quando l'energia non consumata può essere usata per pompare acqua nei bacini idrici, venduta o addirittura dissipata. In quest'ottica una quota limitata di auto elettriche, che vengono verosimilmente ricaricate di notte, tornerebbe utile per sfruttare quella quota di energia "in eccesso". Se però il numero di auto elettriche aumenta, è verosimile che la richiesta energetica aumenti proprio nelle ore serali e notturne, e già questo comporta la necessità di reti elettriche "intelligenti" e sistemi di stoccaggio. Se poi si pensa di aumentare davvero la quota di produzione di energia da rinnovabili il problema si accentua, perchè le rinnovabili (quelle vere, non le biomasse che di rinnovabile hanno solo il nome) sono discontinue per definizione, e lo stoccaggio diventa fondamentale. E dal momento che le batterie sono a mio avviso il sistema di accumulo peggiore che si possa immaginare, credo che l'idrogeno diventerà l'unico vettore energetico praticamente fattibile, anche se inefficiente dal punto di vista energetico.