<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Capita (legalized) | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Capita (legalized)

moogpsycho ha scritto:
belpietro ha scritto:
poi c'è chi (molti) ritiene che l'alterazione della percezione che consegue all'uso di certe droghe e non di altre sia socialmente tollerabile (per l'entità dell'alterazione e per il modo di consumo), quindi da legalizzare.
è un ragionamento che rispetto anche se non lo condivido.
siamo d'accordo sulla parte non quotata,
sulla seconda è indispensabile fare un distinguo, non tanto per definire se e come tollerare o liberalizzare certe droghe, ma piuttosto per comprendere che ci sono sostanze esponenzialmente più dannose di altre.

che ci siano sostanze più pericolose di altre credo sia indiscutibile, così come il fatto che ci siano sostanze più dannose.
del resto anche i cibi grassi sono dannosi se assunti in estremo eccesso, tanto che in alcuni contesti ci sono iniziative limitative (senza arrivare, ovviamente, al proibizionismo).

le sostanze psicoattive hanno la caratteristica di influire non solo sulla salute della persona che le consuma, ma sul suo comportamento e di conseguenza sui rapporti "con la società" in generale
per cui alcune sono libere ma limitate in certe circostanze (al lavoro, alla guida); altre sono limitate più o meno sempre, con maggiore o minore tolleranza.

nelle nostre montagne fino a qualche decennio fa era considerato normale che il contadino al sabato sera si rimbecillisse con del vinaccio all'osteria, tanto tornava a casa col mulo
in una società dell'automobile diffusa non è invece tollerato nemmeno l'alcool a 0,6, che non altera il comportamento in modo socialmente pericoloso ma appanna i riflessi

in una società agreste e non motorizzata non ci sarebbe problema sociale se la gente finito di lavorare si trastullasse con le canne (infatti in giamaica non credo ne facciano un problema); così come il consumo rituale del peyote non era un problema per le popolazioni americane

oggi lo è, o può esserlo.
non è tanto un problema di pericolosità, quanto un problema di approccio sociale

esempio: anche gli analgesici alterano la percezione, ma siccome gli analgesici sono, in generale, usati da persone che provano dolore per lenirlo e che una volta impasticcati si mettono a letto, da un lato c'è la giustificazione (sociale) dell'uso medico, dall'altro non c'è allarme
 
silverrain ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
Beh, non so tu, ma io da un chirurgo che so essere cocainomane ci penserei sessantaquattro volte a farmi operare.......

e da uno alcolizzato? :twisted:
io non sono pratico di coca, e sospetto che sia un po' una leggenda quella della migliore concentrazione.
farei conto di non doverlo testare, perché non mi fido comunque.

tra i due, comunque, se non avessi altra scelta preferirei il cocainomane che l'alcoolizzato; almeno non ha il tremito alle mani.
 
belpietro ha scritto:
moogpsycho ha scritto:
belpietro ha scritto:
moogpsycho ha scritto:
se bere una grappa una volta a settimana non è ubriacarsi, allora farsi una canna una volta a settimana è drogarsi?
sicuramente sì.
non ti pare incoerente? adotti due metri e due misure... son due sostanze che fanno ugualmente male qualora se ne abusi.
no, adotto una sola misura: la ragione del discrimine non è che faccia male se se ne abusa (anche fumare tabacco fa molto male, è considerato un disvalore rispetto alla salute ma è legale farlo e vendere il prodotto ai maggiorenni)

la misura è l'alterazione rilevante della percezione della realtà.
bere una grappa non altera la percezione / capacità, di conseguenza non è "ubriacarsi"
bere troppa grappa le altera, è "ubriacarsi" ma se fatto una volta non è "essere alcoolizzato"
bere troppa grappa per abitudine è "essere alcoolizzato"

assumere droghe altera comunque la percezione / capacità ed equivale a "drogarsi"
(lo scopo dell'assunzione è proprio quello)
farlo una volta, o solo occasionalmente, non equivale a "essere drogato"
assumerne per abitudine equivale a "essere drogato"
cosa che, per esempio, i consumatori abituali di cocaina tendono a non riconoscere e fanno molto male.

poi c'è chi (molti) ritiene che l'alterazione della percezione che consegue all'uso di certe droghe e non di altre sia socialmente tollerabile (per l'entità dell'alterazione e per il modo di consumo), quindi da legalizzare.
è un ragionamento che rispetto anche se non lo condivido.

Se pensi che fumarsi la canna dia alterazione della percezione della realtà ne devi aver fumate molte miste ad altre sostanze. Per mio conto, stante come stanno le cose, sarebbe più indirizzato vietare l'uso di alcol che mi pare faccia già parecchi danni quanto a alterazioni percettive della realtà, ma, chissà com'è (forse perché ci si faceva il vino in casa?) possiamo far finta di niente. La realtà è che ci sono temi che vivono di ipocrisia ed altri di indifferenza.
 
a_gricolo ha scritto:
ch4 ha scritto:
Per finire non è che sempre l'alterazione della percezione sia un fatto negativo, come si spiegherebbe la notevole diffusione dell'uso di cocaina ad esempio tra chirurghi se non con una maggiore capacità di concentrazione?

Beh, non so tu, ma io da un chirurgo che so essere cocainomane ci penserei sessantaquattro volte a farmi operare.......
e come puoi saperlo, statisticamente le loro percentuali di cocainomani sono più elevate della media e lo fanno per essere più lucidi e reattivi, per la carriera, mica per lo sballo.
http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/inchiesta-italiana/2012/02/23/news/i_mestieri_della_coca-29596899/?inchiesta=%2Fit%2Frepubblica%2Frep-it%2Finchiesta-italiana%2F2012%2F02%2F23%2Fnews%2Fi_mestieri_della_coca-29612447%2F
 
belpietro ha scritto:
moogpsycho ha scritto:
belpietro ha scritto:
poi c'è chi (molti) ritiene che l'alterazione della percezione che consegue all'uso di certe droghe e non di altre sia socialmente tollerabile (per l'entità dell'alterazione e per il modo di consumo), quindi da legalizzare.
è un ragionamento che rispetto anche se non lo condivido.
siamo d'accordo sulla parte non quotata,
sulla seconda è indispensabile fare un distinguo, non tanto per definire se e come tollerare o liberalizzare certe droghe, ma piuttosto per comprendere che ci sono sostanze esponenzialmente più dannose di altre.

che ci siano sostanze più pericolose di altre credo sia indiscutibile, così come il fatto che ci siano sostanze più dannose.
del resto anche i cibi grassi sono dannosi se assunti in estremo eccesso, tanto che in alcuni contesti ci sono iniziative limitative (senza arrivare, ovviamente, al proibizionismo).

le sostanze psicoattive hanno la caratteristica di influire non solo sulla salute della persona che le consuma, ma sul suo comportamento e di conseguenza sui rapporti "con la società" in generale
per cui alcune sono libere ma limitate in certe circostanze (al lavoro, alla guida); altre sono limitate più o meno sempre, con maggiore o minore tolleranza.

nelle nostre montagne fino a qualche decennio fa era considerato normale che il contadino al sabato sera si rimbecillisse con del vinaccio all'osteria, tanto tornava a casa col mulo
in una società dell'automobile diffusa non è invece tollerato nemmeno l'alcool a 0,6, che non altera il comportamento in modo socialmente pericoloso ma appanna i riflessi

in una società agreste e non motorizzata non ci sarebbe problema sociale se la gente finito di lavorare si trastullasse con le canne (infatti in giamaica non credo ne facciano un problema); così come il consumo rituale del peyote non era un problema per le popolazioni americane

oggi lo è, o può esserlo.
non è tanto un problema di pericolosità, quanto un problema di approccio sociale

esempio: anche gli analgesici alterano la percezione, ma siccome gli analgesici sono, in generale, usati da persone che provano dolore per lenirlo e che una volta impasticcati si mettono a letto, da un lato c'è la giustificazione (sociale) dell'uso medico, dall'altro non c'è allarme

problemi come quelli che definisci di approccio sociale non li nego, ma io intendo proprio pericolosità alla salute dell'individuo nel momento stesso in cui assume una data sostanza.
ci sono ragazzi che si sono letteralmente bruciati il cervello con degli acidi.. qualcuno saltuariamente ci lascia anche le penne. Diversa è un canna o un cibo grasso che possono si fare male, ma solo se con reiterate assunzioni in dosi eccessive.
 
nafnlaus ha scritto:
Se pensi che fumarsi la canna dia alterazione della percezione della realtà ne devi aver fumate molte miste ad altre sostanze. Per mio conto, stante come stanno le cose, sarebbe più indirizzato vietare l'uso di alcol che mi pare faccia già parecchi danni quanto a alterazioni percettive della realtà, ma, chissà com'è (forse perché ci si faceva il vino in casa?) possiamo far finta di niente. La realtà è che ci sono temi che vivono di ipocrisia ed altri di indifferenza.
e ci sono altri temi che vivono di buona educazione.
 
ch4 ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
ch4 ha scritto:
Per finire non è che sempre l'alterazione della percezione sia un fatto negativo, come si spiegherebbe la notevole diffusione dell'uso di cocaina ad esempio tra chirurghi se non con una maggiore capacità di concentrazione?

Beh, non so tu, ma io da un chirurgo che so essere cocainomane ci penserei sessantaquattro volte a farmi operare.......
e come puoi saperlo, statisticamente le loro percentuali di cocainomani sono più elevate della media e lo fanno per essere più lucidi e reattivi, per la carriera, mica per lo sballo.
http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/inchiesta-italiana/2012/02/23/news/i_mestieri_della_coca-29596899/?inchiesta=%2Fit%2Frepubblica%2Frep-it%2Finchiesta-italiana%2F2012%2F02%2F23%2Fnews%2Fi_mestieri_della_coca-29612447%2F

Maradona per fare un altro esempio eclatante non era particolarmente alterato quando giocava, anzi, nel pieno possesso delle sue doti.. e le dimostrava tutte ;)
 
nafnlaus ha scritto:
[ Per mio conto, stante come stanno le cose, sarebbe più indirizzato vietare l'uso di alcol che mi pare faccia già parecchi danni quanto a alterazioni percettive della realtà, ma, chissà com'è (forse perché ci si faceva il vino in casa?) possiamo far finta di niente.
magari mi sbaglio, magari sono un complottista ma ho un sospetto.. l'alcol è tassabile facilmente, gli psicofarmaci sono brevettati dalle compagnie farmaceutiche.. la maria coi suoi tanti effetti benefici è coltivabile da chiunque..
 
belpietro ha scritto:
nafnlaus ha scritto:
Se pensi che fumarsi la canna dia alterazione della percezione della realtà ne devi aver fumate molte miste ad altre sostanze. Per mio conto, stante come stanno le cose, sarebbe più indirizzato vietare l'uso di alcol che mi pare faccia già parecchi danni quanto a alterazioni percettive della realtà, ma, chissà com'è (forse perché ci si faceva il vino in casa?) possiamo far finta di niente. La realtà è che ci sono temi che vivono di ipocrisia ed altri di indifferenza.
e ci sono altri temi che vivono di buona educazione.

Ti ho dato un buon pretesto per non rispondere.

Sai bene che la mia provocazione era ironica e non certo offensiva, ma vale il pretesto e non il contenuto.
 
leggevo peraltro la stima dei cocainomani a Milano (la città col più alto rapporto cocainomani/non drogati) pari a 125000 utilizzatori abituali, se escludiamo bambini pensionati in età avanzata, almeno uno su quindici che potete incontrare per strada è cocainomane, se poi vi sono mestieri più a rischio (per combattere lo stress o resistere alla fatica) tale rapporto può ad es. triplicare e probabilmente tra 5 chirurghi in sala operatoria uno può esserlo.
Piuttosto mi domando come mai chi guida professionalmente mezzi di trasporto o muletti viene sottoposto a controlli improvvisi chi opera in ospedale o chi legifera o guida la nazione non venga controllato anch'esso.
 
moogpsycho ha scritto:
nafnlaus ha scritto:
[ Per mio conto, stante come stanno le cose, sarebbe più indirizzato vietare l'uso di alcol che mi pare faccia già parecchi danni quanto a alterazioni percettive della realtà, ma, chissà com'è (forse perché ci si faceva il vino in casa?) possiamo far finta di niente.
magari mi sbaglio, magari sono un complottista ma ho un sospetto.. l'alcol è tassabile facilmente, gli psicofarmaci sono brevettati dalle compagnie farmaceutiche.. la maria coi suoi tanti effetti benefici è coltivabile da chiunque..

Se consideri che le multinazionali han creato sementi incapaci di produrre semi fertili al solo scopo di costringerti ad acquistare sementi e non produrteli ....... c'è di che ragionare.
 
belpietro ha scritto:
silverrain ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
Beh, non so tu, ma io da un chirurgo che so essere cocainomane ci penserei sessantaquattro volte a farmi operare.......

e da uno alcolizzato? :twisted:
io non sono pratico di coca, e sospetto che sia un po' una leggenda quella della migliore concentrazione.
farei conto di non doverlo testare, perché non mi fido comunque.

tra i due, comunque, se non avessi altra scelta preferirei il cocainomane che l'alcoolizzato; almeno non ha il tremito alle mani.

Sì, ma magari gli pigliano i 5 minuti e invece delle tonsille ti taglia le palle...... A quanto ne so, la coca aumenta la reattività, più che la concentrazione. Se un chirurgo è bravo lo è anche senza supporti chimici. Se è un cialtrone può pipparsi l'intera produzione del 2012 di mezza Colombia, ma sempre un cialtrone rimane.
 
nafnlaus ha scritto:
Se consideri che le multinazionali han creato sementi incapaci di produrre semi fertili al solo scopo di costringerti ad acquistare sementi e non produrteli ....... c'è di che ragionare.

uhmmmmmmmm.....beh, non è proprio così semplice la questione
 
ch4 ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
ch4 ha scritto:
Per finire non è che sempre l'alterazione della percezione sia un fatto negativo, come si spiegherebbe la notevole diffusione dell'uso di cocaina ad esempio tra chirurghi se non con una maggiore capacità di concentrazione?

Beh, non so tu, ma io da un chirurgo che so essere cocainomane ci penserei sessantaquattro volte a farmi operare.......
e come puoi saperlo, statisticamente le loro percentuali di cocainomani sono più elevate della media e lo fanno per essere più lucidi e reattivi, per la carriera, mica per lo sballo.
http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/inchiesta-italiana/2012/02/23/news/i_mestieri_della_coca-29596899/?inchiesta=%2Fit%2Frepubblica%2Frep-it%2Finchiesta-italiana%2F2012%2F02%2F23%2Fnews%2Fi_mestieri_della_coca-29612447%2F

E infatti, non posso saperlo. E finchè non lo so, mi fido. Anche perchè la puzza di vino si sente, quella di coca no.
 
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