Anch'io mi permetto di dissentire
PanDemonio ha scritto:
1) Non vi è alcun "terzo sesso". Ci sono solo persone con una identità sessuale diversa da quella morfologica. E a chi ha bisogno del bagno poco deve importare di entrambe, soprattutto se non sono le proprie.
Vi è un sesso cromosomico, ed un sesso, come lo chiami tu "morfologico" (i termini scientifici sono genotipico e fenotipico). Ambedue sono condizioni oggettivabili. Vi è poi una condizione, soggettiva, per il quale il soggetto ritiene di non riconoscersi nel sesso genotipico o fenotipico. Questa condizione è sempre esistita, e per diverse ragioni; ma, relativamente di recente, chi, per qualunque ragione, si trovi in questa situazione di "non coincidenza" ha chiesto che questa situazione venga considerata come fisiologica, e pertanto la sua esistenza venga considerata dalla società come una variante normale. Pertanto non essendo di "sesso maschile", e neanche di "sesso femminile", ma essendo una variante "normale", deve necessariamente postularsi l'esistenza di un terzo (un quarto un quinto, etc..) sesso. Può non piacerti l'espressione "terzo sesso", ma questo non cambia la sostanza di una virgola; usa la definizione che più ti aggrada, la situazione quella è e quella resta.
Riguardo al fatto che a chi usa il bagno non
debba importare... be' questo obbligo è soggettivo. Il fatto che non importi a te non puoi estenderlo ad altri. Specialmente se, da secoli, i fatti indicano che non è come tu dici. E quindi a maggior ragione....
PanDemonio ha scritto:
2) Non vi è alcuna reale, impellente, imprescindibile necessità di separare i bagni "dei maschi" da quelli "delle femmine", a scuola o in ufficio come a casa. La prova la conoscono milioni di mamme di figli maschi, o di padri di figlie femmine che hanno sorvolato e sorvolano ogni giorno su tutta la questione senza il benché minimo problema.
...se non vi è alcuna impellente ragione, ed i bagni sono divisi da secoli, questa mancanza di necessità si sarebbe dovuta evidenziare da secoli. Come mai non è accaduto, e viene fuori solo quando la cosa dà fastidio ai transgender? Se milioni di mamme di figli maschi o milioni di padri di figlie femmine "conoscono la prova", come mai non sono insorti prima, ed invece si sono trovati d'accordo, da sempre, sul fatto di separare i bagni pubblici per sesso? O è la lettera di Obama che dopo secoli rende improvvisamente consapevoli i milioni di mamme e di padri che non sono necessari i bagni separati per sesso?. O era una cosa difficilissima da capire, ed Obama ha colto una situazione sottile, o i milioni di mamme e padri sono sempre stati, tutti un'accozzaglia di idioti, o se il problema compare ora ci dev'essere dell'altro...
PanDemonio ha scritto:
3) La logica e il comune buon senso direbbero, come già suggerito, di eliminare ogni etichetta dalle porte dei bagni (a parte quella che contraddistingue le stanze attrezzate per i cambi pannolino o per i disabili) e di smetterla di considerarli territori "tabù" per il genere opposto.
E' continuare a voler distinguere, catalogare, regolamentare, recintare anche una cosa naturale come fare la pipì che complica inutilmente un affare semplicissimo.
..altro che finora non ha complicato affatto un affare semplicissimo come fare la pipì. Finora, non è che ce la siamo tenuta fino a farci a scoppiare la vescica. L'abbiamo fatta tutti, maschi, femmine, e transgender. E nessuno ci ha visto complicazioni.
Non mi pare, rileggendo l'argomento della lettera di Obama, che qualcuno ritenga complicato fare la pipì. Non era questo che si parlava. Si parlava di come far accedere ai bagni i transgender.
Ti riporto la contraddizione, peraltro presente anche nell'articolo. Nel cappello viene detto:
L?amministrazione americana invia un messaggio ai distretti scolastici in cui si invita a rispettare le esigenze degli studenti, indipendentemente dal genere.
Nell'articolo si dice:
indica ad ogni scuola pubblica del Paese di consentire agli studenti transgender di utilizzare il bagno che corrisponde alla loro identità di genere e non a quella biologica
Ora, se ti soffermi anche un attimo ariflettere ti rendi conto di due cose:
1) se occorre "consentire" agli studenti di "utilizzare il bagno che corrisponde alla loro identità di genere", vuol dire che non è consentito agli studenti di un sesso di utilizzare bagni destinati alla'ltro sesso. Questo ora come allora, negli Stati uniti come in Italia, o nel resto del mondo. Se questo principio per giusto o sbagliato che sia, viene sentito come un'esigenza, pensi davvero che basta che tu affermi che "
La prova la conoscono milioni di mamme di figli maschi, o di padri di figlie femmine che hanno sorvolato e sorvolano ogni giorno su tutta la questione senza il benché minimo problema." per far cessare di colpo in tutto il mondo tale esigenza?
Se dovessi avere quel minimo di ragionevolezza necessaria a riconoscere che in effetti la tua affermazione non è sufficiente, ti invito a considerare anche la differenza delle espressioni tra il cappello dell'articolo ed il suo contenuto. Nel cappello si afferma che l'invito sarebbe a considerare le
esigenze degli studenti, indipendentemente dal genere. In pratica, le esigenze di
tutti gli studenti. Anche quelli che transgender non sono.
Ma nell'articolo si parla di consentire
agli studenti transgender di usare il bagno corrispondente alla loro identità di genere. QUi le garanzie passano
da tutti gli studenti, ai soli transgender.
Ora:
SE
il bagno differenziato per sesso è sentito, in qualche modo, come un'esigenza
SE
gli studenti (o anche i non studenti, se è per questo) transgender non si riconoscono nel loro sesso cromosomico, ma gli altri non li riconoscono nella loro soggettività, e...
SE
i diritti di tutti debbono essere garantiti...
...trai da solo le tue conclusioni