<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Auto elettriche nelle isole pedonali..... | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Auto elettriche nelle isole pedonali.....

La risposta a questa domanda è contenuta nel comma 1 n.2 dell’art. 3 C.d.S., che spiega cosa è un’Area Pedonale, definendola: “zona interdetta alla circolazione dei veicoli, salvo quelli in servizio di emergenza, i velocipedi e i veicoli al servizio di persone con limitate o impedite capacità motorie, nonché eventuali deroghe per i veicoli ad emissioni zero aventi ingombro e velocità tali da poter essere assimilati ai velocipedi. In particolari situazioni i comuni possono introdurre, attraverso apposita segnalazione, ulteriori restrizioni alla circolazione su aree pedonali “.

Ho trovato questa, come regola attuale.
In pratica, potrebbe circolare un veicolo a zero emissioni purché abbia dimensioni e velocità simili a quella di un "velocipede".

ma allora i giornalisti come fanno il proprio lavoro?
 
Per carità un cavallo di battaglia del momento politico attuale è abbasso le lungaggini e l'immobilismo,e va bene però non è che prima per approvare una norma occorrevano mesi perchè non venivano scritte di getto e approvate senza nemmeno leggerle?
Poi anche prima venivano approvate delle cavolate,ma non in così rapida successione.

Evitiamo i riferimenti politici.
 
Evitiamo i riferimenti politici.

Io mi riferivo in generale al momento politico attuale,non solo italiano,in cui c'è una gran fame di provvedimenti tosti e veloci,senza stare a guardare il capello ne andare per il sottile.
Il problema è che evidentemente questa fretta comporta una maggiore probabilità di incappare in errori o sviste.
E siccome una norma vaga o una svista di solito si prestano a interpretazioni ambigue,che danno origine a contenziosi che poi devono essere risolti dalla magistratura (coi tempi e i costi che ne derivano),mi sembra evidente che fare la brutta e poi la bella porterebbe dei benefici.
D'altra parte l'hai scritto anche tu si tratta dell'ennesimo caso di norme,annunciate o già promulgate,che devono essere rimaneggiate o corrette.
Abbiamo visto quanta confusione c'è stata per stabilire i parametri per ecotassa e ecobonus,e anche dopo mille modifiche la versione finale del provvedimento lascia ancora perplesse molte persone,tra cui il direttore emerito Cavicchi.
Io preferirei di gran lunga tempi più lenti per scrivere le norme ma meno correzioni in corsa per rimediare a sviste o errori di valutazione.
I famosi g/km di CO2 sono un chiaro esempio,probabilmente i parametri sono stati stabiliti a tavolino e solo dopo è stato scoperto che erano troppo severi e penalizzavano anche le utilitarie.
Anche se alla fine si arriva più o meno allo stesso risultato secondo me è sempre meglio che il testo venga scritto e rivisto prima di diventare pubblico,altrimenti si rischia di generare il panico nel settore dell'automobile e non solo.
 
Benissimo direi, chissá in quanti hanno giá cliccato se anche noi siamo qui a discuterne e in mezza giornata non si parla d'altro.

benissimo? ( non mi é tanto chiaro il tuo commento)
il fatto é che qui se ne sta parlando proprio perché i giornalisti hanno scritto un articolo senza aver letto ció che Renatom ha postato.
Se lo avessero letto non ne staremmo parlando.
O no?
 
Benissimo direi, chissá in quanti hanno giá cliccato se anche noi siamo qui a discuterne e in mezza giornata non si parla d'altro.

benissimo?
il fatto é che qui se ne sta parlando proprio perché i giornalisti hanno scritto un articolo senza aver letto ció che Renatom ha postato.
Se lo avessero letto non ne staremmo parlando.
O no?

Bisogna vedere se si punta alla qualità o alla quantità.
Un articolo shock,anche se magari impreciso,raccoglie una marea di click.
Un articolo precisissimo ma non ad effetto verrà letto invece da molte meno persone.
Se l'obiettivo è fare informazione di qualità è preferibile la seconda via,se invece contano i numeri...
 
ma qualifica il giornalista
Il senso del mio post sopra era tragicamente satirico.
Purtroppo non mi sembra questa una prioritá nell'informazione odierna dove più che mai nei titoli si leggono le parole schock, stupefacente, rivelazione eccetera. Tutte parole che hanno il preciso scopo di aumentare il senso di un articoletto da trentesima pagina portandolo ad acchiappare quanti più click.
Ormai anche i giornali più seri sono alla mercè di questo tipo di informazione e i giornalisti per essere considerati tali ad oggi devono stare a queste assurde regole.
 
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