Il 100% elettrico presenta indubbiamente, oggi, numerose problematiche e limitazioni ma, a certe condizioni (chilometraggio giornaliero inferiore a 300 km, possibilità di installare colonnina domestica, possibilità di fare esborso iniziale notevole ammortabile negli anni a condizione di tenere l'auto almeno per 7-8 anni o anche solo 4-5 anni facendo, però, almeno 45.000 km annui), può già rivelarsi una soluzione da prendere quantomeno come ipotesi. Cosa accadrà tra 10 o 20 anni, non ne ho idea ma è inevitabile - anche solo per rispettare i termini UE in materia ecologica fissati al 2050 - dover via via rinunciare al petrolio e al gas.
Riguardo la durata delle batterie, esistono due indicatori: SoC (State of Charge, cioè la carica attuale rispetto al massimo possibile) e SoH (State of Health, che indica lo stato di salute della batteria, cioè quanto sia rimasta inalterata nel tempo la capacità massima di ricarica). Ovviamente un'auto nuova ritirata dal concessionario deve avere un SoH del 100%. Solitamente, tutti i gruppi batterie sono garantiti per 7-8 anni fino al 70%-80% di SoH: se la SoH scende al di sotto del 70%-80% prima dei 7-8 anni di garanzia (a seconda della Casa e del modello), le batterie vengono sostituite dalla casa gratuitamente. Allego due link:
https://www.bec.energy/2020/12/21/batterie-auto-elettriche/
https://www.hyundai.com/it/models/kona-electric.html
E' ovvio che la capacità della batteria sia destinata a decrescere negli anni. Ma questo non avviene con la medesima velocità di uno smartphone ad esempio, perché si tratta di batterie ugualmente al litio ma completamente differenti.
A fine vita, poi le batterie con un SoH ridotto vengono riciclate come gruppi di accumulo domestico. Quindi il riciclo diventa anche un business redditizio per le Case.
Riguardo il discorso ecologico smaltimento batterie etc., è un falso problema:
https://www.rinnovabili.it/energia/batterie-auto-elettriche-impronta-carbonio/
https://www.tcs.ch/it/test-consigli/consigli/elettromobilita/faq-elettromobilita.php
https://insideevs.it/news/491267/dipendenza-batterie-auto-elettriche-petrolio-transport-environment/
Riguardo le accise sull'energia elettrica che molti - non totalmente a torto - paventano che possano essere applicate, francamente ho più di qualche dubbio. Il mercato dell'energia è libero, il prezzo varia a seconda del periodo: d'estate spesso e volentieri il costo dell'energia rasenta lo zero perché la produzione eccede il fabbisogno anche grazie al 37% dell'energia elettrica nazionale prodotta da rinnovabili (percentuale destinata ad aumentare negli anni) mentre d'inverno (e la notte, anche d'estate) è irrinunciabile il ricorso a centrali a gas o petrolio, purtroppo. Tuttavia, la variabile costo energia elettrica vale per tutti, non solo privati: aziende commerciali, industrie, pubbliche amministrazioni. A maggior ragione mi sembra difficile ipotizzare un aumento del costo di approvvigionamento dell'energia elettrica. Inoltre, poiché, come già detto, la percentuale di produzione da fonti rinnovabili è destinata ad aumentare e poiché anche le vendite relative al gruppo di accumuli domestici si stanno stabilizzando, mi sembra difficile ipotizzare un aumento delle accise sull'energia elettrica.
Anzi, al contrario, per rispettare i dettami della UE, saranno proprio le alimentazioni tradizionali ad essere penalizzate ulteriormente proprio per indurre gli utenti a migrare all'elettrico.
I miliardi che lo Stato negli anni perderà dalle accise sui carburanti tradizionali e sui bolli vari etc. saranno, a mio personalissimo modo di vedere, un "male necessario" per rispettare l'agenda della UE in tema ecologia con obiettivo finale fissato al 2050. D'altro canto, ogni anno perdiamo più di 200 miliardi di euro a causa della corruzione e i vari legislatori non hanno mai cercato di fare qualcosa in tal senso...
Riguardo la tecnologia ibrida, io personalmente sono molto scettico. La trovo perfettamente funzionante (soprattutto su vetture Toyota), intendiamoci, ma ritengo che sia stato un modo furbo delle Case per non buttare a mare miliardi e miliardi di investimenti decennali sui motori termici: che senso ha avere un motore elettrico dall'autonomia ridicola (60 km massimo), capace di spostare l'auto senza consumare una goccia di carburante non sopra i 50 km/h...... se poi il motore a benzina deve intervenire non solo ogni volta che si superino i 50 km/h ma anche ogni volta che il motore elettrico necessiti di ricaricarsi? Il risparmio economico dovuto all'uso del motore elettrico fino a 50 km/h viene vanificato dal motore a benzina che consuma carburante non solo sopra i 50 km/h ma anche ogniqualvolta sia necessario far ricaricare il motore elettrico. Quello che esce dalla porta rientra in massima parte dalla finestra. Sicuramente c'è una quota di risparmio di consumi, ma totalmente marginale, se consideriamo il prezzo di listino così alto, al netto di tutti gli incentivi. Spendere 22.000 euro per una Yaris Hybrid 1.5 Active, al netto di tutti gli incentivi, mi sembra davvero una cifra spropositata: si spende di carburante leggermente meno (a condizione di fare una parte non indifferente del proprio tragitto in città), si ha l'esenzione bollo quinquennale, ma per il resto (assicurazione, manutenzione etc.) non è vi alcuna differenza rispetto ad una classica vettura a benzina. Anzi, sì, la differenza c'è: il prezzo di listino più alto! Una Peugeot 208 a benzina costa 16.000 euro. E' vero che una pari gamma 100% elettrica (prendiamo la Zoe) costi notevolmente più di entrambe (36.000 euro di listino), però è altrettanto vero che l'ammortamento negli anni sia notevolmente maggiore e che ecologicamente sia molto più pulita. Ed è altrettanto vero che, nei segmenti C e D, le full hybrid vantino prezzi di listino molto competitivi.
Detto ciò, io capisco benissimo l'esigenza commerciale delle Case di salvaguardare decenni e decenni di investimenti miliardari sui motori termici. E' il loro lavoro ed è giusto che lo facciano. Capisco molto meno l'esigenza del consumatore di aiutare le Case
Il dubbio che ho sempre nutrito circa le plug-in (al di là del prezzo di listino molto elevato): quanti utenti decidono di ricaricare la propria plug-in con la colonnina e non con il motore termico? Vale la pena comprare un'auto full hybrid pagandola come se fosse 100% elettrica?
Inoltre, in quanto ad emissioni, le plug-in non brillano per ecologia:
https://www.transportenvironment.or...-i-veicoli-elettrici-ibridi-plug-inquinano-il
https://www.quattroruote.it/news/ecologia/2020/11/24/ibride_plug_in_transport_environment.html
Parlando di idrogeno, è una frontiera molto interessante che probabilmente potrà tornare molto utile per la mobilità aerea. Non so, però, quanto possa rivelarsi idonea per il mondo automobilistico. Per ottenere l'idrogeno, serve consumare una quantità di energia elettrica enorme per elettrolisi, acqua distillata, lavorazione (l'idrogeno va pressurizzato e lavorato) e distribuzione. Insomma, l'energia elettrica consumata per avere, per esempio, 1 metro cubo di idrogeno sarebbe stato molto più conveniente metterla direttamente nelle batterie per avere - con la medesima quantità - più chilometri. E poi si rientrerebbe - a differenza del mondo elettrico - nella logica modello/distributore, e quindi tutte le questioni di cartello e di costo cui siamo abituati.
https://insideevs.it/features/397440/quanto-costa-rifornimento-auto-idrogeno/
Insomma, allo stato attuale, la mobilità automobilistica elettrica è migliore di quella ad idrogeno, sotto ogni aspetto. Ci sono ancora tanti, tantissimi limiti, sarebbe stupido negarlo. Ma la strada non può non essere quella. E i vari annunci delle Case di elettrificare interamente ogni segmento a partire dal 20xy è indicativo di questa precisa volontà.