<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> art 18 ed altre questioni | Il Forum di Quattroruote

art 18 ed altre questioni

Premetto che sono da poco andato in pensione e pertanto non mi sento toccato dalla questione. Anzi dirò di più che anche quando ero lavoratore dipendenteritenevo che un eccesso di garanzie a favore di alcuni diciamo "diversamente lavoratori" fosse un'ingiustizia nei confronti di quei colleghi che di fatto li dovevano mantenere,
Ciononostante pur se ritengo che l'art in questione non debba essere considerato un tabu inviolabile non sopporto che la questione debba essere sollevata da un ceto politico ipergarantista solo per se stesso.
Vorrei tanto che i sindacati sollevassero la questione del perchè i politici (amministratori del bene comune) debbano rimanere in carica non solo se in attesa di giudizio bensì anche con condanne passate in giudicato sia di primo che di secondo grado e non sia possibile rimuoverli per una elementare misura di buon senso come farebbe un qualsiasi imprenditore nei confronti di un dipendente su cui sussistano fondati sospetti di disonestà.
Insomma per i poveri diavoli non basta il licenziamento per giusta causa, ma si vuole il licenziamento facile, mentre per i politici bisogna arrivare in Cassazione (sempre che la Camera o il Senato diano l'autorizzazione) perchè loro sono "innocenti fino al terzo grado di giudizio" e se consideriamo che spesso per i primi è questione di sopravvivenza mentre per i secondi no trovo che per una elementare questione etica bisognerebbe includere nell'elenco delle tutele del lavoro da riconsiderare anche tutti gli incarichi pubblici a partire proprio dalle cariche politiche.
Voi che ne pensate?
 
ch4 ha scritto:
Premetto che sono da poco andato in pensione e pertanto non mi sento toccato dalla questione. Anzi dirò di più che anche quando ero lavoratore dipendenteritenevo che un eccesso di garanzie a favore di alcuni diciamo "diversamente lavoratori" fosse un'ingiustizia nei confronti di quei colleghi che di fatto li dovevano mantenere,
Ciononostante pur se ritengo che l'art in questione non debba essere considerato un tabu inviolabile non sopporto che la questione debba essere sollevata da un ceto politico ipergarantista solo per se stesso.
Vorrei tanto che i sindacati sollevassero la questione del perchè i politici (amministratori del bene comune) debbano rimanere in carica non solo se in attesa di giudizio bensì anche con condanne passate in giudicato sia di primo che di secondo grado e non sia possibile rimuoverli per una elementare misura di buon senso come farebbe un qualsiasi imprenditore nei confronti di un dipendente su cui sussistano fondati sospetti di disonestà.
Insomma per i poveri diavoli non basta il licenziamento per giusta causa, ma si vuole il licenziamento facile, mentre per i politici bisogna arrivare in Cassazione (sempre che la Camera o il Senato diano l'autorizzazione) perchè loro sono "innocenti fino al terzo grado di giudizio" e se consideriamo che spesso per i primi è questione di sopravvivenza mentre per i secondi no trovo che per una elementare questione etica bisognerebbe includere nell'elenco delle tutele del lavoro da riconsiderare anche tutti gli incarichi pubblici a partire proprio dalle cariche politiche.
Voi che ne pensate?

Che per fare il cuoco in comune devi essere diplomato.....
per fare il sindaco basta saper fare una O ( decente ) col bicchiere.
E ho detto tutto..... :evil:
 
hai gia' detto tutto.... lavoro "pubblico" e lavoro "privato"....

vogliono toccare l'art 18 ? natualmente solo in abito privato, avranno un'altra ondata di 40 enni 50 enni 60 enni a casa senza la possibilita' di pagare mutui, spesa al supermercato, vacanze e tasse...
 
L'articolo 18, e di conseguenza la sua abolizione, tocca solo i Lavoratori Dipendenti di Aziende Medie e Grandi. Le Piccole sotto un certo numero di addetti possono Licenziare secondo altri Regolamenti.

Né consegue che, siccome la Leadership Italiana non brilla in Acume Programmatico ed Intelligenza Industriale, Economica e Commerciale, molti Managers, e non solo loro, considerano che il Lavoratore Dipendente Esperto, con tutto il suo Mestiere, è un costo che è necessario eliminare dalla Contabilità Aziendale per poter presentare dei Bilanci con degli Utili.

Ora sapete bene che l'Utile delle Aziende non Dipende dal Costo del Lavoratore Dipendente, ma dalla capacità di stare nel Mercato, di Innovarsi, di Proporre il Nuovo a Prezzi Concorrenziali, in pratica di fare Mercato.

Se le Aziende non sono state capaci di "Globalizzarsi", nel senso di crescere al di Fuori del Mercato Domestico Interno alla Penisola Italiana, non è con il Licenziamento Facile che risolveranno i loro problemi di Sopravvivenza, di Bilancio, di Utile da presentare in Assemblea agli Azionisti.

Le GENERALI, Primaria Azienda di Assicurazioni Italiana, ai Tempi che furono non Distribuivano, monetizzando, quasi mai Cedole agli Azionisti, pur avendo ottimi Utili. Era una scelta Strategica che ripagava gli Azionisti, in un epoca di Alta Inflazione, attraverso la lievitazione costante del Valore delle Azioni del Leone di Trieste. (l'Azione GENERALI, ai Tempi, batteva l'Inflazione in modo costante.)

Oggi la questione dell'Articolo 18 si pone nei Termini di "Radere al Suolo", cioè sconfiggere Totalmente, Distruggere, il Sindacalismo Italiano ed i suoi Organi Rappresentativi. Perchè Rappresentano una Forza in grado non solo di opporsi allo Strapotere Economico-Finanziario, ma anche di Incidere sulle scelte della Politica in alcuni casi.
Cioè sono in grado di accompagnare l'iter Legislativo per ottenere delle Leggi che non Schiavizzino, o rendano Servi, i Lavoratori Dipendenti. Questo dà fastidio ai Politici ed alle Leaderships che vogliono Mano Libera all'Interno dei Confini Nazionali.

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