A me il calcio piace molto, tifo due squadre di due categorie differenti, seguo regolarmente "Tutto il Calcio Minuto per Minuto" la domenica e le partite di coppa della mia squadra. Ho anche giocato a buoni livelli (C2, con un piccolo record stagionale a mio favore) prima di ritrovarmi a scegliere tra il calcio e lo studio. Tuttavia, mi trovo d'accordo con la linea imposta dall'editore. In primis perchè, vivendolo da fuori e, soprattutto, da dentro, non posso per nulla dire che il calcio, in Italia, sia uno spot come un altro: è rarissimo sentire risse, feriti, motorini che piovono dagli spalti, atti vandalici, quando non addirittura morti correlati ad altri sport. Ci saranno, magari, ma sono eventi piuttosto rari. Senza contare gli allenatori che urlano a bambini di 10 anni come se stessero disputando la finale di champions league, e i genitori che fanno altrettanto all'allenatore perchè non fa giocare il loro piccolo "Maradona". Avessi un figlio, non lo porterei MAI a vedere una partita di calcio: una giornata sugli spalti equivale a una full immersion per imparare tutto lo scibile del mondo dell'insulto, dell'ingiuria e della bestemmia a tutti i livelli, in un'ora e mezza si impara tutto ciò che può insegnare la vita. Sul terreno di gioco non è meglio: oltre le ingiurie verbali verso il direttore di gara, gli avversari, i compagni di squadra, i tifosi, il Signore, la Madonna e i Santi, si assistono a interventi fatti per far male, sputi, gomitate, pugni e risse. Negli altri sport, anche quelli dove pestarsi è più o meno lecito (arti marziali o rugby, per esempio), lo si fa con molta meno cattiveria. Forse fa un po' eccezione il basket, dove ho visto alcune gomitate proibite, ma mai con la cattiveria di certi interventi nei campi di pallone. Infine, ultimo ma non ultimo, dobbiamo ricordarci che siamo ospitati, gratuitamente, a casa di qualcun altro, e siamo tenuti a rispettare le regole che esso ci impone: se io vado a casa di una persona, e questa mi invita a togliermi le scarpe, io, per educazione, non mi metto a dire "tanto ho le scarpe da tennis con suola liscia e sono pulite", ma le lascio sulla soglia. Se il mio ospite mi chiede di togliermi le scarpe, fintanto che sono a casa sua, non mi chiedo il perchè, avrà i suoi buni motivi, semplicemente accetto la condizione che mi pone per entrare in casa sua, oppure, se non mi sta bene, declino l'invito.