Ci risiamo con gli incentivi: prima le elettriche, ora forse anche per le auto termiche (polemiche ambientali gratuite permettendo). Soldi pubblici (cioè di tutti noi) praticamente buttati. Basterebbe scrivere qualche riga di legge a costo zero per far ripartire il mercato alla grande. Mi spiego...
Se uno ha idea di comprare un'auto nuova ci lascia mediamente un anno di stipendio (più o meno) quindi prima di spendere tutti quei soldi valuta se il gioco vale la candela. Che certezze ha di poter usare l'auto un domani? Al momento poca, anzi nessuna, visto che qualunque amministrazione comunale può emettere ordinanze scegliendo a piacere che categorie di veicoli bloccare, vedi il blocco di qualunque diesel a Roma. Oggi i diesel, magari tra poco saranno prese di mira le auto a benzina, forse anche quelle a gas... Come dire: nell'incertezza, se puoi tieniti in tasca i soldi che è meglio.
Immaginiamo invece sia garantito per legge dallo Stato che non si può bloccare un veicolo per 10/12 anni dalla prima immatricolazione (salvo provvedimenti tipo domeniche a piedi che però devono valere per qualsiasi auto). Ovvero la certezza che a fronte di una spesa importante si hanno davanti almeno dieci anni di esenzione garantita da blocchi del traffico. Vogliamo mettere? Altro che gli incentivi. E un provvedimento del genere, se retroattivo, darebbe una forte spinta all'usato di pochi anni, favorendo il ringiovanimento del parco auto nazionale.
Tra l'altro io sono per togliere gli incentivi anche alle elettriche perché li ritengo analogamente soldi buttati. Inutile sovvenzionare con migliaia di euro ogni auto elettrica se ci sono ancora una marea di comuni, credo la maggioranza, senza neppure una colonnina di ricarica pubblica di alcun tipo. Con gli stessi soldi usati per gli incentivi si potevano probabilmente installare colonnine in ogni comune italiano. La differenza è che le colonnine sono un servizio che resta per tutti anche in futuro mentre l'attuale incentivo va nelle tasche di pochi. E con colonnine diffuse si potrà finalmente vedere se l'auto elettrica riuscirà poi a camminare con le sue gambe. Ovvero se un domani venderà bene anche senza incentivi (pagati con le tasse di tutti noi).
Se uno ha idea di comprare un'auto nuova ci lascia mediamente un anno di stipendio (più o meno) quindi prima di spendere tutti quei soldi valuta se il gioco vale la candela. Che certezze ha di poter usare l'auto un domani? Al momento poca, anzi nessuna, visto che qualunque amministrazione comunale può emettere ordinanze scegliendo a piacere che categorie di veicoli bloccare, vedi il blocco di qualunque diesel a Roma. Oggi i diesel, magari tra poco saranno prese di mira le auto a benzina, forse anche quelle a gas... Come dire: nell'incertezza, se puoi tieniti in tasca i soldi che è meglio.
Immaginiamo invece sia garantito per legge dallo Stato che non si può bloccare un veicolo per 10/12 anni dalla prima immatricolazione (salvo provvedimenti tipo domeniche a piedi che però devono valere per qualsiasi auto). Ovvero la certezza che a fronte di una spesa importante si hanno davanti almeno dieci anni di esenzione garantita da blocchi del traffico. Vogliamo mettere? Altro che gli incentivi. E un provvedimento del genere, se retroattivo, darebbe una forte spinta all'usato di pochi anni, favorendo il ringiovanimento del parco auto nazionale.
Tra l'altro io sono per togliere gli incentivi anche alle elettriche perché li ritengo analogamente soldi buttati. Inutile sovvenzionare con migliaia di euro ogni auto elettrica se ci sono ancora una marea di comuni, credo la maggioranza, senza neppure una colonnina di ricarica pubblica di alcun tipo. Con gli stessi soldi usati per gli incentivi si potevano probabilmente installare colonnine in ogni comune italiano. La differenza è che le colonnine sono un servizio che resta per tutti anche in futuro mentre l'attuale incentivo va nelle tasche di pochi. E con colonnine diffuse si potrà finalmente vedere se l'auto elettrica riuscirà poi a camminare con le sue gambe. Ovvero se un domani venderà bene anche senza incentivi (pagati con le tasse di tutti noi).