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Lungo la costa di Siracusa sono iniziate da pochi giorni le operazioni di recupero di 300 tonnellate di carburante contenuto nella petroliera Gelso M, che il 10 marzo si era incagliata in seguito alle pessime condizioni meteorologiche. La petroliera, lunga 150 metri, proveniva da Venezia ed era diretta ad Augusta. La nave è inclinata di 45 gradi, adagiata su un fianco a causa di un grosso squarcio di 14 metri sulla prua. Sul posto, oltre a Capitaneria di Porto, Protezione civile e Marina Militare ci sono anche i tecnici della Smit di Rotterdam, la stessa compagnia che ha avviato le operazioni di recupero nell?isola del Giglio. Il pompaggio completo del carburante, come spiegano dalla Capitaneria, avverrà tra un paio di giorni a condizione tempo permettendo. Intanto il sindaco di Siracusa Roberto Visentin ha vietato qualsiasi avvicinamento alla nave per motivi di sicurezza.
Sono già state posizionate le panne galleggianti (barriere isolanti, ndr) intorno allo scafo, in previsione di una dispersione di carburante in mare, mentre il gruppo di sommozzatori della Marina sta verificando le condizioni della parte sommersa dell?imbarcazione. Non si sa ancora molto sui tempi di rimozione, come ha spiegato il comandante della capitaneria Luca Sancilio, ma il team di salvataggio propone due opzioni di recupero.
La prima è pompare il carburante nei contenitori cisterna posti sulla cima della scogliera. La seconda è trascinarlo dalla nave direttamente verso il rimorchiatore Carlo Magno, della flotta Augustea, per garantire un?estrazione più veloce.
L?apertura della scatola nera ha ora permesso di ricostruire l?incidente. «L?elica della nave è andata in ?overspeed?, ha cioè girato a vuoto e questo ha provocato il blocco del motore in automatico» ha psiegato il capitano di vascello Luca Sancilio, comandante della Capitaneria di porto di Siracusa. «Così la nave è rimasta senza governo, in balia del mare grosso e delle violentissime raffiche di vento. Finchè è finita sulla costa. Nella sfortuna possiamo dire di essere stati fortunati, a poche centinaia di metri si trova infatti un pontile di carico e scarico di prodotti petroliferi».
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