<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Allarme Onu sul clima: Gas serra ai massimi da 800mila anni, resta poco tempo | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Allarme Onu sul clima: Gas serra ai massimi da 800mila anni, resta poco tempo

ma prima di trovare sempre le cospirazioni occorre anche riflettere, come molti hanno evidenziato il problema nasce fondamentalmente perchè le nuove nazioni emergenti dal punto di vista industriale, desumendo che dietro le politiche ambientaliste dei paesi industrializzati ci sia una manovra per limitare il loro sviluppo, non vogliono in toto accettare quei protocolli per la riduzione dei GAS serra.
Il problema è che si rischia ,invece di trovare una road map che porti questi nuovi paesi industrializzati ad avere una politica attenta alle emissioni, ad adeguarci noi ai loro standard
 
pi_greco ha scritto:
A parte la politica industriale, che spesso è solo localizzata in cina, ma di cui rispondiamo "noi yankee", non mi pare che europa ed usa siano virtuosi nei fatti, basti vedere il no categorico delle merkel (tanto per rimanere in tema automobilistico) al tetto delle emissioni delle auto, di fatto per proteggere la triade...

La Merkel ha solo rimandato l'adozione dei limiti più stringenti. Ha insomma cercato di arginare gli effetti di una serie di norme che ormai hanno perso di vista l'obiettivo per cui erano state inizialmente concepite. Che l'abbia fatto perchè penalizzassero più l'economia del proprio Paese rispetto ad altri è pacifico, ma credo che l'azione sia solo il minimo sindacale che un politico eletto da un popolo debba fare, e cioè sostenere gli interessi di quest'ultimo. Magari avessimo anche noi dei politici così: in quel caso la norma sarebbe passata, soprattutto perchè sarebbe stata più vantaggiosa per il nostro Paese.

Detto questo, l'episodio è solo un particolare. Non si può dire, in onestà, che noi europei siamo anche solo lontanamente paragonabili come sprechi al popolo americano. Viviamo in Paesi industrializzati, certo, e quindi i consumi (e gli sprechi che questi comportano) saranno per forza di cose superiori alla media mondiale (fatta per lo più da Paesi poveri o in via di sviluppo), ma in relazione al nostro tenore di vita, credo si possa dire che siamo le persone più parsimoniose ed attente all'ambiente che si possano trovare.
Gli americani invece sono più assimilabili alle cavallette, buttano cose che un europeo farebbe durare a vita (le case sono un esempio lampante), consumano senza freni e lo stesso governo va a fare guerre a destra e a manca solo per saziare la loro sconfinata sete di energia e materie prime. Sembra quasi che si dimentichi che la situazione mondiale, nonchè la stessa politica americana dell'ultimo secolo, sono determinate solo dalla ottusa volontà di quelle persone di mantenere uno stile di vita ormai insostenibile. A differenza di chi vive su questa sponda dell'Atlantico, che magari non sarà perfetto, ma che è stato il primo ad iniziare a porsi quesiti sul futuro dell'ambiente.
Dicono che la California sia il luogo con le più severe leggi antinquinamento. Eppure continua ad essere rovinosamente inquinata, nessuno si è mai chiesto perchè?
 
Matteo__ ha scritto:
pi_greco ha scritto:
A parte la politica industriale, che spesso è solo localizzata in cina, ma di cui rispondiamo "noi yankee", non mi pare che europa ed usa siano virtuosi nei fatti, basti vedere il no categorico delle merkel (tanto per rimanere in tema automobilistico) al tetto delle emissioni delle auto, di fatto per proteggere la triade...

La Merkel ha solo rimandato l'adozione dei limiti più stringenti. Ha insomma cercato di arginare gli effetti di una serie di norme che ormai hanno perso di vista l'obiettivo per cui erano state inizialmente concepite. Che l'abbia fatto perchè penalizzassero più l'economia del proprio Paese rispetto ad altri è pacifico, ma credo che l'azione sia solo il minimo sindacale che un politico eletto da un popolo debba fare, e cioè sostenere gli interessi di quest'ultimo. Magari avessimo anche noi dei politici così: in quel caso la norma sarebbe passata, soprattutto perchè sarebbe stata più vantaggiosa per il nostro Paese.

Detto questo, l'episodio è solo un particolare. Non si può dire, in onestà, che noi europei siamo anche solo lontanamente paragonabili come sprechi al popolo americano. Viviamo in Paesi industrializzati, certo, e quindi i consumi (e gli sprechi che questi comportano) saranno per forza di cose superiori alla media mondiale (fatta per lo più da Paesi poveri o in via di sviluppo), ma in relazione al nostro tenore di vita, credo si possa dire che siamo le persone più parsimoniose ed attente all'ambiente che si possano trovare.
Gli americani invece sono più assimilabili alle cavallette, buttano cose che un europeo farebbe durare a vita (le case sono un esempio lampante), consumano senza freni e lo stesso governo va a fare guerre a destra e a manca solo per saziare la loro sconfinata sete di energia e materie prime. Sembra quasi che si dimentichi che la situazione mondiale, nonchè la stessa politica americana dell'ultimo secolo, sono determinate solo dalla ottusa volontà di quelle persone di mantenere uno stile di vita ormai insostenibile. A differenza di chi vive su questa sponda dell'Atlantico, che magari non sarà perfetto, ma che è stato il primo ad iniziare a porsi quesiti sul futuro dell'ambiente.
Dicono che la California sia il luogo con le più severe leggi antinquinamento. Eppure continua ad essere rovinosamente inquinata, nessuno si è mai chiesto perchè?

credo che anche negli stati uniti qualcosa si stia muovendo e negli ultimi 10 anni piccoli passi si sono fatti per migliorare la situazione, ma è indubbio che li restano molti problemi che però temo difficilmente si riuscirà a risolvere perchè trovano radice in un modo di pensare che è base ideologica costituente di quel paese.
Prendi l'utilizzo della macchina o di qualsiasi altro mezzo di trasporto, da noi ha più esigenze privatistiche, li l'esigenza privatistica si lega molto anche ad un interesse nazionale che è quello di rendere unito un paese che sia per distanze geografiche, ma anche per distanze culturali , tenderebbe a disintegrarsi.
 
Baron89 ha scritto:
danilorse ha scritto:
renatom ha scritto:
Gli USA saranno anche sensibili, ma se guardiamo le emissioni Pro capite, superano nettamentetutti gli altri paesi significativi.
Verissimo.
Ma fra Usa e Europa facciamo circa 500 milioni di persone.
Cina + India sono ben oltre i 2 miliardi, e nel giro di 10 anni arriveranno a 3 !!

USA + Europa = 320 milioni + 711 milioni= 1.031.000.000 di persone (unmiliardotrentunomilioni,00...se dovessimo fare un assegno :D ).....all'incirca.
Sono andato a memoria e mi son perso un po' di abitanti.
In merito all'Europa mi riferivo all'unione (500 milioni), che aggiunti agli USA fanno 820 milioni.
Volevo comunque ribadire il peso rispetto a 2,6 miliardi (ho controllato) fra Cina e India.
.... certo che se poi spostiamo le produzioni in quei paesi (perche' costa meno grazie a sistemi di produzione meno evoluti) e poi le merci devono tornare indietro per via aerea o navale percorrendo migliaia e migliaia di chilometri va a finire che pur essendo un quarto rispetto a loro alla fine contribuiamo allo stesso modo !!
E comunque noi europei, abbiamo emissioni procapite molto inferiori agli yankee. Questo pero' non deve essere una scusa per dire che spetta prima agli altri a fare il primo passo. Se tutti contribuissimo anche con piccole cose si potrebbero ottenere risultanti importanti. Se poi i governi riuscissero una buona volta a fare interventi coordinati i risultati potrebbero essere molto piu' rilevanti.
 
Penso che se vogliamo guardare il Pianeta nel suo complesso, questo si presenta come una palla gigantesca. Noi "siamo ospitati" sulla sua superficie esterna, un sottile strato che ci tiene su tutti, case, uffici, industrie e reti stradali.
Sotto di questo ci sono forze spaventosamente grandi e che neanche conosciamo. Si spalanca l'ignoto.

Quello che si sa, è che il sottile strato è "in quiete" tra la parte aerea (atmosfera) e quella liquida/gassosa che sta sotto. Insomma: il diaframma è abbastanza fermo e stabile .. ci si può vivere.
Infatti, in un qualche miliardo di anni, si è venuto a creare un equilibrio stabile tra la pressione sotto e quella che sta sopra, tramite soprattutto il costante mantenimento dei valori di T° in un det. range (azione dei venti, piogge e mari/oceani e calotte polari).
Cos'è che fa l'uomo? Và semplicemente a starare i valori di uno dei 2 grandi attori sulla scena: l'atmosfera.
Le conclusioni, credo siano alquanto ovvie .. :rolleyes:
 
Che poi il problema CO2 non è altro che frutto del disboscamento selvaggio che si sta facendo in tutto il mondo, se si piantassero aree boschive di una certa entità attorno alle città tutti potremmo girare tranquillamente in Range Rover V8 senza preoccuparci dell'inquinamento, del buco dell'ozono, riscaldamento globale e scioglimento delle calotte polari.
Io credo che se a Bruxelles si preoccupassero di questo, piuttosto che di stare a fare i calcoli su quante emissioni producono le auto e quanto bisogna tassarle, sarebbe un mondo migliore!
 
Baron89 ha scritto:
Che poi il problema CO2 non è altro che frutto del disboscamento selvaggio che si sta facendo in tutto il mondo, se si piantassero aree boschive di una certa entità attorno alle

Non son sicuro di ciò. C'è qualche esperto all'ascolto? Chi è che fissa di più la co2 gli alberi o le alghe? Quantitativamente parlando.
 
Combineremmo ben poco: infatti la natura ha creato vari strati nell'atmosfera. Noi viviamo nel 1° cioè la Troposfera. Poi c'è la Stratosfera, eccetera. Ecco .. questi 2 strati non dovrebbero avere "scambi" tra loro, in quanto così sono stati concepiti. Invece noi li sforacchiamo continuamente: con i ns centinaia di voli a base di turbogetti a reazione, spargiamo all'interno della Stratosfera tonnellate di residui di combustione (kerosene avio) decine, centinaia e migliaia di tonnellate! Ebbene, questo strato - diversamente da quello sotto - non conosce precipitazioni temporalesche .. quindi le sostanze che noi gli infiliamo dentro, dentro rimangono! Cosa succede? Semplice, lo strato diventa opaco e così facendo non lascia passare i raggi di riflesso dalla sup. terrestre, quindi effetto serra e quindi aumento della T°.
Punto a capo.

Non è solo questione di CO2
 
alexmed ha scritto:
Baron89 ha scritto:
Che poi il problema CO2 non è altro che frutto del disboscamento selvaggio che si sta facendo in tutto il mondo, se si piantassero aree boschive di una certa entità attorno alle

Non son sicuro di ciò. C'è qualche esperto all'ascolto? Chi è che fissa di più la co2 gli alberi o le alghe? Quantitativamente parlando.

Siamo sempre li....ad esempio la barriera corallina sta sparendo a causa del surriscaldamento delle acque, dato che per sopravvivere ha bisogno di una temperatura costante e anche mezzo °C in più ne compromette il suo regolare funzionamento e apporto di sostanze nutritive all'intero pianeta.
La barriera corallina è la maggior sostentatrice di tutto il pianeta, dentro e fuori dall'acqua.
Così come la foresta Amazzonica.
 
automoto3 ha scritto:
Combineremmo ben poco: infatti la natura ha creato vari strati nell'atmosfera. Noi viviamo nel 1° cioè la Troposfera. Poi c'è la Stratosfera, eccetera. Ecco .. questi 2 strati non dovrebbero avere "scambi" tra loro, in quanto così sono stati concepiti. Invece noi li sforacchiamo continuamente: con i ns centinaia di voli a base di turbogetti a reazione, spargiamo all'interno della Stratosfera tonnellate di residui di combustione (kerosene avio) decine, centinaia e migliaia di tonnellate! Ebbene, questo strato - diversamente da quello sotto - non conosce precipitazioni temporalesche .. quindi le sostanze che noi gli infiliamo dentro, dentro rimangono! Cosa succede? Semplice, lo strato diventa opaco e così facendo non lascia passare i raggi di riflesso dalla sup. terrestre, quindi effetto serra e quindi aumento della T°.
Punto a capo.

Non è solo questione di CO2

Non sono un professionista, sicuramente hai ragione.
 
Baron89 ha scritto:
Che poi il problema CO2 non è altro che frutto del disboscamento selvaggio che si sta facendo in tutto il mondo, se si piantassero aree boschive di una certa entità attorno alle

Non son sicuro di ciò. C'è qualche esperto all'ascolto? Chi è che fissa di più la co2 gli alberi o le alghe? Quantitativamente parlando.
 
Se vogliamo salvare il mondo con le Euro 6/7/........mila, stiamo freschi.
I nostri autobus sono i più vecchi d'Europa: l'età media è di 16 anni e gli Euro0 sono ancora il 22% del totale circolante.
E ognuno di loro inquina come una cinquantina di auto di piccola cilindrata di recente immatricolazione.
Far cambiare auto con il pretesto dell'inquinamento è solo una presa per i fondelli.
 
alexmed ha scritto:
Baron89 ha scritto:
Che poi il problema CO2 non è altro che frutto del disboscamento selvaggio che si sta facendo in tutto il mondo, se si piantassero aree boschive di una certa entità attorno alle

Non son sicuro di ciò. C'è qualche esperto all'ascolto? Chi è che fissa di più la co2 gli alberi o le alghe? Quantitativamente parlando.

Per quello che mi hanno fatto studiare, le piante non possono fare granché rispetto alla quantità di emissioni di CO2 attuali.
Gran parte della CO2 sarà assorbita dall'acqua degli oceani, ma occorreranno secoli.
Sta a noi smorzare il picco del transitorio ]
 
La vita negli oceani è la responsabile non solo dell?origine dell?ossigeno atmosferico ma anche della sua regolazione.

Le piante vengono dopo. 8)
 
boli ha scritto:
Se vogliamo salvare il mondo con le Euro 6/7/........mila, stiamo freschi.
I nostri autobus sono i più vecchi d'Europa: l'età media è di 16 anni e gli Euro0 sono ancora il 22% del totale circolante.
E ognuno di loro inquina come una cinquantina di auto di piccola cilindrata di recente immatricolazione.
Far cambiare auto con il pretesto dell'inquinamento è solo una presa per i fondelli.
Le normative euro 5/6 etc. regolano gli inquinanti ma non l'anidride carbonica (CO2) che e' la responsabile dell'effetto serra e del relativo surriscaldamento di tutto il pianeta a partire proprio dagli oceani, che sono i primi responsabili delle variazioni meteo.
E' possibile che vecchie auto, molto piu' inquinanti delle nuove, emettano meno CO2 grazie a minori consumi di carburante legati a vetture molto piu' leggere con motori piu' piccoli.
 

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