Thefrog ha scritto:
rema007 ha scritto:
duke79 ha scritto:
Jambana ha scritto:
Aggiornamento, purtroppo: "udita esplosione alla centrale nucleare":
http://www.corriere.it/esteri/11_ma...re_7d19a966-4c80-11e0-8264-fe1c829faf1a.shtml
Per far riflettere chi pensa che il nucleare sia sicuro in territorio sismico e quindi anche sul nostro, perché sedicenti esperti, interessati, dicono che "se le centrali si fanno in Giappone" allora si possono costruire dappertutto.
Pensiamo anche alla qualità antisismica elevatissima delle costruzioni giapponesi (con un terremoto disastroso, solo pochi edifici sono crollati come conseguenza diretta dell'azione del sisma) e rapportiamola alla qualità delle realizzazioni e degli appalti in Italia...
la centrale in questione è vecchia di 40 anni.difatti è l'unica che sta creando problemi.particolare che tutti i 'sedicenti no nucleare' omettono...
caro duke, quello che non ha retto sono i sarcofaghi di cemento e lamiere che incapsulano il sistema.
Credi che riprogettando una centrale lì terrebbe a un ipotetico futuro tsunami?
Ci metti un sistema eletytronico avanzato a barriera???
O dici tanto un evento così è improbabile e chissà fra quantio milioni di anni ricapita???
Il punto lo sai qual'è?
Nelle altre centrali (termiche, idroelettriche, etc.. ) in caso di catastrofi il danno si risolve alle generazioni presenti, nel nucleare si protrae per diverse generazioni c
on danni alla salute per generazioni.
Si ma il climatizzatore (elettrico) che beve letteralmente un mare di energia elettrica, d'estate tu lo vuoi e lo tieni acceso a casa tua eh? Tu come milioni di altri italiani. L'assurdo e' che d'estate siamo arrivati a consumare piu' energia che d'inverno. Pero' mi raccomando NO NUKE, che fa tanto fico.
Regards,
The frog
Frog, ti rispondo un po' in OT, e mi scuso con tutti per la lunghezza.
Per quanto riguarda il climatizzatore, attualmente basterebbe progettare case con un buon isolamento termico, e con una corretta esposizione, con tecnologie normalissime. O adeguare quelle esistenti. Le case in "cartone" prodotte dal nostro boom edilizio del dopoguerra, chiaramente senza modifiche hanno bisogno di una robusta climatizzazione estiva con il nostro clima. Ma non c'è bisogno di sperperare corrente o di costruire centrali, basterebbe iniziare a programmare seriamente il risanamento energetico degli edifici. Come mai nelle case dei nostri nonni, o nelle chiese, fa fresco d'estate? Non c'è bisogno di costruire oggi case in spessa muratura, esistono materiali isolanti avanzati e sostenibili (come la fibra di legno) che funzionano ottimamente, e con i quali è possibile anche migliorare termicamente oltre che le nuove costruzioni anche gli edifici esistenti, con risultati ottimi.
Se invece di investire somme ciclopiche in centrali nucleari che, se saranno costruite, saranno operative forse tra vent'anni, e saranno già tecnologicamente obsolete all'atto della loro entrata in funzione, producendo inoltre energia a costi elevatissimi, e rappresenntando un'ipoteca per la salute delle generazioni future solo a causa delle scorie (che attualmente non sappiamo assolutamente dove mettere, per inciso), si investisse massicciamente nel rinnovamento del patrimonio edilizio esistente, incentivando le ristrutturazioni energetiche, magari con l'obiettivo di arrivare a una diffusione massiccia di edifici in classe A, con date certe, per esempio il 2030, si attuerebbe una vera e propria rivoluzione: inoltre gli effetti per l'economia sarebbero molto positivi: sono convinto che solo le ristrutturazioni energetiche e le energie rinnovabili saranno i settori che traineranno l'edilizia, e fra l'altro in modo diffuso sul territorio e facendo lavorare le piccole imprese che sono la nostra ricchezza, e non le commesse enormi e puntuali previste per le grosse centrali, che invece porterebbero vantaggi solo ai grandi gruppi.
Inoltre, e ciò non si può negare oggettivamente, l'autosufficienza energetica degli edifici residenziali grazie alle energie rinnovabili (fotovoltaico+solare termico+geotermia) è una realtà ormai tecnicamente consolidata: in questo momento gli incentivi sono elevati, ma è inevitabile il contemporaneo abbassamento dei prezzi e il miglioramento dei rendimenti, e si ipotizza che tra qualche tempo gli incentivi non saranno più necessari, e non è fantascienza pensare a una diffusione generalizzata di edifici che, almeno nei settori residenziali e terziario, produrranno energia invece di consumarne, il tutto servito da smart-grid, cioè reti di distribuzione dell'energia molto più "intelligenti" e flessibili di quelle attuali. Questi sono obiettivi che si pongono per i prossimi decenni paesi come la Germania, che guardacaso stanno uscendo dal nucleare per i suoi elevati costi e problematiche (il deposito di scorie radioattive nazionale, in una ex miniera di sale, è invaso dalle acque di falda e c'è il rischio di inquinamento e collasso, i costi per la messa in sicurezza sono attualmente elevatissimi, tanto per dire uno dei loro problemi attuali).
Io sono stato nettamente pro-nucleare negli anni passati, fra l'altro ho vissuto in Francia, che è uno dei paesi che più lo hanno sostenuto e adottato, come una priorità strategica e politica nazionale. Il riscaldamento elettrico era diffusissimo grazie all'abbondanza di energia. Sono convinto che ai tempi di De Gaulle, con le condizioni esistenti al tempo, sia stata una scelta giusta; attualmente, mi rendo conto che è già in pieno fermento una vera e propria rivoluzione tecnologica e che i tempi sono cambiati: non è difficile (mentre solo trent'anni fa era praticamente impossibile) costruire case che addirittura non hanno bisogno di riscaldamento per quanto sono isolate, con il fotovoltaico se ne possono tranquillamente coprire i consumi elettrici, e in più tutto questo può avvenire in modo "democratico" e diffuso, producendo e/o risparmiando la propria energia, con effetti molto positivi anche sull'economia. Insomma, abbiamo strumenti molto più creativi e interessanti per cambiare in meglio il nostro modo di vivere, credo che ciò sia, senza dubbio, il presente e il futuro. Però è una strada che richiede molta più intelligenza e lungimiranza nella sua pianificazione e messa in atto.