<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Alcuni modelli di auto possono essere associati ad una categoria di persone? | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Alcuni modelli di auto possono essere associati ad una categoria di persone?

I suv e i loro guidatori si dividono solo in due categorie. Non importano la pletora di modelli marchi e il prezzo.

La prima è quella che ha i superibridi, la seconda è quella che vorrebbe averlo

Chi prende suv, per quello che vedo io, dalle mie parti dove ancora si può, prende diesel senza pensarci 2 volte
 
Plugin evoluto, tutt'altra roba....sai puoi andare in centro e col fintacavo (cinese a dieci euro) parcheggiare in centro sugli stalli riservati, far 30km/l a pila scarica in città, fare lo zerociento in un battere di ciglia e litigare con l'AI che impedisce ogni tua distrazione....


Guarda,
se mi assicuri che ci scappa
la litigata con l' AI....
Quasi, quasi

:emoji_stuck_out_tongue: :emoji_stuck_out_tongue_winking_eye: :emoji_stuck_out_tongue:
 
Questo dice l'AI del subarista:

"+9
L'identikit del "subarista" (o Subie owner) descrive un automobilista spesso molto fedele al marchio, motivato da ragioni pratiche, tecniche e passionali. Il subarista non compra un'auto solo per estetica, ma per le prestazioni e la sicurezza garantite dal pacchetto tecnico Subaru.

Oreate AI
Ecco le caratteristiche principali del tipico subarista:
1. Profilo Psicologico e Stile di Vita
Amo per l'outdoor e la natura: È spesso una persona attiva, amante del campeggio, dell'escursionismo, dello sci o degli sport invernali.
Pragmatico ma appassionato: Cerca affidabilità e sostanza (trazione integrale simmetrica, motore boxer) piuttosto che ostentazione.
Fedele al marchio: I subaristi tendono a ricomprare Subaru, apprezzando la sicurezza e la stabilità su ogni fondo stradale.
Comunitario: Esiste un forte senso di cameratismo tra i proprietari ("Subie gang"), spesso testimoniato da saluti tra guidatori o club dedicati.

Oreate AI
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2. Motivazioni d'Acquisto
Sicurezza e trazione: La trazione integrale permanente (Symmetrical AWD) è il fattore chiave, spesso scelto per vivere in zone montuose o in climi difficili.
Affidabilità: Il marchio è riconosciuto per la robustezza, spesso eletto "Most Reliable Brand".
Tecnologia: Grande interesse per i sistemi di assistenza alla guida, come l'EyeSight, percepito come un "copilota" di sicurezza.

Oreate AI
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3. Identikit del Veicolo Preferito
Forester/Outback/Crosstrek: Guidatori che privilegiano versatilità, altezza da terra e capacità fuoristrada leggere/medie.
WRX/STI: Guidatori più giovani o appassionati di rally, amanti delle prestazioni, del suono del motore boxer e dell'estetica specifica (colore WR Blue Mica, cerchi oro, alettone).

YouTube
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4. Stereotipi e "Subaru Culture"
Il cane al seguito: Un classico stereotipo è la presenza costante del cane nel veicolo (o adesivi che lo confermano).
Modifiche: I proprietari di WRX/STI sono noti per personalizzare le loro auto, mentre i proprietari di SUV amano equipaggiarle per il campeggio.
Parcheggio: Spesso i subaristi parcheggiano in retromarcia, pronti per una partenza rapida.

Subaru of Glendale
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In sintesi, il subarista è un guidatore che cerca la tranquillità tecnica nei viaggi lunghi o difficili, con una forte propensione verso uno stile di vita attivo e all'aria aperta."
 
Una volta, ma tanto volta, si diceva che c'era da fare attenzione a chi guidava col cappello e alla Prinz, dispregiativamennte chiamata vasca da bagno :emoji_joy:
 
Una volta, ma tanto volta, si diceva che c'era da fare attenzione a chi guidava col cappello e alla Prinz, dispregiativamennte chiamata vasca da bagno :emoji_joy:
Cosa avete contro la Prinz ?
Dire che la Prinz fosse sfigata sin dai suoi anni è , oltre che ingeneroso , anche storicamente errato .
Ai suoi tempi la Prinz era una vera e propria utilitaria di lusso , riconosciuta come tale tanto da essere per diversi anni la straniera più venduta in Italia .
Le sue peculiarità tecniche, le sue dotazioni, le sue finiture e le sue prestazioni, tutto era di categoria nettamente superiore alla media delle auto della sua cilindrata , molte delle dicerie erano frutto di invidia da parte di chi (Fiatisti in primis) vedevano surclassati in tutto e per tutto i modelli italiani in un campo nel quale si pensava che fossero imbattibili .
Pur appartenendo alla categoria della coeva 500 (ed avendo come questa un motore a 2 soli cilindri di nemmeno 600 cc), aveva una dotazione di accessori che per l'epoca era extra lusso : accendisigari , tergicristalli a velocità regolabile , sedili reclinabili , orologio elettrico , freni a disco anteriori , cassetto portaoggetti in plancia con sportello e luce interna di cortesia , specchietto retrovisore esterno e cinture di sicurezza anteriori .
Tutto ciò , cinquant'anni fa , era extra lusso , nemmeno la 124 S di mio padre (che pure era di categoria enormemente superiore) aveva tutti quegli accessori .
Ho imparato a guidare nel 1965 sulla 600D (750 cm3) di mio padre , ma solo nel 1973 ho potuto comperare la mia prima macchina (nuova) , una NSU Prinz IV , 598 cm3 , 30 CV (era rosso corallo , non verde scuro , e comunque non ho mai portato il cappello mentre guidavo) : avevo scelto quel modello perché costava molto meno della FIAT 127 (meno di 900 K£) , ed era più spaziosa e meglio rifinita della 500 .
Ho percorso più di 150000 Km in dieci anni (dal 1973 al 1983) senza inconvenienti particolari , anche per viaggi lunghi in autostrada ; tanto per fare un esempio , ho fatto più di una volta Milano – Palinuro in una tirata sola senza nessun problema .
La macchina andava bene ; bastava non superare i 100 Km/h , anche se arrivava facilmente ai 120 Km/h : dopo però bisognava sostituire le puntine , perché la camma che le azionava (di fibra , poco più che cartone) a quella velocità si logorava dopo pochi chilometri , e il motore cominciava a fare i capricci (questo a prescindere da stabilità , tenuta di strada e comfort di marcia , che erano quelli di un go-kart) .
Era una macchina leggerissima : più di una volta , con la batteria a terra , l’ho fatta partire , da solo , spingendo e saltando su , come si faceva con le moto .
Consumava veramente poco (25 Km con un litro di benzina normale , non super) e aveva un’autonomia eccezionale (per l’epoca) , grazie al serbatoio da 37 l .
 
Cosa avete contro la Prinz ?
Dire che la Prinz fosse sfigata sin dai suoi anni è , oltre che ingeneroso , anche storicamente errato .
Ai suoi tempi la Prinz era una vera e propria utilitaria di lusso , riconosciuta come tale tanto da essere per diversi anni la straniera più venduta in Italia .
Le sue peculiarità tecniche, le sue dotazioni, le sue finiture e le sue prestazioni, tutto era di categoria nettamente superiore alla media delle auto della sua cilindrata , molte delle dicerie erano frutto di invidia da parte di chi (Fiatisti in primis) vedevano surclassati in tutto e per tutto i modelli italiani in un campo nel quale si pensava che fossero imbattibili .
Pur appartenendo alla categoria della coeva 500 (ed avendo come questa un motore a 2 soli cilindri di nemmeno 600 cc), aveva una dotazione di accessori che per l'epoca era extra lusso : accendisigari , tergicristalli a velocità regolabile , sedili reclinabili , orologio elettrico , freni a disco anteriori , cassetto portaoggetti in plancia con sportello e luce interna di cortesia , specchietto retrovisore esterno e cinture di sicurezza anteriori .
Tutto ciò , cinquant'anni fa , era extra lusso , nemmeno la 124 S di mio padre (che pure era di categoria enormemente superiore) aveva tutti quegli accessori .
Ho imparato a guidare nel 1965 sulla 600D (750 cm3) di mio padre , ma solo nel 1973 ho potuto comperare la mia prima macchina (nuova) , una NSU Prinz IV , 598 cm3 , 30 CV (era rosso corallo , non verde scuro , e comunque non ho mai portato il cappello mentre guidavo) : avevo scelto quel modello perché costava molto meno della FIAT 127 (meno di 900 K£) , ed era più spaziosa e meglio rifinita della 500 .
Ho percorso più di 150000 Km in dieci anni (dal 1973 al 1983) senza inconvenienti particolari , anche per viaggi lunghi in autostrada ; tanto per fare un esempio , ho fatto più di una volta Milano – Palinuro in una tirata sola senza nessun problema .
La macchina andava bene ; bastava non superare i 100 Km/h , anche se arrivava facilmente ai 120 Km/h : dopo però bisognava sostituire le puntine , perché la camma che le azionava (di fibra , poco più che cartone) a quella velocità si logorava dopo pochi chilometri , e il motore cominciava a fare i capricci (questo a prescindere da stabilità , tenuta di strada e comfort di marcia , che erano quelli di un go-kart) .
Era una macchina leggerissima : più di una volta , con la batteria a terra , l’ho fatta partire , da solo , spingendo e saltando su , come si faceva con le moto .
Consumava veramente poco (25 Km con un litro di benzina normale , non super) e aveva un’autonomia eccezionale (per l’epoca) , grazie al serbatoio da 37 l .
Standing ovation da ex prinzista, la migliore citycar di sempre!
 
Cosa avete contro la Prinz ?
Dire che la Prinz fosse sfigata sin dai suoi anni è , oltre che ingeneroso , anche storicamente errato .
Ai suoi tempi la Prinz era una vera e propria utilitaria di lusso , riconosciuta come tale tanto da essere per diversi anni la straniera più venduta in Italia .
Le sue peculiarità tecniche, le sue dotazioni, le sue finiture e le sue prestazioni, tutto era di categoria nettamente superiore alla media delle auto della sua cilindrata , molte delle dicerie erano frutto di invidia da parte di chi (Fiatisti in primis) vedevano surclassati in tutto e per tutto i modelli italiani in un campo nel quale si pensava che fossero imbattibili .
Pur appartenendo alla categoria della coeva 500 (ed avendo come questa un motore a 2 soli cilindri di nemmeno 600 cc), aveva una dotazione di accessori che per l'epoca era extra lusso : accendisigari , tergicristalli a velocità regolabile , sedili reclinabili , orologio elettrico , freni a disco anteriori , cassetto portaoggetti in plancia con sportello e luce interna di cortesia , specchietto retrovisore esterno e cinture di sicurezza anteriori .
Tutto ciò , cinquant'anni fa , era extra lusso , nemmeno la 124 S di mio padre (che pure era di categoria enormemente superiore) aveva tutti quegli accessori .
Ho imparato a guidare nel 1965 sulla 600D (750 cm3) di mio padre , ma solo nel 1973 ho potuto comperare la mia prima macchina (nuova) , una NSU Prinz IV , 598 cm3 , 30 CV (era rosso corallo , non verde scuro , e comunque non ho mai portato il cappello mentre guidavo) : avevo scelto quel modello perché costava molto meno della FIAT 127 (meno di 900 K£) , ed era più spaziosa e meglio rifinita della 500 .
Ho percorso più di 150000 Km in dieci anni (dal 1973 al 1983) senza inconvenienti particolari , anche per viaggi lunghi in autostrada ; tanto per fare un esempio , ho fatto più di una volta Milano – Palinuro in una tirata sola senza nessun problema .
La macchina andava bene ; bastava non superare i 100 Km/h , anche se arrivava facilmente ai 120 Km/h : dopo però bisognava sostituire le puntine , perché la camma che le azionava (di fibra , poco più che cartone) a quella velocità si logorava dopo pochi chilometri , e il motore cominciava a fare i capricci (questo a prescindere da stabilità , tenuta di strada e comfort di marcia , che erano quelli di un go-kart) .
Era una macchina leggerissima : più di una volta , con la batteria a terra , l’ho fatta partire , da solo , spingendo e saltando su , come si faceva con le moto .
Consumava veramente poco (25 Km con un litro di benzina normale , non super) e aveva un’autonomia eccezionale (per l’epoca) , grazie al serbatoio da 37 l .
La prinz non era di lusso era semplicemente la migliore utilitaria di quel periodo a quel prezzo e era anche robusta e longeva a parte che nessuno sedesse dietro sennò poteva prendere fuoco
 

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