<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Afghanistan....questo www e' verosimile? | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

Afghanistan....questo www e' verosimile?

spartacodaitri ha scritto:
certo che non erano....
la chiave di volta e' proprio perche' sono al potere i Talebani,
e non loro, i mujaidin :?:
Eh, bella domanda.
Forse gli altri erano troppo divisi, incapaci di vedere "il quadro generale", ma interessati solo alla propria realtà locale.
 
Alura... come dicevo, c'e' molto su wikipedia (in inglisc - mi raccomando se lo leggete leggete anche le discussioni in merito! E seguite attentamente la bibliografia. Wikipedia non e' sempre imparziale ne' esatta, e su un argomento come questo, va bene giusto da intro).
Se uno "no habla", vediamo di riassumere.
All'inizio vennero i russi. Si potrebbe disquisire del perche' e del percome, le cause erano varie e, dal loro punto di vista, avevan pure ragione.
In sostanza l'Afghanistan e' strategico in quanto da sempre e' la porta dell'oriente per chiunque ci vada via terra. Aggiungiamoci che ci si possono controllare le regioni mediorientali dell'ex Unione Sovientica ricche di petrolio leggero, e si capisce che 2+2 fa comunque 4.
Contro i sovietici insorsero i Mujaheddeen, che a lungo combatterono fino a scacciarli.
I Mujaheddeen originali erano sostanzialmente afghani, di etnia principalmente pashtun, anche se non mancavano rappresentanti delle altre etnie (tra cui i farsi, che non sono drogati cronici, bensi' di origine iraniana :D e sono una delle etnie principali dell'Afghanistan, il "luogo degli afghani", nome dato ai Pashtun dai persiani nell'antichita').
Il leader dei Mujahedden era il comandante Massoud, o Massud, secondo la traslitterazione che si preferisce. Leader carismatico, intelligente, colto, e sinceramente patriota e devoto al suo popolo.
Gli americani, che altrettanto ovviamente non volevano un monopolio sovietico sulla "porta d'oriente" supportarono ampiamente i Mujaheddeen del comandante Massoud, che, fino a qui, erano letteralmente "combattenti per la liberta'" e desiderosi di instaurare un governo autonomo, legittimo e democratico.
Dopo la cacciata dei sovietici e il crollo dell'Unione Sovietica, il Pakistan, che da sempre vedeva le sue mire espansionistiche frustrate a est dall'India, penso' che probabilmente sarebbe stato piu' facile (e produttivo, ricordiamoci il discorso di "crocevia per l'oriente") espandersi a nordovest. Cosi' inizio a finanziare e supportare un movimento fondamentalista islamico che aveva cominciato a opporsi internamente all'ancora assai precario governo ufficiale di Kabul, guidato dal suo leader, il Mullah Omar.
Le origini della diatriba come sempre furono le rivalita' tribali, utilizzate dall'astuto Mullah come scintilla da alimentare col fanatismo religioso (che prima aveva poco spazio in afghanistan).
Per farla breve, con ampi supporti dal Pakistan i Talebani presero il potere, cacciando i Mujaheddeen di Massoud e costringendoli a formare gruppi di resistenza, come avevano fatto contro i russi. Solo che in questo caso non avevano a che fare con invasori esterni poco esperti del territorio e invisi alla popolazione, ma con locali, molti dei quali avevano combattuto la loro stessa guerra contro i russi e che conoscevano bene il territorio, oltre a essere spesso appoggiati dalla parte piu' povera e ignorante della popolazione, facile preda dei vaneggiamenti fondamentalisti del Mullah Omar.
Per diversi anni i Mujaheddeen resistettero ai Talebani, con forti e continui appelli all'occidente per intervenire in loro aiuto.
Qui comincia la miopia e la cospirazione interna americana (si', ce n'e' stata una, ma non quella che i teorici del complotto pensano).
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Da un lato l'Europa decise di non intervenire, disinteressata alla cosa in quanto ritenuta affare interno degli afghani con cui avevamo meno rapporti commerciali e di interessi che con l'Isola di Tonga.
Dall'altro invece gli americani, sotto il governo Clinton, decisero deliberatamente di non fare niente.
"Deliberatamente" e' un termine eufemistico che non trasmette l'esatta portata della cosa.
Funzionari altolocati del governo Clinton avevano AMPI interessi in afghanistan e facevano ottimi affari tanto col Pakistan che con i Talebani.
Robin Raphel, del Dipartimento di Stato, arrivo' a consigliare a Massoud di arrendersi ai Talebani. Massoud rispose che finche' avesse respirato e avesse controllato anche un solo metro quadro di Afghanistan, si sarebbe opposto ai Talebani.
Robin Raphel divenne in seguito lobbista per la Cassidy & Associates, titolare di un contratto per 1.2 milioni di dollari con il governo pakistano di Musharraf, giusto per inquadrare la cosa nella giusta prospettiva.
Quando nel 1997 si apri' una "finestra d'opportunita'" per un colpo decisivo contro i Talebani, due alti funzionari di stato americani volarono in Afghanistan e convinsero il Fronte Unito che invece di lanciare il suo attacco era il momento di concedere un armistizio...
Durante l'armistizio il Pakistan stabili' un ponte aereo d'emergenza (non dissimile dal famoso "ponte di Berlino") per rifornire i Talebani stremati.
Una rappresentante della DIA, Julie Sirrs, intui' che qualcosa non andava nella politica verso l'Afghanistan degli USA, e comincio' a provare ad allacciare rapporti con Massoud. Le venne impedito, e venne proibito a pubblici ufficiali degli Stati Uniti di recarsi in zone dell'Afghanistan che non fossero sotto controllo Talebano.
Prese dunque un periodo di ferie e, con i suoi soldi, si reco' in Afghanistan per parlare con Massoud.
Ecco come viene descritto cio' che scopri' dal membro del Congresso Dana Rohrabacher:

Quando arrivo nella Valle del Panshir, trovo' che... qualcosa di vitale per la sicurezza degli Stati Uniti stava accadendo, qualcosa che non le era stato possibile scoprire quando aveva vistato le aree controllate dai Talebani.
Il comandante Moassoud le disse che stava fronteggiando un nuovo nemico in Afghanistan [ossia forze militari straniere, specialmente Arabe]
Apparentemente bin Laden, che stava trasformando l'Afghanistan nella sua base operativa, stava importando fondamentalisti islamici da tutto il mondo, addestrandoli come terroristi e assassini, e spedendoli poi contro le truppe di Massoud.
Pur avendo poco tempo, raccolse abbastanza informazioni per un rapporto preliminare e torno' a casa. Nel momento in cui rientro', si trovo' sottoposta a severissime restrizioni da parte della DIA, e limitata in cio' che poteva dire o mostrare in alcuno dei suoi rapporti.
Il suo diretto superiore' la bollo' come insubordinata, la licenzio', e quando lei lotto' contro questo trattamento, intraprese ogni possibile misura per distruggere la sua vita.
Nel corso della lotta per salvare il suo lavoro, il suo ufficiale comandante alla Dia le disse che cio' che piu' era grave era stato il suo contatto con Massoud, che secondo la DIA era "uno dei cattivi".
Questo generale mandava gente a farsi "informare" dai Talebani, ma qualsiasi contatto con Massoud era causa sufficiente per essere licenziati in tronco.
Questo era l'atteggiamento mentale di colui che gestiva la Defense Intelligence Agency. In questo quadro complessivo della situazione c'era qualcosa di terribilmente sbagliato.".
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... Il "qualcosa" venne nuovamente segnalato da Massoud durante una sua visita in Europa agli inizi del 2001. Avviso' che qualcosa di grosso si stava preparando contro gli Stati Uniti.
Di nuovo, il dipartimento di stato scelse di ignorare l'avvertimento a fronte dei vantaggi economici individuali che diversi suoi rappresentanti stavano ottenendo trattando con il Pakistan (che, come ricorderanno coloro che han presente la cronaca di quel periodo, era MOLTO vicino agli Stati Uniti).
Nel frattempo, l'unico contatto che gli USA ebbero con Massoud furono dei tentativi della Cia di collegare Bin Laden in modo ufficiale agli attentati alle ambasciate del 1998.
Gli Stati Uniti e l'Unione Europea non fornirono alcun appoggio al Fronte Unito.
Intanto, si stava verificando un tentativo di cambiare la politica verso l'Afghanistan supportato da ufficiali sul campo della CIA che avevano visitato l'area sotto il controllo di Massoud. Secondo il libro di Steve Coll "Guerre Fantasma", che vinse il premio Pulitzer nel 2005 per le opere "General Non-Fiction"

"La CIA ammirava enormemente Massoud. Lo vedevano come una figura alla Che Guevara, un grande attore sul palcoscenico della Storia. Massoud era un poeta, un genio militare, un uomo religioso, e lo ritenevano un leader di enorme coraggio che sfidava la morte accettandone l'inevitabilita'.
Nella sua casa si trovavano migliaia di libri: poesia persiana, cronache delle Guerre Afghane in diverse lingue, biografie di altri condottieri militari e della resistenza. Nei loro incontri Massoud era capace di intessere sofisticati riferimenti alla storia Afghana e alla situazione geopolitica globale nelle sue argomentazioni. Era una persona pacata, forte, riservata e carica di dignita', ma anche dallo spirito allegro. Gli uomini della CIA si era recati nel Panshir come ammiratori dichiarati di Massoud. Al loro ritorno questa convinzione era stata vieppiu' rafforzata.

Tuttavia, tutto fu vano.
Il 9 Settembre 2001 il comandante Massoud fu assassinato con un ordigno esplosivo nascosto nella telecamera di un sedicente giornalista.

Cosa successe due giorni dopo, lo sappiamo tutti.
 
Questo e' un RIASSUNTO.
C'e' molto di piu', ma non ritengo il forum lo strumento adatto a discuterne. Chi vuole informarsi ha tutti i modi di farlo. ;)
 
99octane ha scritto:
Questo e' un RIASSUNTO.
C'e' molto di piu', ma non ritengo il forum lo strumento adatto a discuterne. Chi vuole informarsi ha tutti i modi di farlo. ;)
5 stelle, finalmente una ricostruzione fatta come dio comanda... bravissimo octane! ;)

Aggiungerei che molti dei talebani afgani provengono dai campi profughi costruiti in pakistan all'epoca dell'occupazione sovietica, dove vennero indottrinati a dovere...
 
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