<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> addio mia pessima italia | Page 4 | Il Forum di Quattroruote

addio mia pessima italia

arizona77 ha scritto:
Cometa Rossa ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Certo....ci mancherebbe
Basta che non dica che lavorando in Italia non ci sta dentro....

Che non ci stia dentro non lo so, ma non credo. Che gli venga il mal di pancia per guadagnare poco, quando altrove hai molte meno menate per guadagnare di più, ci credo abbastanza (e non parlo di costo del lavoro, quello è il minimo)

Vada lui e quelli come lui....
A meno Tu non mi trovi il " contributo " almeno nei prezzi, per il popolo Italiano
dal " comportamento" di costoro.

Ma scusa, che contributo dovrebbe esserci? Tu sei libero di comprare o meno i suoi prodotti, lui li prezza come gli pare, mica in base a dove li produce. Ho capito il tuo discorso, ma il senso che cerco di illustrare è che chi delocalizza va comunque incontro a delle difficoltà. Se queste difficoltà costano meno dell'extra che costano i ritardi del nostro paese nell'ammodernizzarsi allora conviene delocalizzare, altrimenti non conviene. Le aziende non sono enti di beneficienza, vanno dove conviene loro andare analizzando molti fattori. Che non è solo il costo del lavoro, ce ne sono tantissimi altri
Ti faccio un esempio: tu hai un'idea da sviluppare, vuoi farlo qui e scopri che le banche ti finanziano solo se dai garanzie per 10 volte il valore del finanziamento, ed il finanziamento ti costa 1-2 punti percentuali in più che altrove, poi scopri che il piccolo stabilimento dove produrre la tua idea non solo ti costa più che altrove da costruire, ma ti costa più che altrove dopo, in tasse, e per costruirlo, tra permessi e minchiate varie ti ci vogliono 12 mesi (se va di lusso), altrove in 3 hai tutto pronto.....; e poi scopri che altrove, in caso di contenzioso, in pochi mesi il processo si conclude, qui ci possono volere anni....beh, resti qui ed aspetti che la tua idea la sviluppi, nel frattempo, qualcun altro, o te ne vai altrove?
Ovviamente è un esempio particolare, ma rende l'idea delle difficoltà che si incontrano in Italia quando si vuole fare impresa.
 
Cometa Rossa ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Cometa Rossa ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Certo....ci mancherebbe
Basta che non dica che lavorando in Italia non ci sta dentro....

Che non ci stia dentro non lo so, ma non credo. Che gli venga il mal di pancia per guadagnare poco, quando altrove hai molte meno menate per guadagnare di più, ci credo abbastanza (e non parlo di costo del lavoro, quello è il minimo)

Vada lui e quelli come lui....
A meno Tu non mi trovi il " contributo " almeno nei prezzi, per il popolo Italiano
dal " comportamento" di costoro.

Ma scusa, che contributo dovrebbe esserci? Tu sei libero di comprare o meno i suoi prodotti, lui li prezza come gli pare, mica in base a dove li produce. Ho capito il tuo discorso, ma il senso che cerco di illustrare è che chi delocalizza va comunque incontro a delle difficoltà. Se queste difficoltà costano meno dell'extra che costano i ritardi del nostro paese nell'ammodernizzarsi allora conviene delocalizzare, altrimenti non conviene. Le aziende non sono enti di beneficienza, vanno dove conviene loro andare analizzando molti fattori. Che non è solo il costo del lavoro, ce ne sono tantissimi altri
Ti faccio un esempio: tu hai un'idea da sviluppare, vuoi farlo qui e scopri che le banche ti finanziano solo se dai garanzie per 10 volte il valore del finanziamento, ed il finanziamento ti costa 1-2 punti percentuali in più che altrove, poi scopri che il piccolo stabilimento dove produrre la tua idea non solo ti costa più che altrove da costruire, ma ti costa più che altrove dopo, in tasse, e per costruirlo, tra permessi e minchiate varie ti ci vogliono 12 mesi (se va di lusso), altrove in 3 hai tutto pronto.....; e poi scopri che altrove, in caso di contenzioso, in pochi mesi il processo si conclude, qui ci possono volere anni....beh, resti qui ed aspetti che la tua idea la sviluppi, nel frattempo, qualcun altro, o te ne vai altrove?
Ovviamente è un esempio particolare, ma rende l'idea delle difficoltà che si incontrano in Italia quando si vuole fare impresa.

E' il principio di fondo,
che sto cercando ( inutilmente )
di svincolare dal concetto di folle difficolta' nel fare
impresa in Italia.
Ci riprovo:
se devo comprare una sega elettrica prodotta da una azienda di Vicenza, ma in Cina,
preferisco comprare una sega fatta in Cina da un cinese.
Perche' come cittadino consumatore non ne avro' nessun vantaggio
 
arizona77 ha scritto:
Ci riprovo:
se devo comprare una sega elettrica prodotta da una azienda di Vicenza, ma in Cina,
preferisco comprare una sega fatta in Cina da un cinese.
Perche' come cittadino consumatore non ne avro' nessun vantaggio

difatto la delocalizzazione e' il passo prima della chiusura non solo degli stabilimenti nel nostro paese ma dell'imprenditore stesso...

anche se il governo attuale dice il contrario non vi sara' una nuova generazione di imprenditori che prenderanno il posto di quella attuale...

la stragrande maggioranza dei prodotti "cinesi" oramai oltre ad essere prodotta la e' anche pensata e progettata la'....

e visto che il nostro mercato interno e' sempre meno "florido" le esigenza del cliente italiano non vengono prese in considerazione...
 
arizona77 ha scritto:
E' il principio di fondo,
che sto cercando ( inutilmente )
di svincolare dal concetto di folle difficolta' nel fare
impresa in Italia.
Ci riprovo:
se devo comprare una sega elettrica prodotta da una azienda di Vicenza, ma in Cina,
preferisco comprare una sega fatta in Cina da un cinese.
Perche' come cittadino consumatore non ne avro' nessun vantaggio

il tuo discorso l'ho capito ed è un po' anche mio. Però se compri la sega elettrica dal cinese, le tasse vengono pagate li, se la compri dall'azienda di vicenza, le tasse rimangono qua, quindi un piccolo vantaggio c'è.
 
Cometa Rossa ha scritto:
arizona77 ha scritto:
E' il principio di fondo,
che sto cercando ( inutilmente )
di svincolare dal concetto di folle difficolta' nel fare
impresa in Italia.
Ci riprovo:
se devo comprare una sega elettrica prodotta da una azienda di Vicenza, ma in Cina,
preferisco comprare una sega fatta in Cina da un cinese.
Perche' come cittadino consumatore non ne avro' nessun vantaggio

il tuo discorso l'ho capito ed è un po' anche mio. Però se compri la sega elettrica dal cinese, le tasse vengono pagate li, se la compri dall'azienda di vicenza, le tasse rimangono qua, quindi un piccolo vantaggio c'è.

Quindi questo e' un cretino

http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2013/08/08/news/manzotin-sbarca-in-gallura-nuova-fabbrica-a-olbia-1.7548104

:shock: :?:

P.s.: Se ha la sede a Londra & C.....mi sa che di tasse qua resta ben poco
 
Cometa Rossa ha scritto:
arizona77se devo comprare una sega elettrica prodotta da una azienda di Vicenza ha scritto:
il tuo discorso l'ho capito ed è un po' anche mio. Però se compri la sega elettrica dal cinese, le tasse vengono pagate li, se la compri dall'azienda di vicenza, le tasse rimangono qua, quindi un piccolo vantaggio c'è.
E comunque rimane il fatto che la sega elettrica delocalizzata in Cina ma prodotta sotto controllo italiano sarà di qualità migliore che non la cinese 100%.
 
Resta il fatto che è un paese che sembra irriformabile, sembrava dovesse fare sfracelli sto qua...e invece....
Certi diritti non si toccano, parlano di diritti acquisiti...ma se le risorse scarseggiano vanno redistribuite, non solo in termini sociali, ma anche per evitare che vengano drenate risorse allo sviluppo e abbassare le tasse.
E non mi riferisco solo ai politici ladroni con vitalizi e cumuli vari e reversibilità, ma anche all'ingiustizia generazionale del pensionamento retributivo vs contributivo. Gente in pensione dopo 19 anni e 6 mesi di lavoro con l'80% dello stipendio vs gente in pensione dopo 42 anni e il 55/60 % dello stipendio. Diritti acqusiti? No cinismo e macelleria sociale.
Schifo.
 
U2511 ha scritto:
Cometa Rossa ha scritto:
arizona77se devo comprare una sega elettrica prodotta da una azienda di Vicenza ha scritto:
il tuo discorso l'ho capito ed è un po' anche mio. Però se compri la sega elettrica dal cinese, le tasse vengono pagate li, se la compri dall'azienda di vicenza, le tasse rimangono qua, quindi un piccolo vantaggio c'è.
E comunque rimane il fatto che la sega elettrica delocalizzata in Cina ma prodotta sotto controllo italiano sarà di qualità migliore che non la cinese 100%.

Una volta....Al giorno d' oggi ho dei grossi dubbi
( non a sensazioni, ma sulla mia pelle )
 
arizona77 ha scritto:
Quindi questo e' un cretino

http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2013/08/08/news/manzotin-sbarca-in-gallura-nuova-fabbrica-a-olbia-1.7548104

:shock: :?:

No, non è un cretino; avrà fatto i suoi calcoli e magari ottenuto qualche fondo destinato alle zone depresse.

P.s.: Se ha la sede a Londra & C.....mi sa che di tasse qua resta ben poco

iva, ad esempio. Tasse sugli immobili. Inps per i lavoratori (le prime che mi vengono in mente, poi io non sono un esperto tributario, quindi di meglio non so scrivere)
 
U2511 ha scritto:
Cometa Rossa ha scritto:
arizona77se devo comprare una sega elettrica prodotta da una azienda di Vicenza ha scritto:
il tuo discorso l'ho capito ed è un po' anche mio. Però se compri la sega elettrica dal cinese, le tasse vengono pagate li, se la compri dall'azienda di vicenza, le tasse rimangono qua, quindi un piccolo vantaggio c'è.
E comunque rimane il fatto che la sega elettrica delocalizzata in Cina ma prodotta sotto controllo italiano sarà di qualità migliore che non la cinese 100%.

Di solito è così, anche se condivido in parte il discorso di Arizona.
 
U2511 ha scritto:
E comunque rimane il fatto che la sega elettrica delocalizzata in Cina ma prodotta sotto controllo italiano sarà di qualità migliore che non la cinese 100%.

fino a qualche anno fa potevo darti ragione oggi, non generalizzando badate bene, io non trovo differenza di sorta...

piu' che altro di difficile riparazione e se chiedi pezzi di ricambio e' facile piu' trovarli in internet dall'estero che dai normali canali di distribuzione...
 
Aerei Italiani ha scritto:
U2511 ha scritto:
E comunque rimane il fatto che la sega elettrica delocalizzata in Cina ma prodotta sotto controllo italiano sarà di qualità migliore che non la cinese 100%.

fino a qualche anno fa potevo darti ragione oggi, non generalizzando badate bene, io non trovo differenza di sorta...

piu' che altro di difficile riparazione e se chiedi pezzi di ricambio e' facile piu' trovarli in internet dall'estero che dai normali canali di distribuzione...

Diciamo che con un po' di kiulo
un prodotto Cinese puo' tenere....
Un prodotto Italiano da poco prezzo
neanche se ti metti a piangere in Turcomanno
e se vai a chiedere della garanzia ti senti dire:
" ma a quel prezzo....cosa pretende :?: ".
 
Ma pure io, in parte, condivido il ragionamento di Arizona e, nel limite del possibile, cerco di dare prefernaza la prodotto Made in Eu (almeno in Eu).

Una curiosità: vicino a dove lavoro, dei cinesi hanno rilevato alcuni grossi spazi commerciali, in precedenza occupati da altri settori merceologici e gestiti da imprese italiane. Due curiosità:
1) molti dipendenti, direi se non la maggioranza almeno la metà, sono ragazzi italiani (motivazione ufficiale: se vogliamo lavorare, dobbiamo integrarci nella comunità locale e se prendiamo solo i "nostri" rimaniamo "negozi cinesi per cinesi")
2) molti prodotti esibiscono il cartellino Made in Italy ...
 
mommotti ha scritto:
Resta il fatto che è un paese che sembra irriformabile, sembrava dovesse fare sfracelli sto qua...e invece....
Certi diritti non si toccano, parlano di diritti acquisiti...ma se le risorse scarseggiano vanno redistribuite, non solo in termini sociali, ma anche per evitare che vengano drenate risorse allo sviluppo e abbassare le tasse.
E non mi riferisco solo ai politici ladroni con vitalizi e cumuli vari e reversibilità, ma anche all'ingiustizia generazionale del pensionamento retributivo vs contributivo. Gente in pensione dopo 19 anni e 6 mesi di lavoro con l'80% dello stipendio vs gente in pensione dopo 42 anni e il 55/60 % dello stipendio. Diritti acqusiti? No cinismo e macelleria sociale.
Schifo.

Io è meglio che taccio, che taccio, che taccio, che taccio!!!! (mio padre andè in pensione a 55 anni, dopo 39 anni di lavoro; continuò a lavorare e versare ogni anni contributi, fino al suo decesso ( scorso dicembre), a 75 anni. Quindi versò in tutto contributi per 59 anni di vita. A mia madre, come reversibilità, arriverà il 60% della pensione di mio padre, ma forse verrà ridotta al 30% (mia madre percepisce affitti da immobili che aveva costruito mio padre, quindi col caxxo che si merita una pensione decente). E' meglio che taccio o vengo bannato a vita e mi arriva la polizia postale a casa (se solo te li fossi goduti quei soldi, vecchio, sputtanandoteli in caxxate, invece di versare soldi allo stato per altri 20 anni....)
 
U2511 ha scritto:
Ma pure io, in parte, condivido il ragionamento di Arizona e, nel limite del possibile, cerco di dare prefernaza la prodotto Made in Eu (almeno in Eu).

Una curiosità: vicino a dove lavoro, dei cinesi ghanno rilevato alcuni grossi spazi comerciali, in precednenza occupati da altri settori merceologici gestiti da imprese italiane. Due curiosità:
1) molti dipendenti, direi se non la maggioranza almeno metà, sono ragazzi italiani (motivazione ufficiale: se vogliamo lavorare, dobbiamo integrarci nella comunità locale e se prendiamo solo i "nostri" rimaniamo "negozi cinesi per cinesi")
2) molti prodotti esibiscono il cartellino Made in Italy ...

A tal proposito un noto docciaschiuma italiano dai cinesi lo trovo a 1,99 euro, al supermercato a 1,98 euro.
Quindi non puntano sul prezzo, sui prodotti italiani, ma puntano sulla gamma merceologica enorme in quei capannoni, dove trovi prodotti italiani e non italiani (questi ultimi a poco prezzo),ma dato che sei li, prendi anche l'eventuale made in italy anche se costa uguale o poco più che altrove
 

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