Su Guccini avete già scritto un po' di tutto, difficile aggiungere qualcos'altro di originale.
Personalmente non l'ho mai ascoltato molto, non perché non mi piaccia, ma perché non sono un grande fan del genere.
La grandezza delle canzoni di Guccini sta più nei testi che nella musica, come spesso avviene nella musica folk. Le sue sono come poesie "musicate", mentre io dò molta importanza alla parte musicale, e più ricca è, più mi piace.
Per esempio, della generazione dei cantautori anni 70 ascolto più volentieri De André, Battiato (un innovatore e sperimentatore), Bennato, Dalla... per dire alcuni che conoscono tutti... in secondo piano De Gregori e Fossati (non sempre mi piacciono)... più alcuni meno conosciuti, come Pierangelo Bertoli (molto simile come impostazione vocale a Guccini, ma musicalmente più vivace), Alberto Fortis e qualcosa di Claudio Lolli (soprattutto la lunga parte musicale degli "zingari felici").
Menzione d'onore per il geniale e caustico Rino Gaetano e per il mio quasi compaesano Lucio Battisti, che per i testi si doveva far aiutare dagli altri, ma musicalmente...
E poi Pino Daniele... come non apprezzarlo, anche se non si è napoletani?
Bene, tornando al grandissimo Guccini, forse posso scrivere da cinefilo qualcosa di originale, che non è già stato scritto qui.
Forse non tutti sanno che ha avuto una piccola parte di attore (piccola, ma significativa) in "Radiofreccia", il film di Luciano Ligabue con Stefano Accorsi protagonista.
Faceva la parte di Adolfo, burbero ma saggio barista.