<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Addio Maestrone, grazie di tutto | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

Addio Maestrone, grazie di tutto

Anche Blu fa fatica a capire ( nel senso di intendere ) meta' delle parole scandite nelle canzoni di tanti cantanti odierni.
Si ma prova ad andarlo a dire a qualche fan, tipo che ne so, quelli di Madame ad es. ti saltano in testa. Anche se poi è facile che i testi li imparano leggendoli in diretta sugli schermi dello smartphone. Guccini scriveva canzoni dai testi lunghissimi e con poche o nulle ripetizioni, per cui o aveva una memoria da elefante, oppure, quando era live, li leggeva sul gobbo. Spiace e ad ogni modo è arrivato a 86 anni vivendo molto intensamente, anche a livello del bere e del mangiare.
 
Non so che viso avesse, neppure come si chiamava
Con che voce parlasse, con quale voce poi cantava
Quanti anni avesse visto allora, di che colore i suoi capelli
Ma nella fantasia ho l'immagine sua, gli eroi son tutti giovani e belli
Gli eroi son tutti giovani e belli
Gli eroi son tutti giovani e belli
Conosco invece l'epoca dei fatti, qual era il suo mestiere
I primi anni del secolo, macchinista, ferroviere
I tempi in cui si cominciava la guerra santa dei pezzenti
Sembrava il treno anch'esso un mito di progresso, lanciato sopra i continenti
Lanciato sopra i continenti
Lanciato sopra i continenti
E la locomotiva sembrava fosse un mostro strano
Che l'uomo dominava con il pensiero e con la mano
Ruggendo si lasciava indietro distanze che sembravano infinite
Sembrava avesse dentro un potere tremendo, la stessa forza della dinamite
La stessa forza della dinamite
La stessa forza della dinamite
Ma un'altra grande forza spiegava allora le sue ali
Parole che dicevano: "Gli uomini son tutti uguali"
E contro ai re e ai tiranni scoppiava nella via
La bomba proletaria e illuminava l'aria la fiaccola dell'anarchia
La fiaccola dell'anarchia
La fiaccola dell'anarchia
Un treno tutti i giorni passava per la sua stazione
Un treno di lusso, lontana destinazione
Vedeva gente riverita, pensava a quei velluti, agli ori
Pensava al magro giorno della sua gente attorno, pensava a un treno pieno di signori
Pensava a un treno pieno di signori
Pensava a un treno pieno di signori
Non so che cosa accadde, perché prese la decisione
Forse una rabbia antica, generazioni senza nome
Che urlarono vendetta, gli accecarono il cuore
Dimenticò pietà, scordò la sua bontà la bomba sulla macchina a vapore
La bomba sulla macchina a vapore
La bomba sulla macchina a vapore
E sul binario stava la locomotiva
La macchina pulsante sembrava fosse cosa viva
Sembrava un giovane puledro che appena liberato il freno
Mordesse la rotaia con muscoli d'acciaio, con forza cieca di baleno
Con forza cieca di baleno
Con forza cieca di baleno
E un giorno come gli altri, ma forse con più rabbia in corpo
Pensò che aveva il modo di riparare a qualche torto
Salì sul mostro che dormiva, cercò di mandar via la sua paura
E prima di pensare a quel che stava a fare, il mostro divorava la pianura
Il mostro divorava la pianura
Il mostro divorava la pianura
Correva l'altro treno, ignaro e quasi senza fretta
Nessuno immaginava di andare verso la vendetta
Ma alla stazione di Bologna arrivò la notizia in un baleno
"Notizia di emergenza, agite con urgenza, un pazzo si è lanciato contro al treno!
Un pazzo si è lanciato contro al treno!
Un pazzo si è lanciato contro al treno!"
Ma intanto corre, corre, corre la locomotiva
E sibila il vapore e sembra quasi cosa viva
E sembra dire ai contadini curvi, il fischio che si spande in aria
"Fratello, non temere, che corro al mio dovere, trionfi la giustizia proletaria!
Trionfi la giustizia proletaria!
Trionfi la giustizia proletaria!"
E intanto corre, corre, corre sempre più forte
E corre, corre, corre, corre verso la morte
E niente ormai può trattenere l'immensa forza distruttrice
Aspetta sol lo schianto e poi che giunga il manto della grande consolatrice
Della grande consolatrice
Della grande consolatrice
La storia ci racconta come finì la corsa
La macchina deviata lungo una linea morta
Con l'ultimo suo grido d'animale, la macchina eruttò lapilli e lava
Esplose contro il cielo, poi il fumo sparse il velo, lo raccolsero che ancora respirava
Lo raccolsero che ancora respirava
Lo raccolsero che ancora respirava
Ma a noi piace pensarlo ancora dietro al motore
Mentre fa correr via la macchina a vapore
E che ci giunga un giorno ancora la notizia
Di una locomotiva, come una cosa viva, lanciata a bomba contro l'ingiustizia!
Lanciata a bomba contro l'ingiustizia!
Lanciata a bomba contro l'ingiustizia!

RIP
 
Che peccato...
L'ho scoperto molto tardi dopo aver prima letto i suoi romanzi, qualcuno aveva detto che per diversi anni è stato un poeta in prestito alla musica... beh, per me sì...

Il primo contatto con la sua musica l'avevo avuto alle medie ( quindi poco meno di 50 anni fa ).
L'insegnante ci aveva fatto ascoltare due brani decisamente forti: "L'avvelenata" e "La Locomotiva".
Mi aveva colpito la sua voce molto particolare ma, onestamente, a 12/13 anni in un epoca in cui nascevano le prime emittenti libere, gli interessi musicali erano diversi, e non avevo nessuna voglia di dedicarmi ad un ascolto impegnato.
Però quell'ascolto era sempre rimasto come un appunto: "Da approfondire quando più maturo".

L'ho ripreso più avanti negli anni, complice anche l'ascolto dei Nomadi, e con qualche capello in meno e la barba più bianca l'ho apprezzato molto.
 
Si ma prova ad andarlo a dire a qualche fan, tipo che ne so, quelli di Madame ad es. ti saltano in testa. Anche se poi è facile che i testi li imparano leggendoli in diretta sugli schermi dello smartphone. Guccini scriveva canzoni dai testi lunghissimi e con poche o nulle ripetizioni, per cui o aveva una memoria da elefante, oppure, quando era live, li leggeva sul gobbo. Spiace e ad ogni modo è arrivato a 86 anni vivendo molto intensamente, anche a livello del bere e del mangiare.


Ho sentito dire che sarebbe un modo studiato....
A TAVOLINO
....Ci sarebbe come un filtro che trasforma la voce.
P.s
Per me non c'e' problema....
Prima avevo circa 1800 brani registrati cui attingere.
Di cui....Restando in Italia....
Ligabue
Rossi
Dalla
Venditti
Bennato
De Gregori
883
Zucchero
Pelu'
Leali
Ramazzotti
Battisti
Graziani
Raf
Mina
Berte'
Vanoni
Pravo
Mannoja
Pooh
Equipe 84
Camaleonti
Dick Dick
Nomadi
New Trolls
Matia Bazar
Formula 3

E TANTI ALTRI

Adesso, con Spoty, ho un parco infinito....
Senza necessita' di altri neo fornitori,
piu' o meno strani....
Gia' i nomi:
Ernia, Salma, Geolier, ma dai...
 
Ho sentito dire che sarebbe un modo studiato....
A TAVOLINO
....Ci sarebbe come un filtro che trasforma la voce.
P.s
Per me non c'e' problema....
Prima avevo circa 1800 brani registrati cui attingere.
Di cui....Restando in Italia....
Ligabue
Rossi
Dalla
Venditti
Bennato
De Gregori
883
Zucchero
Pelu'
Leali
Ramazzotti
Battisti
Graziani
Raf
Mina
Berte'
Vanoni
Pravo
Mannoja
Pooh
Equipe 84
Camaleonti
Dick Dick
Nomadi
New Trolls
Matia Bazar
Formula 3

E TANTI ALTRI

Adesso, con Spoty, ho un parco infinito....
Senza necessita' di altri neo fornitori,
piu' o meno strani....
Gia' i nomi:
Ernia, Salma, Geolier, ma dai...
Su non mettere il dito nella piaga.....
 
Una nota....

( non so nemmeno che aggettivo usare )....

1) Chi pensava che Guccini fosse di
Bologna invece d Modena....Alzi la mano
2) Ammetto la mia ignoranza, seppur da sfegatato fan: qualcuno sa perche' SS17, e non invece....
Visto che questa passa per tutt' altri lidi

??
 
Tutti lo associano ad un cantante impegnato politicamente....ma secondo me era solo un cantautore forse di sinistra.....di canzone politica ne ha fatta una....
 
Ho sentito dire che sarebbe un modo studiato....
A TAVOLINO
....Ci sarebbe come un filtro che trasforma la voce.
Beh è ovvio, senza elettronica non sarebbero capaci di cantare "Girogirotondo".

D'altronde se ti han svezzato ad hamburger e patatine, e la tua compagnia pure, difficilente apprezzerai un buon risotto, perlomeno finchè non maturi e ti rompi di ingozzarti in un fast food
 
Non so che viso avesse, neppure come si chiamava
Con che voce parlasse, con quale voce poi cantava
Quanti anni avesse visto allora, di che colore i suoi capelli
Ma nella fantasia ho l'immagine sua, gli eroi son tutti giovani e belli
Gli eroi son tutti giovani e belli
Gli eroi son tutti giovani e belli
Conosco invece l'epoca dei fatti, qual era il suo mestiere
I primi anni del secolo, macchinista, ferroviere
I tempi in cui si cominciava la guerra santa dei pezzenti
Sembrava il treno anch'esso un mito di progresso, lanciato sopra i continenti
Lanciato sopra i continenti
Lanciato sopra i continenti
E la locomotiva sembrava fosse un mostro strano
Che l'uomo dominava con il pensiero e con la mano
Ruggendo si lasciava indietro distanze che sembravano infinite
Sembrava avesse dentro un potere tremendo, la stessa forza della dinamite
La stessa forza della dinamite
La stessa forza della dinamite
Ma un'altra grande forza spiegava allora le sue ali
Parole che dicevano: "Gli uomini son tutti uguali"
E contro ai re e ai tiranni scoppiava nella via
La bomba proletaria e illuminava l'aria la fiaccola dell'anarchia
La fiaccola dell'anarchia
La fiaccola dell'anarchia
Un treno tutti i giorni passava per la sua stazione
Un treno di lusso, lontana destinazione
Vedeva gente riverita, pensava a quei velluti, agli ori
Pensava al magro giorno della sua gente attorno, pensava a un treno pieno di signori
Pensava a un treno pieno di signori
Pensava a un treno pieno di signori
Non so che cosa accadde, perché prese la decisione
Forse una rabbia antica, generazioni senza nome
Che urlarono vendetta, gli accecarono il cuore
Dimenticò pietà, scordò la sua bontà la bomba sulla macchina a vapore
La bomba sulla macchina a vapore
La bomba sulla macchina a vapore
E sul binario stava la locomotiva
La macchina pulsante sembrava fosse cosa viva
Sembrava un giovane puledro che appena liberato il freno
Mordesse la rotaia con muscoli d'acciaio, con forza cieca di baleno
Con forza cieca di baleno
Con forza cieca di baleno
E un giorno come gli altri, ma forse con più rabbia in corpo
Pensò che aveva il modo di riparare a qualche torto
Salì sul mostro che dormiva, cercò di mandar via la sua paura
E prima di pensare a quel che stava a fare, il mostro divorava la pianura
Il mostro divorava la pianura
Il mostro divorava la pianura
Correva l'altro treno, ignaro e quasi senza fretta
Nessuno immaginava di andare verso la vendetta
Ma alla stazione di Bologna arrivò la notizia in un baleno
"Notizia di emergenza, agite con urgenza, un pazzo si è lanciato contro al treno!
Un pazzo si è lanciato contro al treno!
Un pazzo si è lanciato contro al treno!"
Ma intanto corre, corre, corre la locomotiva
E sibila il vapore e sembra quasi cosa viva
E sembra dire ai contadini curvi, il fischio che si spande in aria
"Fratello, non temere, che corro al mio dovere, trionfi la giustizia proletaria!
Trionfi la giustizia proletaria!
Trionfi la giustizia proletaria!"
E intanto corre, corre, corre sempre più forte
E corre, corre, corre, corre verso la morte
E niente ormai può trattenere l'immensa forza distruttrice
Aspetta sol lo schianto e poi che giunga il manto della grande consolatrice
Della grande consolatrice
Della grande consolatrice
La storia ci racconta come finì la corsa
La macchina deviata lungo una linea morta
Con l'ultimo suo grido d'animale, la macchina eruttò lapilli e lava
Esplose contro il cielo, poi il fumo sparse il velo, lo raccolsero che ancora respirava
Lo raccolsero che ancora respirava
Lo raccolsero che ancora respirava
Ma a noi piace pensarlo ancora dietro al motore
Mentre fa correr via la macchina a vapore
E che ci giunga un giorno ancora la notizia
Di una locomotiva, come una cosa viva, lanciata a bomba contro l'ingiustizia!
Lanciata a bomba contro l'ingiustizia!
Lanciata a bomba contro l'ingiustizia!

RIP

Una storia simile è raccontata ( ovviamente a modo suo ) da Rino Gaetano in "Agapito Malteni il ferroviere".
 

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