<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> A riecco Monsieur Hebdo | Il Forum di Quattroruote

A riecco Monsieur Hebdo

http://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2015/11/07/charlie-hebdo-ironia-sul-disastro-aereo-nel-sinai-cremlino-vignette-blasfeme_FTkJAp44xOi01LZThIeHHO.html

:shock:
 
trinacrio ha scritto:
Iconoclasta, se no non si chiamerebbe Charlie hebdo.
Più che iconoclasta, lo definirei sferoclasta.

Dunque é lecito fare satira ed umorismo anche su tragedie umane di quella portata, ed é giustificato dalla reiterazione del misfatto ?

No, dico.... Charlie Hebdo ha sempre ridicolizzato argomenti delicatissimi, e continua a farlo. Glie lo si lascia fare in nome della libertà di espressione ?

Stavolta chi verrà a smitragliarli, il KGB o il GRU ?
 
Esempio di quando si vuol far passare tutto x lecita critica o x cultura.se invece di mitragliarli gli avessero fatto capire quanto sono idioti nella loro satira x una volta gli estremisti avrebbero fatto un azione meritevole di encomio da parte di tutto il,mondo. Cmq se io fossi uno dei padri dei bambini morti nel incidente altro che mitragliare
 
Loro liberi di fare satira su quel che vogliono.

Io, e chiunque altro con me, libero di pensare che siano artisti e di comprare la loro rivista, o viceversa di credere che siano degli idioti e astenermi dal dare loro dei soldi, o ancora di continuare a ignorare la loro stessa esistenza e le loro opere.

Nessuno libero di smitragliarli per delle vignette.

Così la penso io.
 
maddeche! ha scritto:
trinacrio ha scritto:
Iconoclasta, se no non si chiamerebbe Charlie hebdo.
Più che iconoclasta, lo definirei sferoclasta.

Dunque é lecito fare satira ed umorismo anche su tragedie umane di quella portata, ed é giustificato dalla reiterazione del misfatto ?

No, dico.... Charlie Hebdo ha sempre ridicolizzato argomenti delicatissimi, e continua a farlo. Glie lo si lascia fare in nome della libertà di espressione ?

Stavolta chi verrà a smitragliarli, il KGB o il GRU ?

il kgb non c'é piú ed il gru é intelligence militare :D
 
Francamente se hai da ironizzare sulla morte di 224 passeggeri tra cui decine di bambini non trovo la differenza tra te e chi fa atti terroristici,anzi ..tu pontifichi tra i tuoi agii occidentali
 
PanDemonio ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
anche la sarira deve avere un limite
Imho, se ha un limite, non è più satira. Può piacere o non piacere, ma limitarla è un altro paio di maniche.

Imho, ribadisco.

ultimamente il concetto di satira viene spesso manipolato e allontanandosi dal utilizzo che se ne faceva in Grecia o a Roma ora spesso e un modo x insultare. Che satira è quella del teschio del passeggero? Tocca qualche potente? Quale aspetto della Societa critica? I piloti di linea Francesi che Hanno fatto quello che Hanno fatto? Se fosse x questo mi sembra discutibile come satira utilizzare una tragedia ancora fresca.
 
a_gricolo ha scritto:
PanDemonio ha scritto:
bumper morgan ha scritto:
anche la sarira deve avere un limite
Imho, se ha un limite, non è più satira. Può piacere o non piacere, ma limitarla è un altro paio di maniche.

...però, se fai della satira sulla shoah vai in galera.....
Altrettanto sbagliato che mitragliare chi fa vignette su maometto o sulle tragedie di questi giorni.
Ripeto: non apprezzare è una cosa, censurare un'altra.

La satira è come del sale versato su una ferita aperta, ma nascosta. Smettere di versarlo fa smettere il dolore, ma non fa sparire la ferita, né la fa guarire. Al contrario, se la ferita fa male siamo spinti a far qualcosa per guarirla, mentre se torna nell'ombra le diamo la possibilità di continuare a infettarsi, di diventare cancrena, di uccidere il corpo.

Nemmeno a me piacciono le vignette sulle tragedie aeree di questi giorni. Ma ancor meno mi piacciono le situazioni sociopolitiche che le circondano e che le vignette evidenziano. Fermarsi all'ironia sulla tragedia significa imho non riuscire a (o, peggio, non volere) comprendere il vero significato delle stesse.

Oltretutto, censurare chi fa satira significa riconoscergli che ha centrato il colpo, trovato il nervo scoperto, consacrarne l'opera.
Se si vuole "uccidere" la satira e chi la fa l'arma giusta è un'altra: l'indifferenza.
 
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