G5 ha scritto:
Come ho fatto a non accorgermi del disturbo che recavano alla mia formazione ed al mio interesse scolastico. Sarà perché sono rimasto troppo ignorante rispetto ai grandi studiosi che escono dalle classi senza bimbi handicappati? A volte nel leggere certi commenti pare davvero che nessuno si ricordi la vita scolastica. Ma ci siete andati a scuola? Mi infastivano di più i bulletti ed i casinisti che il compagno handicappato. Ma al solito il bullo si festeggia ed il debole si mette da parte!
Sbagli. In classe con mia figlia in prima elementare c'era un bimba con problemi, e tutti le volevano un bene dell'anima anche se obiettivamente disturbava, ma aveva la maestra di sostetgno.... poi la mamma l'ha spostata per motivi suoi. Per quanto riguarda i bulletti, dipendesse da me abbasserebbero le orecchie a bacchettate dopo dieci secondi. Inoltre, se il bullo rompe i coglioni e non impara un cazzo l'insegnante può (anzi, dovrebbe) sbatterlo fuori per non rallentare il resto della classe. Il disabile invece disturba e ha difficoltà di apprendimento in modo del tutto incolpevole, per cui
ha tutto il diritto e anche di più di essere aiutato e seguito, soprattutto per il SUO bene.
Ma se il programma prevede che l'alunno dovrebbe chessò, imparare le frazioni entro tot dall'inizio dell'anno e su 25 ragazzi ce n'è uno che proprio non ci arriva e quattro che fanno flanella, due sono le possibilità:
1) stiamo fermi sulle frazioni finchè TUTTI le hanno imparate
2) quando la classe nel suo complesso le ha imparate passiamo alle potenze e chi non ha imparato resta là.
Ora, la soluzione 1 è chiaramente penalizzante per la classe, che non riesce a seguire il programma secondo le sue potenzialità.
Resta la soluzione 2. Ma se dei 4 flanellisti - come insegnante - non me ne può fregar di meno, del povero cristo che non ce la fa non per colpa sua, è mio - di insegnante - dovere occuparmi.
Allora, che famo? E' giusto penalizzare tutti per uno, o abbandonare l'uno a sè stesso? E nella seconda, non è dovere della Scuola garantire a quell'uno di poter realizzare tutte le sue potenzialità, per limitate che siano?