<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> &#34; Hanno riaperto perche' qui c'e' tanta voglia di lavorare &#34; | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

&#34; Hanno riaperto perche' qui c'e' tanta voglia di lavorare &#34;

a_gricolo ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Il punto:
la colpa e' dei titolari che hanno detto ai costruttori di fare una hahata di costruzione purche' rimanesse su.....o dei costruttori,
che hanno costruito al risparmio, lucrando la differenza rispetto ad un lavoro ben fatto.
Da cui il discorso dell' Aquila, la famosa " Casa dello studente "

Mah... così a sentimento direi che un titolare non farebbe mai la vaccata di rischiare sulla staticità di un capannone. Peraltro, i costruttore di solito speculano sulle finiture, gli impianti ecc.... più che sulla struttura.
Propendo più per una drammatica sopravalutazione della tenuta della struttura e un'altrettanto drammatica sottovalutazione del rischio sismico. I risultati comunque sono evidenti, purtroppo.....

....ricordo le costruzioni Aquilane con un % in sabbia che grida vendetta,
per cui non mi meraviglio di nulla
 
a_gricolo ha scritto:
arizona77 ha scritto:
....ricordo le costruzioni Aquilane con un % in sabbia che grida vendetta,
per cui non mi meraviglio di nulla

Mah.....non so, ma mi sembrano casi diversi.

diversi, in quanto a L' Aquila erano gli edifici " istituzionali " passati per i soliti costruttori:
La " casa dell Studente " ad esempio.....
Qua invece, si sono fottuti il signor " ceramiche sant' Ag...."
why not :?: Pecunia non olet,,,donde arrivi
 
La Prudenza non guasta mai.
Ma il problema è che l'Emilia Romagna è la seconda economia d'Italia dopo la Lombardia.
Capisci ammmmè.
 
arizona77 ha scritto:
diversi, in quanto a L' Aquila erano gli edifici " istituzionali " passati per i soliti costruttori:
La " casa dell Studente " ad esempio.....
Qua invece, si sono fottuti il signor " ceramiche sant' Ag...."
why not :?: Pecunia non olet,,,donde arrivi

Ripeto, non saprei. I capannoni emiliani sono venuti giù non perchè c'era poco cemento e tanta sabbia, ma perchè le strutture erano progettate "alla Dio te brusa", come diciamo da queste parti. Cioè, mi spiego: la casa dello studente dell'Aquila è crollata perchè il cemento era latitante; nel caso dei capannoni il cemento e il ferro c'erano, il fatto che i travi siano semplicemente appoggiati ai pieritti su mensole da 20 centimetri non fa risparmiare niente rispetto ad averli legati con una cerniera. E' questo che mi rende perplesso.
 
a_gricolo ha scritto:
arizona77 ha scritto:
diversi, in quanto a L' Aquila erano gli edifici " istituzionali " passati per i soliti costruttori:
La " casa dell Studente " ad esempio.....
Qua invece, si sono fottuti il signor " ceramiche sant' Ag...."
why not :?: Pecunia non olet,,,donde arrivi

Ripeto, non saprei. I capannoni emiliani sono venuti giù non perchè c'era poco cemento e tanta sabbia, ma perchè le strutture erano progettate "alla Dio te brusa", come diciamo da queste parti. Cioè, mi spiego: la casa dello studente dell'Aquila è crollata perchè il cemento era latitante; nel caso dei capannoni il cemento e il ferro c'erano, il fatto che i travi siano semplicemente appoggiati ai pieritti su mensole da 20 centimetri non fa risparmiare niente rispetto ad averli legati con una cerniera. E' questo che mi rende perplesso.

Forse la legatura costa piu' di quel che si pensa....
o non avevano tempo da perdere.
Fattosta' che non l' hanno fatto, e ondeggia di qua e ondeggia di la'.....
 
15 anni a ho lavorato per un periodo nel ramo prefabbricazione, c'erano ditte e ditte pero' i proprietari di solito sapevano sempre se una ditta era seria o no in base a costi ed ingegneri di riferimento.
Il 99% dei proprietati o commissionari se nella zona non vi erano norme tipo friuli volevano il capannone normale, alcuni addirittura trasformavano copertura "agricole" in fabbrichetta..
I principali problemi per me riguardano oltre il materiale anche i "montatori" occorrevano anni per fare una squadra decente, alcuni prendevano i primi che passavano per la strada .

P.S. Quello che non riesco a capire dalla tivvi:
1) l'enorme quantita' di eternit ancora in giro per il nostro paese ho visto addirittura gli stoccaggi di parmiggiano con loro.
2) come hanno fatto in poche ore ad avere l'agibilita' quando una persona normale occorrono settimane?
 
a_gricolo ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Forse la legatura costa piu' di quel che si pensa....

No, ti assicuro. Ci balleranno 500 euro di ferro sì e no.
io sono un povero umanista, ma a me risulta che la legatura non si faccia per via delle dilatazioni termiche, e della resistenza a piccole sollecitazioni.
 
belpietro ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Forse la legatura costa piu' di quel che si pensa....

No, ti assicuro. Ci balleranno 500 euro di ferro sì e no.
io sono un povero umanista, ma a me risulta che la legatura non si faccia per via delle dilatazioni termiche, e della resistenza a piccole sollecitazioni.

Infatti, nelle strutture isostatiche il collegamento è unas cerniera; non deve essere rigida ma permettere lo scorrimento orizzontale. Lo scorrimento, non la caduta dalla mensola.....
 
a_gricolo ha scritto:
Infatti, nelle strutture isostatiche il collegamento è unas cerniera; non deve essere rigida ma permettere lo scorrimento orizzontale. Lo scorrimento, non la caduta dalla mensola.....

e se cade o se scorre senza cadere dipende dalla ampiezza della mensola, che viene progettata per il rischio "ipotizzato" come probabile.
 
belpietro ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
Infatti, nelle strutture isostatiche il collegamento è unas cerniera; non deve essere rigida ma permettere lo scorrimento orizzontale. Lo scorrimento, non la caduta dalla mensola.....

e se cade o se scorre senza cadere dipende dalla ampiezza della mensola, che viene progettata per il rischio "ipotizzato" come probabile.

Esatto. Quello che volevo sottolineare e che fare la mensola di appoggio di venti centimetri o di ottanta in termini di ferro e cemento costa uguale, per quello faccio fatica a vedere la frode dietro i capannoni caduti. Continuo a propendere per la sottovalutazione del rischio, poi, per carità.....
 
a_gricolo ha scritto:
belpietro ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
Infatti, nelle strutture isostatiche il collegamento è unas cerniera; non deve essere rigida ma permettere lo scorrimento orizzontale. Lo scorrimento, non la caduta dalla mensola.....

e se cade o se scorre senza cadere dipende dalla ampiezza della mensola, che viene progettata per il rischio "ipotizzato" come probabile.

Esatto. Quello che volevo sottolineare e che fare la mensola di appoggio di venti centimetri o di ottanta in termini di ferro e cemento costa uguale, per quello faccio fatica a vedere la frode dietro i capannoni caduti. Continuo a propendere per la sottovalutazione del rischio, poi, per carità.....

gia' o non metterci piastre in acciaio, con la soletta in neoprene imbullonata...essenzialmente non costa poi molto , solo che i capannoni vanno su piu' lenti e le gru van su di spesa....
 
Mauro 65 ha scritto:
Matteo__ ha scritto:
Mi sembra che tu e Mauro stiate sostenendo proprio la stessa cosa.
Vorrei però aggiungere che pur essendo corretto il discorso che fai, questo sia facile e condiviso solo col senno di poi. Vai ad esempio a raccontare ad un abitante di Asti, di Milano o di tutto il Salento che da ora in poi debba spendere il 6-7 % in più per costruirsi casa perchè anche se un terremoto non l'ha mai visto non si può mai dire cosa ci riservi il domani.......
Il punto è che per dare un minimo di resistenza antisisimica (tipo la zona 3) si può stare in un incremento contenuto e accettabilissimo come quelli che tu indichi ... se vai a criteri superiori finisci anche con il 30% in più ...

interessante il numero di questa rivista di pochi anni fa ...
http://www.ordine.ingegneri.vi.it/db_img/rivista/Rivista_n_31.pdf
(in particolare merita leggere tra le righe il paragone tra gli effetti di un sisma simile all'Aquila '09 ed a Salò '04 ... )

articolo interessante, leggedo rapidamente tra le righe, vorrei evidenziare due aspetti, il primo è che dal punto di vista della normativa l'obiettivo è cercare di garantire la sicurezza delle persone e questo non implica obbligatoriamente che le strutture non debbano subire alcun tipo di danno.
Secondariamente, riprendo un passo dall'articolo occorre oculatezza e un gran
lavoro negli uffici di progettazione e nei cantieri e da parte degli organi di controllo: ma anche questo può essere vanifi cato se manca un senso di responsabilità diffuso, di tutti i responsabili, di uno qualsiasi dei nodi della lunga catena del processo che porta alla realizzazione di una costruzione e alla sua buona conservazione «in esercizio».


come dicevo ieri, se la sensibilità comune, a partire dalle istituzioni ai cittadini, passando per i costruttori manca completamente, ci troviamo di fronte a questi tristi accadimenti.
Purtroppo in Emilia le più stringenti norme sulla costruzione antisismica sono entrate in vigore solo nel 2009 e venivano percepite come una imposizione dall'alto (parole del titolare di uno studio di costruzioni con cui ho parlato ieri) in quanto era consolidata la credenza erronea che non fossimo zona sismica.

Riprendendo il discorso oneri delle costruzioni antisismiche, pensate veramente che siano maggiori dei danni causati? Pensate che il lavoro fermo delle ditte, le commesse perse, i macchinari distrutti, i server persi ecc non siano un danno immensamente superiore?
Certo che se la nostra visione sarà sempre miope e a brevissimo termine non saremo mai una nazione al livello delle più avanzate
 

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