Scusa Arizona, stavo rispondendo a PiGreco, purtroppo credevo di metterci poco e non ho subito aggiunto la quotatura.arizona77 ha scritto:Matteo__ ha scritto:Perdonami, ma per noi partenopei sentire frasi del genere da foresti è all'ordine del giorno, e di solito son seri. Tieni presente poi che hai scritto e non parlato, senza nulla che mi facesse capire il tuo tono, come biasimarmi nel momento in cui abbia preso la tua battuta per la solita affermazione fatta da chi avrebbe terrore di vivere alle pendici di un vulcano, pur magari vivendo in un luogo a fortissimo rischio idrogeologico e/o sismico, come è praticamente l'interezza della superficie del nostro Paese?
Parlo per uno che e' stato diverse volte in citta'....
Cercando pero' di stare il piu' distaccato possibile dai luoghi comuni
Parlo per uno, attaccatissimo a l' Aquila
( la citta' di mia madre ),
quindi per uno che ha vissuto sulla pelle quel disastro di quella notte.
Nel senso che le calamita' non si possono prevedere
( il giorno prima era stato fatto un comunicato tipo
" andate a letto tranquilli " )
( e c'era quello studioso che diceva che sarebbe successo....
senza pero' sapere ne' quando, ne' dove ).
E se mai si prevedessero, un conto e' smobilitare Matera
un conto la urbanizzazione globale Napoli.
Poi mi rendo conto .....
e soprattutto non sto " sgridando " nessuno, sto solo analizzando dei fatti
oggettivi.
Con quello che dici tu son perfettamente d'accordo, ma purtroppo la situazione è quella che è, confidiamo nella scienza e soprattutto nella buona sorte, ma per chi è nato qui il Vesuvio è parte di se: quando sei fuori e aprendo la finestra di mattina non lo vedi, è come se mancasse qualcosa. E non importa se quella montagna abbia la capacità di ucciderci tutti solo con un soffio.