B-O-DISEL ha scritto:
... scenderebbero in piazza 5 persone, forse 6...
Forse, ma certamente tanti scenderebbero in piazza senza rendersi conto che i forconi, in realtà, sarebbero puntati in tante direzioni.
Siamo infatti da sempre pronti a scagliarci con grande impeto e senza alcuna oggettività contro qualsiasi provvedimento o iniziativa che in qualche modo danneggi o disturbi direttamente noi o la nostra famiglia, anche quando la cosa di fatto è sensata perché magari riduce o corregge squilibri nati in passato (essere abituati a un certo andazzo non significa automaticamente che tale andazzo sia giusto). Basta pensare a come reagiscono gli operatori piccoli e grandi del settore edilizio quando, dopo aver magari cementificato esageratamente un territorio, con colossali tornaconti in termini di lavoro e guadagno, sentono parlare di una qualche iniziativa concreta per riequilibrare un po' la situazione.
Siamo invece sempre favorevoli ai tagli che (per lo meno a quanto ci risulta) non colpiscono neanche di striscio il nostro portafoglio. Qualcun altro però, ovviamente, farà altrettanto con altri tagli che
non colpiscono il suo
ma colpiscono il
nostro. Un meccanismo antico, che funziona egregiamente da decenni. Mega supertassa sui suv? Chi non possiede (o vende o ripara o costruisce...) suv si dichiara entusiasticamente a favore, senza se né ma. Castigare chi ha una moto? Chi non possiede (ecc.) moto approva. Bastonare le partite IVA? Chi non ce l'ha esclama
"bene!" e così via.
Peccato che
tutti rientriamo in una qualche categoria:
oggi siamo sbrigativamente favorevoli al
"castigo" che
non ci colpisce e
domani saremo
colpiti da un castigo cui gli
altri saranno sbrigativamente favorevoli.
Così, un po' alla volta, a turno, tutti agitiamo il forcone e tutti prendiamo le supposte. O no?