AntonioS
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Con chi ti confronti lo decide il mercato. Forse il regno delle tedesche, almeno come lo abbiamo conosciuto, è giunto al termine ma finora sono state loro il punto di riferimento, i marchi da battere per conquistare i clienti (= stare a galla).Io penso che continuare a confrontarsi con le tedesche è utopistico oramai e francamente ora anche loro devono fare i conti con le cinesi che invece crescono di anno in anno.
Penso che oggigiorno Alfa deve puntare alla sopravvivenza e crearsi il suo equilibrio di stabilità e crescita nei mercati che possono esser recittivi. Ad esempio negli Stati Uniti o anche nei mercati dei paesi emergenti in crescita sfruttando la rete di vendita Stellantis.
Secondo me deve per forza di cose gestire delle condivisioni ma senza rinnegare le origini sportive e italiane del marchio. Credo che oggigiorno il cliente tipo sia ancora meno interessato alle condivisioni, semmai interessa di più il luogo di produzione, avere ad esempio una Junior fatta in Italia probabilmente nel nostro paese l'avrebbe fatta apprezzare di più.
Le italiane, tranne rarissimi casi, non ci sono mai riuscite. Qualunque sarà il nuovo ordine, non cambierà il succo: i marchi italiani (non più le italiane) dovranno competere con chi sarà il riferimento. Il track record non depone a nostro favore e, in piú, i cambiamenti che si prospettano per chi fabbrica auto in Europa sono molto preoccupanti. Una cosa è certa: scordiamoci diversità e autonomia delle varie case. Se non arriveranno le megafusioni, arriveranno di sicuro pochissime piattaforme condivise anche fra le case, come nell'elettronica. Parlare di marchi, quelli superstiti, sarà sostanzialmente un esercizio di stile