È un grave errore continuare a pensare che i carburanti costino così tanto perché le compagnie petrolifere fanno le furbe. Anche perché il fenomeno coinvolge quanto meno tutta Europa ed è difficile pensare che siamo tutti così ingenui da non riuscire a contenere una (presunta) bolla speculativa.
Certo, le compagnie fanno il loro interesse, mica sono enti di beneficenza. Ma il punto vero è che da mesi la domanda supera di gran lunga l'offerta che si è ridotta per varie cause, tra cui in particolare le vicende mediorientali.
L'unico rimedio, come dice Tabarelli che è un esperto del settore, è ridurre il gap tra domanda e offerta (di prodotto raffinato, attenzione, non di petrolio) e questo lo si può fare solo in due modi: aumentando l'offerta (il che richiede tempo e investimenti) oppure riducendo la domanda. Tradotto: aumentare la capacità di raffinazione europea, per non dover dipendere troppo dall'import, oppure ridurre i consumi di carburante, il che a sua volta si può fare in due modi: utilizzando forme di trasporto alternative (mezzi pubblici, bibiclette, andando a piedi al bar anziché in auto) oppure sfruttando altre fonti di energia (in particolare la mobilità elettrica).
Chi sogna un futuro con motori termici tradizionali prepari il portafogli: costerà sempre di più. Per tutti. Anche per chi non ha un'auto propria