Intitolerei questo post il lento declino dell’industria giapponese.
Con questo non voglio essere catastrofico e dire che sparirà ma non sarà più un’ industria di riferimento tecnologico, il che in parte non lo è già ora.
Sono 2 i casi che danno da pensare, Honda e Toyota, che tra l’altro sono le più importanti dato che le altre fuori dal Giappone hanno sempre ricoperto ruoli marginali.
Honda, ha recentemente cancellato i piani per costruire 3 nuove elettriche negli Usa, in più ha inspiegabilmente interrotto dopo solo 3 anni la costruzione e la vendita della sua elettrica Prologue, ed ha rivoluzionato il business plan per i prossimi anni ritornando al più profittevole, a suo dire, ibrido, dichiarando 15 nuovi modelli e nuove motorizzazioni da 4 e 6 cilindri da qui al 2030 che, sempre a suo dire, consumeranno il 30% in meno delle attuali.
Il motivo sono i 14 miliardi di dollari di passivo, il primo della sua storia, per l’anno fiscale 2025.
Ovvio… per l’elettrico strombazzeranno in molti, ma… se si vanno a guardare gli scenari e le cifre non è cosi. 5,7 miliardi saranno dovuti proprio ai costi per la cancellazione dei 3 modelli, più la chiusura della costruzione della Proloque e la riconversione degli impianti. Inspiegabilmente dicevo perchè la Prologue nonostante tutto è sempre stata nella top 5 delle vendite Ev Usa e molto apprezzata dai clienti, e non pagava nemmeno i dazi essendo prodotta il loco. Il resto degli 8 miliardi ? Debacle in Cina e in tutta l’Asia dove appunto i cinesi si stanno ampliando a macchia d’olio con le nuove motorizzazioni e loro declinazioni affondando le vendite, il tutto infarcito della questione dazi dei vari mercati.
Ma il culmine della loro politica disfattista la stanno raggiungendo in questi giorni, secondo me rasentando il ridicolo, è notizia che Honda sta contattando i clienti in scadenza di contratto che hanno acquistato la Proloque per cercare di convincerli che la loro prossima auto debba essere ibrida. Questa genialata si sta rivelando non un bumerang… peggio, uno schianto contro un muro. Una testata americana ha contattato molti proprietari di Prologue per carpirne le sensazioni con il risultato che chi ha apprezzato l’auto e aveva intenzione di riscattarla ora la ridarà indietro perchè si rifiuta di avere un’auto “abbandonata” e senza futuro, mentre il resto semplicemente cambierà marca confermando tra l’altro la statistica nazionale dove il 96% di chi ha comprato un’auto elettrica in USA non torna più indietro ad un’auto a combustione, phev compresa.
Anche con una visione ottimistica dove il 10% dovesse ritornare a un ibrido Honda comunque i danni saranno ingenti soprattutto in chiave usato.
Piuttosto che cercare di contrastare i cinesi offrendo prodotti qualitativi come Honda ha sempre fatto anche a prezzo più alto, e il successo della Prologue nonostante il costo lo dimostra, ha deciso di tirare i remi in barca e lasciarsi trasportare dalla corrente pensando poi di riaffacciarsi sul mondo Ev tirando fuori i remi più avanti, ma è il peggior momento ora per farlo soprattutto perchè la “cascata” Cina sta arrivando è si è deciso di non fare nulla per non precipitarci dentro.
Toyota fino ad ora è stata vista come imperturbabile dall’alto delle sue vendite, che gravita su una base granitica chiamata ibrido, ma in realtà all’interno dello scenario industriale qualcosa è cambiato e sta cambiando, e i vertici manageriali stanno incominciando a trasparire una reale preoccupazione.
In una intervista sulla tv nazionale NHK a Akio Toyoda e a tutto il team di ingegneri trasmessa nel sito “segreto” dove stanno sviluppando la nuova Corolla che sarà anche elettrica, ha dichiarato spiazzando la platea : “Sembra che ci sia un notevole senso di crisi all’interno dell’azienda, la nuova concorrenza e la tecnologia in evoluzione sono inevitabili”, ha detto il presidente dell’azienda, “ma il rischio maggiore per Toyota in questo momento è diventare compiacente. Se questo dovesse accadere, è finita”, ha avvertito Toyoda, aggiungendo che : “A meno che l’industria e la tecnologia Giapponese non sia scelta da ogni altro paese, non può sopravvivere”. Altri ingegneri intervistati hanno ammesso che : “Stiamo perdendo contro la Cina e c’è preoccupazione soprattutto per i cicli di sviluppo e i metodi di produzione dell’azienda rispetto alle case automobilistiche cinesi come BYD”. Ma secondo molti l’errore più grande Toyota lo deve ancora fare, o meglio lo farà a breve. La nuova Corolla elettrica nascerà su una nuova piattaforma che contrariamente all’ovvio di essere dedicata sarà multi energia dove potrà essere declinata in EV, Phev, Full Hybrid e benzina.
Tra i commenti ecco il più significativo di un ingegnere :
“Wow. Siamo nel 2026 e Toyota sta costruendo una nuova piattaforma di “compromesso” ? Questo mi preoccupa davvero per il loro futuro. Quando lavoravo per una grande casa automobilistica, abbiamo costruito quella che definimmo come una piattaforma di “compromesso” ovvero che supportava le varianti ICE, HEV, PHEV ed EV. Aveva senso per noi allora come primo approccio per testare il mondo EV, ma è stato quasi un decennio fa. Ma si devono fare molti compromessi per supportare tutte queste varianti, per non ottenere poi i vantaggi che ci si aspetterebbe da una piattaforma EV dedicata. Per Toyota fare qualcosa di diverso di una piattaforma EV dedicata nel 2026 mostra solo quanto sono indietro.”
A parte gli Usa dove Toyota gode del protezionismo della politica americana che esclude i cinesi dal loro mercato negli altri sta affrontando notevoli sfide ed ostacoli per mantenere il ritmo fino ad ora sostenuto. Il prossimo semestre sarà per molti cruciale ed indicativo per Toyota per vedere quale traiettoria e dove si stia dirigendo l’azienda. Molti hanno visto sul volto di Toyoda e i suoi ingegneri molta preoccupazione, cosa che fino ad ora non era mai trasparita tanto più di parlarne in diretta sulla televisione nazionale, vedremo gli sviluppi.