non abbiamo neanche un negazionista del clima in discussione?
Presente (quasi).
Nel gergo comune molti, sentendomi parlare, potrebbero considerarmi tale, in realtà non nego affatto che sia in atto un cambiamento. Sono però molto cauto sull'attribuzione delle responsabilità. Ci sono molti aspetti della retorica "green" dominante che andrebbero discussi e che infatti discuto.
Occorre certo mantenere una posizione di equilibrio sapendo che occorrono competenze fuori dalla portata della maggior parte degli umani perché nessuno riesce davvero a definire un quadro d'insieme di tutti gli aspetti e di tutti i luoghi e interazioni tra essi. E certo limitarsi all'osservazione colorata satellitare aiuta a fotografare ma non a comprendere i tanti perché. A livello prettamente fisico per un qualunque studio corroborato da calcoli e valutazioni ne troverai altrettanti che mettono in discussione quei calcoli e valutazioni. Il tema è troppo ampio per trattarlo su 4R e servirebbero anche capacità e conoscenze che non possiedo.
Però il dubbio è quello che mi porta ad essere critico e a non sposare tout court quello che viene indicato come male assoluto. Dopo di che se mi chiedi se occorra fare meglio, ridurre i consumi e richieste di energia , rispettare l'ambiente, smettere di estrarre, cementificare e disboscare, di incendiare, etc etc etc sono assolutamente concorde, non da ora ma da che ho memoria di aver guadagnato la capacità di elaborare una riflessione. Dopo di che sono convinto che 8 miliardi di persone (contro i 2 di soli 100 anni fa) se anche iniziassero a vivere grattandosi le palle per la noia come fanno gli scimpanzé non troveremmo un beneficio che sia uno.
Dalle mie parti piu' che la temperatura massima , che e' aumentata attenzione, e' l'aumento della minima che ha stravolto.
Questo è quel che ho scritto anche io poco prima.
Volessi fare il negazionista dovrei fare un osservazione circa le selettività oraria: di notte cambia meno che di giorno.
Nessuno poi dice che intorno agli abitati oggi è molto più pavimentato (perché fa ordine e evita di tagliare l'erba) che negli anni 90. Nessuno dice che le case oggi emettono molto più calore che in passato. Un dato. Le case dei nonni erano spoglie e l'accumulo di calore avveniva solo nelle pareti e in quei pochi mobili presenti. Oggi le case sono piene di roba che accumula (spesso produce) calore che poi deve essere rilasciato e chissà dove lo rilascierà al chiuso delle mura. Si studiano gli isolamenti esterni ma nessuno che ti dica cosa succede in casa una volta che il calore è entrato perché gli isolamenti non sono uno scudo invalicabile, aumentano solo il tempo necessario ad essere attraversati ma una volta che l'isolamento ha "ceduto" e il caldo da fuori è entrato dentro farà quasi la stessa fatica a uscire restando intrappolato dentro. Solo la ventilazione potrà aiutare. Infatti un edificio isolato dall'esterno ha necessità di climatizzazione per funzionare e per farlo al top meglio sarebbe se fosse dotato anche di pareti e tetto ventilati.
Tutti temi che però si preferisce non affrontare ...