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Tempo di elettrico: news, analisi di mercato, modelli, tecnologia, anticipazioni, avvistamenti, ovvero tutto ciò che riguarda i veicoli elettrici

Porto solo l'esperienza dello scorso we.
Si decide all'ultimo momento, insieme ad un'altra famiglia, di partire per trascorrere il fine settimana in altura e sfuggire al forno milanese. 200km da percorrere, di cui 150 in autostrada.
Sia io che l'altro marito eravamo in trasferta giornaliera. Io sono rientrato in riserva e ho fatto il pieno in una manciata di minuti.
L'altro, nella stessa condizione ma con una (rarissima e devo dire molto interessante) ID5, ci ha costretto a rinviare la partenza di circa un'ora e mezza causa ricarica.
Morale, siamo stati costretti a fermarci per strada a mangiare e siamo arrivati tardissimo a destinazione.
Trattandosi poi di una zona un po' fuori dei normali circuiti turistici per la ID5, che comunque non aveva ricaricato al 100% prima di partire, è stato necessario spostarsi di qualche decina di km per poter ricaricare prima della partenza.
Chiariamoci, non è morto nessuno, è stato solo un disagio in più oltre a quello del caldo..
Ma questo episodio come tanti altri mostra quello che oggi è il limite pratico della tecnologia elettrica:la necessità di pianificare buona parte degli spostamenti che non siano il quotidiano "normale".
 
Costano un milione e mezzo di euro cadauna, sappiamo bene in Cina come funzionano gli "aiuti di stato"..... e comunque, hanno un problema strutturale: di fatto, sono dei megapowerbank, essendo impensabile che una singola postazione possa essere costantemente alimentata da un megawatt e mezzo di potenza. Di conseguenza, è vero che può fornire potenze altissime per caricare l'auto nei favoleggiati 5-10 minuti, ma poi le batterie interne vanno ricaricate a "bassa" potenza, ovvero lentamente (rispetto alla scarica). Conseguenza logica e diretta: vanno benissimo per pochi utenti distribuiti nel tempo, vanno immediatamente in crisi se si presenta un picco di richiesta, e in quel caso diventano "normali" HPC e quindi ciao Nina ai 5 minuti....
Leggendo qualche articolo in rete, le batterie per dare quella potenza poi si ricaricano a 300 kW.
Immagino che siano abbastanza grosse per permettere la ricarica di più di un auto per volta.
Non sembra un idea malvagia, anzi.
 
Concordo.

Credo che ci sarebbero azioni meno costose e più efficaci per convincere gli automobilisti a passare all'elettrico: garantire tariffe dell'energia (nelle colonnine, non tanto in casa) decisamente più convenienti rispetto al diesel e alla benzina...
E poi (le multe finanzierebbero lo sforzo) un'azione seria di contrasto ai parcheggi abusivi (sanzioni e rimozioni) e, invece, di polizia a protezione delle colonnine veloci.

Alla fine, non credo siano i venti minuti di sosta ogni 200 chilometri di autostrada a spaventare (o almeno è così per me), ma il fatto di poter trovare due auto parcheggiate illegalmente che mi privino della possibilità di ricaricare quando ne ho bisogno, oppure di andare in vacanza in un paesotto dove hanno appena rubato tutto il rame dei cavi, rendendo la ricarica un'odissea.

In sintesi: più che il tempo della ricarica (che ormai nelle bev moderne mi sembra già più che accettabile) è la mancanza di certezza del rifornimento (poi ci si aggiunga la babele di app, card e abbonamenti vari... un casino... oggi al distributore ti fermi conl bancomat o una banconota), che ancora mi frena (oltre al prezzo delle bev comparabili a quello che guido attualmente con soddisfazione).

Ovviamente questo vale per me.
Io, come noto, la vedo un po' diversamente: se devi "convincere" gli automobilisti a passare all'elettrico è sempre la storia della barzelletta, se devi spiegarla non fa ridere. Poi per quanto riguarda i 20 minuti ogni 200 km..... diciamo che in questi casi il C2 in aramaico aiuta.
 
Leggendo qualche articolo in rete, le batterie per dare quella potenza poi si ricaricano a 300 kW.
Immagino che siano abbastanza grosse per permettere la ricarica di più di un auto per volta.
Non sembra un idea malvagia, anzi.
Per quanto riguarda la ricarica di più veicoli contemporaneamente, la potenza installata è 1.500 kW, vedendo il video ci stanno a piena potenza due auto, poi se ne metti tre o quattro....beh, la matematica non è un'opinione, 4 auto si caricano a 300 kW come una comune Ionity.
Poi, la ricarica "differita" a 300 kW dei pacchi batteria è banalmente l'unico modo per non mettere una centrale elettrica dietro una stazione di servizio... Come idea non è malvagia, ma è inutile quando serve sul serio, ovvero ad esempio in situazioni di traffico intenso con utenti in coda: una volta scaricato il "powerbank" (perchè di questo si tratta, nulla di più) resti con una colonnina HPC estremamente costosa...
 
Io, come noto, la vedo un po' diversamente: se devi "convincere" gli automobilisti a passare all'elettrico è sempre la storia della barzelletta, se devi spiegarla non fa ridere. Poi per quanto riguarda i 20 minuti ogni 200 km..... diciamo che in questi casi il C2 in aramaico aiuta.
Come dicevo alcuni messaggi fa, per me i 650/700 km no stop o con al più 10-15 minuti di pausa tecnica sono diventati normali per forza maggiore (ma senza alcuno sforzo/sacrificio, stiamo parlando di 6 ore +/- mezz’ora a seconda del traffico, più spesso 5 ore e mezza / 6). Tra l’altro l’eventuale pausa tecnica è un un punto dove non ci sono colonnine in un raggio di almeno 50 km, se non anche 100. In EV mi suiciderei.
 
Come dicevo alcuni messaggi fa, per me i 650/700 km no stop o con al più 10-15 minuti di pausa tecnica sono diventati normali per forza maggiore (ma senza alcuno sforzo/sacrificio, stiamo parlando di 6 ore +/- mezz’ora a seconda del traffico, più spesso 5 ore e mezza / 6). Tra l’altro l’eventuale pausa tecnica è un un punto dove non ci sono colonnine in un raggio di almeno 50 km, se non anche 100. In EV mi suiciderei.
L'altra sera ero a cena con un venditore storico Renault ora passato a Nissan.
Se riaprono l'altra discussione proverò a fare un breve sunto :emoji_wink:
 
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Perdonami ma non mi tornano 2 cose.
Sia io che l'altro marito eravamo in trasferta giornaliera.
Lo scenario di pratica che descrivi per la ID.5 esce dal nomale utilizzo dell'utente medio. Questo è uno scenario lavorativo dove le lunghe distanze non sono occasionali, come nella maggior parte degli untenti, ma sono la normalità.
Quindi vista la scelta per lavoro suppongo abbia la 77 kwh e che abbia calcolato le sua gestione di rispristino giornaliera ma riperto, è uno scenario che oggi per una elettrica è borderline e una attenta pianificazione è d'obbligo. Io non lo prenderei proprio come modello, questo scenario, come riferimento di campo pratica.

ID5, ci ha costretto a rinviare la partenza di circa un'ora e mezza causa ricarica.
Una ID.5 da 77 kwh, la stessa dell'ID.4, dal 10% al 90% in condizioni reali ci mette in DC :
- 01:20 con 50 kw
- 00:47 con 150 kw
Mentre dal 10% al 100% sempre in DC :
- 01:40 con 50 kw
- 01.00 con 150 kw
Per metterci molto più di un'ora tenendo conto delle temperature di queste settimane e della ricarica dopo una giornata di uso, suppongo che abbia utilizzato una colonnina sotto le 100 kw.
 
Costano un milione e mezzo di euro cadauna, sappiamo bene in Cina come funzionano gli "aiuti di stato"..... e comunque, hanno un problema strutturale: di fatto, sono dei megapowerbank, essendo impensabile che una singola postazione possa essere costantemente alimentata da un megawatt e mezzo di potenza. Di conseguenza, è vero che può fornire potenze altissime per caricare l'auto nei favoleggiati 5-10 minuti, ma poi le batterie interne vanno ricaricate a "bassa" potenza, ovvero lentamente (rispetto alla scarica). Conseguenza logica e diretta: vanno benissimo per pochi utenti distribuiti nel tempo, vanno immediatamente in crisi se si presenta un picco di richiesta, e in quel caso diventano "normali" HPC e quindi ciao Nina ai 5 minuti....
Io più di preoccuparmi di dove trovino l'energia elettrica per le stazioni mi domenderei quanta fila troverà il potenziale cliente a quelle stazioni dato che un' auto che monta quel tipo specifico di batteria non costa meno 100 mila euro...
Comunque, e qui bisognera attendere abbastanza clienti per verificarlo, Byd afferma che una singola spina di ricarica nelle 24 ore può ricaricare circa 50 auto.
Vero si, vero no, però conoscendo i cinesi non darei per certo che dopo qualche ricarica funzioni come una normale hpc.
 
Perdonami ma non mi tornano 2 cose.

Lo scenario di pratica che descrivi per la ID.5 esce dal nomale utilizzo dell'utente medio. Questo è uno scenario lavorativo dove le lunghe distanze non sono occasionali, come nella maggior parte degli untenti, ma sono la normalità.
Quindi vista la scelta per lavoro suppongo abbia la 77 kwh e che abbia calcolato le sua gestione di rispristino giornaliera ma riperto, è uno scenario che oggi per una elettrica è borderline e una attenta pianificazione è d'obbligo. Io non lo prenderei proprio come modello, questo scenario, come riferimento di campo pratica.


Una ID.5 da 77 kwh, la stessa dell'ID.4, dal 10% al 90% in condizioni reali ci mette in DC :
- 01:20 con 50 kw
- 00:47 con 150 kw
Mentre dal 10% al 100% sempre in DC :
- 01:40 con 50 kw
- 01.00 con 150 kw
Per metterci molto più di un'ora tenendo conto delle temperature di queste settimane e della ricarica dopo una giornata di uso, suppongo che abbia utilizzato una colonnina sotto le 100 kw.
Ciao.
Onestamente non so come il mio amico gestisca la sua auto e perché sia arrivato piuttosto scarico. In genere il raggio dei suoi spostamenti è attorno ai 100km (da qui, credo, la scelta aziendale di imporgli una elettrica), ma in contesti molto diversi per cui non è detto che arrivato a destinazione possa ricaricare.
Anche lui come te ricarica a casa, ma nel caso specifico si è appoggiato ad una colonnina nelle vicinanze. Non so con quale potenza.
In ogni caso, cercare di sviscerare nel dettaglio l'episodio non sposta di mezzo millimetro il fatto che per usare un'auto elettrica occorra pianificare gli spostamenti e la strategia di ricarica con molta cura e magari non limitandosi al giornaliero ma guardando avantidi qualche giorno, come dimostra quello che mi è successo.
Il problema non è l'auto in se, ma l'infrastruttura che ha alla spalle
 
Byd afferma che una singola spina di ricarica nelle 24 ore può ricaricare circa 50 auto.
Premesso che se fossi un prof di Ingegneria gestionale e uno studente mi facesse questo discorso all'esame la laurea la vedrebbe col telescopio di Hubble, se fai una semplice divisione risultano due auto l'ora.... mi sembra, ma sicuramente mi sbaglio, che siamo leggerissimamente lontani dagli sbandierati 5 minuti sul 10-80....
conoscendo i cinesi non darei per certo che dopo qualche ricarica funzioni come una normale hpc.
Guarda, non ho idea di come si scriva Volt, Ampere, Watt, Ohm, secondi in mandarino, ma sono ragionevolmente convinto che le formule siano le stesse anche oltre la Grande Muraglia. Pertanto, una volta scaricate le batterie tampone del sistema BESS non ci sono tanti santi da pregare, l'energia che esce dai connettori è quella e solo quella della rete locale (nella stazione di Bologna 100 kW).

Peraltro, la descrizione di questo sistema sta rafforzando sempre più la mia convinzione che da qualsiasi parte la guardi, ogni "rivoluzione" nella tecnologia delle batterie non fa altro che mollare la patata calda in mano a qualcun altro, o se preferisci, funziona come quel tale che voleva brevettare il gancio di sicurezza per paracadutisti, e alla domanda: ma scusi, e se non si apre il paracadute, a cosa lo attacca il gancio? lui rispose: e mica posso inventare tutto io....
 
Premesso che se fossi un prof di Ingegneria gestionale e uno studente mi facesse questo discorso all'esame la laurea la vedrebbe col telescopio di Hubble, se fai una semplice divisione risultano due auto l'ora.... mi sembra, ma sicuramente mi sbaglio, che siamo leggerissimamente lontani dagli sbandierati 5 minuti sul 10-80....

Guarda, non ho idea di come si scriva Volt, Ampere, Watt, Ohm, secondi in mandarino, ma sono ragionevolmente convinto che le formule siano le stesse anche oltre la Grande Muraglia. Pertanto, una volta scaricate le batterie tampone del sistema BESS non ci sono tanti santi da pregare, l'energia che esce dai connettori è quella e solo quella della rete locale (nella stazione di Bologna 100 kW).

Peraltro, la descrizione di questo sistema sta rafforzando sempre più la mia convinzione che da qualsiasi parte la guardi, ogni "rivoluzione" nella tecnologia delle batterie non fa altro che mollare la patata calda in mano a qualcun altro, o se preferisci, funziona come quel tale che voleva brevettare il gancio di sicurezza per paracadutisti, e alla domanda: ma scusi, e se non si apre il paracadute, a cosa lo attacca il gancio? lui rispose: e mica posso inventare tutto io....
Le stazioni non sono tutte uguali.O meglio la configurazione lo è ma non il prelievo dell’energia.
Quella di Bologna preleva in media 100 kw perché è appoggiata ai pannelli fotovoltaici installati sul tetto della concessionaria, 400 kw, ed è quello il numero delle 50 al giorno.
Anche perché oggi non ci sono clienti che ricaricano ogni 10 minuti. Sarebbe stupido impegnare oggi un sacco di potenza per pochissime auto.
Mentre per quelle dove la potenza può essere erogata senza difficoltà dalla rete BYD stima 5-6 l’ora dato che per i calcoli usa sempre lo scenario peggiore dei 10-97% che impiega poco meno di 10 minuti.
 
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