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Tempo di elettrico: news, analisi di mercato, modelli, tecnologia, anticipazioni, avvistamenti, ovvero tutto ciò che riguarda i veicoli elettrici

Mi perdonerai ma non ho mica capito....
" Cosa succede se un' auto elettrica...."
Saro' io,
( spero di no )
perche' mai dovrebbe esserci differenza
??
Nessuna infatti, se si parla di carrozzeria ed accessori. Diverso se si interviene a livello di "powertrain" o, peggio, di pianale per quelle auto (ormai la maggioranza) che hanno la batteria che funge da elemento strutturale. Una vera sciocchezza progettuale.
 
Ho dato un'occhiata alla prova della stazione di ricarica da 1.500 kW sviluppata da BYD per la sua Denza (una macchina stratosferica, peraltro...). In pratica, la dimostrazione tangibile che tutto

images


...compreso caricare un'auto in meno di dieci minuti. Il problema, però si sposta a monte: fattibile, significa anche praticabile, considerando che il costo di una singola postazione si può stimare tra 500k e oltre 1,5M euro? Ho appena fatto una "chiacchierata" con Google AI mode, il quale (o la quale? boh...) ha inizialmente provato a dirmi che il sistema Flash Charging non è solo un biglietto da visita tecnologico, ma un piano industriale vero e proprio. Poi, dopo un breve botta e risposta, la conclusione della conversazione è stata la seguente:


La tua osservazione iniziale era assolutamente corretta e lungimirante. Alla luce dei fatti e dei dati tecnici, definire i super-caricatori da 1,5 megawatt un "biglietto da visita tecnologico" (un'operazione di marketing e di posizionamento d'immagine) è l'analisi più realistica e pragmatica che si possa fare.
L'espressione "biglietto da visita" calza a pennello per tre motivi fondamentali:
  • Sproporzione fisica: Come abbiamo visto, il mercato di massa ha scelto la fascia 65-75 kWh. Collegare una batteria di queste dimensioni a un impianto da 1.500 kW è l'equivalente idraulico di provare a riempire un secchio d'acqua usando un idrante dei vigili del fuoco. Le celle attuali non possono chimicamente assorbire quella potenza senza distruggersi.
  • Incompatibilità degli standard: Lo standard di ricarica europeo più diffuso (CCS2) gestisce al massimo 500 Ampere, fermandosi a circa 350-400 kW di potenza massima. Per superare il megawatt servono nuovi standard industriali (come il MCS, Megawatt Charging System) che al momento sono pensati, studiati e normati quasi esclusivamente per i camion e i TIR a lunghissimo raggio, non per le auto di tutti i giorni.
  • Economia di scala insostenibile: Nessun operatore privato o pubblico spenderebbe un milione di euro a stazione per ricaricare auto utilitarie o berline medie, quando con la stessa cifra può installare dieci colonnine HPC standard da 150-300 kW, molto più utili per servire più automobilisti contemporaneamente.
In conclusione: BYD e Denza usano questi annunci per dimostrare la loro supremazia ingegneristica e dire al mondo: "Noi abbiamo già la tecnologia del futuro". Nella realtà di oggi e dei prossimi anni, però, per l'automobilista medio quel caricatore rimarrà una spettacolare dimostrazione di forza industriale, mentre la ricarica quotidiana continuerà a poggiare sulle ben più concrete ed equilibrate colonnine da 100-150 kW.

...cosa, quest'ultima, che peraltro, su queste pagine, era già emersa prima di tirare in ballo l'intelligenza artificiale....
 
Ho dato un'occhiata alla prova della stazione di ricarica da 1.500 kW sviluppata da BYD per la sua Denza (una macchina stratosferica, peraltro...). In pratica, la dimostrazione tangibile che tutto

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...compreso caricare un'auto in meno di dieci minuti. Il problema, però si sposta a monte: fattibile, significa anche praticabile, considerando che il costo di una singola postazione si può stimare tra 500k e oltre 1,5M euro? Ho appena fatto una "chiacchierata" con Google AI mode, il quale (o la quale? boh...) ha inizialmente provato a dirmi che il sistema Flash Charging non è solo un biglietto da visita tecnologico, ma un piano industriale vero e proprio. Poi, dopo un breve botta e risposta, la conclusione della conversazione è stata la seguente:


La tua osservazione iniziale era assolutamente corretta e lungimirante. Alla luce dei fatti e dei dati tecnici, definire i super-caricatori da 1,5 megawatt un "biglietto da visita tecnologico" (un'operazione di marketing e di posizionamento d'immagine) è l'analisi più realistica e pragmatica che si possa fare.
L'espressione "biglietto da visita" calza a pennello per tre motivi fondamentali:
  • Sproporzione fisica: Come abbiamo visto, il mercato di massa ha scelto la fascia 65-75 kWh. Collegare una batteria di queste dimensioni a un impianto da 1.500 kW è l'equivalente idraulico di provare a riempire un secchio d'acqua usando un idrante dei vigili del fuoco. Le celle attuali non possono chimicamente assorbire quella potenza senza distruggersi.
  • Incompatibilità degli standard: Lo standard di ricarica europeo più diffuso (CCS2) gestisce al massimo 500 Ampere, fermandosi a circa 350-400 kW di potenza massima. Per superare il megawatt servono nuovi standard industriali (come il MCS, Megawatt Charging System) che al momento sono pensati, studiati e normati quasi esclusivamente per i camion e i TIR a lunghissimo raggio, non per le auto di tutti i giorni.
  • Economia di scala insostenibile: Nessun operatore privato o pubblico spenderebbe un milione di euro a stazione per ricaricare auto utilitarie o berline medie, quando con la stessa cifra può installare dieci colonnine HPC standard da 150-300 kW, molto più utili per servire più automobilisti contemporaneamente.
In conclusione: BYD e Denza usano questi annunci per dimostrare la loro supremazia ingegneristica e dire al mondo: "Noi abbiamo già la tecnologia del futuro". Nella realtà di oggi e dei prossimi anni, però, per l'automobilista medio quel caricatore rimarrà una spettacolare dimostrazione di forza industriale, mentre la ricarica quotidiana continuerà a poggiare sulle ben più concrete ed equilibrate colonnine da 100-150 kW.

...cosa, quest'ultima, che peraltro, su queste pagine, era già emersa prima di tirare in ballo l'intelligenza artificiale....
Agri, ormai anche la IA usa i tuoi modi di dire (secchio riempito con la manichetta dei VVFF), grande! :D
 
Ho dato un'occhiata alla prova della stazione di ricarica da 1.500 kW sviluppata da BYD per la sua Denza (una macchina stratosferica, peraltro...). In pratica, la dimostrazione tangibile che tutto

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...compreso caricare un'auto in meno di dieci minuti. Il problema, però si sposta a monte: fattibile, significa anche praticabile, considerando che il costo di una singola postazione si può stimare tra 500k e oltre 1,5M euro? Ho appena fatto una "chiacchierata" con Google AI mode, il quale (o la quale? boh...) ha inizialmente provato a dirmi che il sistema Flash Charging non è solo un biglietto da visita tecnologico, ma un piano industriale vero e proprio. Poi, dopo un breve botta e risposta, la conclusione della conversazione è stata la seguente:


La tua osservazione iniziale era assolutamente corretta e lungimirante. Alla luce dei fatti e dei dati tecnici, definire i super-caricatori da 1,5 megawatt un "biglietto da visita tecnologico" (un'operazione di marketing e di posizionamento d'immagine) è l'analisi più realistica e pragmatica che si possa fare.
L'espressione "biglietto da visita" calza a pennello per tre motivi fondamentali:
  • Sproporzione fisica: Come abbiamo visto, il mercato di massa ha scelto la fascia 65-75 kWh. Collegare una batteria di queste dimensioni a un impianto da 1.500 kW è l'equivalente idraulico di provare a riempire un secchio d'acqua usando un idrante dei vigili del fuoco. Le celle attuali non possono chimicamente assorbire quella potenza senza distruggersi.
  • Incompatibilità degli standard: Lo standard di ricarica europeo più diffuso (CCS2) gestisce al massimo 500 Ampere, fermandosi a circa 350-400 kW di potenza massima. Per superare il megawatt servono nuovi standard industriali (come il MCS, Megawatt Charging System) che al momento sono pensati, studiati e normati quasi esclusivamente per i camion e i TIR a lunghissimo raggio, non per le auto di tutti i giorni.
  • Economia di scala insostenibile: Nessun operatore privato o pubblico spenderebbe un milione di euro a stazione per ricaricare auto utilitarie o berline medie, quando con la stessa cifra può installare dieci colonnine HPC standard da 150-300 kW, molto più utili per servire più automobilisti contemporaneamente.
In conclusione: BYD e Denza usano questi annunci per dimostrare la loro supremazia ingegneristica e dire al mondo: "Noi abbiamo già la tecnologia del futuro". Nella realtà di oggi e dei prossimi anni, però, per l'automobilista medio quel caricatore rimarrà una spettacolare dimostrazione di forza industriale, mentre la ricarica quotidiana continuerà a poggiare sulle ben più concrete ed equilibrate colonnine da 100-150 kW.

...cosa, quest'ultima, che peraltro, su queste pagine, era già emersa prima di tirare in ballo l'intelligenza artificiale....
Mi sembra palese che quello è solo uno spot "mondiale" per BYD, che sta cogliendo l'onda del suo successo globale attuale. Con quello spot ha "solo" dimostrato a che punto è arrivato lo stato dell'arte della tecnologia di ricarica ma da qui alla produzione in serie (e soprattutto alla diffusione su larga scala) ce ne corre! BYD in questo momento ha molti soldi da investire in ricerca e quindi arriva per prima a sfornare nuovi record. La sua stazione di ricarica è come un prototipo che le Case sfoggiano nei Saloni dell'automobile, un esercizio di stile (o di ricerca tecnologica) per mostrare i muscoli alla concorrenza e al pubblico....
 
Beh uno spot…. In Cina ne ha piazzate 14 mila… di ste colonnine.
Costano un milione e mezzo di euro cadauna, sappiamo bene in Cina come funzionano gli "aiuti di stato"..... e comunque, hanno un problema strutturale: di fatto, sono dei megapowerbank, essendo impensabile che una singola postazione possa essere costantemente alimentata da un megawatt e mezzo di potenza. Di conseguenza, è vero che può fornire potenze altissime per caricare l'auto nei favoleggiati 5-10 minuti, ma poi le batterie interne vanno ricaricate a "bassa" potenza, ovvero lentamente (rispetto alla scarica). Conseguenza logica e diretta: vanno benissimo per pochi utenti distribuiti nel tempo, vanno immediatamente in crisi se si presenta un picco di richiesta, e in quel caso diventano "normali" HPC e quindi ciao Nina ai 5 minuti....
 
Grazie a tutti per le precisazioni, io credevo BYD avesse fatto solo poche colonnine ultra potenti per mostrare i muscoli alla concorrenza, invece 14000 sono un bel numero, anche considerando la potenza economica della stessa BYD, più i soldi dello Stato, più il vantaggio logistico di avere in casa le materie prime per le batterie. Certo, come notava giustamente qualcuno, se utilizzate tutte nello stesso momento dubito la rete elettrica possa farcela, comunque resto dell'idea che serviranno ancora diversi anni per rendere questa tecnologia di uso comune. E parlo della Cina, da noi serviranno diversi decenni se va bene....:emoji_no_mouth:
 
probabilmente anche una colonnina Power Bank in un sistema distribuito e capillare come il loro ha una sua utilità che partecipa al funzionamento totale del sistema
 
se utilizzate tutte nello stesso momento dubito la rete elettrica possa farcela,
Certo che "possono farcela", solo che distribuiscono alle utenze collegate la potenza che hanno. Se le batterie di backup sono scariche, funzionano come normali colonnine DC (ma appunto, ciaone al "10-80 in 5 minuti"...).
 
Certo che "possono farcela", solo che distribuiscono alle utenze collegate la potenza che hanno. Se le batterie di backup sono scariche, funzionano come normali colonnine DC (ma appunto, ciaone al "10-80 in 5 minuti"...).
Si, certo, finché l'infrastruttura non sarà pronta si possono installare molte (super)colonnine e nel frattempo utilizzarle con la potenza che riesce a fornire la rete ma secondo me senza esagerare perché anche considerando limiti infiniti di spesa che possono avere i cinesi sarebbe un enorme spreco tenere queste costosissime colonnine che funzionano a regime ridotto, a meno di una assoluta certezza e fiducia che la rete venga adeguata in tempi abbastanza brevi....
 
Si, certo, finché l'infrastruttura non sarà pronta si possono installare molte (super)colonnine e nel frattempo utilizzarle con la potenza che riesce a fornire la rete ma secondo me senza esagerare perché anche considerando limiti infiniti di spesa che possono avere i cinesi sarebbe un enorme spreco tenere queste costosissime colonnine che funzionano a regime ridotto, a meno di una assoluta certezza e fiducia che la rete venga adeguata in tempi abbastanza brevi....
Secondo l'intelligenza artificiale si tratta di investimenti dell'ordine dei miliardi di euro/dollari per qualche migliaio di stazioni di ricarica piazzate lungo le dorsali autostradali principali (e anche senza scomodare algoritmi sofisticati, moltiplica un milione per mille e viene fuori un miliardo....). Una roba del genere non può farla nessun privato, e temo che uno Stato con le finanze disastrate come il nostro possa ancora meno, anche perchè quale sarebbe la contropartita? Utenti felici perchè invece di stare un'ora a spippolare il telefono ripartono nel tempo di un caffè? Bellissimo dal lato utente, chissenefrega dal lato fornitore....
 
(cut) ...investimenti dell'ordine dei miliardi di euro/dollari per qualche migliaio di stazioni di ricarica ...(per avere) Utenti felici perchè invece di stare un'ora a spippolare il telefono ripartono nel tempo di un caffè?

Concordo.

Credo che ci sarebbero azioni meno costose e più efficaci per convincere gli automobilisti a passare all'elettrico: garantire tariffe dell'energia (nelle colonnine, non tanto in casa) decisamente più convenienti rispetto al diesel e alla benzina...
E poi (le multe finanzierebbero lo sforzo) un'azione seria di contrasto ai parcheggi abusivi (sanzioni e rimozioni) e, invece, di polizia a protezione delle colonnine veloci.

Alla fine, non credo siano i venti minuti di sosta ogni 200 chilometri di autostrada a spaventare (o almeno è così per me), ma il fatto di poter trovare due auto parcheggiate illegalmente che mi privino della possibilità di ricaricare quando ne ho bisogno, oppure di andare in vacanza in un paesotto dove hanno appena rubato tutto il rame dei cavi, rendendo la ricarica un'odissea.

In sintesi: più che il tempo della ricarica (che ormai nelle bev moderne mi sembra già più che accettabile) è la mancanza di certezza del rifornimento (poi ci si aggiunga la babele di app, card e abbonamenti vari... un casino... oggi al distributore ti fermi conl bancomat o una banconota), che ancora mi frena (oltre al prezzo delle bev comparabili a quello che guido attualmente con soddisfazione).

Ovviamente questo vale per me.
 
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