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Tempo di elettrico: news, analisi di mercato, modelli, tecnologia, anticipazioni, avvistamenti, ovvero tutto ciò che riguarda i veicoli elettrici

Potremmo dire la stessa cosa per le ore perse e i soldi spesi a fare il cambio olio, per la cinghia della distribuzione o banalmente per schiacciare una frizione quando si è immersi nel traffico cittadino. L'auto perfetta non esiste
Chissà se è più intelligente lasciare l’auto a fare il tagliando per 8 ore ogni 15000 chilometri o tenere ferma l’auto trenta minuti ogni 500 chilometri?
Poi ci sarà chi dirà che il tagliando per la sua auto viene fatto in un ora e ogni 30000 chilometri, come ci sarà chi ricarica sempre a casa quando l’auto è ferma in cortile/ garage o quando parcheggia per strada, quindi i 30 minuti di sosta obbligata sono solo quando gli capita il weekend fuoriporta o la vacanza estiva/invernale.
 
Ci stavo riflettendo, visto l' hub americano, sulla possibilità di socializzazione. Se ci pensiamo, non è che oggi abbiamo tutti questi spazi di socializzazione; c'è tanto marasma, tanta confusione, tanta fretta, la socializzazione è ''appaltata'' ai social: da soli davanti ad uno schermo. Quando giravo in camper la socializzazione era garantita, bastava niente per attaccare bottone, e spesso ci scappava una pizzata. Mi manca parecchio.......


Ben vengano allora
Saranno un toccasana in aggiunta ai CC....
Dove svernano orde di miei coetanei,
e in Estate si godono il fresco al prezzo di un caffe'.

:emoji_stuck_out_tongue: :emoji_stuck_out_tongue_winking_eye: :emoji_stuck_out_tongue:
Ci si è sempre chiesto : cosa ci vuole per fare una pensilina a copertura di una colonnina ? Anche quando non è una richiesta esplicita, è qualcosa che un utente che si appresta ad una ricarica nota. Lo nota specialmente se è sotto un sole cocente o deve per forza caricare durante un acquazzone. Anche perché il confronto con il classico distributore salta sempre come riferimento. E qui il nodo viene inesorabilmente al pettine, nella ricarica elettrica invece è diverso perchè il contesto normativo è diverso. E si sa la burocrazia in Italia quanto pesa, un macigno. Le colonnine vengono inserite nei parcheggi, e si notano perchè rubano gli spazzi ad altri automobilisti soprattutto se i posti sono esigui. È qui che si crea quella differenza, più percettiva che tecnica.
Una pensilina quando c’è cambia la nostra percezione del sito, lo rende più “accogliente”, protettivo, meno parcheggio. Ma questa copertura anche se fisicamente è parte della colonnine, burocraticamente non lo è, ed è considerata un’opera edilizia autonoma. La normativa è chiara: le infrastrutture di ricarica rientrano in un regime semplificato perché sono considerate opere funzionali alla transizione energetica (rif.D.Lgs. 257/2016 e successive semplificazioni). Quando vengono installate su un suolo già urbanizzato, come i parcheggi esistenti, aree commerciali, spazi pubblici destinati alla sosta, l’intervento è inquadrato come impianto tecnologico, e non come nuova costruzione. Non serve un permesso per costruire e non si entra nelle verifiche urbanistiche classiche come il rilevamento di superfici o volumi. Questo perché l’intervento non modifica in modo sostanziale lo stato dei luoghi.
Le verifiche non spariscono, ma cambiano natura. Si spostano su connessione alla rete elettrica, progetto elettrico e conformità CEI, su autorizzazioni all’occupazione del suolo, se pubblico ed eventuali pareri locali in termini di viabilità e sicurezza. Quindi finché l’intervento resta limitato alle colonnine e alle opere impiantistiche accessorie, il progetto si muove dentro questa logica semplificata.
La pensilina invece interrompe questa procedura semplificata. Nel momento in cui si costruisce una struttura stabile e permanente, ancorata al suolo con una struttura auto portante si entra nel campo del DPR 380/2001 e, a seconda delle caratteristiche dimensioni, struttura e grado di permanenza può essere assimilata a una nuova costruzione o a un’opera comunque rilevante dal punto di vista urbanistico.
E questa illogica classificazione cambia il tipo di verifica richiesta. Non si tratta solo di ottenere un permesso di costruire, piazzare, la colonnina, ma di dimostrare la compatibilità dell’intervento con lo strumento urbanistico vigente: destinazione d’uso dell’area, superfici coperte, altezze, distanze, eventuali limiti volumetrici. Praticamente, si passa da un intervento innesta un componente su un contesto esistente a uno che lo modifica, anche se in modo limitato.
E per mettere la ciliegina sulla torta ci si mettono anche i vincoli, che sono quelli che spesso incidono davvero sul progetto perchè ne possono condizionare la forma.
Vincoli paesaggistici, regolamenti comunali, linee guida architettoniche, ogni contesto introduce richieste specifiche di integrazione.
Può significare che si dovrebbero adattare i materiali e i colori, allinearsi a coperture esistenti, oppure rispettare prescrizioni legate alla visibilità o all’inserimento nel paesaggio.
Non sono elementi che impediscono la realizzazione, ma che richiedono progettazione aggiuntiva e, spesso, incidono sui costi.
Il risultato è che ogni sito diventa un caso specifico a se e il progetto deve tenere insieme aspetti edilizi, urbanistici e di integrazione architettonica che probabilmente non varranno come standard e risparmio sui costi di progettazione per altri siti.
Questo è lo squallido, illogico e obsoleto quadro normativo nonostante siano passati ben 2535 anni dalla prima Repubblica ( Roma ) che ha influenzato il diritto occidentale, ovvero avere una legge che semplifica ma un’altra che la rallenta e la ostacola. Ma non è tutto il bello deve ancora arrivare. Perché nel momento in cui si riesce a risolvere la bega burocratica arriva quella operativa. La domanda non è più “si può fare?”, ma “ha senso farlo?” Dato che è investimento importante.
In un paese come l’Italia dove le auto elettriche hanno una quota di mercato irrisoria, la potenza impegnata alle utility viene fatta pagare a peso d’oro il business della ricarica è un equilibrio delicato tra investimenti iniziali elevati e ritorni che si costruiscono nel tempo a volte mai.
In questo scenario la pensilina non è più un dettaglio progettuale, ma un investimento aggiuntivo che incide direttamente sulle spese in conto capitale del sito e nel tempo comporterà anche ulteriori costi di manutenzione.
Una pensilina con diversi stalli può raggiungere tenendo conto di tutto anche i 100.000 euro a lavoro finito. E’ un’infrastruttura a tutti gli effetti e come tale va valutata, ergo poi deve essere ammortizzata. Una pensilina non genera di per sé nuovi ricav,i a meno che non venga ricoperta da pannelli solari ma in quel caso intervengono nuove normative e nuovi costi. Migliora l’esperienza è vero perchè se vi capita di ricaricare alle Ionity di Affi, foto sotto, è tutta un’altra cosa rispetto a quelle di Aosta, aumenta la qualità percepita del sito, ma non garantisce un incremento diretto dell’utilizzo o del fatturato.
Questo significa che ogni euro investito deve essere giustificato rendendo la logica di assegnazione estremamente selettiva. Le pensiline vengono inserite quando il contesto lo giustifica : alto traffico quindi maggior possibilità di ammortamento, o strategico e di immagine ovvero nei luoghi in cui la qualità dell’infrastruttura diventa parte del posizionamento del brand. Un po come alcuni negozi mantenuti nei luoghi o nelle vie più esclusive, non importa se sono un debito, l’importante è esserci.
In tutti gli altri casi la valutazione è molto più pragmatica.
Conclusione, finché lo stato delle cose rimarrà questo ogni investimento aggiuntivo verrà valutato con estrema attenzione, la pensilina, proprio perché è un’infrastruttura e non un accessorio, continuerà a essere scelta con rigorosa selezione e illogicamente la si troverà presente solo dove ha senso… monetario e non… pratico.



Ma non tutti l'hnno sotto casa e al lavoro.
Se devi stare in macchina ad aspettare come il figlio di nessuno magari al freddo e al gelo, sotto il sole cocente o sotto un aquazzone tanto vale farlo al meglio in un posto dove non ti becchi l'insolazione, non ti bagni e non prendi freddo per le oprazioni di ricarica e debitamente climatizzato. Ed anche se le colonnine non sono al chiuso ci sono anche le soluzioni aperte ma che comunque offrono una lounge climatizzata dove apsetttare come queste sotto.
Quelle di New York hanno riqualificato il sotto di un degradato cavalcavia per esempio.



Mentre a San Bernardino hanno tapezzato le pensiline di pannelli solari. Quanti posti nel meridione, per sempio, potrebbero sfruttare il sole per queste operazioni, oltre a proteggerti da una insolazione.



Certo che

c' hai una bella

forza d' animo.

Una costanza

davvero invidiabile nel perseguie la causa

cui ti sei votato
 
E se ha i pannelli fotovoltaici ricarica gratis, mentre gli altri spendono 2€ al litro di carburante
Giusto oggi, a scalo Milano, io sono arrivato in riserva, e nel parcheggi c’erano mezza dozzina di auto in carica alle colonnine rapide mentre facevamo shopping, nessuno ero in auto a contemplare l’infinito.
Io poi mi sono dovuto fermare da enercoop a far benzina sotto un nubifragio , attendendo che quelli davanti a me rifornissero a loro volta, pagassero, rimettessero via i guanti ecc ecc.
chi ha perso meno tempo? Io o loro?
 
Ultima modifica:
Giusto oggi, a scalo Milano, io sono arrivato in riserva, e nel parcheggi c’erano mezza dozzina di auto in carica alle colonnine rapide mentre facevamo shopping, nessuno ero in auto a contemplare l’infinito.
Io poi mi sono dovuto fermare da enercoop a far benzina, attendendo che quelli davanti a me rifornissero a loro volta, pagassero, rimettessero via i guanti ecc ecc.
chi ha perso meno tempo? Io o loro?

Pero' loro hanno socializzato

:emoji_wink: :emoji_wink:
 
...e se poi i pannelli li ha messi col superbonus, meglio ancora....
Non è necessario evocare il contributo pubblico. Il fotovoltaico è una soluzione sostenibile e consente di giovare dell'energia che la nostra stella ci trasmette quotidianamente. Che poi la ricarica di una Bev sia più dispensiosa in termini di tempo rispetto ad un rifornimento di benzina non c'è dubbio
 
Il tagliando dei 15k km dura un'ora e mezza.... e no, non bastano 30 minuti ogni 500 km.
Ecco, aspettavo il commento, come la coda di curiosi in caso d’incidente.
Io tutti quelli che conosco nella schiera di conoscenti ed amici, l’auto la mollano al mattino e la riprendono la sera. In officina ufficiale, non da Peppino o’mecca.
Anzi no, ora mi sovviene chi ha dei tagliandi che durano meno. Un mio vicino in Tesla, il suo tagliando dura 45 minuti dall’arrivo alla ripartenza.
 
Ben vengano allora
Saranno un toccasana in aggiunta ai CC....
Dove svernano orde di miei coetanei,
e in Estate si godono il fresco al prezzo di un caffe'.

:emoji_stuck_out_tongue: :emoji_stuck_out_tongue_winking_eye: :emoji_stuck_out_tongue:




Certo che

c' hai una bella

forza d' animo.

Una costanza

davvero invidiabile nel perseguie la causa

cui ti sei votato

Come tante altre ''cause'' a spese dei paesi più poveri. A noi l' aria pulita a loro le rogne
 
Ma non tutti l'hnno sotto casa e al lavoro.
Se devi stare in macchina ad aspettare come il figlio di nessuno magari al freddo e al gelo, sotto il sole cocente o sotto un aquazzone tanto vale farlo al meglio in un posto dove non ti becchi l'insolazione, non ti bagni e non prendi freddo per le oprazioni di ricarica e debitamente climatizzato. Ed anche se le colonnine non sono al chiuso ci sono anche le soluzioni aperte ma che comunque offrono una lounge climatizzata dove apsetttare come queste sotto.
Quelle di New York hanno riqualificato il sotto di un degradato cavalcavia per esempio.



Mentre a San Bernardino hanno tapezzato le pensiline di pannelli solari. Quanti posti nel meridione, per sempio, potrebbero sfruttare il sole per queste operazioni, oltre a proteggerti da una insolazione.

Ma tu ci sei mai stato in America, quella vera e non da spot pubblicitario, quella molto lontana e molto diversa da San Francisco e New York? La grande America in cui tutto quello che trovi lungo un viaggio di centinaia di miglia sono un paio di pompe di benzina? E ci sei stato a Manhattan, dove non ci sono garage e l'unica sarebbe quella di buttare un cavo dalla presa di casa giù per strada?
Beh, io ci sono stato: queste sono belle presentazioni powerpoint che nascondono artatamente la realtà. Sono la pubblicità del mulino bianco applicata alle auto
 
Ecco, aspettavo il commento, come la coda di curiosi in caso d’incidente.
Infatti, non volevo farti aspettare....
Io tutti quelli che conosco nella schiera di conoscenti ed amici, l’auto la mollano al mattino e la riprendono la sera. In officina ufficiale,
...e poi ci sono io, che prenoto il tagliando in concessionaria con l'app o per telefono, lascio giù l'auto alle 8:30 e alle 10:00 pago e levo il disturbo...
 
Ma tu ci sei mai stato in America, quella vera e non da spot pubblicitario, quella molto lontana e molto diversa da San Francisco e New York? La grande America in cui tutto quello che trovi lungo un viaggio di centinaia di miglia sono un paio di pompe di benzina? E ci sei stato a Manhattan, dove non ci sono garage e l'unica sarebbe quella di buttare un cavo dalla presa di casa giù per strada?
Beh, io ci sono stato: queste sono belle presentazioni powerpoint che nascondono artatamente la realtà. Sono la pubblicità del mulino bianco applicata alle auto
34 fantastilioni di anni luce di applausi.
 

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