Analisi di mercato Maserati: se tratti male i clienti, il mercato ti cancella
Riapro questo thread, rimasto in silenzio da metà aprile, perché gli ultimi dati economici e industriali emersi a livello globale stanno delineando uno scenario che si collega perfettamente alle nostre odissee personali con il servizio clienti del Tridente.
I numeri ufficiali non mentono e certificano una situazione che definire drammatica è poco.
I Fatti (Dati ufficiali Stellantis)
. Crollo verticale dei volumi: Maserati ha chiuso l'ultimo anno fiscale con appena 7.800 vetture consegnate in tutto il mondo. Per capire la magnitudo del disastro, basti pensare che nel 2023 le consegne erano state 26.600, e nel 2017 superavano quota 51.000. In pratica, il brand ha perso oltre il 70% dei volumi in due anni.
. Crisi industriale: Gli stabilimenti italiani (Modena e Cassino per la Grecale) sono praticamente fermi, ridotti al lumicino con un ricorso massiccio e prolungato agli ammortizzatori sociali per gli operai.
. Perdite finanziarie: Il bilancio del marchio ha registrato un passivo operativo vicino ai 200 milioni di euro. Ad oggi, Maserati vende meno automobili di quasi qualunque altro marchio competitor nel segmento lusso o premium.
La mia analisi
La dirigenza attuale ama giustificare questo tracollo parlando di "fase di transizione", di "pulizia degli stock dei concessionari" o di congiunture macroeconomiche sfavorevoli. La verità è un'altra: stanno pagando il conto del loro stesso cinismo commerciale.
Un marchio che vende auto con prezzi di listino a cinque o sei cifre non vende solo ferro, pelle e cavalli; vende un patto di fiducia e di esclusività. Se un cliente spende cifre importanti per un "Usato Garantito" della rete ufficiale, e alla inevitabile rottura di un motore con un difetto strutturale arcinoto (il V6 diesel) si ritrova davanti:
. Un preventivo da 24.000€ (pari al valore residuo dell'auto);
. L'impossibilità materiale di riparare il pezzo perché la Casa Madre blinda i ricambi interni per costringerti a comprare il motore nuovo;
. Un Customer Service che si trincera dietro a cavilli burocratici offrendo "elemosine" da 1.300€.
Il risultato è matematico: quel cliente lo hai perso per sempre. E non hai perso solo lui, hai perso tutta la sua cerchia di conoscenti e spero chiunque, cercando informazioni su Internet, si imbatterà in queste storie. Il passaparola nell'era digitale è un'arma letale.
Conclusioni: azzerare tutto
Da appassionato di auto e di marchi italiani, mi auguro con tutto il cuore che il Tridente possa rialzarsi dal baratro in cui è sprofondato. Ma guardando le risposte fotocopia, la freddezza e il muro di gomma che ho ricevuto io, che ha ricevuto LegioX e che subiscono quotidianamente decine di automobilisti, la speranza è solo una: che mandino tutti a casa.
Serve un azzeramento totale dell'attuale management e un ribaltamento completo delle linee guida strategiche. Devono cacciare chi ha pensato di poter gestire un brand di lusso storico solo con la calcolatrice dei tagli dei costi e i PowerPoint dei trimestrali, dimenticandosi del rispetto dovuto al cliente. Finché la mentalità resterà quella del cinico "foglio Excel", le concessionarie rimarranno vuote e il mercato continuerà a punirli.
La ricreazione è finita.