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Contro il logorio della vita moderna aka per superare i momenti di stanca scrivi qui

Il mono-uso e' comodo dal punto di vista della gestione

Eppure, anche qua, è in atto una transizione che sta passando sottotraccia...


La data da segnare sul calendario è il 12 agosto 2026: da quel giorno, bar, ristoranti e hotel dovranno dire addio alle confezioni monodose per i condimenti come salse, zucchero, sale e olio consumati sul posto, da sostituire con dispenser ricaricabili o contenitori collettivi. Un cambiamento che non riguarderà solo il cibo: anche i mini flaconi di shampoo e bagnoschiuma come solitamente si trovano negli alberghi verranno vietati, spingendo le strutture verso soluzioni più ecologiche come i dosatori a muro.

L’obiettivo dell’UE è ambizioso ma chiaro: ridurre gli sprechi e rendere tutti gli imballaggi presenti sul mercato riciclabili in modo economicamente vantaggioso entro il 2030.

Guardando al futuro, il 2026 è solo l’inizio. Entro il 2030 i divieti si estenderanno a molti altri prodotti alimentari e cosmetici e infine, nel 2032, la Commissione Europea farà il punto della situazione per capire se queste misure hanno davvero aiutato l’ambiente e protetto la nostra salute. Insomma, il modo in cui consumiamo e confezioniamo i prodotti sta per cambiare radicalmente, tutto in nome di una maggiore sostenibilità.
 
...è il cibo in questione che non è corretto per me....

non parlarmi delle posate di legno, potrei essere molto cattivo se incontrassi quello che le ha inventate.....
Sono proprio loro Agri, se trovi l'inventore chiamami che ti aiuto!!!

Mi e' capitato recentemente di andare da McDonald's e al panino col pesce (sempre piu' piccoli!) ho affiancato un'insalata al posto delle patatine che, da loro, non ho mai apprezzato.

Ho "sofferto" ogni forchettata di insalata, non per l'insalata che di per se' era anche buona nella sua semplicita' e fresca (valeriana + gentile + pomodorini + scagliette di grana), ma proprio per quella forchettina di simil legno che rovina proprio l'azione di mangiare.

Idem per il caffe', lo prendo senza zucchero ma lo giro comunque in tazza vuoi per vezzo, vuoi per abitudine, vuoi per mescolarlo, e senza pensare ho messo in bocca il cucchiaino per godermi la schiumetta, mi sono maledetto da solo...
 
Sono proprio loro Agri, se trovi l'inventore chiamami che ti aiuto!!!

Mi e' capitato recentemente di andare da McDonald's e al panino col pesce (sempre piu' piccoli!) ho affiancato un'insalata al posto delle patatine che, da loro, non ho mai apprezzato.

Ho "sofferto" ogni forchettata di insalata, non per l'insalata che di per se' era anche buona nella sua semplicita' e fresca (valeriana + gentile + pomodorini + scagliette di grana), ma proprio per quella forchettina di simil legno che rovina proprio l'azione di mangiare.

Idem per il caffe', lo prendo senza zucchero ma lo giro comunque in tazza vuoi per vezzo, vuoi per abitudine, vuoi per mescolarlo, e senza pensare ho messo in bocca il cucchiaino per godermi la schiumetta, mi sono maledetto da solo...
Il gusto di legno unito al grattare sulle mucose (io ho l'abitudine maledetta di leccare l'utensile che uso per girare il caffè...) è semplicemente terribile.
 
Eppure, anche qua, è in atto una transizione che sta passando sottotraccia...


La data da segnare sul calendario è il 12 agosto 2026: da quel giorno, bar, ristoranti e hotel dovranno dire addio alle confezioni monodose per i condimenti come salse, zucchero, sale e olio consumati sul posto, da sostituire con dispenser ricaricabili o contenitori collettivi. Un cambiamento che non riguarderà solo il cibo: anche i mini flaconi di shampoo e bagnoschiuma come solitamente si trovano negli alberghi verranno vietati, spingendo le strutture verso soluzioni più ecologiche come i dosatori a muro.

L’obiettivo dell’UE è ambizioso ma chiaro: ridurre gli sprechi e rendere tutti gli imballaggi presenti sul mercato riciclabili in modo economicamente vantaggioso entro il 2030.

Guardando al futuro, il 2026 è solo l’inizio. Entro il 2030 i divieti si estenderanno a molti altri prodotti alimentari e cosmetici e infine, nel 2032, la Commissione Europea farà il punto della situazione per capire se queste misure hanno davvero aiutato l’ambiente e protetto la nostra salute. Insomma, il modo in cui consumiamo e confezioniamo i prodotti sta per cambiare radicalmente, tutto in nome di una maggiore sostenibilità.
Personalmente non mi trovano contrario queste normative, devo dire che negli alberghi dove mi e' capitato di andare negli ultimi 3/4 anni (diciamo dal covid in poi), solo in un caso -business hotel a bassa tariffa- c'erano le mono saponette, i mono flaconcini, le mono bustine per il bagno doccia ecc., ma in tutti gli altri ho e abbiamo sempre trovato i dispenser a muro sia in doccia (addirittura in alcuni posti due diversi per shampo e bagnoschiuma).

Anche per il cibo, se correttamente conservato e "ripulito" ad ogni sparecchio, il classico cestino delle salse va bene anche con le confezioni grandi, RoadHouse per esempio fa cosi' da sempre.

Sullo zucchero si tornera' alla zuccheriera a uso comune sul bancone dei bar, sui condimenti verra' ripristinato il cestello dei condimenti con olio/aceto/sale/pepe anche in ristoranti o bar, si compensa con il minor costo di acquisto la maggior attenzione necessaria a mantener puliti e in ordine i vari cestelli dei condimenti esattamente come accadeva fino a non molto tempo fa.

Anche in questo caso mi e' parso che dopo il covid ci sia stata un'accelerazione del monoporzione anche per olio, sale e aceto anche nei posti dove prima compariva il classico cestello dei condimenti.
 
Io non vado troppo matto per i cibi asiatici, diverso il discorso per il tex-mex, cajun o la più sofisticata cucina creola, anche se sono anni che non trovo qualcosa di valido da queste parti, mentre sto notando che sul BBQ, inteso come cottura lenta a fumo, non come da noi erroneamente chiamata la grigliata, ci sono locali mica male e c'è un certo interesse su questo tipo di cottura.

Però, da milanese permettetemelo, una bella orecchia d'elefante con rucola e pomodorini... o anche liscia... non la batte nessuno.

Ecco, ora ho fame.
 
...non delle bacchette?
non e n'è motivo, ove servissero, sarebbero fornite col cibo medesimo, le posate invee mi possono servire in caso di pasto d'emergenza preconfezionato ma senza posate o di scarsa praticità. Certo il set va riposto accuratamente pulito e disinfettato, adeguatamente contenuto in modo che non si contamini... non per chizzinosità, ma essendo un paziente fragile (non ridete) con minori difese immunitarie, che, assolutamente, non deve portare a casa infezioni batteriche o virali per non compromettere la situazione critica di madre, moglie e figlia, devo stare molto attento. Anche a casa mia, o di mia mamma, evito ogni posata o bicchiere che usino anche loro, tengo riservati per me una tazzina, un bichiere e delle posate.
Se le condizioni lo permettono, inoltre, cerco di usare le mani adeguatamente ben lavate, secondo le norme WHO promulgate dal Ministero della Salute. Una abluzione ben fatta comporta qualche decina di secondi, oppure anche meno con una soluzione idroalcoolica (gel).
 
Io non vado troppo matto per i cibi asiatici, diverso il discorso per il tex-mex, cajun o la più sofisticata cucina creola, anche se sono anni che non trovo qualcosa di valido da queste parti, mentre sto notando che sul BBQ, inteso come cottura lenta a fumo, non come da noi erroneamente chiamata la grigliata, ci sono locali mica male e c'è un certo interesse su questo tipo di cottura.

Però, da milanese permettetemelo, una bella orecchia d'elefante con rucola e pomodorini... o anche liscia... non la batte nessuno.

Ecco, ora ho fame.
Viva l'orecchia d'elefante "vestita"! :D

Da "Al Garghet" ne fanno una niente male, ci siamo tornati solo per quella, rigorosamente senza antipasti ne' primi, concentrazione massima all'orecchia (ha i pomodorini ma non la rucola)! :D

Sempre da loro e' ottima anche la classica milanese con l'osso, in quel caso e' di vitello, diciamo che meritano entrambe!
 
non e n'è motivo, ove servissero, sarebbero fornite col cibo medesimo, le posate invee mi possono servire in caso di pasto d'emergenza preconfezionato ma senza posate o di scarsa praticità. Certo il set va riposto accuratamente pulito e disinfettato, adeguatamente contenuto in modo che non si contamini... non per chizzinosità, ma essendo un paziente fragile (non ridete) con minori difese immunitarie, che, assolutamente, non deve portare a casa infezioni batteriche o virali per non compromettere la situazione critica di madre, moglie e figlia, devo stare molto attento. Anche a casa mia, o di mia mamma, evito ogni posata o bicchiere che usino anche loro, tengo riservati per me una tazzina, un bichiere e delle posate.
Se le condizioni lo permettono, inoltre, cerco di usare le mani adeguatamente ben lavate, secondo le norme WHO promulgate dal Ministero della Salute. Una abluzione ben fatta comporta qualche decina di secondi, oppure anche meno con una soluzione idroalcoolica (gel).
Temi di salute e pazienti fragili, soprattutto se ci si convive quotidianamente, richiedono un livello di attenzione e cura supplementare, fondamentale a minimizzare quanto piu' possibile ogni rischio di infezione.

E' sicuramente un ulteriore livello di stress a cui, per il momento, io non sono sottoposto ma che ho ben conosciuto durante il periodo covid e in momenti in cui purtroppo in famiglia c'erano percorsi di cura che abbattevano difese immunitarie e provocavano stati di deperimento e stanchezza molto forti, sotto questo profilo ti capisco e comprendo molto bene.
 
Viva l'orecchia d'elefante "vestita"! :D

Da "Al Garghet" ne fanno una niente male, ci siamo tornati solo per quella, rigorosamente senza antipasti ne' primi, concentrazione massima all'orecchia (ha i pomodorini ma non la rucola)! :D

Sempre da loro e' ottima anche la classica milanese con l'osso, in quel caso e' di vitello, diciamo che meritano entrambe!

Ecco, quello è un locale top per l'orecchia... certo che si potrebbe organizzare una volta, l'ho a pochi chilometri da me
 
Viva l'orecchia d'elefante "vestita"! :D

Da "Al Garghet" ne fanno una niente male, ci siamo tornati solo per quella, rigorosamente senza antipasti ne' primi, concentrazione massima all'orecchia (ha i pomodorini ma non la rucola)! :D

Sempre da loro e' ottima anche la classica milanese con l'osso, in quel caso e' di vitello, diciamo che meritano entrambe!
Ma il taglio, a me, risulta essere lo stesso, vitello in amboi casi, cambia, solo lo spessore di battitura e la presenza del "manico" (osso)
 
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