<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Tragedia a Crans-Montana (VS) | Page 19 | Il Forum di Quattroruote

Tragedia a Crans-Montana (VS)

TI ripeto ogni anno,io avevo un negozio con tre estintori,ogni anno avevo il controllo,a crans montana come detto ci sono 3000 attivita' che dovrebbero essere controllate OGNI ANNO,e non hanno il personale.

Ah non avevo capito.
Insomma la solita storia della mancanza di risorse.
Sugli estintori io ho visto coi miei occhi etichette vecchie di 3 anni,e li non si trattava di enti pubblici con risorse scarse ma di grandi aziende private che avrebbero dovuto dare l'appalto ad altre aziende private per rispettare un obbligo di legge.
Eppure non lo facevano perché erano ragionevolmente sicure che le probabilità che arrivasse un controllo erano inferiori a quelle di essere colpiti da un fulmine.
 
Ah non avevo capito.
Insomma la solita storia della mancanza di risorse.
Sugli estintori io ho visto coi miei occhi etichette vecchie di 3 anni,e li non si trattava di enti pubblici con risorse scarse ma di grandi aziende private che avrebbero dovuto dare l'appalto ad altre aziende private per rispettare un obbligo di legge.
Eppure non lo facevano perché erano ragionevolmente sicure che le probabilità che arrivasse un controllo erano inferiori a quelle di essere colpiti da un fulmine.
io avevo un contratto con un azienda ,ora non ricordo la ragione sociale,meglio cosi'evito di fare pubblicita', abbene non sgarravano di 24 ore,svuotavano gli estintori e li ricaricavano,e non era a gratis,nel negozio precedente dove avevo vendita e riparazione di elettrodomestici (frigo compresi,quindi uso di fiamme per sostituzione compressori e ricariche) di 480 mq ne avevo 12 ogni anno da verificare ,non e' mai successo nulla,ma se fosse successo?
 
Anche nella cura degli ustionati, sembra che sti svizzeri non è che siano tanto preparati, se appena possono essere trasportati, li portano in Italia o in qualche altro paese UE.

Dal Corriere.it

«Nelle prossime settimane avremo una vera e propria battaglia per questi pazienti». La voce seria, lo sguardo attento, il primario di Anestesia e Rianimazione Giampaolo Casella sa bene che per gli ustionati in cura all’ospedale Niguarda di Milano il percorso di guarigione è ancora lungo. A partire dal 2 gennaio, grazie a un ponte aereo tra Svizzera e Italia coordinato dalla Protezione civile tramite la centrale Cross e dalla centrale lombarda di elisoccorso Creli, sono arrivati 11 feriti nell’incendio di San Silvestro di Crans-Montana. Molti di loro sono adolescenti. Lorenzo Riva di Cantù, Gregorio Esposito e Filippo Leone Grassi di Milano hanno 15 anni. Tra i ricoverati ci sono poi il 14enne Antonio Lucia, figlio dell’ex direttore della sede di Varese della ragioneria territoriale dello Stato, la veterinaria di Cattolica Eleonora Palmieri, 29 anni, Giulio Giuseppe Cesare Giola, 16 anni, gli amici Kean Kaizer Kaligdan, Francesca Nota e Sofia Donadio, tutti di 16 anni, il coetaneo Manfredi Marcucci, romano, studente del liceo francese Chateaubriand di Villa Borghese e infine Alessandra Galli De Min, imprenditrice 55enne bellunese residente in Svizzera. «Sei pazienti critici sono ricoverati in terapia intensiva e cinque nel Centro grandi ustioni — spiega il primario alla fine della giornata —. Dei sei ricoverati in terapia intensiva, tre sono in condizioni particolarmente critiche. Dovremo andare verso ulteriori interventi chirurgici, ne abbiamo già fatti tanti […] Il problema è che le ustioni sono molto, molto estese».
In alcuni casi, come per il 16enne Kean, il fuoco ha danneggiato il 50% della cute. L’imprenditrice veneta, invece, ha bruciato il 12% della cute, in particolare quella del viso e delle mani.
Ma le fiamme hanno creato problemi anche ai polmoni dei malati. «In tutti i nostri pazienti che provengono da Crans-Montana abbiamo purtroppo anche un danno da inalazione di fumi velenosi», continua Casella. Significa che oltre ai farmaci e agli interventi chirurgici per curare le ferite, hanno bisogno anche dell’aiuto delle macchine per respirare.
«Avremo complicanze attese — anticipa il primario —. Una situazione clinica estremamente seria».
Tutti i pazienti sono sedati e in prognosi riservata. Secondo i medici, è prematuro considerarli fuori pericolo.
[…] le sale operatorie sono in continua attività e in costante dialogo con la Banca dei tessuti, che fornisce ai chirurghi la cute prelevata dai donatori e necessaria per coprire le ustioni, così da permettere alla pelle dei pazienti di rigenerarsi. Solo nella giornata di sabato sono stati «preparati» per le sale operatorie 5 mila centimetri quadrati di pelle, altri 10 mila ieri. Il Niguarda è pronto ad accogliere altri pazienti.



Al tragico bilancio degli italiani deceduti si devono aggiungere le sorelle Alicia e Diana Gunst, 15 e 14 anni, che avevano la doppia nazionalità, italo-svizzera (il nonno è italiano), come spiegato dal rabbino di Ginevra Menachem Mendel Pevzner.

https://archive.ph/pwrKL
 
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Strage Crans-Montana, «la porta di sicurezza era nascosta e chiusa a chiave». E i titolari volevano ampliare il bar


Il 19 dicembre scorso era stato presentato un progetto per l’ampliamento della veranda antistante l’ingresso, che è stata la trappola finale per i ragazzi in fuga. Due ex dipendenti: «Porta di sicurezza chiusa a chiave»

 

Strage Crans-Montana, «la porta di sicurezza era nascosta e chiusa a chiave». E i titolari volevano ampliare il bar


Il 19 dicembre scorso era stato presentato un progetto per l’ampliamento della veranda antistante l’ingresso, che è stata la trappola finale per i ragazzi in fuga. Due ex dipendenti: «Porta di sicurezza chiusa a chiave»

chiusa a chiave perche' non era una vera via di fuga ,ma portava alle scale del condominio sovrastante e per paura che qualche persona entrasse senza pagare
 
io avevo un contratto con un azienda ,ora non ricordo la ragione sociale,meglio cosi'evito di fare pubblicita', abbene non sgarravano di 24 ore,svuotavano gli estintori e li ricaricavano,e non era a gratis,nel negozio precedente dove avevo vendita e riparazione di elettrodomestici (frigo compresi,quindi uso di fiamme per sostituzione compressori e ricariche) di 480 mq ne avevo 12 ogni anno da verificare ,non e' mai successo nulla,ma se fosse successo?
Anche da noi, a rischio minimo, una decina di estintori ispezionati almeno una volta l'anno, da ditta specializzata con tanto di rapportino che poi finisce dentro il DVR (doc. valutaz. rischi) che a sua volta dentro il malloppone dell' ISO 9001. E siamo metalmeccanica.
Penso che in HORECA debba essere tutto più stringente, pure in Svizzera, indipendentemente dalla mancanza di personale.

edit: in 30 anni che son lì dentro mai visto controlli "pubblici" x l'anti-incendio.
 
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Però imho non dovremmo accomunare la manutenzione degli estintori con ispezioni e controlli.
La manutenzione è un servizio obbligatorio svolto da ditte private che si limitano a quello,l'omino che ricarica gli estintori se hai il catenaccio all'uscita di sicurezza non dice nulla.
Ispezioni e controlli dovrebbero invece essere effettuati da qualche ente statale o provinciale o quello che è e dovrebbero riguardare sia gli estintori che tutti gli altri aspetti legati alla prevenzione e alla sicurezza.

Ho provato a chiedere a una conoscente che gestiva un circolo,decisamente meno movida ma comunque qualche serata con 100 e passa persone la organizzava.
E mi ha confermato che i controlli li fanno solo al momento dell'apertura o in caso di ristrutturazione.
In dieci anni di attività nessuno le ha mai fatto visita quindi se fosse stata una scriteriata,non lo è per fortuna,avrebbe potuto mettere un tavolo davanti all'uscita di sicurezza o fare modifiche all'arredamento senza tenere conto della prevenzione degli incendi.
Poi faranno anche dei controlli a campione ma per me di locali in cui nessuno mette piede da 5 anni per controllare che le norme vengano rispettate ce ne sono tantissimi.
 
Però imho non dovremmo accomunare la manutenzione degli estintori con ispezioni e controlli.
La manutenzione è un servizio obbligatorio svolto da ditte private che si limitano a quello,l'omino che ricarica gli estintori se hai il catenaccio all'uscita di sicurezza non dice nulla.
Ispezioni e controlli dovrebbero invece essere effettuati da qualche ente statale o provinciale o quello che è e dovrebbero riguardare sia gli estintori che tutti gli altri aspetti legati alla prevenzione e alla sicurezza.

Ho provato a chiedere a una conoscente che gestiva un circolo,decisamente meno movida ma comunque qualche serata con 100 e passa persone la organizzava.
E mi ha confermato che i controlli li fanno solo al momento dell'apertura o in caso di ristrutturazione.
In dieci anni di attività nessuno le ha mai fatto visita quindi se fosse stata una scriteriata,non lo è per fortuna,avrebbe potuto mettere un tavolo davanti all'uscita di sicurezza o fare modifiche all'arredamento senza tenere conto della prevenzione degli incendi.
Poi faranno anche dei controlli a campione ma per me di locali in cui nessuno mette piede da 5 anni per controllare che le norme vengano rispettate ce ne sono tantissimi.
Visto come (non) controlla chi dovrebbe, forse sarà meglio che chi ama chiudersi in quei locali impari a dare un'occhiata e in caso di dubbio faccia dietrofront :emoji_cold_sweat:
 
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Visto come (non) controlla chi dovrebbe, forse sarà meglio che chi ama chiudersi in quei locali impari a dare un'occhiata e in caso di dubbio faccia dietrofront :emoji_cold_sweat:
io ho voluto fare questo discorsetto alla figlia (15nne) di un'amica.
[La ragazzina cadeva dalle nuvole perchè presa dentro tiktok o simili e non aveva sentito del disatro se non dovendo condividere un TG a tavola all'ora di cena. E frequenta già sporadicamente un locale vicino casa che organizza eventi pomeridiani per minorili (suppongo per costruirsi futura clientela alto-spendente). Io, 'sto locale non l'ho visitato, spero sia a norma.]
Ovviamente quelle due nozioni passatele, le sono scivolate addosso come l'acqua.
 
io ho voluto fare questo discorsetto alla figlia (15nne) di un'amica.
[La ragazzina cadeva dalle nuvole perchè presa dentro tiktok o simili e non aveva sentito del disatro se non dovendo condividere un TG a tavola all'ora di cena. E frequenta già sporadicamente un locale vicino casa che organizza eventi pomeridiani per minorili (suppongo per costruirsi futura clientela alto-spendente). Io, 'sto locale non l'ho visitato, spero sia a norma.]
Ovviamente quelle due nozioni passatele, le sono scivolate addosso come l'acqua.
infatti, adesso per un pò i locali si metteranno autonomamente a posto per paura, passata la memoria, tra un pò di mesi, tutto come prima...
 
Non bisogna pensare che il controllore pubblico possa verificare tutta la documentazione (DVR) di tutte le aziende, ne in Svizzera e nemmeno in Italia.
Ma i responsabili della sicurezza devono vigilare sotto la propria responsabilità (e del titolare) che tutte le norme di sicurezza siano rispettate.
Non è facile, conosco indirettamente diverse situazioni dove la frizione fra chi deve produrre e chi garantire la sicurezza è praticamente continua.

In Italia, almeno nelle realtà più grandi, quasi nessun Titolare ha voglia di finire in carcere (o quanto meno di passare vent'anni sotto processo) quindi ufficialmente spinge per la sicurezza, poi sotto banco non si sà.
Però diciamo che mediamente, quando fai capire esattamente i rischi che un incidente avrebbe per azienda, titolare e quadri intermedi - salvo qualche iniziale sbruffonata - di solito le cose prendono una buona piega.

Per i locali pubblici è diverso. Da noi ma dovrebbe essere così anche in "Elvezia".

Il fatto che non abbiano verificato il locale negli ultimi cinque anni è sicuramente un fatto negativo ma, da quel che leggiamo, dubito potesse passare quello del 2020 piuttosto che quello preventivo al rilascio della licenza (che ieri in fretta han ritirato all'altro locale).

Da noi devi presentare il Documento Prevenzione Incendi ai VVFF ed ottenerne l'autorizzazione prima di aprire.
E basta poco a riconoscere dalla pianta e dalle schede tecniche, se le norme non sono rispettate.

Di solito poi, magari non subito ma nemmeno dopo 10 anni, arrivano ad ispezionare e se le cose non corrispondono son problemi: se un locale chiudi, se una produzione o fermi o hai l'obbligo di picchetto finché non ottemperi.

Poi di negligenze ce ne son comunque tante anche da noi, specie nelle strutture più anziane.
La nostra stampa (ed ambasciatore) fanno un po' i fenomeni ma gli anziani morti in RA a Milano un paio d'anni fa - sistema antincendio guasto da tempo sostituito con trombetta da stadio - son lì a provarlo.
E non parliamo dell'officina in zona Gambara.
La conta è solo nella densità di persone.
E quindi a maggior ragione, più è densa maggiori devono essere le precauzioni.
 
Ispezioni e controlli dovrebbero invece essere effettuati da qualche ente statale o provinciale o quello che è e dovrebbero riguardare sia gli estintori che tutti gli altri aspetti legati alla prevenzione e alla sicurezza.
Non funziona così, non può funzionare così.
Il controllo lo fa il professionista (abilitato dallo Stato) e l'imprenditore è chiamato ad ottenere un suo rapporto di sicurezza.
Mica viene lo Stato a controllarti l'estintore, viene un professionista che certifica che sono di tipo e numero adeguato e ne assicura l'efficienza.

Altrimenti cadrebbe il senso di abilitare dei tecnici da parte dello Stato.
Cosa peraltro che sarebbe gradita alle aziende, non dover dipendere da figure indipendenti che rispondono in prima persona degli errori di progettazione.

Questo vale per qualsiasi impianto, da quello elettrico alla canna fumaria all'impianto del gas.
Poi, per esempio proprio su gas e caldaie, la provincia può spedirti a casa un ispettore e controllare che tutto sia in ordine e se non lo è multa e piomba l'impianto.
Quello che spaventa è che ora portebbe non venirti più a casa nemmeno il tecnico della manutenzione, tenuto a segnalare situazioni anomale.
 
Il controllo lo fa il professionista (abilitato dallo Stato) e l'imprenditore è chiamato ad ottenere un suo rapporto di sicurezza.
Vero, la stortura è che il professionista è scelto e pagato dal responsabile dell'attività, talora proprio dipendente. È questo quel che accade in molteplici casi, ne sono stato parte in causa, ed è indubbio che si possa creare un conflitto di interessi.
 
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