<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Nucleare per favorire la transizione ecologica. | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

Nucleare per favorire la transizione ecologica.

Nucleare per favorire la transizione ecologica sarà un beneficio per l'ambiente?

  • Si

    Votes: 19 55,9%
  • No

    Votes: 15 44,1%

  • Total voters
    34
Ho votato anch'io per il nucleare, ma il problema è che una volta che si è deciso di rinunciare a questa fonte energetica, si doveva investire su altre fonti energetiche cioè le rinnovabili, eolico e fotovoltaico. Se fosse stata fatta questa scelta oggi saremmo molto più avanti o addirittura già autosufficienti, le nuove tecnologie del fotovoltaico hanno reso i pannelli più economici e con rese molto più elevate, si parla di oltre il 30%. Ma si preferisce tornare a parlare di nucleare che per noi è una pazzia economica, piuttosto che installare una pala eolica o un pannello su un terreno.
Il FV è discontinuo e richiede enormi quantità di suolo per produrre una quantità apprezzabile di energia elettrica, per non parlare del suo ciclo produttivo, attualmente “sostenibile” solo grazie allo stato di semischiavitù in cui vivono gli estrattori delle terre e minerali rari necessarie e alla totale incuria e disinteresse per le scorie dei processi produttivi che inquinano pesantemente i siti di lavorazione (idem per lo smaltimento a fine ciclo di vita dei pannelli). Nemmeno l’eolico può essere considerato continuo. Quanto all’autosufficienza, nemmeno i generosissimi incentivi iniziali hanno portato il FV ad essere incisivo nella composizione delle forniture energetiche.
 
Resta il fatto che a me continua a far rabbrividire uno scenario sconsiderato simile ma possibile, come la stupidità umana:
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Puoi avere tutta la tecnologia del mondo, con sicurezza e protezione avanzata, ma basta un pazzoide nel posto sbagliato e trasformi 50km di raggio attorno a Viadana (compresa casa mia) in una landa desolata per almeno 150 anni

Vi ricordo inoltre che viviamo ancora in un mondo dove uno schizzato abilitato a pilotare un airbus con 200 persone a bordo, si è chiuso da solo in cabina e si è schiantato sulle pendici di una montagna francese con tutti i passeggeri... pensare di dare in mano ad uno così un impianto del genere...

Poi frasi di circostanza: - Era tanto una brava persona... Salutava sempre!
 
Il nucleare non è neppure da nominare.
Stiamo ancora subendo i danni dell'incidente accaduto in Russia, e senza accorgercene, quelli del reattore Giapponese.
Tra l'altro l'acqua contaminata pur se diluita (sarà vero poi?) viene costantemente rilasciata nell'oceano.
Il fatto di avere centrali attive vicine, in Francia o Slovenia ad esempio, ci può solo preoccupare, dato che non possiamo escludere futuri e non troppo improbabili incidenti.
E solo per questo dovremmo cercare di spingere per la dismissione di quelle, non per l'attivazione di nuove.
Non abbiamo il controllo dei torrenti, che esondano quando vogliono, figurarci se risuciremmo a controllare il Nucleo.
 
Il FV è discontinuo e richiede enormi quantità di suolo per produrre una quantità apprezzabile di energia elettrica, per non parlare del suo ciclo produttivo, attualmente “sostenibile” solo grazie allo stato di semischiavitù in cui vivono gli estrattori delle terre e minerali rari necessarie e alla totale incuria e disinteresse per le scorie dei processi produttivi che inquinano pesantemente i siti di lavorazione (idem per lo smaltimento a fine ciclo di vita dei pannelli). Nemmeno l’eolico può essere considerato continuo. Quanto all’autosufficienza, nemmeno i generosissimi incentivi iniziali hanno portato il FV ad essere incisivo nella composizione delle forniture energetiche.

Il problema sta sempre nei numeri: l'energia prodotta da un pannello FV si misura in watt, il fabbisogno energetico nazionale si misura in terawatt. Ci sono nove ordini di grandezza in mezzo, da qualche parte devono saltar fuori.....
 
Il problema sta sempre nei numeri: l'energia prodotta da un pannello FV si misura in watt, il fabbisogno energetico nazionale si misura in terawatt. Ci sono nove ordini di grandezza in mezzo, da qualche parte devono saltar fuori.....

Più o meno, per fare camminare un'auto elettrica, come produzione, basterebbe un impianto da 2-3 KW di picco.
Il problema rimane sempre quello: l'accumulo.
 
Ancora non riusciamo a smantellare le poche centrali che abbiamo. Volendo ripartire, andrebbero messe dove già c'erano per evitare di avere problemi altrove. Io sono per il No. Ridurre i consumi rendendo tutti più efficiente o usando i muscoli. Puntare su rinnovabili investendo per aumentare efficienza. Per esempio togliendo i vincoli architettonici su alcuni tetti che impediscono il montaggio di pannelli fotovoltaici che, comunque, non altererebbero la struttura dell'opera.
 
Vivo in una città che è al suo secondo termovalorizzatore (il primo è stato dismesso per fine vita utile) e che per il resto delle sue necessità elettriche si fornisce in buona parte dalla centrale atomica situata a circa 150 km … al referendum votai a favore del nucleare, pur avendo bene in mente quella mattina in cui dovetti ripulire l’auto dal fall-out di Chernobyl (e dei mesi passati mangiando prevalentemente le provviste prese in fretta e furia al supermercato e congelate o riposte in cantina).

La filiera nucleare italiana era all’avanguardia, ma la parte emotiva del carattere nazionale la distrusse, con costi mostruosi che stiamo ancora oggi pagando in bolletta.


Sentivo giusto stamattina....
Sintetizzo.
La Francia sta' studiando la quarta generazione di centrali
( La Germania punta su sole e vento )
La Francia dovra' poi chiedere, se funziona il progetto cui lavora,
l' ok dell' Europa....
Tutto funzionando al millimetro....e millisecondo....
La prima centrale, facendo una magia, ci sara' il 2040
Molto piu' probabilmente il 2050....
Troppo tardi.
 
Sentivo giusto stamattina....
Sintetizzo.
La Francia sta' studiando la quarta generazione di centrali
( La Germania punta su sole e vento )
La Francia dovra' poi chiedere, se funziona il progetto cui lavora,
l' ok dell' Europa....
Tutto funzionando al millimetro....e millisecondo....
La prima centrale, facendo una magia, ci sara' il 2040
Molto piu' probabilmente il 2050....
Troppo tardi.
Tranquillo che la strategia di Bruxelles collasserà su se stessa. Non c’è alcuna possibilità di new green deal effettivo e reale fino a che non si riparte massivamente con il nucleare.
 
Il nucleare non è neppure da nominare.
Stiamo ancora subendo i danni dell'incidente accaduto in Russia, e senza accorgercene, quelli del reattore Giapponese.
Tra l'altro l'acqua contaminata pur se diluita (sarà vero poi?) viene costantemente rilasciata nell'oceano.
Il fatto di avere centrali attive vicine, in Francia o Slovenia ad esempio, ci può solo preoccupare, dato che non possiamo escludere futuri e non troppo improbabili incidenti.
E solo per questo dovremmo cercare di spingere per la dismissione di quelle, non per l'attivazione di nuove.
Non abbiamo il controllo dei torrenti, che esondano quando vogliono, figurarci se risuciremmo a controllare il Nucleo.
Chernobyl fu follia di regime, Fukushima avidità privata. Indicazioni utili pro futuro per regolare meglio la questione, non per questo bisogna cessare questo settore. Se no dovremmo vietare le automobili perché ogni tanto c’è un pazzo che guida contromano …
Quanto alle conseguenze di Chernobyl, tu non puoi non sapere quante centinaia di test atomici e nucleari in atmosfera vennero eseguiti fino all’inizio degli anni ‘60, le cui conseguenze furono (e probabilmente sono) ben peggiori.
 
Tranquillo che la strategia di Bruxelles collasserà su se stessa. Non c’è alcuna possibilità di new green deal effettivo e reale fino a che non si riparte massivamente con il nucleare.


Io sono tranquillo....
( nel senso che sara' problema di altri ).

:emoji_wink::emoji_wink:

Quello che intendevo stigmatizzare,
riguarda le REALI nuove qualita' della quarta Generazione
e
la tempistica, ancora in tempi utili, della realizzazione della medesima.
E....Considerando che la Germania e' disinteressata al ritorno.
 
Il problema rimane sempre quello: l'accumulo.

L'accumulo grazie ai metalli sta dimostrando grossi limiti di peso, ingombro, dissipazione di energia in calore, tempistiche, etc, un incubo da gestire.
La chimica è un processo più sicuro e controllabile attualmente.

Ridurre i consumi rendendo tutti più efficiente o usando i muscoli.

Per poterlo sostenere dovremmo tornare ai consumi del medioevo o poco più. Nessuno è disposto a questo ridimensionamento.

La Francia sta' studiando la quarta generazione di centrali

Una chimera; arrivare alla realizzazione pratica passeranno ancora parecchi decenni.

La Germania punta su sole e vento

E non è un paese del sud Europa che può sfruttare il sole!

fino a che non si riparte massivamente con il nucleare.

Se anche ripartissimo domani nella costruzione prima che saranno a regime sarà comunque troppo tardi.
 
L'accumulo grazie ai metalli sta dimostrando grossi limiti di peso, ingombro, dissipazione di energia in calore, tempistiche, etc, un incubo da gestire.
La chimica è un processo più sicuro e controllabile attualmente.



Per poterlo sostenere dovremmo tornare ai consumi del medioevo o poco più. Nessuno è disposto a questo ridimensionamento.



Una chimera; arrivare alla realizzazione pratica passeranno ancora parecchi decenni.



E non è un paese del sud Europa che può sfruttare il sole!



Se anche ripartissimo domani nella costruzione prima che saranno a regime sarà comunque troppo tardi.



Infatti ( post 38 )
parlo di:
sogno 2040
reale 2050
Tardi
 
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