Ciao Streamliner,
la mia è un'analogia tra due processi che a mio modo di vedere hanno alcune similarità. Mi sembra condivisibile ed evidente che si parli di due tipi diversi d'infrastruttura, di qui l'analogia che è anche un espediente letterario più che un analisi comparativa assoluta, ma non sarei tanto certo riguardo il fatto che seguano poi diversi iter. Diversi forse nel nome del singolo ente approvatore, ma sempre in mano alla mano pubblica per le autorizzazioni. E questa è l'essenza della mia analogia e che mi preoccupa, ma spero di sbagliarmi.
Invece non concordo sul fatto che "Una rete infrastrutturale di ricarica per veicoli elettrici può nascere progressivamente, per interventi circoscritti, ed espandersi..."
A prescindere dal fatto che non sono convinto sull'adeguatezza delle vetture elettriche attualmente a disposizione se pero' ormai quella è la direzione o si crea veramente una smart grid con una diffusione decente dei punti di ricarica veloci, a partire certamente dalle città, oppure veramente le vetture a batterie non potranno essere altro che auto per percorsi limitati. Poiché gli obiettivi UE e Italia sono molto ambiziosi, ci sono pochi anni a disposizione per farlo e tanta gradualità non la vedo.
Una smart grid e' un altro investimento colossale.
Fuori tema, ma visto che hai un ricchezza d'informazioni e di opinioni, cosa ne pensi, per il futuro, dell'utilizzo delle fonti geotermiche in Italia? Siamo potenzialmente ricchissimi, anche qui, investimenti enormi ma fonte virtualmente inestinguibile e potremmo addirittura essere non solo indipendenti, ma esportare energia elettrica. Avevo fatto un post ma e' "morto".
https://www.enelgreenpower.com/it/learning-hub/energie-rinnovabili/energia-geotermica/italia
"L’Italia ha un potenziale di energia geotermica estraibile e sfruttabile che si stima valga tra i 500 milioni e i 10 miliardi di tonnellate di petrolio equivalente. Vale a dire, tra i 5.800 e i 116mila terawattora di energia, a fronte di un fabbisogno annuo di poco superiore ai 300 terawattora. Insomma, basterebbe estrarre una piccola frazione di quell’energia per soddisfare interamente tutta la domanda interna. Anche perché questi dati si limitano alla fascia superficiale, entro i primi 5 chilometri di profondità."
I processi mi sembrano molto diversi soprattutto per l'enorme differenza nelle dimensioni dei singoli progetti ed investimenti, e per il fatto che la rete di ricarica rapida sarà in buona parte coperta da investimenti di privati, tutti fattori che rendono molto più snella e flessibile la progressione degli investimenti. Anche per le smart grid il discorso può essere simile, trattandosi di reti, queste possono essere messe in essere per fasi, con una pianfinicazione temporale e per settori parziali di un sistema che crescerà progressivamente nel tempo. Esistono smart grid locali per esempio; le smart grid sono anche collegate con l'evoluzione delle reti telematiche (per esempio il 5G) e agli investimenti su queste sono correlate.
Per quanto riguarda la geotermia, è molto interessante oggi quella a bassa entalpia, cioé la climatizzazione degli edifici che prevede l'utilizzo di pompe di calore geotermiche, associate in genere a produzione elettrica da rinnovabili, il che può contrinuire a rendere l'edificio indipendente energeticamente, in pratica davvero ad emissioni prossime allo zero. o addirittra produttore di energia. Questo tipo di sonde geotermiche è posto a profondità relativamente limitata nel terreno, lavora a bassa temperatura e non ha bisogno di essere posto in aree geologicamente attive, come avviene per gli impianti geotermici tradizionali, di grandi dimensioni, che sfruttano aree particolarmente attive dal punto di vista geologico ed elevate temperature.
E' una tecnologia estremamente interessante, che però può avere dei risvolti negativi se non usata con criterio, come alterazione termica della falda acquifera, o contaminazione della stessa data dalle perforazioni o al limite da possibili perdite dell'impianto. Comunque veramente interessante. Altrimenti c'è l'apporto "geotermico" più leggero e semplice di tutti, cioé preriscaldare o pre-raffrescare l'aria per la ventilazione meccanica con uno scambiatore termico a serpentina interrato a profondità di circa 3m, per utilizzare la temperatura del terreno più mite e costante, in estate e inverno.
https://www.alpine-space.eu/project...etici.-il-progetto-interreg-spazio-alpino.pdf
Esistono oggi anche tipologie di impianti "orizzontali" di superficie, che possono utilizzare sia gli strati superficiali del terreno sia l'inerzia termica di specchi d'acqua
Ultima modifica: