Lasciando perdere per una volta i costi di acquisto che quelli potrebbero anche diventare accettabili, ma il problema principale dell'auto elettrica a batteria è che è selettiva, non è democratica quanto una a combustione. E' inutile girarci in giro è come tutte le cose, non sono un problema per chi di problemi a gestire quella situazione non ne ha. Stop. E ovvio che chi magari ha una villettina, dei pannelli solari con backup, un box con corrente propria (non condominiale), la colonnina nel parcheggio aziendale, va in vacanza in aereo/nave, ecc.ecc. una Ev non è un problema. Ma se si ci chiede di chi sono tutte quelle auto parcheggiate nelle strade la sera non ci si può illudere rispondendosi che è gente che non ha avuto voglia di portarla nel box. Tiriamo delle prolunghe dalla finestra? O se per pura fortuna abbiamo 3/4 colonnine vicino, tipo un supermercato, giochiamo al lotto e speriamo che nessun altro abbia avuto la nostra idea e compri un'auto elettrica. Se nel quartiere siamo di più ce la giochiamo a dadi? O puntiamo la sveglia con tanto di pigiama party. Qui non è il fatto di essere talebani, quelli anche se non si hanno problemi negano. L'auto, per simbolo, è libertà di fare cose e spostarti dove, come e quando vuoi. Per esempio sono in giro tutto il giorno e il venerdì come oggi torno a casa e la sera mi viene il bizzo, come capita non di rado, di andare in montagna ma... mi sono ciucciato fuori quasi gran parte della batteria perchè anche se non ho fatto 300 km con il cavolo mi sono risparmiato con piede da nonno, spento aria condizionata freddo/caldo e accessori vari. Cosa faccio sto a casa? Con grande giramento degli zuffoli... e parto domani perdendo parte del poco tempo del week end e la cena nella mia pizzeria preferita sorseggiando con gli amici. Che quelli con il cavolo si sono fatti fregare con una Ev? O punto la sveglia e quando sono sicuro di avere un surplus di qualche km stacco la spina e parto? E poi se i piani cambiano? Ok parto domani, ma l'auto la usa mio figlio per uscire con gli amici e torna tardissimo, come farà ad essere pronta per domani? Questa è solo una delle migliaia di situazioni che ogni famiglia ha nella vita quotidiana. Abitudini, stili di vita, fisse se volete, si può darsi ma che difficilmente si è disposti ad abbandonare per un'auto.
Il fatto è che ci vorrebbe un po' di capacità di visione futura. Tutte le tecnologie, quando sono nuove (l'auto elettrica non è nuova, ma la sua versione contemporanea sì), riguardano oggetti di un certo costo, e non sono ancora consolidate, non sono "democratiche": non lo sono state per esempio il telefono (cellulare, ma anche il telefono vero e proprio quando si diffuse) e anche elettrodomestici che oggi diamo per scontati: un frigo, una lavatrice o la televisione degli albori erano un lusso.
L'automobile stessa, ai suoi albori e ancora nel dopoguerra nel mondo occidentale (e ancora oggi, nei paesi in via di sviluppo) è il simbolo stesso di una tecnologia che ha diviso la società tra chi se la poteva permettere e chi no.
Più il bene è complesso e costoso, e più la transizione a tecnologia "democratica", cioé di massa, sarà lunga e complessa. L'automobile è diventata un prodotto di massa, l'elicottero non lo sarà probabilmente mai, per esempio. L'automobile è il secondo bene come investimento, per importanza, per le famiglie, dopo la casa.
Per questo, non possiamo pensare che un parco auto e le sue infrastrutture si rivoluzionino in pochi anni.
La cosa che però non capisco, in questi discorsi che leggo spesso, è come si possa/voglia immaginare che tutto debba essere immutabile, e allo stesso tempo ora e subito.
L'auto elettrica ora non è per tutti, ma chi nega che in un futuro anche vicino non possa esserlo?
Non ci sono colonnine per tutti, ma sarà davvero un problema installarne, magari di semplificate, che progressivamente vadano a coprire gran parte dei parcheggi? O magari perché non dovrebbe esserci un'altra tecnologia di ricarica?
Sarebbe stato come dire centocinquanta anni fa che le strade erano buie e non c'erano i lampioni... dalle torce siamo passati alle lampade a gas e poi all'illuminazione elettrica, non sono processi che si sono verificati in uno schioccare di dita, e neanche contemporaneamente in tutto il mondo.
Un condominio costruito nei primi dell'800, per dire, è rimasto immutato nelle sue dotazioni tecnologiche? Quando venne costruito, aveva acqua sanitaria, WC e fosse biologiche, elettricità, gas, telefono, TV, parabole e magari i condizionatori?
Pensate a una strada tipo di oggi, con impianti tecnici che comprendono acqua sanitaria, fognatura che va (o meglio dovrebbe andare) ad un depuratore, elettricità, gas, telefono, fibra ottica, e ovviamente illuminazione stradale, magari a LED, oltre agli arredi urbani. Non è certo come la stessa strada di cento, cinquanta o anche venti anni fa.
E che sarà mai, fare un nuovo impianto tecnologico e mettere quelle che di fatto sono delle prese pubbliche.
Certo, perché si diffondano capillarmente ci vorranno magari decenni. Anche di lavoro, appalti, opportunità economiche fra l'altro.
Il tutto e subito invece appartiene alla fantasia, all'irrealizzabile.
Però mi sorprende che non si possano immaginare strade e infrastrutture diverse in un paese che in pochi anni ha costruito, per esempio, l'autostrada del sole. Proprio non c'è visione, ci auto riteniamo incapaci di mettere anche un po' prese per le strade.
Quando è arrivata l'automobile verso gli inizi del '900 non c'erano distributori, stazioni di servizio, autostrade, persino le strade asfaltate. Se ci fosse stato un forum, cosa si sarebbe detto?
Lo sapevate, per esempio, che dal 2018 in Italia è obbligatorio nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni fare la predisposizione per la ricarica dei veicoli elettrici? L'avreste mai immaginato solo qualche anno fa?
Allora, certo, oggi l'elettrica non è per tutti oggi. Se diventerà una tecnologia standard, sicuramente lo sarà, anche perché è nell'interesse economico degli operatori, favorirne la diffusione, magari accollandosi anche i costi infrastrutturali (vedi cellulari) ovviamente poi spalmandoli sui ricavi con i clienti.