<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Faw investe 1 miliardo in Emilia per l'auto elettrica | Page 4 | Il Forum di Quattroruote

Faw investe 1 miliardo in Emilia per l'auto elettrica

Nei primi anni del '900, il comandante di una nave mercantile quando tornava in porto a Trieste aveva l'abitudine di portare i suoi panni a lavare da un anziano lavandaio cinese. Questo comandante era appassionato di oggetti d'arte e di antiquariato orientale, e una volta vide che nella bottega del lavandaio c'era un gattino che beveva il latte in un piattino di porcellana molto pregiato e di grande valore. Il comandante, fiutato l'affare, pensò subito di entrare in possesso del piattino per due spiccioli o anche meno, così prese il gattino e cominciò ad accarezzarlo: "ma guarda che bel gattino!" disse al lavandaio, e gli raccontò che voleva fare un regalo al suo nipotino che desiderava tanto un gatto, e che quello era tanto bello che se glielo avesse venduto avrebbe fatto la felicità del bimbo. Il cinese tergiversò un po', che gli era affezionato, che era il più bello della cucciolata.... insomma, alla fine accettò e gli cedette il felino per venti corone. Il comandante allora, con noncuranza disse al cinese: "ciò 'scolta, potresti darmi anche il piattino del gatto, che magari è abituato a prendere il latte lì e mio nipote non ne ha uno....". E il cinese, sorridendo: "E no, sior comandante, mi dispiace ma il piattino mi serve. Ho venduto 36 gatti con quel piattino....."
 
ci sono nuovi aggiornamenti sulla vicenda e tornando su alcune obiezioni espresse nel topic, non mi preoccuperei del furto di competenze da parte di questi grossi investitori cinesi, perchè come dice l'articolo, le competenze non le compri e non le puoi costruire, ma le trovi solo in certi ecosistemi


Così l’auto elettrica e la Cina cambieranno la motor valley sulla via Emilia
La cinese Faw sceglie il sito in cui investire 1,2 miliardi: fra le opzioni Campogalliano e Reggio. La regione è stata preferita all’Oxfordshire

«Perché qui? Perché qui c’è tutto. Soprattutto le competenze immateriali. Le più preziose. Che non puoi costruire da un giorno all’altro. E per le quali il denaro non basta. Chi parla bene lo chiama ecosistema. Per me sono il saper fare e la passione. La Motor Valley, recessione da coronavirus o no, rimane uno dei posti più interessanti al mondo. E, anche, uno di quelli che sapranno reagire meglio alle grandi rotture in corso nell’automotive industry. A partire dalla transizione nell’elettrico. Che riguarda tutti i segmenti. Anche il lusso».

Peter Tutzer è uno dei capitani di lungo corso dell’auto europea a cui il gruppo statale cinese Faw e la startup specializzata in design e in ingegneria Silk EV (controllata dal fondo americano KraneShares) ha affidato il progetto di investire 1,2 miliardi di euro per automobili elettriche di alta gamma. Tutzer ha una visione profonda e capillare della struttura industriale continentale, in particolare fra Germania e Italia. Per dodici anni è stato in Porsche, dove ha avuto la responsabilità del progetto macchine da corsa.

Le candidature: Imola, Reggio, Campogalliano e le altre
Faw e Silk EV stanno operando con l’amministrazione regionale per identificare il luogo dove, entro sei mesi, impiantare lo stabilimento in cui progettare e realizzare i prototipi di auto di lusso elettriche. Il novero di possibilità è ormai delimitato.

L’ex Bugatti a Campogalliano, in provincia di Modena, dove l’immobile è pronto e dove permane il fascino della tradizione di un grande, seppur decaduto, marchio. Le OMR di ReggioEmilia, le Reggiane, dove le potenzialità dell’area logistica di Campovolo fanno il paio con l’alta velocità ferroviaria e il tecnopolo.

Sono queste le prime due opzioni in cima a una lista che, in Emilia Romagna, include anche, nell’area metropolitana di Bologna, Valsamoggia e Imola. Valsamoggia ha il vantaggio delle infrastrutture, già realizzate per la fabbrica della Philip Morris. Imola è caratterizzata dall’aura evocativa dell’antico circuito di Formula Uno: in questo caso servirebbe però una variante amministrativa.

Il disegno della Regione
Le policy regionali sono utili per attrarre l’interesse di un investitore. Entro metà luglio si concluderà il primo round di finanziamenti di Silk EV, seguita da Rothschild.

Entro l’estate sarà scelto il luogo e, in concomitanza, verrà firmata la lettera d’intenti. Tuttavia, le policy regionali e l’ingegnerizzazione finanziaria hanno ragione di esistere soltanto se permane il sottostante industriale e civile, politico e culturale che provoca la decisione di scegliere un luogo nel mondo, piuttosto che un altro.

Nella dimensione immateriale, che nella manifattura conta quanto quella materiale, una funzione fondamentale è ricoperta dal capitale umano. Che non è una espressione retorica. È la ricaduta nelle persone delle specializzazioni produttive. E, nella dialettica felice e feconda fra appunto il capitale umano e le specializzazioni produttive, lo snodo più delicato e strategico è la formazione.

Dalla Lamborghini alla Pagani
«Qui in Emilia Romagna c’è stata una impetuosa evoluzione nella specializzazione produttiva a cui ha gradualmente corrisposto una articolazione delle competenze. Un fenomeno virtuoso impressionante», dice Horacio Pagani, il designer e imprenditore che ha fondato la Pagani Automobili, macchine di lusso e di velocità estrema, a San Cesario sulPanaro, a pochi chilometri da Modena.
Pagani, classe 1955, in Argentina, dove è nato in una famiglia immigrata dall’Italia, sognava la Motor Valley.

«Motor, appunto – precisa Horacio – perché la radice dell’auto, qui, è nel motore. I contadini che aggiustavano i loro trattori, come nel mito di Ferruccio Lamborghini che inizia a produrli. I campi intorno a Maranello, dove Enzo Ferrari decise di fondare la sua scuderia. La Bologna campagnola della Maserati. Il design, per molto tempo, è stato pensato e realizzato a Torino negli atelier di Giugiaro, Bertone e Pininfarina. A un certo punto, si è verificato uno scatto. Perché, anche qui, ha preso corpo la cultura del design. Adesso, però, nuove cose stanno accadendo».

La tecnologia disruptive
Le nuove cose che stanno accadendo sono le nuove specializzazioni. Un pensiero condiviso da Stefano Domenicali. Pagani è un artista-imprenditore. Domenicali è un economista-manager internazionale, che guida la Lamborghini: «Oltre ai motori e al design – dice Domenicali - qui si è creata una buona cultura nell’elettronica, nell’aerodinamica e nei materiali compositi. La Motor Valley è un fenomeno storico che nasce nel secondo dopoguerra e che, nella storia, ha superato i passaggi più critici. E che, adesso, ha tutte le qualità per adattarsi ai due eventi disruptive che stanno mutando la natura dell’automotive industry internazionale: l’elettrico e la guida autonoma».

Tutte queste specializzazioni sono alla base di Muner, la Motorvehicle University of Emilia Romagna. Una anomalia nel panorama italiano, perché frutto di una reale fusione fra imprese e accademia. Vi partecipano Pagani, Lamborghini, Dallara, Ducati, Ferrari, Haas Formula Uno Team, Hpe Coxa, Marelli, Maserati e Scuderia Alpha Tauri. Insieme alle università di Bologna, Modena e Reggio Emilia, Ferrara e Parma.

Battuto l’Oxfordshire
Le bombe catalizzatrici di questo sistema sono le quattro scuderie di Formula Uno: Ferrari, Haas, Toro Rosso e Sauber (che ha motori e cambi Ferrari). La Motor Valley è l’unico posto al mondo a potere competere con l’Oxfordshire, dove invece si trovano Mercedes, McLaren, Renault, Red Bull, Racing Point e Williams. E, non a caso, l’Oxfordshire era una alternativa per la scelta di investimento di Silk Ev e di Faw.

Secondo l’Osservatorio sulla componentistica della Camera di Commercio di Torino, coordinato dal Center for Automotive and Mobility Innovation (Cami) dell’università di Ca’ Foscari, la filiera è formata da poco più di 200 imprese con 10mila addetti e 3 miliardi di euro di fatturato. In una realtà così composita, si trova la Formula Uno, ma ci sono anche una media impresa ultra avanzata come Dallara, realtà con piccoli numeri ma un potenziale di marchio ancora enorme come Maserati e un marchio del lusso perfettamente integrato in un grande gruppo industriale come Lamborghini, che appartiene ad Audi-Volkswagen.

«Nelle competenze della Motor Valley – racconta Domenicali – esiste qualcosa che va al di là della tecnicalità. Perché unisce la conoscenza e la passione, la competizione e lo stare insieme, la concretezza e l’emozionalità. È qualcosa di molto sfuggente e di poco comprensibile con la razionalità per gli stranieri. Che, però, riconoscono a livello intuitivo questa miscela. E che infatti, come nel caso di Lamborghini in Audi, integrano tutto questo in strutture coese e razionali come quelle tedesche. Questo capitale antropologico è il sostrato che rende più fluido e più seminale il know-how tecnologico in ogni specializzazione dell’auto, in particolar modo nel lusso e nel racing».
 
eppure, chi siede sulle poltrone in alto (e anche in basso), fa di tutto per farci andare sui monopattini.

ci sarebbe da piangere
 
«Perché qui? Perché qui c’è tutto.
L’ex Bugatti a Campogalliano, in provincia di Modena, dove l’immobile è pronto e dove permane il fascino della tradizione di un grande, seppur decaduto, marchio. Le OMR di ReggioEmilia, le Reggiane, dove le potenzialità dell’area logistica di Campovolo fanno il paio con l’alta velocità ferroviaria Tutte queste specializzazioni sono alla base di Muner, la Motorvehicle University of Emilia Romagna. Una anomalia nel panorama italiano, perché frutto di una reale fusione fra imprese e accademia. Vi partecipano Pagani, Lamborghini, Dallara, Ducati,
Ferrari, Haas Formula Uno Team, Hpe Coxa, Marelli, Maserati e Scuderia Alpha Tauri. Insieme alle università di Bologna, Modena e Reggio Emilia, Ferrara e Parma
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Grazie
Per aver ricordate le
OFFICINE MECCANICHE REGGIANE
Un pezzo della storia di questo paese

https://archeologiaindustriale.net/2709_le-officine-meccaniche-reggiane-in-emilia-romagna/

E le 5 Universita' insistenti su 6 province dell' Emilia
 
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ci mettiamo al riparo da eventuali problemi di ( componenti) batterie visto siamo - ovviamente - trai pochi a non aver fatto niente ( o poco) in tal merito

https://www.corriere.it/dataroom-mi...4b1834ba-b3e0-11ea-af5b-39ef34d55a35-va.shtml
siamo un paese di pmi che non hanno la capacità di fare investimenti sul lungo periodo. Impossibile paragonarsi a Francia o Germania che hanno colossi tecnologici.
Anche per questo ritengo interessante l'articolo perchè sebbene non siano investimenti interni contribuiscono a farci crescere nel settore.
 
siamo un paese di pmi che non hanno la capacità di fare investimenti sul lungo periodo. Impossibile paragonarsi a Francia o Germania che hanno colossi tecnologici.
Anche per questo ritengo interessante l'articolo perchè sebbene non siano investimenti interni contribuiscono a farci crescere nel settore.

ma Fca i soldi li ha....
cmq ben vengano i cinesi a darci una mano ( che vuol anche dire lavoro per centinaia di persone) su auto elettrica auto e batterie. Perchè se aspettiamo Elkann e soci....campa cavallo.
 
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