Non sempre l'approccio alla prevenzione incendi è lo stesso nei diversi paesi. In ogni caso mi sono limitato a riportare il link, lascio a chi è più esperto di me eventuali osservazioni. Per esperienza l'elettricità non gode di buona fama: può comportarsi da innesco (surriscaldamento di componenti elettrici, cortocircuiti, accumolo di cariche elettrostatiche per esempio), ostacola per ovvi motivi l'estinzione classica ad idranti; tra le prime azioni da compiere in un intervento, i vigili del fuoco provvedono ad interropere localmente la rete elettrica.mi sembra che in CH siano un po’ piú avanti...siano oltre le linee guida.
L' arrivo e il diffondersi di nuove tecnologie in campo civile, come prima gli impianti fotovoltaici sui tetti dei capannoni industriali oppure oggi la trazione elettrica ha messo in luce i limiti dei mezzi e metodi di estinzione classica basati su tre punti: raffreddamento, sottrazione del comburente (soffocamento), sottrazione del combustibile, e spesso abbinati assieme in caso di interventi "classici" tipo l'incendio di un capannone, ma di non facile applicazione quando a bruciare sono pannelli FV o batterie, che continuano a produrre o fornire energia elettrica (almeno fino che le temperature non ne inibiscono il funzionamento).
Staremo a vedere, sono allo studio microinterruttori pirotecnici che in caso di urto esplodendo sezionerebbero le batterie dalla rete di alimentazione al motore elettrico; impianti di estinzione a CO2 di bordo automatici potrebbero estinguere ma soprattutto raffreddare sezioni di batterie in surriscaldamento. Certo che se a 500-600 kg di batterie devo aggiungere altri 50 -100 kg di impianto antincendio, mi chiedo quale sarà alla fine il carico utile di una vettura elettrica, forse 500 kg a fronte di 2000 kg, mah....
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