<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> batterie a Litio | Il Forum di Quattroruote

batterie a Litio

Senza FB non si vede.
Comunque il problema un po' sottovalutato dai consumatori è proprio nella miriade di pacchi batteria al litio che carichiamo ogni giorno per prodotti che potrebbero non avere la qualità costruttiva di una automobile, perché le dimensioni sono minime, costano molto poco e magari sono importati, ops, comprati in mercati paralleli quindi privi di qualsiasi certificazione.

Dico dai consumatori perché chi vende / rivende batterie al litio conosce le difficoltà che incontra ogni volta che le deve fare spostare da un posto in un altro. Mentre non sono sottocarica per altro.
 
Di certo la fase più a rischio è la ricarica del pacco batterie.
Se per una anomalia in questa fase una batteria al litio entra in "thermal runaway", ovvero l' aumento incontrollato della temperatura di uno degli elmenti che la compone, esso si propaga a tutti gli altri stile reazione a catena, o si ha la possibilità di intervenire pesantemente (come descritto nel video, ad esempio raffreddando con grandi quantità di acqua) oppure rimane poco da fare.
Staremo a vedere come si evolve la tecnologia di prevenzione, di certo un problema di sicurezza non da poco.
 
Di certo la fase più a rischio è la ricarica del pacco batterie.
Se per una anomalia in questa fase una batteria al litio entra in "thermal runaway", ovvero l' aumento incontrollato della temperatura di uno degli elmenti che la compone, esso si propaga a tutti gli altri stile reazione a catena, o si ha la possibilità di intervenire pesantemente (come descritto nel video, ad esempio raffreddando con grandi quantità di acqua) oppure rimane poco da fare.
Staremo a vedere come si evolve la tecnologia di prevenzione, di certo un problema di sicurezza non da poco.
Ecco, teniamolo presente quando parliamo di stazioni di ricarica a 400 kW....
 
Grazie @miki15
Con piacere noto che quanto avevo scritto, senza averlo visto, mia pare riassumere bene lo spirito del servizio.

Aggiungo una cosa: il ragazzo cui s'è incendiato in tasca dice di aver sostituito la batteria il giorno prima; dubbio: donde era arrivata? clone a basso costo? falso d'autore?
Già perché c'è anche questo mercato di ricambi falsi.
Uno pensa di non correre grossi rischi prendendo il ricambio iper scontato ed invece gli esplode in mano.
 
In base alle mie minime conoscenze riguardo a questo argomento, posso affermare che il mondo delle batterie agli ioni di litio è sconfinato, partendo dalle piccole batterie utilizzate per il modellismo fino ai pacchi batterie usati nelle auto odierne.
Partendo dal fatto che le batterie che hanno presentato maggior rischio di cortocircuito(con conseguente autocombustione della stessa) sono le batterie non protette(per esempio nel modellismo dove non hanno circuito di protezione PCB)e SOPRATTUTTO batterie di dubbia provenienza(Cina con furore) magari rigenerate e spacciate per nuove, il pacco batteria montato sulle auto presenta svariate protezioni per impedirne sovraccarico e cortocircuito(stati della batteria che sono la causa dell'aumento anomalo della temperatura) e sicuramente vengono sottoposte a dei test molto più severi prima di essere immesse in commercio.

Per quanto riguarda la tua moto giocattolo bisogna capire cos'ha provocato effettivamente l'incendio e perché non è intervenuta alcuna protezione, come alcuni casi di caricabatterie universali per batterie li-ion che hanno preso fuoco durante i loro primi utilizzi, provocando danni ingenti, magari di marche mai sentite prima d'ora e venduti e prezzi irrisori(esempio di come la finta "convenienza" si paga a caro prezzo).

Comunque sei stato fortunato ad esserti accorto subito, pensa te che danni può provocare un innocuo giocattolo... Motivo per cui io ad un bambino preferisco regalargli una bicicletta con le rotelle, così fa anche attività fisica e non prende fuoco :emoji_laughing:
 
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il pacco batteria montato sulle auto presenta svariate protezioni per impedirne sovraccarico e cortocircuito(stati della batteria che sono la causa dell'aumento anomalo della temperatura) e sicuramente vengono sottoposte a dei test molto più severi prima di essere immesse in commercio.

Tesla-Fire-Supercharger-Norway.jpg
 
Rabbrividisco al pensiero di chi le vuol fare andare ad idrogeno ...
A proposito di idrogeno, non ci crederete ma in Italia, con incredibile anticipo rispetto ad una diffusione che non c'è mai stata, già tredici anni fa si era normato in materia di sicurezza sui distributori di idrogeno, con il D. Min. Interno 31/08/2006 "Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio degli impianti di distribuzione di idrogeno per autotrazione", aggiornato l'anno scorso col D.Min. Interno 23.10.2018. Trattandosi di un gas di cui si sa praticamente tutto, caratteristiche fisico-chimiche, comportamento e tecnologie di utilizzo, normare in materia è stato relativamente facile (in che non vuol dire che lo sia tecnologicamente poi metterlo in pratica). Come per altri gas (GPL e metano per restare tra quelli utilizzati nell' autotrazione) il problema principale è lo stoccaggio in sicurezza (sia fisso che mobile) e il travaso (ricordo del recente incendio dell'autocisterna vicino Roma). Con l'elettricità (in generale) normare in materia di prevenzione incendi diventa più complesso, avendo a che fare con qualcosa di immateriale che diversi componenti eterogenei (come materiali, tecnologia e funzionamento) producono, trasportano, immagazzinano ed utilizzano, ed è logico che più la loro catena di interazioni è lunga più il rischio aumenta. Basti pensare ad esempio al ritardo con cui si è cercato di mettere ordine in materia di sicurezza antincendio degli impianti fotovoltaici, facendo uscire nemmeno una norma, ma delle linee guida abbastanza generali quando ormai la loro installazione era già in atto da diversi anni, creando in certi casi non pochi problemi di compatibilità con le strutture ed attività sottostanti. Per non parlare poi delle soluzioni da mettere in atto, a volte più più costose dei componenti stessi da proteggere, e questo mi sembra sia anche il problema che sorge nello stoccaggio e trasporto dei pacchi batterie al litio. Tesla nei manuali di uso e manutenzione delle sue vetture "tranquillizza" l'utente sottolineando l'aspetto (corretto) della difesa "a più livelli", sia in ricarica che in erogazione, del tipo software di controllo fino ai più tradizionali (elettromeccanici, fusibili). Statisticamente poi non vi sono ancora (o assai poco) dati in letteratura sufficienti per determinare tipologia, frequenza e magnitudo degli incendi finora successi (e penso che ad esempio Tesla se lo terrà per sè....) per inquadrarne il livello di rischio.
 
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Grazie @miki15
Aggiungo una cosa: il ragazzo cui s'è incendiato in tasca dice di aver sostituito la batteria il giorno prima; dubbio: donde era arrivata? clone a basso costo? falso d'autore?
Già perché c'è anche questo mercato di ricambi falsi.
Uno pensa di non correre grossi rischi prendendo il ricambio iper scontato ed invece gli esplode in mano.

Come le persone che si comprano il macchinone e poi fanno i tagliandi dal Tonino di turno che gli mette l'olio più scadente che c'è per risparmiare.

Poi si brucia la turbina ed è colpa della BMW, Audi o Mercedes…

Se spendi poco è raro che fai l'affare, già paghi poco, chi te lo vende deve guadagnarci pure lui qualcosa, non può far altro che esplodere, la batteria di turno...
 
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