<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Innalzamento limiti a 150 Km/h | Page 12 | Il Forum di Quattroruote

Innalzamento limiti a 150 Km/h

...a sua volta legata al mancato rispetto della distanza si sicurezza, che IMHO resta la causa primaria di ingorgo (e di tamponamento, quando va male). Che poi, possibile che appena provi a stare a più di dieci metri da quello davanti ci sia sempre il più furbo della covata che ti si infila in mezzo da destra?
Esatto...
L'ho letto da qualche parte: i 150 sarebbero affascinanti ma ora come ora non ce li meritiamo.
 
per quanto sia favorevole, prima di alzare i limiti preferirei che si provvedesse a far rispettare seriamente alcune cosucce tipo: utilizzo di smartphone alla guida, mantenimento della distanza di sicurezza, impegno delle corsie centrali/di sinistra, utilizzo di seggiolini per bambini e cinture di sicurezza, ecc ecc...
l'uso dei seggiolini per bambini meriterebbe un discorso a parte, i genitori, giustamente iperprotettivi verso i figli quando possono incolpare qualcun'altro sono stranamente permissivi con se stessi.
Non si spiega altrimenti il dilagare di bimbi liberi nelle auto...
 
Da automobilista che guarda solo alle sue tasche di sì.
Mettendomi nei panni di chi guida un mezzo pesante e si trova a percorrere lunghi tratti su autostrade a due corsie, non ritengo giusto che qualcuno debba farsi da bologna a padova in fila ai 60 perchè davanti si è trovato un camione che per motivi suoi sta procedendo a quella velocità...

Solo i mezzi d'opera in autostrada vanno a 60, e in quei casi il sorpasso ci sta. Ma la stragrande maggioranza dei sorpassi che vedo ogni stramaledetto giorno riguarda camion che sorpassano a 91 km/h quello che va a 90. E a questi farei un bus del gnaus come un portaombrelli.
 
Egoisticamente direi di si, ma voto no perchè mediamente non si sanno usare le corsie con i limiti attuali. Ogni santo giorno trovo utenti piantati in corsia di sinistra a 110, io li supero sulla prima di destra a 130 (rimanendo su quella di destra) e li trovo poi a sbraitare ed inveire guardando le reazioni dallo specchietto (capisco che la mia sia anche una provocazione), ma se mi metto dietro di loro non succede nulla per km...
L'innalzamento del limite max aumenterebbe la differenza di velocità tra gli utenti tranquilli (o sonnolenti digitatori di tastiere fittizie su vetri touch), e quelli più spediti (e molto spesso più concentrati alla guida) con conseguenti rischi nei sorpassi (o superamenti ehhehh).
 
Per quanto mi riguarda dissento dalla proposta. Capisco sia affascinante e che solletichi i pruriti pistaioli, ma imho ci sono un pò di motivi che consigliano di restare ai 130.
Primo, le tolleranze: già ora il limite dei 130 consente di fatto di arrivare ai 150km/h (alcune sentenze hanno sancito una tolleranza non del 5% come nel resto dei velox bensì superiore, anche del 15%): il limite dei 150 con tolleranza del 15% significa poter superare i 170 di media (tutor) senza esser sanzionabili. Se alziamo ai 150, bene, ma tolleranza zero: fai i 150,4km/h? Raccomandata verde...
Secondo, imho e non solo imho la mancanza di sicurezza nelle autostrade, relativamente alla velocità, non viene dalla velocità in sè bensì dalla differenza di velocità fra i veicoli. E in autostrada non vanno tutti rasenti al limite, c'è una corposa fetta di veicoli che procedono più lentamente: oltre ai mezzi pesanti, ci soni tutti quelli che per risparmiare o perchè non si sentono sicuri, restano ai 105-115. Alzare i limiti significa far coesistere veicoli che girano ai 110 con altri ai 160, 50km/h di differenza, che sono un bel pò e che, uniti alla qualità del guidatore medio italiano, imho costituiscono una miscela potenzialmente esplosiva. Adesso per spostarmi di corsia, quando sono ai 120-130, io guardo lo specchietto e se vedo un mezzo lontano concludo di aver del tempo per spostarmi e consentirgli eventualmente di rallentare, perchè assumo che la sua velocità non sia troppo dissimile dalla mia: prima del tutor mi capitava di vedere auto lontane nello specchietto che però mi arrivavano a culo inchiodando ben prima del preventivato, e questo diventa un fattore di pericolo che vorrei evitare.
Quindi per quanto mi riguarda vanno bene i 130.

Concordo e aggiungo che avrebbero priorità gli adeguamenti di tutti gli altri limiti, che a volte sono incredibilmente bassi: si trovano cartelli 30 Km/h su strade a doppia carreggiata con due corsie per senso di marcia, oppure 10 o addirittura ho visto 5 all'ora su una strada della provincia di Cuneo.
Rispettare i limiti nell'extraurbano ALLA LETTERA vuol dire caiusare quasi sicuramente un incidente.
I limiti in autostrada per me possono restare quelli. A me piace guidare, non la velocità in sè.
 
Concordo e aggiungo che avrebbero priorità gli adeguamenti di tutti gli altri limiti, che a volte sono incredibilmente bassi:
Vero, verissimo...non è alzando la velocità ai 150 che dai benefici ma alzandoli laddove sono incomprensibili...ma comunque, diciamocelo, quanti di noi hanno preso una multa in autostrada ai 150 mentre quanti l'hanno presa in una strada extraurbana con limite ai 70??????? ma non tocchiamo la cassa dei comuni....
 
Chiedo ai piu' stagionati..quando vennero introdotti i primi limiti autostradali in Italia? (ho cercato velocemente sul web ma non ho trovato informazioni a mio parare attendibile)...prima era davvero "spingi quanto vuoi"???
Ricordo un'articolo di Quattroruote dove Regazzoni diceva che si sparava la Bologna Milano a 250 orari....
 
Chiedo ai piu' stagionati..quando vennero introdotti i primi limiti autostradali in Italia? (ho cercato velocemente sul web ma non ho trovato informazioni a mio parare attendibile)...prima era davvero "spingi quanto vuoi"???
Ricordo un'articolo di Quattroruote dove Regazzoni diceva che si sparava la Bologna Milano a 250 orari....

Avrai già controllato, ma riporto il solito pezzo da wiki:

Dagli albori del motorismo e fino all'avvento del Fascismo, i limiti di velocità venivano facoltativamente stabiliti dalle amministrazioni locali, in un guazzabuglio inestricabile di limiti assai diversi, spesso non segnalati e, di fatto, incontrollabili. Con il riordino del sistema tributario (Legge 3 dicembre 1922) il Governo Mussolini eliminò tutti questi limiti e introdusse il "criterio prudenziale soggettivo", per le strade extraurbane nel 1923 e, per la prima volta in Europa, anche per i centri abitati nel 1928. Tale criterio, apparentemente di stampo liberalizzatore, conferiva invece un'ampia facoltà discrezionale alle Forze dell'ordine e alla Magistratura e, di conseguenza, una reale possibilità d'intervento al fine di valutare i comportamenti degli automobilisti e stabilirne le responsabilità, in un'epoca in cui era assai complicato dimostrare strumentalmente il superamento di un teorico limite di velocità.
L'art.103 del Testo Unico sulla circolazione stradale, approvato con Decreto del presidente della Repubblica 15 giugno 1959 n.393, introdusse per la prima volta in Italia il limite unico di 50 km/h nei centri abitati, indipendentemente dalla loro importanza, dal tipo di traffico o di strada. L'art.102 del nuovo codice manteneva però libera la velocità sulle strade extraurbane, secondo il detto "criterio prudenziale soggettivo", lasciando agli enti proprietari o gestori della strada la facoltà di imporre limiti di velocità minimi e massimi.

Una prima limitazione alle velocità massime da mantenere al di fuori degli abitati venne posta in seguito alla crisi petrolifera. Tra le misure di austerity decretate dal Governo Rumor nel 1973, furono imposti i limiti di velocità per le strade extraurbane e per le autostrade, rispettivamente a 100 e 120 km/h.
Con la pubblicazione del D.M. 29 ottobre 1977 il Governo Andreotti, sempre con finalità di risparmio energetico, fissò nuovi limiti di velocità per strade extraurbane/autostrade, riferiti a varie tipologie di veicoli. Per le autovetture con motore di cilindrata fino a 599 cm³ i limiti erano di 80/90 km/h, da 600 a 900 cm³ 90/110 km/h, da 901 a 1300 cm³ 100/130 km/h e oltre i 1300 cm³ 110/140 km/h. Per i motocicli fino a 99 cm³ 80 km/h, da 100 a 149 cm³ 90 km/h, mentre per quelli da 150 cm³ in poi, con facoltà di accesso alle autostrade, 100/130 km/h.
Il 24 luglio 1988 entrò in vigore il celebre "Decreto Ferri" - dal nome dell'allora Ministro dei lavori pubblici Enrico Ferri - che manteneva i limiti e le categorie esistenti, ma riduceva a 90 e 110 km/h i limiti di velocità superiori a tali valori, rispettivamente per strade extraurbane e autostrade. Tale moratoria doveva essere un esperimento per l'esodo estivo, ma rimase in vigore per oltre un anno, anche vista la sensibile diminuzione di incidenti, morti e feriti sulle strade, chiaramente dovuti alle minori velocità di percorrenza.
In forza del D.M. 27 settembre 1989 n.333, emanato dal nuovo ministro Giovanni Prandini di concerto con il collega Carlo Bernini, nell'ottobre 1989 i limiti autostradali venivano fissati a 110 km/h per le autovetture fino a 1100 cm³ e a 130 km/h per quelle di cilindrata superiore. Per i motocicli da 150 fino a 349 cm³ il limite massimo veniva portato a 110 km/h e per quelli di cilindrata superiore a 130 km/h. Sulle strade extraurbane veniva fissato il limite massimo di 90 km/h, sia per le autovetture, sia per i motocicli, a prescindere dalla loro tipologia.
 
Diversi anni fa ebbi modo di guidare una di queste (perfettamente conservata) e toccai i 150-160 tachimetrici in autostrada....da paura ma come ci si azzardava?? A parte i sedili spaccaschiena (e rigorosamente senza poggiatesta).


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Avrai già controllato, ma riporto il solito pezzo da wiki:

Dagli albori del motorismo e fino all'avvento del Fascismo, i limiti di velocità venivano facoltativamente stabiliti dalle amministrazioni locali, in un guazzabuglio inestricabile di limiti assai diversi, spesso non segnalati e, di fatto, incontrollabili. Con il riordino del sistema tributario (Legge 3 dicembre 1922) il Governo Mussolini eliminò tutti questi limiti e introdusse il "criterio prudenziale soggettivo", per le strade extraurbane nel 1923 e, per la prima volta in Europa, anche per i centri abitati nel 1928. Tale criterio, apparentemente di stampo liberalizzatore, conferiva invece un'ampia facoltà discrezionale alle Forze dell'ordine e alla Magistratura e, di conseguenza, una reale possibilità d'intervento al fine di valutare i comportamenti degli automobilisti e stabilirne le responsabilità, in un'epoca in cui era assai complicato dimostrare strumentalmente il superamento di un teorico limite di velocità.
L'art.103 del Testo Unico sulla circolazione stradale, approvato con Decreto del presidente della Repubblica 15 giugno 1959 n.393, introdusse per la prima volta in Italia il limite unico di 50 km/h nei centri abitati, indipendentemente dalla loro importanza, dal tipo di traffico o di strada. L'art.102 del nuovo codice manteneva però libera la velocità sulle strade extraurbane, secondo il detto "criterio prudenziale soggettivo", lasciando agli enti proprietari o gestori della strada la facoltà di imporre limiti di velocità minimi e massimi.

Una prima limitazione alle velocità massime da mantenere al di fuori degli abitati venne posta in seguito alla crisi petrolifera. Tra le misure di austerity decretate dal Governo Rumor nel 1973, furono imposti i limiti di velocità per le strade extraurbane e per le autostrade, rispettivamente a 100 e 120 km/h.
Con la pubblicazione del D.M. 29 ottobre 1977 il Governo Andreotti, sempre con finalità di risparmio energetico, fissò nuovi limiti di velocità per strade extraurbane/autostrade, riferiti a varie tipologie di veicoli. Per le autovetture con motore di cilindrata fino a 599 cm³ i limiti erano di 80/90 km/h, da 600 a 900 cm³ 90/110 km/h, da 901 a 1300 cm³ 100/130 km/h e oltre i 1300 cm³ 110/140 km/h. Per i motocicli fino a 99 cm³ 80 km/h, da 100 a 149 cm³ 90 km/h, mentre per quelli da 150 cm³ in poi, con facoltà di accesso alle autostrade, 100/130 km/h.
Il 24 luglio 1988 entrò in vigore il celebre "Decreto Ferri" - dal nome dell'allora Ministro dei lavori pubblici Enrico Ferri - che manteneva i limiti e le categorie esistenti, ma riduceva a 90 e 110 km/h i limiti di velocità superiori a tali valori, rispettivamente per strade extraurbane e autostrade. Tale moratoria doveva essere un esperimento per l'esodo estivo, ma rimase in vigore per oltre un anno, anche vista la sensibile diminuzione di incidenti, morti e feriti sulle strade, chiaramente dovuti alle minori velocità di percorrenza.
In forza del D.M. 27 settembre 1989 n.333, emanato dal nuovo ministro Giovanni Prandini di concerto con il collega Carlo Bernini, nell'ottobre 1989 i limiti autostradali venivano fissati a 110 km/h per le autovetture fino a 1100 cm³ e a 130 km/h per quelle di cilindrata superiore. Per i motocicli da 150 fino a 349 cm³ il limite massimo veniva portato a 110 km/h e per quelli di cilindrata superiore a 130 km/h. Sulle strade extraurbane veniva fissato il limite massimo di 90 km/h, sia per le autovetture, sia per i motocicli, a prescindere dalla loro tipologia.


Quelli dagli anni 70 (soprattutto quelli differenziati per cilindrata) me li ricordavo.....mi pare che il gruppo Fiat incremento' la cilindrata dei suoi 1.3 da 1297 cc a 1301 cc proprio per "saltare uno scaglione"
 
Se il segnale è questo

668px-Italian_traffic_signs_-_uso_corsie_3.svg.png


non è ridicolo, è superato.

Il comma 6 dell'art. 143 è stato soppresso. Non esiste più una corsia riservata ai veicoli lenti, e per tutti vige l'obbligo di utilizzare la corsia libera più a destra tranne che per sorpassare.

Ma cosa c'entra?

E' l'art. 143 che è stato modificato.

Io sto parlando di 141 e il 142, che sono perfettamente vigenti.
I limiti minimi esistevano e continuano a esistere immodificati.
E il segnale di cui parliamo è tuttora presente su tutte le auotstrade.



....

Secondo, imho e non solo imho la mancanza di sicurezza nelle autostrade, relativamente alla velocità, non viene dalla velocità in sè bensì dalla differenza di velocità fra i veicoli. E in autostrada non vanno tutti rasenti al limite, c'è una corposa fetta di veicoli che procedono più lentamente: oltre ai mezzi pesanti, ci soni tutti quelli che per risparmiare o perchè non si sentono sicuri, restano ai 105-115. Alzare i limiti significa far coesistere veicoli che girano ai 110 con altri ai 160, 50km/h di differenza, che sono un bel pò e che, uniti alla qualità del guidatore medio italiano, imho costituiscono una miscela potenzialmente esplosiva. Adesso per spostarmi di corsia, quando sono ai 120-130, io guardo lo specchietto e se vedo un mezzo lontano concludo di aver del tempo per spostarmi e consentirgli eventualmente di rallentare, perchè assumo che la sua velocità non sia troppo dissimile dalla mia: prima del tutor mi capitava di vedere auto lontane nello specchietto che però mi arrivavano a culo inchiodando ben prima del preventivato, e questo diventa un fattore di pericolo che vorrei evitare.
Quindi per quanto mi riguarda vanno bene i 130.

In altre parole, è esattamente quello che stavo cercando di dire io:
non ci deve essere troppa differenza di velocità fra i veicoli:
non ci deve essere chi va troppo forte ma neanche chi va troppo piano;
nè fra due corsie contigue nè tantomeno all'interno della stessa corsia...
E' una cosa così naturale ed evidente che non capisco cosa ci possa essere da criticare...

Sarebbe tanto utile a questo fine utilizzare meglio una cosa che "c'è"...
ma proprio non ha senso... per tenere in ordine un'autostrada...
un limite minimo dei 60 in seconda corsia, e dei 90 in terza ... !!!
 
Ultima modifica:
Da automobilista che guarda solo alle sue tasche di sì.
Mettendomi nei panni di chi guida un mezzo pesante e si trova a percorrere lunghi tratti su autostrade a due corsie, non ritengo giusto che qualcuno debba farsi da bologna a padova in fila ai 60 perchè davanti si è trovato un camione che per motivi suoi sta procedendo a quella velocità...
Non esiste nessun TIR manco in sovraccarico che non riesca a tenere gli 80 km/h in pianura. Come sai ho molti tratti con divieto di sorpasso a fasce orarie (parlo di quelli non ancora interessati dalla terza corsia) e si viaggia bene (anche perché hanno iniziato a fermare al casello quelli che sorpassavano)
 
Non esiste nessun TIR manco in sovraccarico che non riesca a tenere gli 80 km/h in pianura. Come sai ho molti tratti con divieto di sorpasso a fasce orarie (parlo di quelli non ancora interessati dalla terza corsia) e si viaggia bene (anche perché hanno iniziato a fermare al casello quelli che sorpassavano)

Sulla BO-PD i sorpassi tra camion sono una maledizione quotidiana....
 
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