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Saremo costretti a comprare auto elettriche ?

La rete di trasporto e distribuzione è del tutto insufficiente per elettrificare una parte anche modesta del nostro circolante, e come produzione di energia elettrica siamo messi anche peggio.

Ma infatti se l'elettrificazione avverrà ipoteticamente nel 2030 per i paesi più evoluti....per l'Italia devi considerare 20-30 anni in più....
 
Penso che il problema sia generalizzato, salvo per i paesi che sono pieni di centrali nucleari, come i cugini francesi che ne hanno ben 58 !!!
Che sembrano tante, ma che non basterebbero comunque...specie se metá della loro energia devono venderla all'Italia per evitare che di qua dalle Alpi ci sia un blackout ogni 5 minuti.
Non che a loro frega qualcosa del nostro blackout ma perchè ci faranno pagare la corrente a peso d'oro guadagnandoci miliardi.
 
Che sembrano tante, ma che non basterebbero comunque...specie se metá della loro energia devono venderla all'Italia per evitare che di qua dalle Alpi ci sia un blackout ogni 5 minuti.
Non che a loro frega qualcosa del nostro blackout ma perchè ci faranno pagare la corrente a peso d'oro guadagnandoci miliardi.
E qui coglierei l’occasione per notare che abbiamo da sempre un approccio contraddittorio in relazione alle politiche energetiche... siamo contrari a petrolio e gas, ma non rinunciamo alle automobili, siamo contrari al nucleare ma plaudiamo all’avvento dell’auto elettrica senza porci il problema dell’approvvigionamento...
 
E qui coglierei l’occasione per notare che abbiamo da sempre un approccio contraddittorio in relazione alle politiche energetiche... siamo contrari a petrolio e gas, ma non rinunciamo alle automobili, siamo contrari al nucleare ma plaudiamo all’avvento dell’auto elettrica senza porci il problema dell’approvvigionamento...
...ci lamentiamo perchè abbiamo un debito enorme verso altri paesi ma continuiamo a importare materie prime di cui potremmo fare a meno pagandole care e salate.
Il problema è che siamo allergici a qualsiasi cambiamento, che questo sia una nuova tratta ferroviaria ( ci saranno i no tav), una nuova centrale idroelettrica ( accorreranno ambientalisti), non si salvano neppure le rinnovabili come solare ed eolico visto che sono brutte da vedere e occupano spazio che potrebbe essere invaso da un bel bosco incolto.
Con queste premesse figurarsi la reazione alla costruzione di una centrale nucleare...la guerra civile.
 
Quando si fa rifornimento di benzina o gasolio, i 2/3 della spesa finiscono in tasse o accise. Fino a quando le auto elettriche saranno quasi inesistenti, non cambierà nulla. Se dovessero diventare un numero considerevole, lo stato non rinuncera' a quella entrata e si inventerà una tassa corrispondente a quella che grava su ogni rifornimento di benzina o gasolio.
 
Quando si fa rifornimento di benzina o gasolio, i 2/3 della spesa finiscono in tasse o accise. Fino a quando le auto elettriche saranno quasi inesistenti, non cambierà nulla. Se dovessero diventare un numero considerevole, lo stato non rinuncera' a quella entrata e si inventerà una tassa corrispondente a quella che grava su ogni rifornimento di benzina o gasolio.
Ma questa tassa esiste giá ma è divisa in due.
Una prima parte è l'attuale tassazione in bolletta che corrisponde a circa il 25% dell'importo totale. Secondariamente c'è una parte legata ai consumi in cui la tassazione aumenta all'aumentare dei consumi, piú si consuma piú cent/kWh si pagano.
Caricando un'auto elettrica i consumi energetici saliranno notevolmente portandoci nella fascia in cui la tassazione è piú alta.
 
La cosa più simpatica è che ogni passo avanti della tecnologia delle batterie spinge nella direzione del nucleare, ammesso che siano veri passi avanti, e sinceramente ci credo poco, e non per mia mentalità retrograda, ma per come vengono pubblicate queste innovazioni. Ad esempio Toshiba ha appena annunciato che le batterie SCiB di seconda generazione sono pronte per l'industrializzazione e promettono meraviglie: si parla di 320 km di autonomia in sei minuti!
http://www.rinnovabili.it/mobilita/super-batteria-toshiba/
Ecco, scritta in questo modo, a me già fa sentire odore di balla: dichiarare i tempi di ricarica in termini di autonomia senza riferimento al consumo significa lanciare un messaggio fumoso, e dove c'è fumo non c'è arrosto. In un altro sito (http://www.hdmotori.it/toshiba-batteria-ricarica-ultra-rapida-320-km-6-minuti-litio-scib/), si dice: Nelle migliori condizioni possibili (ricarica ultra rapida), la prossima generazione delle batterie SCiB di Toshiba consentiranno ad una vettura con pacco batterie da 32 kWh di percorrere 320 km con una ricarica di soli 6 minuti. E il profumo di balla si diffonde: 320 km con 32 kWh significa 10 km/kWh, quando le migliori auto elettriche "usabili" (Leaf, i3, Zoe ecc) quando va bene ne fanno 6 (la Model S 3,5). Allora, a parte che le batterie SCiB al titanio-niobio erano "uscite dai laboratori" nel 2007 e siamo alle porte del 2018, quando dai una notizie in modo che per capirla bisogna fare una pagina di calcoli, vuol dire che in mano invece dell'asso di briscola hai il due di coppe.
 
E qui coglierei l’occasione per notare che abbiamo da sempre un approccio contraddittorio in relazione alle politiche energetiche... siamo contrari a petrolio e gas, ma non rinunciamo alle automobili, siamo contrari al nucleare ma plaudiamo all’avvento dell’auto elettrica senza porci il problema dell’approvvigionamento...
Molti degli interventi sono più che sensati e fanno notare le varie problematiche, ma questo riassume in due parole la pochezza degli italiani in fatto di mentalità "sociale" (conosciuta ed applicata solo da qualche gruppo, da noi, ed anche lì spesso in modo miope e partigiano ; quasi sconosciuta alla massa) ed ampiezza di vedute : è proprio così, ahimé..... e poi ci sono i furbi che vogliono che a pagare sia "lo Stato", come se lo Stato non andasse avanti con i soldi che noi gli diamo.
Poveri noi.... intelligenti per gli affari privati, ma al livello delle scimmie - ma forse un poco più indietro, perché le scimmie sanno gestire bene le loro comunità - quando si tratta di pensare al bene comune.
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