<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Fca: l’elettrico? arma a doppio taglio | Page 9 | Il Forum di Quattroruote

Fca: l’elettrico? arma a doppio taglio

Mi sono perso qualcosa?

Ti sei perso l'allevamento. Da quando sono incentivati, molte aziende hanno chiuso le stalle e coltivano i terreni apposta per produrre biomassa da digerire. Il problema è che per gestire un impianto da 1 MW, che è la taglia massima per l'incentivo "agricolo" servono 300 ettari di terreno, per produrre la biomassa (tipicamente mais) e per smaltire correttamente il digestato rispettando i limiti di nitrati nel terreno. Risultato: le campagne venete e soprattutto lombarde sono disseminate di impianti che non dispongono della superficie nelle vicinanze, così in stagione è un via vai di trattori da 300 cavalli con rimorchi e carribotte da 200 quintali, che consumano 60 litri di gasolio l'ora solo per il trasporto. Poi devi aggiungere diserbanti e fertilizzanti e altri fiumi di gasolio per la coltivazione del terreno e la raccolta (falciatrinciacaricatrici con motori da 600 a 1000 cavalli, una tonnellata di gasolio al giorno ciascuna). Non mi dilungo oltre, ma il consumo finale di petrolio è nettamente superiore alla resa. Per questo sono ferocemente contrario a questo tipo di produzione, semplicemente perché di rinnovabile ha solo il nome (e l'incentivo). Praticamente, è esattamente la stessa cosa delle centrali a biomassa alimentate a camion che citavi tu....
 
Ti sei perso l'allevamento. Da quando sono incentivati, molte aziende hanno chiuso le stalle e coltivano i terreni apposta per produrre biomassa da digerire. Il problema è che per gestire un impianto da 1 MW, che è la taglia massima per l'incentivo "agricolo" servono 300 ettari di terreno, per produrre la biomassa (tipicamente mais) e per smaltire correttamente il digestato rispettando i limiti di nitrati nel terreno. Risultato: le campagne venete e soprattutto lombarde sono disseminate di impianti che non dispongono della superficie nelle vicinanze, così in stagione è un via vai di trattori da 300 cavalli con rimorchi e carribotte da 200 quintali, che consumano 60 litri di gasolio l'ora solo per il trasporto. Poi devi aggiungere diserbanti e fertilizzanti e altri fiumi di gasolio per la coltivazione del terreno e la raccolta (falciatrinciacaricatrici con motori da 600 a 1000 cavalli, una tonnellata di gasolio al giorno ciascuna). Non mi dilungo oltre, ma il consumo di petrolio e nettamente superiore alla resa. Per questo sono ferocemente contrario a questo tipo di produzione, semplicemente perché di rinnovabile ha solo il nome (e l'incentivo).

Certo, questo è sbagliato, dovrebbero proibirlo...
Anch'io anni fa feci una battaglia, con le associazioni locali, contro un impianto a biomasse che avrebbe dovuto funzionare col medesimo principio, solo bruciando legno trinciato e affini... in mezzo al niente (anzi vicino alle case) e con la prospettiva di far arrivare da chissà dove quotidianamente decine di camion carichi di legno da ardere.
Queste sono storture che per legge non dovrebbero avvenire, imho.
Ma gli impianti fatti veramente per l'azienda o il territorio immediatamente circostante, penso che avrebbero eccome il loro perché...per fortuna mi pare che ce ne siano anche che funzionino come dovrebbero...
 
Certo, questo è sbagliato, dovrebbero proibirlo...
Anch'io anni fa feci una battaglia, con le associazioni locali, contro un impianto a biomasse che avrebbe dovuto funzionare col medesimo principio, solo bruciando legno trinciato e affini... in mezzo al niente (anzi vicino alle case) e con la prospettiva di far arrivare da chissà dove quotidianamente decine di camion carichi di legno da ardere.
Queste sono storture che per legge non dovrebbero avvenire, imho.
Ma gli impianti fatti veramente per l'azienda o il territorio immediatamente circostante, penso che avrebbero eccome il loro perché...per fortuna mi pare che ce ne siano anche che funzionino come dovrebbero...
Ti dico solo che l'altr'anno ne hanno autorizzati quattro a cinque km da Cremona.... Il problema è strutturale, l'azienda agricola media italiana ha una superficie di pochi ettari e il territorio è urbanizzato all'inverosimile. Non c'è fisicamente lo spazio per realizzare gli impianti come andrebbero fatti, e comunque la loro produzione di energia sarebbe marginale (in pratica, sarebbe un sottoprodotto di un servizio di smaltimento rifiuti).
 
Ecco, per dire quanta strada (letteralmente) c'è ancora da fare......

http://www.omniauto.it/magazine/48713/roma-milano-auto-elettrica-senza-fretta

....praticamente, un'odissea.
Questi parlano di ricariche da 500 kw come se fosse normale,peccato che 500 kw li consuma una grande azienda non un singolo cittadino.
E al riguardo mi é venuta in mente un'altra problematica, ovvero i tempi di risposta della rete elettrica quando la richiesta di corrente aumenta.
Mettiamo che quando tutti avranno un'auto elettrica la metteranno in carica appena arrivati a casa,quindi dalle 6 alle 7.
In quell'ora avremmo un aumento del consumo spropositato,tale da richiedere una quantità di energia ben superiore a quella di fondo, ovvero la produzione delle centrali a combustibili che restano sempre accese e funzionanti ( soprattutto perché ci mettono una settimana ad accendersi) anche se nessuno consuma niente. I vari picchi di richiesta vengono poi gestiti con le fonti rinnovabili, che sono molto più "veloci". Una centrale idroelettrica impiega 6 minuti per iniziare la produzione,una forovoltaica circa 2...peró queste centrali sono limitate e non basterebbero più (già oggi faticano a coprire i picchi ed infatti importiamo corrente proprio in questi momenti)
Quindi che facciamo,costruiamo centrali a carbone in più e le teniamo accese ( e inquinanti ) tutto il giorno per sfruttarle al massimo per quelle due ore o compriamo la corrente dei nostri vicini a prezzi folli?
 
E' vero che il rendimento quella del motore elettrico è superiore al 90-95%, ma non lo è se si considera che quell'energia ci deve arrivare al motore, e qualcuno ha calcolato che tra rendimento medio delle centrali a gas, distribuzione, trasformatori vari, rendimento del caricabatterie e delle batterie stesse il rendimento final fa fatica a raggiungere il 40%. E' comunque vero che anche raffinare il greggio ha un costo, che con l'elettrico si usano più energie pulite (o meno sporche) e che l'inquinamento localizzato alle centrali è più controllabile, ma i numeri sono molto meno eclatanti di quanto i "green" raccontano. Aggiungo anche che in Italia la quota di energia da rinnovabili negli ultimi due anni è scesa dal 43 al 37% (di cui le rinnovabili "vere" sono forse la metà se non meno, vista la presenza delle biomasse che sono più sporche del carbone), quindi in un'ipotesi di incremento dei consumi elettrici il loro contributo tenderebbe a scendere ulteriormente. Il quadro non è semplice, comunque.

Caro a_gricolo, l'eventuale incremento di consumi di fossili per l'elettrico verrebbe compensato dal minor consumo di fossili per benzina e gasolio.
 
e aggiungo i petroli di adesso non sono come quelli di 30-40 anni fa, sono di scarsa qualità e producono molto scarto, eccesso di zolfo ed eccesso di bunker (ovvero una porcheria gelatinosa che per muoverla bisogna scaldarla. E sapete cosa fanno le raffinerie quando l'impianto della produzione dello stesso è saturo? Lo mandano in torcia sulla salute di abita nel raggio di 30/40 chilometri. E sapete cosa fanno del bunker? Lo bruciano per scaldare le torri di raffinazione (risparmiando sul gas che usavano prima e sullo smaltimento dello stesso) mandando in chemio molti dei poveri ed inconsapevoli abitanti della zona. Ed in parlamento qualche loro amico gli ha pure passato il bunker come fonte rinnovabile così da far prendere loro pure gli incentivi.
 
Riporto quanto affermato dall'economista Giulio Sapelli:

La futura crescita esponenziale delle vendite di auto verdi dovuta al crollo dei prezzi delle batterie interesserà solo un segmento di nicchia del mercato che renderà queste auto accessibili solo alla popolazione ricchissima".

Come fa a essere di massa un’auto che ha bisogno di colonnine ogni 50 chilometri per essere ricaricata?

La produzione di energia elettrica non deriva da fonti rinnovabili, bensì da gas, gasolio o acqua. E per le auto cosiddette ecologiche occorre produrre enormi quantità di energia, anche in ore di punta. Altro problema è quello dello smaltimento delle batterie al litio - aggiunge - è praticamente veleno puro, peggio del mercurio".

Mi chiedo come mai queste problematiche non vengano mai citate dai media.............
 
Buonasera a tutti,

mi presento. Io sono un ragazzo che lavora da 13 anni nel settore delle auto. Ho seguito la vostra discussione, non totalmente in quanto è stato scritto da voi molto. Il desiderio di intervenire non mi ha spinto a leggere dalla prima all'ultima pagina.

Da addetto ai lavori posso dire questo che fino a 5 anni fa non si sentiva parlare di elettrico. l'auto elettrica è una cosa che ha una vita di 2/3 anni. L'iniziative più importanti le ha portate Renault e BMW; escludo la Tesla perché si sta parlando di una vettura che si muove in una nicchia di mercato quasi isolata.

Ultimamente si sta parlando assieme all'elettrico di guida autonoma. Secondo me sono due cose separate.
L'elettrico sarà una nuova risorsa energetica, finito il petrolio e le energie collegate o comunque sempre idrocarburi. Anche se non soppianterà completamente il petrolio, secondo me sarà più facile inventare una macchina che va a motore ad acqua o qualsiasi altra cosa che elettrico. Perché quest'ultimo non potrà mai andare da solo se non collegato ad un motore ibrido. Oppure fino a quando non verrà risolto il discorso della ricarica, come anche voi avete parlato, della gestione pubblica delle colonnine e delle condizioni contrattuali delle case nella gestione di batterie e contratti per un altro contatore o colonnina di ricarica per il privato.

Per quanto riguarda la guida autonoma, potrà anche non essere elettrica. E' un enorme punto interrogativo per noi del settore e per tutti. Una rivoluzione totale del settore auto e di tutto ciò che è annesso.
Io per quello che penso, discutendo anche con i colleghi, o verrà fatto nel giro di 50 anni e forse noi ne vedremo solo una parte; perché dovrà essere rivoluzionata la viabilità, il codice della strada e il completo affidamento alla macchina della gestione di una vettura, il "pilota" o "conducente" andrebbe a morire; come ha detto una volta un mio collega, supererebbe di gran lunga anche l'evoluzione dei mezzi di trasporto: treni e aeroplani che ad oggi mantengono le scelte di guida nelle mani di un pilota.
Nell'ipotetico caso che invece qualcuno ci veda di mangiarsi tutta la torta nell'assenza di petrolio e energie alternative e decida di imporre un sistema di guida autonomo e magari elettrico rivoluzionando tutte le comunicazioni mondiali allora il passo potrebbe essere anche domani.
Io penso che questo sarà un processo lungo che magari inizierà da città che noi abbiamo visto solo una volta nella vita per poi arrivare sulle nostre strade. Non ci vedo un monopolio perché il petrolio c'è e sono leggende gli studi di nuove vie (elettrico, idrogeno, acquisto di banda larga e mappe di google) quando ancora si studiano nuovi motori benzina, gpl e diesel.

Io per quanto appassionato attualmente amo l'automobile, l'automobilismo, i motoveicoli e motociclismo di un epoca che fu del motore e dei suoi piloti e delle sue gare e corse. Perché lavorando nel settore e guardandomi attorno vedo uniformità di modelli disegnati a computer, belli!!! Alcuni dal punto di vista tecnologico fantastico, però niente a che vedere hanno con quelle macchine che hanno fatto la storia del motore. E quelle come tutte le cose belle rimarranno per gli appassionati con la loro storia da raccontare.

Mi scuso della lunghezza del mio primo intervento. Sperò di essere stato preciso e di aver fatto un intervento interessante!
 
[QUOTE="y5, post: 2202494, member: 7684". Ed in parlamento qualche loro amico gli ha pure passato il bunker come fonte rinnovabile così da far prendere loro pure gli incentivi.[/QUOTE]


Per essere più precisi, le "assimilate".

Che si prendono l' 80% dei fondi destinati alle rinnovabili.

Per non parlare del fatto che, di quel 20% che rimane, una buona fetta va agli inceneritori... catalogati "rinnovabili" (neanche assimilati !)


...


L'elettrico puro ha le SUE indicazioni.
Diventa interessantese usciamo dalla logica della vettura "di proprietà" con cui ci dobbiamo fare tutto.
Qunti viaggi si fanno di 20 km ? E quanti di 1000?
E quanta energia si spreca in fascia notturna che potrebbe essere impiegata per ricaricare batterie?
 
Caro a_gricolo, l'eventuale incremento di consumi di fossili per l'elettrico verrebbe compensato dal minor consumo di fossili per benzina e gasolio.

Appunto, quindi il bilancio resterebbe più o meno lo stesso, almeno sul medio periodo. Sperando che nel frattempo si facciano dei progressi sul nucleare a fusione....
 
Appunto, quindi il bilancio resterebbe più o meno lo stesso, almeno sul medio periodo. Sperando che nel frattempo si facciano dei progressi sul nucleare a fusione....

Ma il bilancio dell'inquinamento in aree urbane o con alta concentrazione di veicoli (anche una semplice coda autostradale, per esempio) sarebbe sensibilmente più positivo con la diffusione dell'elettrico...
Comunque, ripeto, la produzione di energia, se non si verificheranno grandi stravolgimenti geopolitici, mi pare davvero un falso problema in prospettiva, mentre sono d'accordo sul collo di bottiglia rappresentato da tecnologia e problematiche degli accumulatori.
 
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