<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> L'immigrazione è una soluzione per la povertà nel mondo? | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

L'immigrazione è una soluzione per la povertà nel mondo?

Poveri

ricchi

democratici

dittatoriali

Ce ne sono

per

tutti i gusti....

Il problema " pare "

sia un altro.

Quanti ancora....?

( Sia mai il caso di porsi un limite? )

P.s.:

Anche le bottiglie da 1 litro

hanno una piccola tolleranza.

Ma dopo un altro goccetto

( leggi un 3/4% )

non ce ne sta piu'.
 
Comunque il sottosuolo dell'Africa è ricco e dopo il colonialismo niente di positivo è nato in quelle terre. Lo stato di povertà di analfabetismo la poco volontà a progredire fa dell'africa un continente che non ci darà problemi solo se esisteranno di nuovo dittatori come Gheddafi, Saddam etc oppure se li assoggetteremo di nuovo al colonialismo. La politica espansionistica degli usa e la dabbenaggine di parte dell'Europa ha prodotto gravissimi danni a quelle popolazioni e a noi stessi. Quanto ci vorrà affinchè somalia, marocco, ciad ecc si trasformino in stati come il Kuwait?

L'immigrazione non è una soluzione alla povertà del mondo, ma sarà la causa principale della fine del mondo, così come lo conosciamo e sarà una disfatta totale.
 
Ci sono esempi proprio in Africa che smentiscono quanto detto, il Botswana è uno di questi. Il continuare a credere che l'africa regge solo sotto dittature é continuare sulla strada che ha condotto questo continente nello stato in cui si trova ora in molte zone
 
Dato che è stato citato il Botswana, sono andato a darmi una rapidissima occhiata su Wiki, per quello che può valere, e ho scoperto un po' di cosette.
Innanzitutto, il Botswana è stato prima colonia sudafricana (coloni bianchi), poi protettorato britannico fino al 1966, ma non tagliò i ponti del tutto con l'ex dominatore, in quanto rimase membro del Commonwealth, e i rapporti tra bianchi e bantu erano più che buoni. Inoltre, il primo capo di stato, re Seretse Khama, regnò a vita, fino al 1980, insieme alla moglie, Ruth Williams, bianca di origini anglosassoni. Ad oggi, l'economia si basa per lo più sull'estrazione e lavorazione dei diamanti, controllata da una compagnia di nome Debswana, di proprietà per metà del Governo e per metà del gruppo De Beers, che non è propriamente africano. In altre parole, non stiamo parlando di uno Stato totalmente in mano alla classe dirigente locale (che l'avrebbe ridotto come il resto dell'Africa, IMHO), anzi direi che se non è colonialismo, ci si avvicina abbastanza..... no?
 
Ultima modifica:
quello che hai scritto ovviamente è vero ma il tutto si inquadra in un contesto positivo e non negativo che ha portato il paese ad essere quello con un tasso di crescita economica media sconosciuto ai paesi limitrofi, a debellare la corruzione e a creare un stato sociale che fino a pochi decenni fa non esisteva,tutto questo lo si percepisce visitando il paese, mentre anche da semplice turista nei paesi limitrofi si percepisce tutto il contrario. Non sono d'accordo sul fatto che il paese non abbia una classe locale dirigente, l'ha ed anzi affonda i suoi metodi in concetti precolonialistici che hanno effetti positivi sulla vita del paese
 
Non sono d'accordo sul fatto che il paese non abbia una classe locale dirigente, l'ha ed anzi affonda i suoi metodi in concetti precolonialistici che hanno effetti positivi sulla vita del paese

Da quanto capisco, hai una conoscenza diretta del paese, quindi sei più informato di me. Resta comunque un esempio isolato...
 
Da quanto capisco, hai una conoscenza diretta del paese, quindi sei più informato di me. Resta comunque un esempio isolato...

Ho avuto modo di visitarla e di visitare i paesi limitrofi, comunque a_gri sono d'accordo con te, anche se le mie conoscenze e impressioni del botswana fossero vere resta un caso isolato, ma potrebbe dimostrare che con certe condizioni, e utilizzando anche il retaggio coloniale alcuni paesi africani potrebbero incamminarsi su di un percorso di crescita,che come hai detto tu non deve subire influenze esterne ma deve vedere anche la voglia dei cittadini di un paese di emanciparsi
 
A ulteriore conferma che un somaro con la sella d'oro resta comunque un somaro:

http://www.tempi.it/il-nuovo-colonialismo-occidente-e-imposizione-aborto-a-noi-africani#.WWc5qoiLSHs

Questo è un estratto di un'intervista della BBC a un'attivista cattolica africana, ingegnere biomedico, quindi non un'ignorante ma una persona che ha ottenuto il massimo dell'istruzione:

«Sinceramente non capisco perché ci sia la necessità di garantire alle donne africane il diritto all’aborto», ha risposto l’attivista alla prima domanda della Bbc. «Nell’80 per cento dei paesi africani l’aborto è illegale. Non perché non possono legalizzarlo, abbiamo parlamenti e governi in Africa, ma perché la stragrande maggioranza degli africani rifiuta l’aborto. Non capisco, se la stragrande maggioranza degli africani non vuole l’aborto, perché l’Occidente dovrebbe spendere soldi per cercare di introdurlo?».
Presa in contropiede, la giornalista della Bbc ritratta: il punto non è l’aborto, ma la contraccezione che le donne africane «dovrebbero avere». L’attivista africana si irrigidisce: «Lei dice “dovrebbero”, ma chi è lei per decidere? In Africa non c’è richiesta di contraccettivi. Quello che la gente vuole e chiede ogni giorno è cibo, acqua, servizi sanitari di base e scuole. Basta parlare con gli africani a casa loro per saperlo»​

Allora, se a parlare così fosse un capo tribù dei Cucaramanga ci potrebbe anche stare, ma se un "ragionamento" (si fa per dire) del genere proviene da una persona che dovrebbe essere l'elite dell'Africa, laddove è evidente anche ai sassi che la sovrappopolazione è la causa primaria di TUTTI i problemi di quel territorio, beh, se una laureata in materie scientifiche se ne esce con una str........avaganza del genere, dimostrando palesemente o di non aver capito un ca**o, o più probabilmente di sbattersene le balle della sorte della sua gente, allora la mia personale risposta è una e una sola: arrangiatevi, tenetevi la fame e la miseria, continuate pure a fare venti figli a testa come i roditori per poi lasciarli crepare di stenti. Contenti voi, non me ne può fregare di meno.
 
Dato che è stato citato il Botswana, sono andato a darmi una rapidissima occhiata su Wiki, per quello che può valere, e ho scoperto un po' di cosette.
Innanzitutto, il Botswana è stato prima colonia sudafricana (coloni bianchi), poi protettorato britannico fino al 1966, ma non tagliò i ponti del tutto con l'ex dominatore, in quanto rimase membro del Commonwealth, e i rapporti tra bianchi e bantu erano più che buoni. Inoltre, il primo capo di stato, re Seretse Khama, regnò a vita, fino al 1980, insieme alla moglie, Ruth Williams, bianca di origini anglosassoni. Ad oggi, l'economia si basa per lo più sull'estrazione e
lavorazione dei diamanti, controllata da una compagnia di nome Debswana, di proprietà per metà del Governo e per metà del gruppo De Beers, che non è propriamente africano. In altre parole, non stiamo parlando di uno Stato totalmente in mano alla classe dirigente locale (che l'avrebbe ridotto come il resto dell'Africa, IMHO), anzi direi che se non è colonialismo, ci si avvicina abbastanza..... no?

http://www.indexmundi.com/map/?v=67&r=af&l=it
Ricordavo bene, il piu' era trovare un link

" E' proprio il B....stesso
ad essere un diamante in mezzo al ( quasi ) nulla "
 
A ulteriore conferma che un somaro con la sella d'oro resta comunque un somaro:

http://www.tempi.it/il-nuovo-colonialismo-occidente-e-imposizione-aborto-a-noi-africani#.WWc5qoiLSHs

Questo è un estratto di un'intervista della BBC a un'attivista cattolica africana, ingegnere biomedico, quindi non un'ignorante ma una persona che ha ottenuto il massimo dell'istruzione:

«Sinceramente non capisco perché ci sia la necessità di garantire alle donne africane il diritto all’aborto», ha risposto l’attivista alla prima domanda della Bbc. «Nell’80 per cento dei paesi africani l’aborto è illegale. Non perché non possono legalizzarlo, abbiamo parlamenti e governi in Africa, ma perché la stragrande maggioranza degli africani rifiuta l’aborto. Non capisco, se la stragrande maggioranza degli africani non vuole l’aborto, perché l’Occidente dovrebbe spendere soldi per cercare di introdurlo?».
Presa in contropiede, la giornalista della Bbc ritratta: il punto non è l’aborto, ma la contraccezione che le donne africane «dovrebbero avere». L’attivista africana si irrigidisce: «Lei dice “dovrebbero”, ma chi è lei per decidere? In Africa non c’è richiesta di contraccettivi. Quello che la gente vuole e chiede ogni giorno è cibo, acqua, servizi sanitari di base e scuole. Basta parlare con gli africani a casa loro per saperlo»​

Allora, se a parlare così fosse un capo tribù dei Cucaramanga ci potrebbe anche stare, ma se un "ragionamento" (si fa per dire) del genere proviene da una persona che dovrebbe essere l'elite dell'Africa, laddove è evidente anche ai sassi che la sovrappopolazione è la causa primaria di TUTTI i problemi di quel territorio, beh, se una laureata in materie scientifiche se ne esce con una str........avaganza del genere, dimostrando palesemente o di non aver capito un ca**o, o più probabilmente di sbattersene le balle della sorte della sua gente, allora la mia personale risposta è una e una sola: arrangiatevi, tenetevi la fame e la miseria, continuate pure a fare venti figli a testa come i roditori per poi lasciarli crepare di stenti. Contenti voi, non me ne può fregare di meno.

Ho visto l'intervista alla Dottoressa e benchè io sia favorevole all'aborto ho trovato le sue parole molto lucide, anzi direi che ha un bel po di ragione.
In Africa mancano infrastrutture di base in un continente che ha 1.2mld di persone e una superficie che è 3volte la Cina (che ha 1.4mld di persone) quindi molto dispersivo.
Scuole, ospedali e fonti d'acqua si trovano a decine se non a centinaia di km da piccoli villaggi.
Personalmente non credo che l'africa abbia un problema di sovrappopolazione altrimenti, con lo stesso ragionamento, potremmo dire che sarebbe meglio introdurre il controllo nascite in europa per risolvere la disoccupazione(!). La stessa dottoressa, giustamente, dice che lei è uscita dalla povertà con l'educazione e non con la possibilità da parte sua o della madre di abortire.

Quando dice alla giornalista che "la contraccezione e il diritto all'aborto sono una colonizzazione intellettuale dell'occidente" è da applausi!

La verità, sommessamente, è che la colonizzazione non è mai finita e l'attuale situazione africana fa comodo all'occidente per un mare di motivi; focalizzare l'attenzione sui flussi migratori in se (o sulla contraccezione) è come guardare il dito invece della luna: la luna è chi questi flussi li provoca più o meno direttamente.
 
direi che ha un bel po di ragione.
Io direi invece che ha torto marcio.Se hai cinque figli e da mangiare per due, semplicemente non devi farne un altro, perchè metti al mondo un ulteriore contributo alla miseria e alla fame. Io non sono particolarmente favorevole all'aborto, ma in Africa la contraccezione è fondamentale.
 

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